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Milano | Forze Armate – Piazza d’Armi non si tocca?

Il Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali) ha avviato la procedura per la dichiarazione d’interesse culturale particolarmente importante della Piazza d’Armi di Baggio a Milano.

Piazza d’Armi, fin dagli inizi del secolo XX di particolare importanza per il suo riferimento alla storia dell’aviazione italiana e, a partire dagli anni Trenta, alla storia militare, è diventata con il tempo un elemento storico consolidato nel paesaggio urbano, oltre che un vero e proprio polmone verde per la città di Milano, dove sono sorte spontaneamente aree boschive, creati orti e inserite attività sportive. Per questi motivi, il Mibac ha avviato le procedure per l’esplicitazione dei caratteri di interesse storico – relazionale presente nel rapporto fra Piazza d’Armi e gli edifici militari sorti attorno ad essa; per il procedimento di dichiarazione dell’interesse particolarmente importante di Piazza d’Armi, in particolare attraverso il mantenimento della destinazione a verde dell’intera area oggetto del provvedimento e il divieto di nuove edificazioni in tutta l’area attualmente a verde; infine per i procedimenti finalizzati all’emanazione di prescrizioni di tutela indiretta per la salvaguardia delle condizioni di prospettiva, luce, ambiente e decoro degli edifici sottoposti a tutela facenti parte della caserma Santa Barbara e del complesso denominato Magazzini di Baggio.

Il vincolo paesistico per Piazza d’Armi lo aveva chiesto il M5S Milano e Lombardia. In Regione, in particolare, era stata presentata una risoluzione, discussa l’11 aprile 2019 in Commissione Territorio, senza arrivare al voto, e una richiesta di audizione dei comitati di zona.

E’ ora che si fa? Per carità, tutelare e preservare ci vede sempre favorevoli, ma temiamo che questa decisione rischierà di bloccare definitivamente una qualsiasi riqualificazione.

Il rischio è quello di creare un nuovo Marchiondi, l’ex istituto di Baggio in abbandono da 40 anni perché vincolato e quindi “intoccabile”, perciò impossibile da convertire in qualcos’altro.

Stessa cosa potrebbe a questo punto capitare per le palazzine dell’ex caserma militare, abbandonate e degradate. Se conservate, come si potranno riqualificare e chi se ne prenderà cura?

Purtroppo in Italia pare difficile che lo Stato intervenga sui propri beni non in uso, investendo per riqualificare. Quindi cosa possiamo aspettarci da questo vincolo? Aggiungiamo il fatto che, per aprire l’area verde (spontaneamente cresciuto nella Piazza d’Armi in abbandono) al pubblico, bisognerà per forza a procedere a una massiccia bonifica, dato il precedente uso. Da chi verrà pagata?

Nel 2017 venne presentato il masterplan per la riqualificazione, a questo punto bloccata. Si tratta di un’area di circa 390.000 mq con un potenziale edificatorio di più di 270.000 mq di SLP.

Onestamente il piano presentato per la Piazza d’Armi non ci ha mai convinti appieno; in effetti l’area a verde è molto bella, un’oasi naturale sviluppatasi spontaneamente, anche se spesso abitata da senza tetto. Una soluzione comunque andrebbe trovata assolutamente.

La replica dell’assessore all’Urbanistica Maran: “Basta interferenze da Roma. Ogni volta che il MiBac interviene fa danni. Ecco il Marchiondi 2”, attacca Maran in una nota. “Il Ministero sa solo porre vincoli e dire di no. Il verde di Piazza d’Armi e’ gia’ tutelato attraverso il nuovo Piano di Governo del Territorio, vogliamo progettare un grande parco con le associazioni e i cittadini, senza interferenze da Roma”. “Tutelare magazzini senza valore e’ una sciocchezza. Finira’ come per l’ex istituto Marchiondi di Baggio, troppo vincolato per trovare un progetto di riqualificazione. In Piazza d’Armi, peraltro, con una tutela su edifici senza alcuna qualita’ architettonica”, conclude Maran.

Di contro, ha affermato Eleonora Evi, eurodeputata del Movimento 5 Stelle: “soddisfazione per un risultato frutto di un lavoro capillare del Movimento 5 Stelle a tutti i livelli”. 

“A gennaio – ha proseguito – ho portato sul tavolo di Bruxelles una petizione, firmata da moltissimi milanesi, che chiedeva di fermare la cementificazione di Piazza d’Armi, impegnando il Parlamento UE ad attivarsi presso il Comune di Milano, la Regione Lombardia e il Ministero per i beni e le attività culturali per fermare lo scempio di Piazza d’Armi. A differenza degli altri organi interpellati, la risposta del Ministro Bonisoli, in difesa dell’area, non si è fatta attendere”. 

“Con la decisione di oggi – ha concluso Evi – mandiamo un messaggio chiaro a chi vorrebbe seppellire quest’area verde, patrimonio di tutti i milanesi, sotto nuove colate di cemento: Piazza d’Armi non si tocca”.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Forze Armate – Piazza d’Armi non si tocca?

  1. Anonimo

    I progetti di riqualificazione della Piazza d’Armi erano abbastanza “Maraniani”, ossia pensati non benissimo, proposti in modo superficiale e soprattutto poco chiari.

