Martedì 30 aprile è l’ultimo giorno di apertura di Urban Center in Galleria; come noto, infatti, Moncler si è aggiudicato lo spazio attualmente occupato da Urban Center che ha trovato una nuova casa in Triennale.
In questi anni di attività in Galleria, Urban Center è stato un punto di riferimento importante per raccontare la città.
Gli ingressi all’Urbancentere e all’info-point Uno dei molti incontri che si tengono all’interno dell’Urbancenter
Ha ospitato mostre, dibattiti e incontri pubblici grazie all’instancabile attività del Direttore Alfredo Spaggiari e dei suoi collaboratori (su tutti Silvia Segala la cui professionalità abbiamo avuto modo di apprezzare direttamente durante Identità Milano).
É con il loro supporto che Urban Center è stato finora il fulcro delle iniziative più disparate, anche grazie all’intuizione della necessità di fare rete e di stimolare le varie realtà cittadine a collaborare fra loro, valorizzando le proprie esperienze e prendendo spunto da quelle altrui.
Come Urbanfile vogliamo ringraziare pubblicamente Urban Center Galleria per aver contribuito a valorizzare l’architettura milanese e siamo felici che – con il trasferimento al Palazzo dell’Arte – questa attività possa essere integrata con le tante iniziative che Triennale svolge per la promozione della città e delle sue eccellenze.
Si sposta in triennale e si liberano spazi in galleria.
Win win.
Mah, win per le casse del Comune (cioè, in definitiva, per le nostre tasche), di sicuro.
Per l’utente, un po’ meno win, penso soprattutto ai turisti stranieri: in Galleria ne entravano molti che, semplicemente, ci passavano davanti: in Triennale ci devi andare di proposito, difficile che “ci passi davanti”.
win per Moncler, win per le casse del Comune e win per la Triennale (che almeno ospita eventi meno rarefatti e astrusi di tanta della sua offerta)
E’ l’integrazione con le attività della Triennale che preoccupa….
Speriamo bene
Può essere un rilancio invece…
Speriamo bene
Amsterdam era come Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Vicenza, Firenze, Napoli, Palermo. Poi hanno risolto [video]
Negli anni 70 ad Amsterdam il traffico era ossessivo e congestionato come quello di Roma, Milano, Torino, Firenze e tante altre città italiane oggi. Poi, anche per reagire alla piaga degli incidenti stradali (400 bambini e ragazzi morti in un solo anno), gli olandesi hanno messo la bicicletta nell’equazione dei trasporti, elaborando la formula
https://benzinazero.wordpress.com/2017/01/25/amsterdam-era-come-roma-milano-firenze-poi-hanno-risolto/