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Milano | Porta Venezia – Sacchi sui caselli neoclassici

Premetto che onestamente non sono un fan delle istallazioni, per me l’arte è un quadro, una scultura, un’architettura; sono più per l’arte concreta, che rimane nel tempo e che si tramanda, piuttosto che arte effimera o che ha la durata breve di un attimo. Certo che bisogna ammettere che un’istallazione suscita sempre un po’ di interesse e a volte riesce anche a provocare reazioni differenti.

Da qualche giorno i due caselli daziari di Porta Venezia sono stati impacchettati per bene con sacchi di di juta.

Si tratta dell’installazione “A Friend” dell’artista ghanese Ibrahim Mahama, curata da Massimiliano Gioni per la fondazione Nicola Trussardi in occasione dell’Art Week, che rimarrà visibile anche per l’intera durata della Design Week.

Come già avvenuto nelle capitali dell’arte contemporanea e nei musei di tutto il mondo, le numerose opere pubbliche realizzate da Ibrahim Mahama, dove, palazzi governativi, teatri, biblioteche e stazioni ferroviarie, vengono coperti dai sacchi, anche a Milano l’artista avvolge i caselli neoclassici di Porta Venezia, creando una seconda pelle che conferisce ai due edifici una nuova identità.

L’opera coinvolge un luogo simbolo della città: il crocevia di Porta Venezia, originariamente Porta Orientale, una delle sei porte principali della cinta urbana. “A Friend” vuole innescare una riflessione sul concetto stesso di soglia. Attraverso la ricerca e la trasformazione dei materiali, Ibrahim Mahama indaga temi come la migrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone. I sacchi sono elementi fondamentali della sua ricerca: simbolo dei mercati del Ghana, sono fabbricati in Asia e importati in Africa per il trasporto su scala internazionale di merci. Strappati, rattoppati e marcati, i sacchi con le loro cuciture diventano garze che tamponano le ferite della storia, simbolo di conflitti e drammi che da secoli si consumano all’ombra dell’economia globale.

I sacchi dell’artista racchiudono allo stesso tempo un significato più nascosto che riguarda la forza lavoro che si cela dietro la circolazione internazionale delle merci. Il sacco di juta, spiega l’artista, “racconta delle mani che l’hanno sollevato, come dei prodotti che ha portato con sé, traporti, magazzini, mercati e città. Le condizioni delle persone vi restano imprigionate. E lo stesso accade ai luoghi che attraversa”. Per assemblare i sacchi, spesso Mahama collabora con migranti provenienti da zone urbane e rurali in cerca di lavoro, senza documenti né diritti, vittime di un’esistenza nomade e incerta che ricorda le condizioni subite dagli oggetti utilizzati nelle proprie opere.

Sicuramente l’istallazione è d’impatto e sta certamente suscitando non poco dibattito per le vie di Milano. Alla maggior parte dei cittadini non piace l’opera, vedere i due storici caselli nascosti dai teli proprio non va giù, eppure sono in molti a fotografarli, come voleva l’artista. Siamo nell’era dello smartphone e delle foto compulsive.

Nascondere completamente il monumento con i sacchi sembra quasi un affronto alla cultura milanese e italiana. Però lo scopo di un’istallazione è proprio questa, provocare e creare dibattito pubblico per un po’, riportando successivamente tutto com’era.

Opinione nostra: più che altro ci chiediamo che originalità ci sia nel coprire i monumenti con teli, quando c’è già il ben più famoso Christo, l’artista statunitense che con la moglie Jeanne-Claude, hanno ricoperto monumenti e non solo in tutto il mondo sin dagli anni Settanta?

Alcune foto sono di Marco Gucciardi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


57 thoughts on “Milano | Porta Venezia – Sacchi sui caselli neoclassici

  1. Anonimo

    A me piace! Milano per andare avanti ha bisogno di essere una città di arte e cultura. Anche quella contemporanea. Ben vengano artisti e creativi da tutto il mondo!!

  2. Anonimo

    Non si può parlare di creativita’ se questo ci arriva con quarant’anni di ritardo. Ma se l’ artista “indaga sul fenomeno dell’ immigrazione” allora va be’, a Milano va benissimo, ma che scherziamo?

    1. Anonimo

      Indaghiamo e facciamo arte sui migranti…fa molto contemporaneo.

