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Milano | Trasporti: l’incubo dei monopattini e i marciapiedi nel caos

Nelle strade di Milano, soprattutto sui marciapiedi, si è scatenata la vera anarchia da diversi anni.

Non solo motorini parcheggiati ovunque sia possibile, non solo automobili, anch’esse parcheggiate da decenni nei posti più improbabili; da qualche anno i poveri pedoni si devono destreggiare tra biciclette sfreccianti o parcheggiate a caso e monopattini. Un’infinità di monopattini lasciati nei posti più impensati che rischiano prima o poi di investire qualcuno.

Ora il Comune inizia a correre ai ripari introducendo la sperimentazione della cosiddetta “Micromobilità elettrica“: regole per la circolazione di monopattini, segway, hoverboard, skateboard e monoruote. Un test che durerà un anno e che consente a tutti questi mezzi di circolare nelle aree pedonali a una velocità massima di 6 chilometri orari, mentre su piste e percorsi ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30 con un limite di velocità di 20 chilometri orari.

Vietata invece la circolazione su corsie preferenziali (anche nelle zone 30) e su strade pavimentate con i ciottoli di fiume, su strade dove sono presenti le rotaie dei tram (a meno che i tram non viaggino su sedi separate), nelle aree di parcheggio a fondo cieco e nelle gallerie pedonali. Per chi non rispetta le regole, multe a partire da 26 euro.

La sperimentazione è partita sabato 27 luglio nelle  strade pedonali, mentre per le piste e corsie ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30 bisognerà attendere la posa della segnaletica, come previsto dal decreto ministeriale. Infatti sono previsti oltre 200 cartelli stradali dedicati alla micromobilità elettrica (altri cartelli sulle nostre strade?!). La sosta dei monopattini e degli altri micromezzi è permessa negli stalli di sosta dedicati alle biciclette oppure a lato strada ove non espressamente vietata la sosta e in ogni caso mai in contrasto con quanto previsto dal codice della strada e sempre con buonsenso affinché non costituiscano un intralcio o un pericolo.

Il decreto prevede, inoltre, che i mezzi siano dotati di limitatore di velocità.

Ci saranno divieti specifici in alcuni tratti per le seguenti vie: via Case Rotte, corso Di Porta Vittoria, via Orefici, via Disciplini, Gattamelata, largo Raffaele Mattioli, viale Duilio, via Campo Lodigiano, via Cordusio, via Porlezza, largo Maria Callas, via Dante, via Larga, via Melone, via Del Carmine, via e vicolo Ciovassino via Olmetto, via San Simpliciano, vicolo San Giovanni Sul Muro, via Carlo Ottavio Cornaggia, via Ripa Di Porta Ticinese (area stradale), via Giuseppe Mazzini, via Gaetano Giardino, via Spadari, via Victor Hugo, via Cesare Cantù, via Armorari, via Broletto, via Tommaso Grossi, via Santa Margherita, piazza Della Scala (fronte Teatro alla Scala), via San Giovanni sul Muro, via dell’Orso, via Arco, via Santa Maria delle Grazie. 

In un paese dove le regole sono rispettate ben poco, possiamo immaginare il caos che imperverserà a breve, o meglio, possiamo immaginare il dilagare dell’inciviltà che purtroppo già la fa da padrona; dove ognuno si scontrerà contro l’altro, come succede già ora: automobilisti contro motociclisti e ciclisti; motociclisti contro gli automobilisti e i ciclisti; e così via, aggiungendovi ora anche i monopattinisti e gli altri mezzi di trasporto piccoli. Tutto questo quando invece basterebbe il buonsenso e il rispetto.

Vorremmo aggiungere anche un’altra cosa a proposito di civiltà: sembra quasi che l’intelligenza umana stia perdendo colpi, quando non venga del tutto meno in chi usa questi nuovi mezzi – monopattini, bici, moto e aggiungiamo anche le automobili -, che vengono parcheggiati in punti dell tutto inconcepibili, come nel mezzo di un marciapiede o davanti ad un ingresso, quasi ci fosse la corsa a chi ha meno sale in zucca. Basteranno le nuove regole? Noi che siamo degli irriducibili ottimisti lo speriamo di cuore.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


33 thoughts on “Milano | Trasporti: l’incubo dei monopattini e i marciapiedi nel caos

  1. Luca

    Concordo con il tono dell’articolo, ma l’italiano con cui è scritto è veramente di basso livello.

    In ogni caso, per tutti i mezzi posteggiati sui marciapiedi o che sono d’intralcio bisognerebbe fare alcune distinzioni. Una bicicletta posteggiata male, la maggior parte delle persone riesce a spostarla (avete mai visto come si posteggiano le bici nei Paesi Bassi)?. Un monopattino lo sposti. Uno scooter o un’auto, no.

