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Milano | Cagnola – Ecco le Trilogy Towers di via Gallarate 1

Vicino a Piazzale Accursio alla Cagnola, avevamo visto che al numero 1 di via Gallarate presto saranno edificate tre torri. Ecco un nuovo rendering che finalmente mostra il complesso residenziale battezzato Trilogy Towers.

Le tre “torri” 17, 14 e 12 piani avranno un’ottima vista e affacceranno sia sul piazzale Accursio e il consolato USA, sia sul quartiere di Boldinasco, fatto di palazzine non troppo alte, ma soprattutto si affacceranno anche sul vicino Monte Stella.

Il complesso non ci sembra affatto male, moderno e di classe.

In via Gallarate 1 e 3, si trovano degli edifici utilizzati da officine meccaniche di riparazione, da oggi, 3 maggio, è stato allestito lo showroom.

Siamo andati a fare un sopralluogo ed ecco cosa verrà demolito: una casa di ringhiera del primo Novecento e altre palazzine dello stesso periodo ad uso industriale e magazzino.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Cagnola – Ecco le Trilogy Towers di via Gallarate 1

    1. Anonimo

      Mille volte meglio abitazioni alte e compatte in città, servite da mezzi, che orrende villettopoli a devastare la poca campagna rimasta nelle regioni suburbane della città.

      1. Joe

        Ma cosa ne sai tu, anonimo? Non ti suggerisce nulla il fatto che le metropoli dei paesi civili di Europa e America siano circondate da quartieri con case a 1 o 2 piani con giardino privato? Prova dare un’ochiata alle città inglesi, tedesche, scandinave, americane, francesi e australiane.
        I formicai abbasano la qualità di vita e aumentano la densità di popolazione, di cui Milano soffre più di altre città.
        Ha ragione Luca: basta formicai umani!

      2. Luca

        “Alto e compatto in città” significa avere 100-200 unità abitative (e relativi inquinamenti di falda, rifiuti, prelievi di falda, etc) nello spazio di 1-2 case singole.

        Il tuo ragionamento funziona solo se questi formicai umani vengono posti in sostituzione a case più basse, lasciando il resto a spazio verde. Il problema, invece, è che al posto di N case basse, si costruiscono N formicai, moltiplicando all’ennesima potenza inquinamento, isola di calore (le villettopoli e i loro giardini hanno temperature medie estive di qualche grado più basse rispetto al cementificio che è Milano) e la congestione di mezzi e strade.

        Dai un occhio alle più vivibili città al mondo e al loro sviluppo, più orizzontale che verticale per quanto riguarda il residenziale, e solitamente lo sviluppo verticale avviene A) nel centro e B) nei quartieri popolari. Questo tipo di costruzioni è la versione moderna dei palazzi anni 60-70 di cui ci pentiremo tra un decennio.

        1. Grace

          Certo è che se prima c’era un tessuto storico dei primi del novecento fatto di una casa di ringhiera di 4 piani ed un’altra di 2 piani più dei meravigliosi edifici bassi in mattoni a vista destinati a fienili e depositi e delle successive officine artigianali,
          Ora tutto ciò verrà raso al suolo per costruire una volumetria spaventosa e superare di ben 12 piani le altezze degli edifici esistenti, baipassando bellamente le indicazioni del PGT. Io mi chiedo come sia possibile tutto ciò in un comune dove il vaglio dei progetti tra tecnici e paesaggisti dovrebbe essere severo, dove il tessuto edilizio circostante nulla ha a che vedere con questa nuova edilizia di grattacieli, dove la stessa urbanistica dovrebbe porre dei limiti all’espansione in città di questi nuovi interventi ad alveare che non danno in cambio nulla, solo un pò di verde privato, senza dare aree a parcheggio aggiuntive.
          Mi chiedo come può il comune di Milano permettere oggi che si costruisca senza dare posti auto sufficienti per i nuovi alloggi.
          Qui si parla di 125 alloggi grandi, quindi 2 o 3 macchine per nucleo, con solo 90 box singoli!!!!! Ma come è possibile? In una zona già congestionate e dove non ci sono parcheggi ? Un centro commerciale, il nuovo consolato americano ed ora 3 grattacieli, senza pensare ad un futuro utilizzo di tutto il lotto su piazzale Accursio di edifici abbandonati!
          Milano stà sbagliando a concedere licenze edilizie di questo tipo e inoltre senza servizi aggiuntivi per il quartiere, senza parcheggi in più e senza considerare minimamente il tessuto e la morfologia del territorio preesistente. E che dire della via Gallarate e del suo affaccio verde su tiro a segno e montagnetta che ora viene completamente sbarrato da 18 piani di quinta di cemento?
          La città vive su un tessuto che sia interconnesso, non su residenze ad alveare chiuse dentro come questa.
          Per non parlare poi di inquinamento aggiunto spaventoso in un momento in cui dovremmo stare attenti ad ogni cosa.
          Ma cosa ci sarà sotto queste licenze? Chi le promuove?
          Se fosse possibile sarebbe bello che il consiglio di zona, i suoi tecnici e i cittadini potessero dire la loro e far cessare magari questi scempi …mi sembra di essere tornata ai tempi di quelli che noi chiamavamo “palazzinari” la vergogna di un modello vivibile di città!!!