      Basta che nessuno vada a chiedere a Sala ed alla sua gang, quanti dei soldi dei palazzi e uffici che tutte le multinazionali dell’immobiliare stan costruendo a Milano servano a costruire case per questi migranti.

      ZERO.

      Facciamo le foto e sentiamoci migliori perchè al Fuorisalone ci son le installazioni che ricordano i migranti! Tutto il resto è Spritz…

  3. Anonimo

    A me piace, anche considerando che si tratta di un’opera temporanea che lascia integri i dazi. Mi pare anzi che abbiano riportato alla vita i caselli, che collocati come sono in una zona di attraversamento abbastanza veloce passano alquanto inosservati

  4. Maria Rosa

    A me piace, anche considerando che si tratta di un’opera temporanea che lascia integri i dazi. Mi pare anzi che abbiano riportato alla vita i caselli, che collocati come sono in una zona di attraversamento abbastanza veloce passano alquanto inosservati

  5. Anonimo

    Senza dubbio orribile. Se poi si vogliono cercare significati reconditi la vedo più come “arte” islamica. Oggi un burqua sui caselli neoclassici e un domani sulla statua di Leonardo davanti palazzo Marino. Sempre se nella filosofia del politicamente corretto non si arriverà a coprire il Duomo di Milano in segno di rispetto alle altre culture.

    1. Luca

      Ma non e’ nemmeno arte islamica se pensi all’Andalusia! E’ proprio una ca*****ta pazzesca (90 minuti di applausi)!

  6. Luca

    Un affronto alla cultura milanese e italiana, infatti quei caselli sono neoclassici, ovvero un richiamo alle tradizioni greco-romane del nostro paese. Se avesse voluto, avrebbe potuto effettuare questa istallazione in un luogo meno iconico e meno significativo per l’architettura milanese…Il prossimo passo sara’ fargli ricoprire il Duomo o il Castello, d’altronde con Salah questo ed altro…

    1. Wf

      Per te l’arte è mettere i calzini e le mutande ognuno nel proprio cassetto!
      🤣🤣🤣🤣

      Ammazza che crescita culturale artistica.
      Al livello dei giochi dei bambini con i buchi e le forme.

      Cerchio in cerchio
      Stella in stella
      Quadrato in quadrato.

      Cavallo leonardo ippodromo
      Toro galleria macello porta vittoria
      Ecco fatta l’arte…

      😂😂😂😂😂🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
      Chapeu

        1. Andy77

          Mi hanno detto che i Sacri Tari li hanno messi a P.ta Genova!
          Con l’acqua dialogano meglio mentre Staccolanana al macello mentre il Fragolari ai Mercati Generali.
          😀 😀 😀 😀

          1. Wf

            Guarda che è un attimo che te lo ritrovi allarco della pace… te giri e non cè piu..
            Il nascondismo… funziona così!
            Te fa parco sempione grande protagonista del 900…
            🤣🤣🤣🤣
            E fatevela una risata.
            Via il polistirolo da sotto le ascelle!
            🤣🤣

  7. Anonimo

    Son le robe che si facevano 40 anni fa, i primi lavori di Christo e relativi epigoni.

    Questa mi sembra una gran ruffianata da instagram ad uso del Fuorisalone.
    Che non c’è niente di male…tutto ciò che porta soldi e turismo a Milano va bene.

      1. Anonimo

        Bravo Pierre, ce ne fossero come te, a quanto pare tu sei l’unico cha ha riflettuto sul concetto stesso di soglia, hai colto in pieno l’ indagine sull’ immigrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone, senza dimenticarti che i sacchi con le loro cuciture diventano garze che tamponano le ferite della storia.Mica bao bao micio micio.

  8. vincio

    hanno coperto con la pubblicità porta romana per quasi due anni e adesso il problema sono due settimane sui caselli del panettiere? tristezza.

  9. Wf

    Sento troppi leghisti, anche uno solo è dintroppo, che tirano fuori discorsi su sto casello che manco le camicie brune di hitler quando bruciavano le opere d’arte e i libri in piazza come “arte degenerata”.

    Ossia tutta l’arte che proveniva dalle “razze africane o ebraiche”.
    Stessi discorsi…

    Brrr..

      1. Joe

        Ben detto, Luca.
        Un orrore soprattutto per il motivo idiota per cui è stato fatto.
        Questo ricordando all’ignorante Wf che le più grandi opere d’arte dell’umanità derivano da paesi europei e cristiani mentre le migliori oper scientifiche da bianchi ebrei.