  2. Chiara Mannacio

    Chiedere agli italiani di avere buon senso è davvero una barzelletta! Siamo, ahimé, un popolo di incivili e la sola speranza è quella che le multe diventino salatissime (26 euro è ridicolo) e certe. Anche su questo bisognerebbe aprire un capitolo; non dovrebbero esserci multe anche per chi fa fare i propri bisognini ai cani sui marciapiedi? Mai, dico MAI, visto un vigile nel mio quartiere. Solo gli ausiliari della sosta, invece, che riescono a mettere le multe in agosto della strada vuota. Niente controlli per chi sfreccia in bici, in monopattino, per chi getta cartacce, mozziconi e quant’altro. Davanti a casa mia ora è comparso anche uno striscione contro il bus 94 che è stato deviato temporaneamente per via dei lavori sulla Cerchia dei Navigli. Altra cosa vietata dal Comune; eppure campeggia là da mesi. Paese di pagliacci!

  3. GArBa

    Vent’anni or sono (20 anni, non ieri), ebbi ad esprimere le mie rimostranze ad una signora (signora, non un ragazzino) che, viaggiando in bicicletta sul marciapiedi, aveva avuto la gentilezza di transitare sopra ai miei piedi.
    Smise di sbraitare che lei aveva ragione perché “sono sempre andata in bicicletta sul marciapiedi” quando minacciai di chiamare la municipale.

    quindi no, le regole non servono a niente.

  4. Manuel

    Ora si accorgono che sui marciapiedi (tiriamo via la parola… piedi) ci va di tutto? Bici, scooter, auto per cercare parcheggio. All’italiano medio non importa nulla e lo si vede tutti i giorni, basta che si alzi la testa dal cellulare 😀 Lui si sposta da A a B… come farlo lo decide lui!

  5. Anonimo

    A questo punto mi viene da dire, meno male che almeno gli ausiliari della sosta fanno bene il loro dovere anche in agosto. Sicuramente se mettono le multe è perché qualcuno non ha rispettato delle regole. Bene così, visto che si parla di buon senso e soprattutto di civiltà di noi italiani…

  6. ...

    Secondo me il punto da sollevare è un’altro.

    Il metodo con cui le persone si muovono a Milano sta cambiando alla velocità della luce, le nuove generazioni sono molto inclini a questo tipo di spostamenti ( biciclette, monopattini, car sharing etc..) e nessuno è in grado di cambiare le abitudini dei nuovi consumatori. ( anzi intelligentemente si può solo assecondarle e andargli incontro )

    A questo punto viene da chiedersi quale sia il piano di viabilità per venire incontro a questa tipologia di veicoli e soprattutto se ne esiste uno.

    Sono anni che molti milanesi si lamentano della mancanza di piste ciclabili ed in effetti il gap verso altre metropoli europee è enorme.

    La mancanza di questo tipo di viabilità si andrà ad incancrenire nei prossimi 5 anni quindi la nostra unica speranza è che i nostri amministratori siano abbastanza lungimiranti nel creare queste nuove corsie ciclabili anche a danno di posti auto che oramai nel 2020 stanno diventando anacronistici.

    Con il corretto sistema viario per questi nuovi mezzi di trasporto sicuramente l’antagonismo tra i vari attori ( automobilisti, pedoni, ciclisti etc..) andrà scemando.

  7. Luca

    Bisogna responsabilizzare ciclisti e monopattinatori , responsabilizzarli. Seriamente. Rischiano di darsi tirare sotto dalle auto, a me stava succedendo cosi settimana scorsa. Il bello è che il ragazzetto con le cuffiettette alle orecchiette una volta che gli ho strombazzato mi ha pure fatto il gesto di che cosa cavolo voglio , quando in realta stava rischiando la vita a buttarsi , giuro, dal marciapiede inserendosi a fortissima velocita attraversando un passo carraio dalla destra, fortuna che suonando ha frenato e si è accodato! Responsabilizzarli con multe salate è un dovere .

  8. Ale

    ‘… alla cazzo…’, ‘…in mezzo alle palle…’ ma che vi succede? Non riuscite più a usare aggettivi o avverbi civili? Volete fare a sediate come sgarbi e mughini?
    Vi prego, non lasciatevi trascinare dal clima del paese, che punta al ribasso. Saper esprimere con educazione e civiltà il proprio sdegni rafforza la propria posizione, vi differenzia dalle scimmie urlatrici, che purtroppo vanno di moda. Non cedete!

    1. Anonimo

      (parcheggiate) alla cazzo e (in mezzo) alle palle sono due espressioni in corsivo nel testo, che equivale a metterle tra virgolette.

      Non credo sia così tragico da tirare fuori tutto l’arsenale del benpensante, dal “clima del paese al ribasso” alle “scimmie urlatrici”. 🙂

      1. Ale

        Certo, messo in corsivo ha un valore diverso… inizi così, ti abitui e poi ti ritrovi nel partito del ‘che cazzo me ne frega’, ‘vaffanculo’…
        Se sai scrivere e sai quello che dici, come di solito avviene per UF, non hai bisogno della cafoneria, corsivo o non…

  9. Alberto Tadini

    Per chi non rispetta le regole, multe a partire da 26 euro.
    chi fa le multe? i vigili milanesi? anzi, la cosiddetta polizia urbana?
    Dov’è? L’avete mai vista in giro? Io ho visto membri della cosiddetta polizia urbana solo seduti in auto con motore acceso a smartphone in mano).

