"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Riqualificazione: più di 6 km, da San Babila a via Padova

Quasi 240 alberi tra Corso Buenos Aires, Viale Andrea Doria, Piazzale Lavater, Via Benedetto Marcello e Via Padova, vocazione pedonale per Corso Venezia: oggi al teatro Elfo Puccini l’Amministrazione racconta i progetti per l’asse nevralgico del nord-est.

È una delle arterie strategiche della città su cui sono in corso trasformazioni importanti e per cui esistono già progetti concreti e idee per il futuro. “San Babila-via Padova” è un piano di riqualificazione lungo più di sei chilometri che parte dai cantieri della metropolitana M4 e arriva oltre l’ex convitto Trotter, portando nuova qualità urbana, verde e vivibilità.

Se ne parlerà questa sera al Teatro Elfo Puccini nel corso di un incontro pubblico in cui verranno illustrati i progetti per gli alberi in Corso Buenos Aires e in via Padova, per interventi che renderanno Corso Venezia a vocazione pedonale, le proposte di rigenerazione di Piazzale Loreto nell’ambito del Piano di Governo del Territorio, il progetto per viale Doria vincitore del bando internazionale Reinventing Cities e gli scenari possibili per un incremento dello spazio pubblico e pedonale.

L’evento sarà inoltre l’occasione per raccontare gli interventi pubblici e privati in corso e quelli realizzati negli ultimi anni lungo tutta l’arteria che si estende dal centro alla Martesana, contribuendo a rigenerare la città con spazi pubblici, nuovi servizi e attività culturali.

“La rigenerazione di questi 6 km di Milano sta avvenendo per gradi e in maniera diffusa, con grandi e piccoli interventi che vedono una stretta sinergia tra pubblico e privato – dichiara l’assessore all’Urbanistica e Verde Pierfrancesco Maran -. Ora siamo davanti a una svolta. Vogliamo pensare a una Milano 2030 più sostenibile, che rigenera lo spazio pubblico e lo rende più verde, più accogliente e inclusivo. Abbiamo una visione del futuro di quest’asse che si àncora su tre progetti in fase di avvio, che porteranno l’incremento delle aree a vocazione pedonale e degli alberi, con l’obiettivo di arrivare a un progetto complessivo e di qualità di ampio respiro. Ecco perché è importante, in questa fase, coinvolgere cittadini, associazioni e commercianti, per individuare insieme le priorità e massimizzare le energie”.

“Alla riqualificazione verde e urbanistica di uno degli assi commerciali più significativi della città stiamo affiancando un progetto concreto volto a migliorare l’accessibilità alle diverse attività commerciali presenti, affinché Corso Buenos Aires possa essere davvero un luogo fruibile da tutti valorizzando nel contempo il patrimonio commerciale della zona – dichiara l’Assessore al Commercio e Attività produttive Cristina Tajani – A settembre prenderà il via un bando per promuovere azioni e attività che consentano di valorizzare la vocazione commerciale oltre a rimuovere le eventuali barriere architettoniche ancora presenti e che limitano l’accesso alle attività. Un bando che accoglie a pieno le istanze dalle principali Associazioni di categoria e dei residenti”.

“Con l’arrivo della M4, che consentirà di raggiungere Linate e Lorenteggio in 15 minuti dal centro, e la valorizzazione di Corso Venezia con la riqualificazione e l’allargamento dei marciapiedi, rendiamo ancora più sostenibile la viabilità dell’asse San Babila-Palestro – dichiara l’assessore alla Mobilità e Ambiente Marco Granelli -. Il prossimo passo sarà quello di accompagnare i cambiamenti previsti dai progetti sul verde e il commercio con un ragionamento sulla viabilità. Per questo guardiamo con attenzione agli studi che vengono realizzati da esperti del settore”.