    1. Luca

      L’ho detto poco su! Non e’ arte questa, se vogliamo dire che noi non vogliamo arte “aliena” (come lasci intuire col paragone con le camice brune), allora ti dico che l’arte araba in Andalusia (e in forma minore in Sicilia) e’ ARTE. Questa e’ una ************* pazzesca!! Poi per carita’ pareri personali…Comunque si mi piace cerchio in cerchio, stella in stella ecc…Ho nostalgia di un’ERA in cui l’uomo cercava di rendere omaggio a una bellezza trascendente e superiore, e che magari non capiva, ricercando e valorizzando l’armonia della natura, piuttosto che cercando di destare scandalo (ma poi de che? come dicono a Roma) solo per il gusto di essere ribbbbelli in maniera fine a se stessa.

      1. Andy77

        Cerco di immaginarti non dico nel medio evo ma solo nel ‘800 quanto arrivavano impressionismo, espressionismo, cubismo nonché l’architettura industriale di Eiffel. Con i dovuti paragoni avresti posto bombe ovunque dato che questa installazione non è così dirompente, pensa se avessero messo per 2 settimane un carro armato a testa in giù nel bel mezzo dell’incrocio nel mondo civilizzato lo avrebbero fatto anzi lo hanno fatto con un elicottero!
        Il concetto è: discuti di forme d’arte che sono state analizzate e digerite per molto tempo, per questo motivo la collettività la considera universalmente arte ma se quelle opere le contestualizzi nella loro epoca capirai che fanno l’effetto che a noi fa il sacco di iuta sul casello daziario. L’architettura romana che noi ammiriamo è principalmente figlia dell’architettura Adrianea che i suo contemporanei stroncavano e paragonavano a creazioni di pongo dei bambini.
        Ecco diciamo che tu in questo momento sei l’Apollodoro di Damasco potrai avere ragione ma anche sbagliarti, poco importa. Quello che ti si chiede è ragionare sull’installazione e non rigettarla liquidandola come una cagata pazzesca e basta, più che fiero delle tue radici pare tu abbia paura di perderle non sapendo quali esse siano con precisione. Fuori Italia le persone sono molto meno provinciali e più consci delle proprie radici e quando si trovano di fronte ad una questione come questa si pongono delle domande vere e non preconfezionate da un felpa qualunque

        1. Wf

          Andy77 mi sa che è come insegnare li latino alle scimmie.
          Spiato sfregato..

          Magari coi cerchi e i buchi la stella il quadrato ti capiscono meglio.

        2. Anonimo

          Guarda che roba tipo i sacchi di iuta sui caselli daziari le abbiamo gia’ contestualizzata mezzo secolo fa.( Se hai ancora aperto Wikipedia)

      2. Andy77

        Apollodoro di Damasco vs Salah! Cerco di immaginarti non nel Medio Evo ma alla fine dell’800 quando Impressionismo, espressionismo, cubismo e l’architettura industriale di Eiffel fecero la comparsa. Con il giusto paragone avresti piazzato una bomba visto che l’installazione attuale non è così dirompente, chissà cosa avresti fatto se avessero esposto un carro armato a testa in giù in mezzo all’incrocio, nel modo civile lo hanno fatto con un elicottero.
        Il concetto è: quella che tu definisci arte sono realizzazioni che la società ha impiegato tempo per digerire e rielaborare considerandola tale, ma queste realizzazioni nella loro epoca non lo erano. Per esempio l’architettura romana su cui si basa il neoclassico è in gran parte Adrianea che all’epoca veniva stroncata e definita la creazione di un bambino col pongo (la sintetizzo così). Ora tu sei l’Apollodoro che stronca Adriano (sai benissimo cosa è villa Adriana dai disegni del Piranesi) puoi avere ragione o torto poco importa. L’importante è che argomenti come un intenditore di architettura e di arte quale ti reputi e non come un nozionista che stronca tutto quello che va oltre quello che ha memorizzato.
        Normalmente fuori dall’Italia le persone con cui discuto di arte e architettura sono meno provinciali e al tempo stesso più sicure e consce della propria identità (di quanto fai tu)
        PS: citando la tua frase
        Ho nostalgia di un’ERA in cui l’uomo cercava di rendere omaggio a una bellezza trascendente e superiore, e che magari non capiva, ricercando e valorizzando l’armonia della natura, piuttosto che cercando di destare scandalo
        Dove si inseriscono in questa tua affermazione Da Vinci, Caravaggio, Brunelleschi tanto per citarne qualcuno? Il tuo era il commento dei loro contemporanei per ostacolarli quando presentavano le loro opere. Ovviamente c’era chi era illuminato e capiva il loro genio per fortuna.
        E noi ereditiamo dopo secoli queste scelte.