      1. Anonimo

        Le stime del Comune di Milano per la popolazione del 2030 sono poco più di 1.4 milioni (non molto più di adesso)

        Delle due l’una:
        1) Costruire così denso ed in altezza non serve
        2) Le stime del Comune sulla popolazione di Milano sono finte (col corollario di sottostimare il fabbisogno di servizi, trasporti, strade ecc ecc)

  1. Anonimo

    Le stime del Comune di Milano per la popolazione del 2030 sono poco più di 1.4 milioni (non molto più di adesso)

    Delle due l’una:
    1) Costruire così denso ed in altezza non serve
    2) Le stime del Comune sulla popolazione di Milano sono finte (col corollario di sottostimare il fabbisogno di servizi, trasporti, strade ecc ecc)

    1. Luca Algeri

      Ti sbagli. Le stime sono tra i 70 e gli 80.000 abitanti in più in un solo decennio. Soprattutto giovani. http://allegati.comune.milano.it/territorio/20181029_PGT_Giunta_Def/01_Documento_Piano/01DP_Relazione_Generale.pdf
      Che hanno certamente potenzialità maggiori e rappresentano il futuro della città ma anche una capacità di spesa più bassa. Per questo la Giunta spinge per ampliare moltissimo l’offerta di abitazioni così da ridurne il prezzo e renderli accessibili.

      1. Anonimo

        Non mi sbaglio, anche nel documento che alleghi il Comune stima la popolazione al 2030 a poco più di 1.4 milioni. E’ marginalmente più che adesso.

        Secondo me è palesemente una stima finta, fatta ad arte per sottostimare il fabbisogno di servizi, ma sapremo la verità solo fra qualche anno.

  2. Ludo

    Accursio è già intasato e le due direttrici verso il centro (Certosa e Traiano) sono sempre congestionate. Non riesco a immaginare quale inferno diventerà la zona nel caso in cui riuscissero effettivamente a riempire le tre torri… Ma anche questo non è certo, visto che nel quartiere c’è abbondanza di case nuove invendute (a cominciare dall’alveare di Parco Vittoria).

  3. Wf

    Si ma queste sono abitazioni di lusso e saranno carissime.

    Non è così che offri case per tutti….

    Sono torri per privilegiati e intanto la classe media scappa da Milano

    1. Anonimo

      Se Milano crescesse avresti ragione.
      In realtà la popolazione è sempre quella, non c’è più la crescita del ventesimo secolo e quindi le abitazioni lasciate libere da chi va ad abitare in case più belle sarà occupato da chi quelle belle e nuove non può permettersele e via via a cascata.

      1. Wf

        Non sono così sicuro che chi compra li fa un upgrade…lasciando case più economiche libere a disposizione.

        Ho come un’idea che è gente Benestante che lascia alloggi di pari valore.
        Spero di sbagliare e che tu abbia ragione.

        Se fosse così a breve dovremmo avere una diminuizione del costo delle case medie.

        Sperem.

        1. Anonimo

          Il discorso fila sulla “disponibilità” di case, nel senso che chi compra li venderà la sua casa attuale oppure (tipo il figlio che va a vivere da solo) non comprerà una delle case esistenti. Non stiamo parlando di Citylife, dove entrano in gioco gli investitori internazionali.

          Che poi abbia un effetto sul livello generale dei prezzi, ho qualche dubbio visto che con le tasse sulla casa in Italia sono molto basse e tenere le case vuote piuttosto che vendere a un prezzo più basso non è molto costoso.

          Tra l’altro a Milano abbiamo un tasso di proprietari di casa tra i più alti del mondo e questi proprietari sono in gran parte anziani. L’assenza della tassa di successione fa si che nessuno sia costretto a vendere velocemente quando muore la nonna o il suocero e questo rende (a mio parere) ancora più ingessato e quindi costoso il mercato.

          L’altra “sfiga” è che pur con popolazione stabile la richiesta di case è in vertiginoso aumento. Se negli anni 60 una famiglia di 5 persone viveva magari con la nonna e i figli stavano a casa durante l’università (totale 6 persone=1 casa) adesso abbiam famiglie più piccole di 3 persone, magari con coniugi separati e il nonno che sta a casa sua con la badante (totale 6 persone= 4 case….)

    2. Andy

      Veramente sono proprio case per classe media, caro signor Wf. Come peraltro detto dgli stessi progettisti.
      Anche se sei di sinistra, non dovresti essere ossessionato dalla parola “Lusso”.
      Questo senza dimenticare che chiamare “torri per privilegiati” dei palazzoni anonimi situati in periferia, che si fanno ombra a vicenda mi sembra davvero esagerato. Riprova: sarai più fortunato

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