Ecco i progetti che verranno raccontati nel corso dell’incontro pubblico:

QUASI 240 ALBERI TRA CORSO BUENOS AIRES E VIA PADOVA

Il futuro di Corso Buenos Aires è verde. La prima sperimentazione lungo l’arteria commerciale si vedrà il prossimo anno in corrispondenza delle Corti di Baires, complesso commerciale e residenziale in corso di ristrutturazione, tra via Scarlatti e via Pergolesi, dove troveranno posto circa 30 alberi (15 per lato) in vasi che avranno anche funzione di sedute. L’obiettivo è, gradatamente negli anni, ampliare le aree alberate lungo tutto il corso, sfruttando l’ampiezza massima del marciapiede. Circa 100 alberi arriveranno nel 2021 anche in via Padova, tra via Giacosa, via Cambini e via Anacreonte, dove nell’ambito del Piano Quartieri verranno allargati i marciapiedi e riqualificata l’area antistante la Chiesa di San Giovanni Crisostomo. Contando anche i 90 alberi che arriveranno in via Doria nell’ambito del progetto vincitore di Reinventing Cities, i 6 esemplari che arriveranno in piazzale Lavater e i 13 in via Benedetto Marcello, sull’asse si conteranno almeno 239 nuovi alberi.

CORSO VENEZIA A VOCAZIONE PEDONALE

Rendere l’area tra San Babila e Palestro a vocazione prevalente pedonale. L’intervento, che verrà realizzato tra la fine del 2020 e inizio l’inizio del 2021, migliorerà la vivibilità della via d’accesso al cuore della città e prevede l’allargamento dei marciapiedi e quindi dello spazio dedicato ai pedoni. Le biciclette potranno così transitare lungo un percorso più sicuro prima di collegarsi alla ciclabile di via Palestro.

PIAZZALE LORETO E VIA ANDREA DORIA

Loreto verrà ridisegnata secondo le regole del nuovo Piano di Governo del Territorio che prevedono incentivi per chi rigenera in prossimità di alcune piazza strategiche della città.

Sono tante le suggestioni arrivate nell’ambito della call for ideas lanciata dall’Amministrazione pochi mesi fa: il “Loreto Mall” in continuità con l’asse Baires e Monza-Padova proposto da PrassiCoop; il “Sovraparco” dell’arch. Brembilla, un’area verde racchiusa in una calotta rovesciata sulla piazza; la grande rotatoria pedonale de “La città permeabile” proposta dall’arch. Viel; il progetto Ecoritmi pensato dal team guidato dall’arch. Lista che estende la riqualificazione a corso Buenos Aires, piazza Lima e piazza Argentina; “Dolo Promenade” del Team Maglione Fodde Architect, che collega la riqualificazione di Loreto a via Doria prevedendo alberi e verde. Una volta approvato il PGT , l’Amministrazione lancerà un bando per la progettazione di Piazzale Loreto, con l’obiettivo di reinventare l’area in un’ottica di massima sostenibilità e qualità urbana.

Già certo invece il futuro di viale Doria, nel tratto compreso tra via Giovanni da Palestrina e viale Brianza, dove grazie al progetto “Coinventing Doria”, vincitore del bando Internazionale Reinventing Cities nascerà un ostello aperto alla ricettività nazionale e internazionale dotato di ampi spazi d’interesse ad uso pubblico. Il progetto prevede di rendere il tratto di viale Doria tra viale Brianza e via Palestrina a corsia unica per i veicoli, aumentando così lo spazio pubblico per la coesione sociale e il verde: qui infatti nascerà un piccolo polmone urbano con 90 alberi, arbusti ed erbe aromatiche, con l’idea di estendere in seguito le piantumazioni lungo tutto l’asse di via Doria, in continuità con la futura configurazione di piazzale Loreto e Corso Buenos Aires.

STUDI “MILANO FUTURE CITY” E “CORSO BUENOS AIRES – LA VALORIZZAZIONE DI UN ASSET NASCOSTO”

Un futuro con meno auto e spazi pedonali è possibile, anzi necessario. Lo sostiene lo studio “Milano Future City” effettuato da Metrogramma e Mobility in Chain che ha analizzato i flussi veicolari lungo Corso Venezia-Corso Buenos Aires-via Padova, uno degli assi commerciali più lunghi d’Europa. L’intento del progetto, che intercetta gli obiettivi di sviluppo sostenibile di Milano 2030, è trovare una nuova armonia tra auto e città, immaginando spazi di qualità capaci di essere più ospitali e antropocentrici.

“Milano Future City” immagina quindi la riduzione una sola corsia per senso di marcia da Piazza San Babila fino alla fine di via Padova e l’introduzione di due corsie per lo scorrimento di mezzi ciclo – elettrici. I marciapiedi divengono così larghi e accoglienti e i posti parcheggio predisposti per la ricarica elettrica. Lungo i lati dell’asse stradale sono state immaginate baie di parcheggio dedicate ai servizi dell’ultimo miglio, per ottimizzare e ridurre il flusso di prodotti e materiali in consegna e oasi verdi.