      3. Wf

        L’età delloro non è mai esistita.
        Larcadia era solo una ricostruzione postuma di chi non riesce a fare i conti con il contemporaneo.

        In realtà è solo un pensiero consolatorio che sposta nel passato tutto cio che di bello si vuole ottenere e non è piu verificabile .
        Ma la realtà era semore diversa dall immaginazione.

        E poi larte è sempre stata perturbante.
        Anche cio che tu adesso vedi come classico è solo una distorsione prospettica.
        I tuoi gusti sono figli del pregiudizio estetico poco allenato e poco variato.

        In fondo la tua reazione dimostra che un semplice sacco di juta e piu perturbante per i tuoi schemi psicologici di quanto non si possa chiedere.
        E questa è la migliore risposta circa l’opera stessa.

        1. Anonimo

          Guarda Wf che a me il semplice sacco di juta non mi perturba per niente😂 Pensa ai tuoi di schemi psicologici, li di perturbazioni se ne potrebbero vedere parecchie🤣

  10. Andy77

    Diciamo che l’opera ha centrato l’obiettivo! Al di la dei legaioli che sono per definizione flat brain, l’arte (soprattutto quella contemporanea) deve far discutere sul suo significato e su tutto ciò che tocca o coinvolge.
    Nel rinascimento si discuteva del Michelangelo prima ancora che divenisse il Michelangelo dei giorni nostri anche se chi ne discuteva nel ‘500 aveva maggiore cultura e cognizione di causa.
    Per quanto riguarda gli epigoni di artisti più affermati, ci sono sempre stati….
    Ben vengano queste installazioni, per far pensare e confrontare costruttivamente le persone.

    1. Anonimo

      Non ti viene di dire il tuo parere senza insultare chi la pensa invece in modo diverso? (e senza appiccicargli automaticamente l’etichetta di “leghista” che mi sembra una generalizzazione un po’ grossolana)

      1. Anonimo

        No,proprio non ci riescono, e’ nel loro DNA, una volta chi non la pensava come loro era “fascista” adesso “ legaiolo” e hanno imparato anche a dire “flat brain”

          1. Andy77

            Ho colto un’altra volta la questione! Non è colpa mia se sono RADICAL CHIC o BUONISTA (epiteti che vi piacciono assai)…è colpa vostra che avete il QI di un bonobo impazzito e in calore e non sopportate che ve lo dica 😀 😀 :D.
            Flat brain orgogliosi di esserlo!
            L’installazione ha senso perché porta a discutere, poi se si vuole che questa discussione sia costruttiva e nel merito sta a voi. Avete anche una buona occasione per smentire quanto affermo riguardo al Flat Brain.
            Può starci la critica per la scimmiottatura a Christo (bulgaro naturalizzato americano per la precisione) ma il fine è diverso e vuol far capire a tutti, indipendentemente dal colore politico cosa significhi consumare, capire da dove vengono i beni e servizi da noi utilizzati.
            l’opera non deve essere al casello daziario per incompatibile? Può essere ma come ribadito da altri si sta parlando di qualcosa di temporaneo su qualcosa che non è eccelso dal punto di vista artistico, poi bisogna capire cosa significhi compatibile: secondo me lo sono, se non fosse stato per UF molti non se ne sarebbero lamentati.

          2. Anonimo

            “Cervello piatto” ( mi rifiuto di usare l’ altro termine) secondo me significa esaltare a priori qualsiasi iniziativa di questa giunta e insultare chiunque osi criticarla

