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Milano | Centrale – Gli alberi secchi di via Vittor Pisani

Nel 2018 in via Vittor Pisani, zona Centrale, vennero spostati dal centro una decina di grossi vasi contenenti alberi già sviluppati utilizzati per una istallazione tenutasi davanti alla Rinascente per il Fuorisalone 2018.

I bellissimi alberi del progetto In&Out Green City Landscape dell’architetto Andrea Tognon, allestiti davanti al grande magazzino di piazza Duomo, una volta spostati nella grande arteria di via Vittor Pisani, la via che dalla Stazione Centrale porta a Piazza della Repubblica, hanno resistito per qualche mese, poi lentamente sono seccati e dopo un anno, la “strage”. Nessuna manutenzione e nessuno a prendersene cura hanno segnato il destino di questi alberi.

Tra qualche tempo (sperando non troppo) dovrebbe prender forma il progetto presentato dal Comune nel maggio scorso, che prevede: alberature ai lati e una grande aiuola nello spartitraffico centrale, per dare più ordine e migliorare anche l’utilizzo delle piste ciclabili laterali.

Quindi in due o tre anni via Pisani potrebbe venir trasformata, grazie anche agli oneri di urbanizzazione dovuti a diversi interventi in zona.

Però ci chiediamo: se gli alberi saranno piantumati in vasi, come previsto, visto che sotto c’è un parcheggio, verranno trattati come quelli posizionati qui lo scorso anno? Speriamo di no.

Qui sotto gli alberi in vaso, facenti parte dello stesso progetto, davanti alla Rinascente, ancora ben curati.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Centrale – Gli alberi secchi di via Vittor Pisani

  1. lisander

    Siamo alle solite, la manutenzione latita e il degrado avanza, ormai è una costante in tutta la città, il verde è un costo ed è per questo probabilmente che il comune è refrattario a nuove alberature a meno che il privato metta mana al portafoglio e allora tutto cambia magicamente!
    I milanesi hanno votato questo sindaco e chi è causa del suo mal pianga se stesso!

  2. Adriano

    Cavoli ma come mai è sempre colpa di Maran….dite che sono io che ho i pregiudizi ho è lui che si occupa del verde in città??

  3. Anonimo

    Davanti alla Rinascente erano in zona ombreggiata. In Vittor Pisani in pieno sole. Mettici il vaso in cemento, sarebbero probabilmente cotti anche se qualcuno li avesse annaffiati.

    In ogni caso la colpa è delle commesse in stage sottopagate dei negozi in franchising di fronte che non gli hanno dato acqua e di Trump che non prende sul serio il cambiamento climatico. Il Comune è innocente.

    1. Anonimo

      Ahah, mitico anonimo 9:23, però ti sei dimenticato che la colpa e’ anche di Salvini che chiude i porti alle ONG.😂😂😂

  4. Claudiogi

    Sono cose già dette e ripetute. Basta sentire qualunque agronomo. Gli alberi in vaso non hanno possibilità di sviluppo. Possono resistere al massimo qualche anno ma poi sono inevitabilmente condannati anche in presenza di manutenzione. Figurarsi in assenza. Solo qualche arbusto, debitamente curato, potrebbe avere qualche speranza in più di sopravvivenza. Tutto questo naturalmente a prescindere dalle polemiche di natura politica.

  5. Anonimo

    Se il livello dei commenti si questo forum continua a sprofondare con questa velocità, presto sbucheremo in Nuova Zelanda.

  6. GT

    per il verde urbano ci vuole gente competente e strategie che tengano conto dei costi di manutenzione e gestine….basta con queste fioriere con gli alberi dentro…..chi paga per questi alberi distrutti?

  7. Yoghi

    Il verde in città gioca e può giocare un ruolo di abbellimento e benessere importanti.aiutiamo quello esistente e “pungoliamo” il comune su questo tema.
    Urbanfile può continuare a sensibilizzare ma occorre forse creare una ONLUS che trovi fondi e si accrediti con il comune?
    Che ne pensate?
    Altre idee?

    1. Anonimo

      Prima di creare una ONLUS ad hoc, inizierei a tempestare di segnalazioni chi ha l’appalto del Verde a Milano:

      “La manutenzione programmata delle aree a verde pubblico, compresi gli interventi di manutenzione degli arredi inseriti nelle aree, sono a carico dell’appalto di Global Service.

      Il contratto è in corso dal 1 aprile 2017 ed è stato affidato tramite gara d’appalto a A.V.R. – Impresa Consortile MIAMI (Manutenzione Integrata Ambientale Milano).
      PER SEGNALAZIONI E INFORMAZIONI E’ POSSIBILE CHIAMARE IL NUMERO VERDE 800 210 522.”

      https://www.comune.milano.it/aree-tematiche/verde/alberi-e-manutenzione-del-verde/manutenzione-programmata

      1. Yoghi

        Concordo con le segnalazioni che X essere efficaci devono essere circostanziate ,seguite e fatto follow up….credo che lo sdegno dei singoli vada incanalato ed sostenuto con continuità…..
        Questo ,unito ad un censimento tutte aree in sofferenza , potrebbe essere la prima attività di un gruppo ,chiamiamolo onlus o altro nome ma organizziamoci X dare continuità…
        Altre idee?

      2. Yoghi

        Ho letto il materiale indicato…grazie della segnalazione.
        Sulla carta vi è un sistema di verifica,intervento e controllo ben strutturato anche con personale dedicato( controllori di zona dotati di smartphone ed app di segnalazione)…..i risultati mostrati dai servizi urbanfile non sembrano peró
        Essere alla altezza……
        Dobbiamo fare qualcosa….

      3. Andy

        A leggere il link da te postato sembrerebbe sufficiente segnalare le anomalie.
        Quindi i leoni da tastiera tipo Adirano e Padano**** possono finalmente sfogarsi! 😀
        Basta poco per essere dei cittadini civili che si prendono cura della propria città…
        Spesso i problemi che ci poniamo sono frutto della asimmetria informativa

  8. Anonimo

    Quanti commenti di persone a cui del verde non frega nulla, anzi più asfalto c’è meglio è per i palazzinari che gli pagano la campagna elettorale.

    Tornando al tema: consiglio al Comune di non eccettare i doni dei privati quando la loro manutenzione non viene programmata.

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