Lo studio “Corso Buenos Aires – La valorizzazione di un asset nascosto” svolto dall’unità di ricerca Transform Transport di Systematica S.r.l. indaga in particolare le qualità e le caratteristiche attualmente nascoste del Corso, evidenziando il suo valore attraverso una serie di strumenti di analisi e mappature tematiche. L’obiettivo sotteso dello studio è l’avvio di un dialogo tra gli utenti, gli abitanti e i gestori del Corso così da ritrovare le qualità di un assetto con enormi potenzialità. In particolare anche lo studio di Systematica sostiene la necessità di allargare i marciapiedi, eliminare una corsia per ciascun senso di marcia e realizzare una pista ciclabile. I benefici porterebbero a una riduzione di traffico (-416 auto all’ora su Corso Buenos Aires) e di inquinamento (-1,61 kg di emissioni all’ora), e a un indubbio vantaggio per le attività commerciali legato a una maggior fruizione pedonale del Corso.

I due studi rappresentano spunti interessanti nell’ambito della discussione sul futuro dell’arteria, che dovrà essere ripensata in chiave ecologica, privilegiando la mobilità green e la qualità dello spazio pubblico, a partire, come già previsto, dalla presenza di alberature.

INTERVENTI IN CORSO E REALIZZATI RECENTEMENTE

Sono tanti anche gli interventi e i progetti già in corso di realizzazione lungo tutto l’asse: i cantieri della metropolitana M4 di San Babila, che collegherà Linate al Lorenteggio passando per il centro; la ristrutturazione, entro il 2020, dell’ex seminario arcivescovile di Corso Venezia 11, che diventerà un Portrait Hotel del gruppo Ferragamo; la riconversione dell’ex Spazio Oberdan pronto, grazie a un progetto dell’arch. Carlo Ratti, a diventare a fine anno il MEET, centro internazionale per la Cultura digitale promosso da Meet the Media Guru con Fondazione Cariplo; l’intervento a Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro, destinato ad ospitare il nuovo Museo Etrusco dal 2020 grazia a un progetto di Mario Cucinella promosso dalla Fondazione Luigi Rovati; la riqualificazione di piazzale Lavater, dove un primo intervento di urbanistica tattica ha allargato l’area pedonale e messo in sicurezza l’incrocio con via Ramazzini, anticipando il progetto più ampio che entro il 2021 porterà 6 nuovi alberi e nuova pavimentazione; la riqualificazione, prevista per quest’estate, del parterre che ospita il parcheggio e il mercato di via Benedetto Marcello, con la posa di 13 nuovi alberi; la riqualificazione dell’ex cinema Astor di via Redi, che dopo anni di inattività accoglierà spazi commerciali; la ristrutturazione delle storiche Corti di Baires, che porterà nel 2020 nuove case e negozi di fronte i quali verrà realizzato il primo isolato alberato fino a via Scarlatti, dove è in corso la realizzazione di una nuova struttura ricettiva; i lavori di rinnovo, a cura di GBPA Architects, del Palazzo di Fuoco in piazzale Loreto, progettato alla fine degli anni 50 dagli architetti Minoletti e Chiodi e pronto a rianimarsi a inizio 2020 con negozi e uffici; in via Padova è in fase di definizione il progetto relativo alla proposta del Bilancio Partecipativo per la riqualificazione del tratto di compreso tra via Pontano e via Anacreonte con nuova illuminazione, spazi pedonali e alberature.