          3. Andy77

            In pratica ti dai dell’idiota la quadrato! Sei un mito!
            Flat brain: persona dall’encefalogramma piatto, solo per farti capire il significato che non è proprio quello letterale che tu hai espresso proprio perché ti rifiuti di capire la sostanza.
            Argomentare sull’opera e richiedere di argomentare con dialettica non è uguale ad avvallare la decisione della giunta comunale, è una semplice richiesta di ragionamento. Per esempio chi afferma che il Neo Classicismo è un chiaro riferimento alle nostre radici e che il drappo è un’offesa alle nostre radici non ha la più pallida idea di che cosa sia l’arte né delle correnti culturali che hanno portato il Neo Classicismo fra 700 e 800.
            Era una corrente culturale Pan Europea che si opponeva a Barocco e Rococò volendo tornare ad una linea più pulita riferendosi all’arte greco/romana ma nello stesso filone ci si riferiva all’arte egiziana e del medio oriente perché esotica portandola all’eclettismo, ti aspetti la jihad per queste tendenze?
            La questione delle radici se la inventa di sana pianta Luca, perché il Neoclassicismo lo hanno elaborato artisti per lo più stranieri osservando l’arte greca (vedi il saggio sulla tranquillità del Winckelmann), gli facciamo prima prendere la cittadinanza post mortem per potercene vantare come esempi di Italiani?
            Oltretutto la Fondazione Trussardi paga il comune per quella esposizione temporanea come la pubblicità che ha coperto caselli daziari per anni senza che tu ne abbia parlato. I culi di Guess vanno bene ma l’installazione del negro insulta la nostra cultura?
            Puoi rispondere punto punto? Almeno confermi di essere un pensante e non un software o un semplice troll

          4. Anonimo

            Il neoclassicismo non si “opponeva” a un bel niente. “Opporsi” è una categoria tardo ottocentesca.
            Il neoclassicismo era il gusto prevalente della nuova classe borghese che aveva scalzato con le buone o le cattive la vecchia aristocrazia. E comunque in Francia. In Inghilterra lo stile classico (o palladiano) non era mai passato di moda.

            Se avessi letti i post di Urban File della fine del 700/inizio 800 avresti trovato l’Andy77 dei tempi che dava dei beceri beoti zoticoni ai bottegai arricchiti seguaci di quel populista di Napoleone che prendevano il potere al posto della vecchia classe dirigente imbevuta di illuminismo imparaticcio sui libri.

    2. Wf

      Ahahahhahahahaha flat brain!
      Mi hai fatto morire!
      😂😂😂🤣🤣🤣🤣🤣👍
      Flat brain!

      Ma infatti concirdo e trovo assurdo che ancora nek 2019 si debbano spiegare queste cose relative all’arte circa 50 anni dopo le avanguaride artistiche etc etc.

      Per molti arte sono i soprammobili e le tendine di casa in pizzo si vede…

        1. Andy77

          Noooo anonimo, WF non è banale ed il mio non è un insulto! E’ proprietà di linguaggio perché vi descrive perfettamente e vi identifica! Ora che vi sentite vittime di un meccanismo da voi inaugurato chiedete di smettere?
          Ammettete la realtà: per voi arte eccelsa è il comodino bidermeier che per il resto del mondo è la rappresentazione del kitsch, se volete possiamo discutere anche sulla genesi del termine kitsch.
          Per esempio per voi Corso Buenos Aires è Kitsch? Per quale motivo? Per me sono peggio Corso Buenos Aires e Piazza Oberdan lasciate alla libertà di gusto dei singoli che un’installazione temporanea che si mimetizza con l’edificio e fa pure discutere.

          1. Wf

            Andy77 figurati che colpo gli pija se gli riveli che il neoclassicismo riferendosi alllepoca classica era basato su un falso storico…

            Visto che i marmi del partenone e le statue di marmo anche romane latine erano tutti colorsti di rosso, giallo, blu verde, etc..

            Gli prende un colpo!
            Il classico come bianco candore del marmo e rovina è semore ststo una invenzione postuma.


            Lor signori al posto del sacco di juta avrebbero preferito mettere sul casello una enorme parrucca inglese oppure quella dei giudici di una corte tedesca.

            Marmi colorat e concetto di classicità.

          2. Anonimo

            Ma va’? Il neoclassicismo era basato su un falso storico? Ma pensa, chi l’avrebbe mai detto. Ma ne sei proprio sicuro? Grazie Wf comunque per i tuoi post sempre illuminanti

  11. Wf

    Come se due caselli dove ce stava la puzza di erda dei cavalli e tutta la merce ammuffita del dazio fossero unopera d arte.

    Unopera storica si.
    Ma darte proprio no.
    E neanche archutettonicamente interessante.

    Storicamente li difendo ma solomoer questo.