    Però usare lo strumento del vincolo per bloccare progetti sbagliati è a mio modesto avviso, molto stupido. Come andare a caccia delle mosche col fucile per gli elefanti.
    Altro esempio recente è l’idiozia di andare a far mettere un vincolo sulla “balena bianca” a Città Studi perchè magari non sei d’accordo con portare la Statale a Expo o in passato il vincolo sul muro della stazione di Porta Genova (chissà contro chi è stato messo quel vincolo, ma purtroppo ora ce lo teniamo)

    1. Anonimo

      Vincolare anche i capannoni militari sarebbe una follia che i residenti per primi non capirebbero. Non la prima, purtroppo, bloccare tutto per far dispetto a Milano…

  2. giò i man dal nichel

    Ma il MIbac non ha altro da pensare ad esempio la Grande Brera? Cosa vuol dire vincolare dei magazzini di nessun interesse e far abbattere le cascine o le case di ringhiera? Il Vincolo è pretestuoso. Se il piano edificatorio non piace discutiamo di quello, il vincolo da Roma è una imposizione stupide che rischia di bloccare ogni progetto per ripicca politica e che esautora la giunta di un suo diritto che è quello di governare. Altrimenti cosa li eleggiamo a fare?
    Li ci vuole un grande parco pubblico ed evidentemente anche un bel piano edilizio altrimenti chi paga le bonifiche?
    Il risultato è che ora quel parco se lo godono solo i senzatetto e gli immigrati. Se lo sa salvini..

  3. Anonimo

    Non è che se non ti piace un progetto o se l’Assessore che abbiamo in questo periodo non è il massimo della simpatia (e dell’empatia con chi non è del suo cerchio magico), allora avveleni i pozzi e fai mettere un vincolo, che si sa che in Italia è la pietra tombale su tutto.

    Maran passa, ma adesso ci dobbiamo tenere quello strazio di area maltenuta ed inutile per qualche decennio….
    E poi mi devono dire cosa c’è da vincolare in una vecchia caserma costruita in fretta e furia 100 anni fa.

  4. Anonimo

    Sarà interessante come si evolverà quella zona adesso.
    Già è a rischio “sfiga”, con i quartieri più a nord serviti da M5 ed M1 ben più attrattivi ed i quartieri a sud che tra M1 e soprattutto M4 e riqualificazioni in corso sono più interessanti.

    Poi perderà fra qualche anno pure l’ospedale.

    Con la popolazione che invecchia, un quartiere come quello dove gli anziani sono la stragrande maggioranza e che non ha particolari attrattive, secondo me aveva solo da guadagnare da una riqualificazione fatta bene che portava nuovi abitanti più giovani.
    Il parco è bello, ma a parte che prima bisogna farlo e tutti sappiamo che stando così le cose non si farà, ma poi se non hai nessuno che ci va ed è in una zona che muore, non aiuta niente e nessuno.

    Secondo me a Milano non tutti han capito come funziona la demografia e cosa sarà di alcuni quartieri quando gli abitanti “storici” muoiono come gli impone la Natura.
    Non manca molto, dal 1970 in poi i nati sono cominciati a scendere e fra 10 anni anche loro avranno i loro bei 60 anni suonati….

  5. tatino pensabene

    penso che in mancanza di bei progetti, l’ideale sarebbe di lasciare il tutto alle prossime generazione, chissà che nos sappiano decidere meglio loro cosa e come fare. L’importante per adesso è non farci un CASCINA MERLATA DUE , che oggettivamente = pietrifica le vene ai polsi!!!!!

    1. Anonimo

      Questo ci sta, ma non è metterci il vincolo la soluzione (anche perchè Maran di progetti seri con soldi “veri” sul tavolo non ne aveva trovati….mica ci crederai ai suoi rendering?!?!)

  6. _

    Visto che ormai c’è il vincolo, non è che possiamo spostare li il Leoncavallo e/o Macao?
    Così sistemano gli edifici e poi (specie il Leoncavallo) possono fare concerti ed eventi fino a notte fonda, che è un’area gigante senza vicini che devono andare a letto presto.

    Secondo me l’area è perfetta.

    1. Anonimo

      L’Alcatraz. Ce ne sono di strutture a Milano in posti troppo urbanizzati ed inadatti.
      L’area si presterebbe bene.

  7. Anonimo

    Creare un’area abbandonata e degradata con un vincolo di legge… solo salvigni poteva fare un governo con questa gente.

  8. Ale

    La soluzione è peaggio del problema… se non si ha un minimo di visione del futuro, il massimo che puoi fare è fermare tutti i cambiamenti. Ci stanno riuscendo!

  9. Andy

    Curioso che il signor Maran dica “Basta interferenze da Roma”, quando la sua parte politica ha detto di no al refrendum per l’autonomia dela Lombardia. A che gioco giocate, cari politici PD?

    Tutti hanno la propria personale soluzione per la ex piazza d’armi. L’unica cosa che farei è un bel parco, costruendo al massimo circli sportivi con campi da tennis-basket-pallavolo-piscine-calcio e qualche ristorante, dove poter passare una domenica d’estate senza per forza imbottigliarsi sulle varie autostrade per uscire da Milano.

  10. Andy77

    Non ci si può lamentare, mi stupisco dello stupore di chi avversa molto strumentalmente l’attuale giunta, questa è la conseguenza naturale della cultura (volutamente minuscola) che sostengono.
    Con tutti i difetti che può avere Maran non si può dire che non abbia ascoltato le varie istanze ora ci teniamo i cocci.
    Speriamo che in futuro vi sia un piano più ampio che rimetta a posto l’area.

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