Altrettanti gli interventi realizzati negli ultimi anni; i Giardini Indro Montanelli hanno visto la recente riqualificazione del Gazebo della Musica e la realizzazione un’area giochi inclusiva e un’area cani con percorsi agility; è stata riqualificata piazza Oberan, insieme allo storico albergo diurno; nuove pavimentazioni e spazi pedonali hanno reso più belle e vivibili anche Largo Bellintani, via Spallanzani e via Frisi, in corrispondenza della Biblioteca Venezia; è stata realizzata la pista ciclabile in viale Tunisia; in via Casati 16 è da poco nato il Raffles Milano Istituto Moda e Design; in via Rovereto è nata TrentaMi in Verde, una nuova sperimentazione di Zona 30 con posa di piante e panchine progettata Genitori Antismog e FIAB Milano Ciclobby e la collaborazione dei cittadini di NoLo Social District e gli attivisti del collettivo MoBì; l’ex Convitto Trotter è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione da parte dell’Amministrazione ed è pronto ad accogliere attività sociali co-progettate da Comune e Fondazione Cariplo con Ati La Fabbrica di Olinda; l’area verde di via Mosso è stata recentemente sistemata depavimentata e annessa al parco; è stato inaugurato poche settimane fa il campo sportivo polifunzionale per ragazzi realizzato con la collaborazione tecnica proposta da CUS Milano Rugby.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Riqualificazione: più di 6 km, da San Babila a via Padova

    1. Roberto

      Credo che non tutte le strade siano idonee alla piantumazione di alberi in particolar modo in centro storico o laddove ci siano bellissime facciate di palazzi che con gli alberi vengono spesso quasi completamente nascoste all’occhio di un passante. In corso buenos Aires metterei grandi vasi con piante sempreverdi ma non assolutamente un filare di alberi

      1. Anonimo

        In Buenos Aires, come puoi vedere, sono previsti alberi in vaso che quindi saranno a basso fusto, dicono massimo 5 mt. di altezza in quanto lo sviluppo radicale non può permettere altezze maggiori. Le facciate non saranno così nascoste e si farà fronte ad uno dei problemi maggiori del corso, ovvero quello di fornire ossigeno e soprattutto un po’ di ombra durante gli arroventati mesi estivi.

  1. Anonimo

    Dubito che i commercianti approveranno una riqualificazione così intelligente.
    E io intanto, come molti molti altri, diserto da anni i negozi di corso Buenos Aires perché far shopping lì è triste, rumoroso, inquinato e invivibile.
    È un sogno una città con meno auto e più spazi verdi e per camminare, spero tanto che Maran/Granelli ce la facciano almeno a iniziare la revisione dei principali assi stradali e di Loreto perché ne gioverebbe l’intera città.

  2. Anonimo

    E’ apprezzabile che si stia cercando di dare una identità unitaria a quelli che altrimenti sarebbero tanti interventi di riqualificazione spezzettati. Di piccoli interventi di sistemazione a scomputo oneri di urbanizzazione annegati nel nulla è piena la città ed è giusto invece avere una idea unitaria.

    Certamente, se partissero anche i lavori annunciati anni fa ma mai iniziati sarei contento. Ad esempio la riqualifica di via Giambellino in periferia, coi suoi 4 alberelli e il parterre tram rifatto senza auto e furgoni in sosta, che fine ha fatto?

  3. Luca

    Non sono per nulla daccordo sulle tempistiche. Fine 2020 e inizio 2021 per chiudere corso venezia è troppo in la nel tempo. Bisogna essere molto piu rapidi anche se apprezzo l’ idea .

  4. Andrea

    Tra tutte le foto presenti solo due sono dedicate alla mobilità ciclistica. In questo articolo si continua a vivere in un sogno dove le automobili spariscono magicamente per essere sostituite dal nulla.

    Addirittura c’è chi è capace di sostenere che allargare i marciapiedi (e quindi restringere la carreggiata) in corso Venezia renderà il percorso delle biciclette più sicuro.

    Per fortuna che almeno qualcuno cita timidamente delle possibili corsie ciclabili in Buenos Aires.

    1. Anonimo

      Francamente non capisco perchè le ciclabili debbano andare ad incasinare ancora di più Corso Buenos Aires: li servono marciapiedi larghi, alberi e carreggiate stradali più strette possibile. Se ci piazzi le stupide ciclabili a doppio cordolo larghe due metri, ammazzi tutta la riqualificazione!

      Le ciclabili ragionevolmente van fatte nelle vie laterali parallele.

      1. Andrea

        Corso Buenos Aires, che piaccia o no, ha una funzione bivalente: sicuramente è una delle principali vie commerciali di Milano, ma è anche il principale e più diretto punto di accesso al centro da nord, nord-est.

        Un buon amministratore non può non considerare questo doppio aspetto e soprattutto la funzione di connessione periferia-centro del corso DEVE essere considerata in una riqualificazione, non si può chiedere ai milanesi che abitano in via Padova, viale Monza e via Porpora di raggiungere il centro zizzagando per le vie di quartiere, è un insulto a chi abita in periferia.