    1. Wf

      Cè quarcuno che ha parlato di opere neoclassiche… si vabbè…
      Allora pure il bidet mio de casa Richard Ginori é n opera neoclassica da tutelare…

      Dai su..

      1. Anonimo

        “Milano Porta Venezia, sacchi sui caselli neoclassici”. Non dico di leggere tutto l’ articolo, Wf, sarebbe troppo per te, ma almeno il titolo… Dai su..

          1. Wf

            Si vabbè appunto.. come i sanitari.
            Pure le ville dei mafiosi italoamericani sono neoclassiche…
            Quelle con il timpano e la fontana col putto che piscia..
            🤣🤣🤣🤣

            Sai cos’è un casello daziario e cosa e chi ci transitava?

          2. Anonimo

            Noooo, non ho la più pallida idea di cosa sia un casello daziario, però credo che il mio bidet non sia neoclassico, oddio potrei sbagliarmi.😂

      2. Andy

        Caro Wf, talvolta basta leggere per informarsi. Sia sui dazi sia sllo stile neoclassico. Del resto da uno che dice di fottersene di dove la gente posteggerà le auto non ci si può aspettare molto

  12. Giuliano

    Dopo il dito medio davanti alla borsa di Milano pensavo non fosse possibile andare ancora più in basso invece questi due sacchi di immondizia che coprono edifici cari ai milanesi hanno abbassato l’asticella ulteriormente! Complimenti al genio del comune che ha autorizzato tale scempio!

  13. MCW

    Una banale e ritardataria scopiazzatura terzomondista di Christo diventa magicamente un’opera d’arte solo perchè gradita al conformismo politicamente corretto che spesso (come nel caso di qualche intervento di questa discussione) nasconde solo faziosità e una buona dose di ignoranza.
    Ovviamente non si può cancellare il fatto che i caselli daziari siano comunque un’opera neoclassica di Riccardo Vantini (1827/28) architetto bresciano noto per avere progettato il primo cimitero monumentale italiano (Il Vantiniano) ispiratore poi di molti altri.
    Siamo molto lontani dai bidet, evidentemente l’unico posto dove certi pseudo-ragionamenti (e chi li fa) trovano il loro ambiente naturale.

    1. Andy77

      Non giudico l’opera, semplicemente sottolineo che l’opera ha centrato l’obiettivo di qualsiasi creazione di arte contemporanea e cioè far discutere. Normalmente all’estero vedo persone argomentare sul significato di un’opera del genere in modo pacato e potrai capire a questo punto la desolazione nel leggere il tuo commento (ossie confermi il flat brain)
      Che i caselli daziari siano pregevoli per la funzione che svolgevano nessuno obietta, anzi si potrebbe pretendere questa cura costruttiva e di dettaglio anche in architettura moderna, ma definirla opera d’arte è come disquisire sul livello artistico del telo che lo ricopre….
      Con la tua affermazione “un’opera d’arte solo perché gradita al conformismo politicamente corretto che spesso (come nel caso di qualche intervento di questa discussione) nasconde solo faziosità e una buona dose di ignoranza” ti sei già qualificato c’è poco da dire…non ti lamentare della tua impermeabilità culturale nonché del tuo sterile nozionismo senza averne capito la sostanza. Già ti immagino a metà 800 lamentarti dei caselli daziari per eccessivo conformismo e che avevano scimmiottato il Piermarini 😀 😀 😀 Ora non lo fai per il semplice fatto che qualcun altro ha detto che Riccardo Vantini è un gran architetto…..

  14. MCW

    Caro Andy77, e’ sempre divertente vedere come faziosità e limiti culturali e di comprensione impediscono sempre di valutare i concetti deviando ogni discussione sulla denigrazione dell’interlocutore, peraltro secondo schemi e pappagalesche ripetizioni (“ti sei già qualificato”, “impermeabilità culturale” “flat brain”). E tutto senza avere nemmeno compreso il senso del testo, mostrando quindi evidenti limiti di comprensione. Io invece ho capito benissimo: chi non si appiattisce sulle vostre tesi conformiste, scontate e preconfezionate deve essere additato al pubblico ludibrio. Ma in fondo è una medaglia. Siete più prevedibili del ghiaccio al Polo Nord.

  15. Anonimo

    Il bello che questo tal Andy 77 si auto definisce RADICAL CHIC e BUONISTA. Be’io toglierei CHIC e in quanto a buonismo raramente si leggono post pieni di livore e insulti come i suoi.

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