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Milano | Duomo – Le aiuole di via Marconi… finalmente protette

Pochi anni fa, via Marconi, la piccola via tra piazza Duomo e piazza Diaz, era stata riqualificata con selciato in pietra e aiuole laterali. Peccato che le aiuole laterali erano solcate da migliaia di persone ogni giorno tanto da diventare spoglie e spennacchiate. Una brutta immagine proprio a due passi dal Museo del Novecento e dal Duomo.

Finalemte da qualche settimana le aiuole sono state messe in protezione dai pedoni indisciplinati con l’ausilio di una recinzione metallica.

Qu sotto come erano state ridotte le aiuole sin da subito dopo l’intervento di riqualificazione avvenuto solo nel 2017.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Duomo – Le aiuole di via Marconi… finalmente protette

  1. Anonimo

    E ci voleva tanto?! Assurdo che non siano protette le aiuole fin da subito. Peccato solo abbiano usato quella banale rete verde stile Leroy Merlin invece di qualcosa di più adatto ad un contesto storico e centrale.

    Sul discorso segnaletica stradale meglio stendere un velo pietoso, la segnaletica orizzontale se ben realizzata potrebbe rendete inutili il 70% almeno dei cartelli stradali.

    1. Anonimo

      Ai miei tempi si insegnava a scuola guida che la segnaletica orizzontale prevale su quella orizzontale, ma oggi pare sia l’opposto:

      http://www.vigileamico.it/chiedi/files/s078.htm

      Da qui la proliferazione di cartelli con cui i comuni e gli enti gestori in generale si mettono al riparo da possibili contestazioni, anche legali (“Eh, ma c’era il cartello!”)

    2. Islington

      è un problema generale dell’arredo urbano milanese di essere preso al reparto giardino del Leroy Merlin. Basta guardare anche ai lampioni, ai paletti di varia foggia materiale e dimensione, ai semafori fermi agli anni 60.

      L’abbiamo detto migliaia di volte ma giova ripeterlo: manca una REGIA e il cosiddetto abaco, partorito dopo anni e anni di travagli, è solo un catalogo dell’esistente, una vera presa in giro.

  2. Renzo

    Plastichetta provincialissima. Meglio che niente, per carità. Ma perché a Milano non si usano i cancelletti bassi in metallo scuro, come in tutte le città europee?

  3. Alberto

    L’altra sera ero ubriaco e per andare a prendere la mobike lì di fianco sono riuscito a scavalcarla lo stesso

    ACAB

  4. Renato S.

    Comunque lì per anni c’è stata una folta siepe. Che però non piaceva all’architetto che ha ripasticciato il sito per conto di Reale Immobili e l’ha fatta eliminare.
    Onestamente era molto meglio di queste aiuole da cimitero di periferia.

  5. _

    A dimostrazione dell’utilità dei pali (e dello scarso senso civico dei ciclisti meneghini), la bici legata al palo nella foto 3 (quella grande).

    Inutile dire che ci sono a circa 4 metri di distanza due rastrelliere per bici completamente vuote (e pure di ultimo modello per legare il telaio) che si vedono nella foto 2.

    Ciclista incivile.

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