        Sono d’accordo sui marciapiedi larghi e la carreggiata stretta ma al posto degli alberi ci vogliono delle ciclabili (come ci vorrebbero in tutte le principali vie di connessione periferia-centro), le vie laterali invece devono essere considerate vie di quartiere, rigorosamente prive di ciclabili, con velocità massima a 30 km/h e controsenso ciclabile.

      2. Anonimo

        Andrea, sul fatto che Buenos Aires sia anche una principale via di accesso e non solo una via commerciale hai ragione da vendere.

        Però la posizione delle ciclabili è un punto aperto al dibattito. Il Comune in zona Solari Tortona ha fatto la scelta delle ciclabili solo sulle vie laterali e non nell’arteria principale.
        Ancora più calzante come esempio, la imminente riqualificazione di via Giambellino come parte del progetto periferie, non prevede ciclabili nella via principale ma le mette tutte nelle vie parallele.
        Il vantaggio delle ciclabili nell’arteria principale è (oltre alla indubbia praticità per chi va in bici) è che non distruggi tutto il parcheggio residenti nelle viette parallele, come nel disastro totale delle ciclabili Tortona/Savona.

        Non so cosa sia più giusto. Ma sarebbe bello che se ne potesse discutere tra cittadini e col Comune, quando ci fanno vedere i rendering futuristici.
        O almeno ci dicessero che idee hanno sul tema (qual’è lo standard)

  5. GT

    FAREI MOLTA ATTENZIONE A NON CREDERE AI RENDERING…LA COSA NON E’ COSI BANALE COME SI CREDE E SI VUOLE FAR VEDERE…..

    ALBERI IN CONTENITORE SONO DIFFICILI DA GESTIRE…IRRIGAZIONE E VANDALISMO DARANNO DEI PROBLEMI SERI….

    POI QUALI ALBERI??QUALI FIORIERE?QUALE DESIGN?CON QUALE STRATEGIA DI ARREDO URBANO?

    UN ASSE STRADALE E MONUMENTALE E COMMERCIALE COME CORSO BUENOS AIRES NON PUO” ESSERE “ALBERATO” COME UNA STRADA PEDONALE DI QUARTIERE SOLO PER FAR VEDERE CHE SI METTE DEL VERDE….

    BUONE LE INTENZIONI….MA BISOGNA APPROFONDIRE….

    MEGLIO POCHI ALBERI MA CHE CRESCANO BENE E SECONDO UNA PIANIFICAZIONE DI DURATA….

    1. Anonimo

      Shhh… abbassa la voce… non siamo sordi!

      (Non te l’ha mai spiegato nessuno che sul web scrivere tutto maiuscolo EQUIVALE A URLARE???)

      Netiquette questa sconosciuta

  6. Anonimo

    Ah ah… Dopo le barriere architettoniche per impedire alla gente di parcheggiare l’auto e quindi di muoversi con l’auto nelle vie di Milano, ora si stanno inventando le barriere architettoniche, ossia i vasi giganti e spigolosi con i micro alberi rinsecchiti, per impedire ai passanti di passeggiare nelle strade.

  7. Giovanni

    Che ne sará della ciclabile di V. Morgagni, che segue parallelamente gran parte del Corso?

    Che ne sará delle auto parcheggiate? Siamo d’accordo sul rendere la cittá piú vivibile ma anche considerando che una quota di auto, sul lungo periodo, spariranno dalla circolazione che ne facciamo delle altre che per forza di cose rimarranno? Ritornare a parlare di parcheggi sotterranei?

    Che ne sará della circolazione su un’arteria di traffico fondamentale come Buenos Aires? Anche ammesso che il traffico medio a Milano possa scendere nel lungo e lunghissimo periodo non possiamo credere che scompaia. Le bici/monopattini/metro/taxi non bastano.

    Per rendere piú vivibile Corso Buenos Aires non sarebbe il caso di iniziare da rimuovere le auto in doppia fila (con le telecamere e la tecnologia non serve avere un esercito di vigili)? Restringere la carreggiata per poi avere code di auto in sosta rischia di avere un impatto devastante sulla circolazione.

    saluti
    Gio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.