  10. _

    La conclusione dell’articolo è secondo me la radice del problema.

    Se non si esce dal clima di odio tra i vari fruitori di strade e marciapiedi non si risolve nulla.

    Sono ormai troppi a sentirsi in pieno diritto di fare i “fenomeni” in giro.

  11. Milanese

    Regolamentazione (e relative sanzioni) inutili e dannose, ci sono frotte di giovani turisti che arrivano per l’atmosfera “Cool” ,ebbene sì, anche per usare i monopattini elettrici; vuoi perché i monopattini non sono in ogni città, vuoi perché in Italia si sa c’ è una certa libertà diffusa..morale era un modo per incrementare turisti e punirli/regolamentarli avrà come effetto un minor numero di turisti e meno entrate per tutti. Si pensi invece a fare un po’ di piste ciclabili che aspettiamo da troppo tempo!

  12. Milanese

    …e si obblighi a riporre in determinati luoghi le bici a pedalata assistita (quelle arancione per intenderci) quelle si sono di intralcio e fastidiose anche alla vista (parcheggiate davvero ovunque)

  13. Anonimo

    Secondo me è tutta questione di sezione stradale. Prendete una strada qualsiasi e tagliatela in sezione. Che percentuale è data ai pedoni, quale si ciclisti, quale alle auto e alle auto parcheggiate? Nella stragrande maggioranza le vie di Milano sono letteralmente regalate alle auto, ai pedoni resta un 2-3% di superficie se va bene, ai ciclisti quasi sempre zero, salvo poche strade con piste ciclabili, una minoranza.
    Le strade vanno totalmente ripensare e i pesi ridistribuiti: via i parcheggi di superficie, togliamo corsie alle auto e restituiamo spazio alle persone, ai pedoni, a chi si sposta con mezzi non inquinanti e agli alberi/aiuole e verde.
    È antidemocratica l’attuale situazione in cui le auto si accaparrano tutto lo spazio. È ingiusto e inefficiente dal punto di vista trasportistico. Le auto sono il mezzo peggiore, più lento, più energivoro e più inquinante per muoversi.

    1. Anonimo

      Avessimo fatto i parcheggi sotterranei quando li han fatti nel resto d’Europa, a quest’ora potevamo eliminare in modo molto più facile ed efficace la carreggiata dalle auto in sosta e dare un volto più moderno a Milano.

      Non l’abbiam fatto e dobbiam inventarci qualcos’altro. Seriamente.
      L’importante è lavorarci con impegno, mica possiamo aspettare che chi ha una famiglia, lavora fuori Milano, ha genitori anziani, rifornisce i negozi, fa la manutenzione, abita nelle vaste zone non servite dalla metro ecc ecc crepi e restino solo i millennials con la loro vita in affitto e le necessità di mobilità coperte in modo (ottimo in effetti) da car sharing, biciclette e monopattini…

  14. Wf

    Tutti questi mezzi alternativi rendono solamente evidente quanto spazio è stato rubato dalle automobili alla circolazione di tutti gli altri…

    Troppi mq di strada sono in mano alle automobili e quindi tutti gli altri mezzi si scontrano fra di loro…

    Bisogna recuperare lo spazio rubato dalle auto e ridistribuirlo a tutti.

    1. Anonimo

      Lo spazio tolto alle auto va però ridistribuito in modo equo. In linea teorica non esiste che le piste ciclabili abbiano la precedenza sulle corsie preferenziali per i mezzi pubblici. Ad esempio.

      1. Wf

        Si .
        A tutti i mezzi alternativi alle auto.

        E fjniamo anche sta ca$$@ di preferenziale protetta della 90 91 in zona lotto!!

        E facciamo almeno altre 7 preferenziali protette per bus e tram!

        Sempre togliendo spazio alle auto.

        1. Anonimo

          Questo è giusto.

          Sono i mezzi pubblici il futuro di Milano e su questi bisogna investire. L’alternativa VERA alle auto non saranno mai le biciclette o i monopattini di questa o quella multinazionale dello sharing. Cioè, aiutano (specie per chi è più giovane) ma non risolvono.

          1. Wf

            Bici, tram, monopattini, pedonali, bus fanno parte dello stesso Cluster di mobilità.

            Sono mezzi cooperativi fra loro.
            Si passa da uno all’altro in modo cooperativo e trasparente.

            Le automobili no.
            Si dice che è un mezzo antagonista e concorrente.

            Se fai spazio alle corsie dei bus fai spazio anche a tutti gli altri mezzi

  15. Anonimo

    ma non si può fare in modo di verificare (da remoto, su segnalazione, o sul posto – tramite addetti dedicati) l’identità dell’ultimo utilizzatore che ha “mollato” la bici o il monopattino in un posto assurdo, scomodo, di impaccio, pericoloso etc.? tramite il software dovrebbe essere possibile. a quel punto gli si addebita una bella sanzione, minima ma esemplare. e ciò tutte le volte. voglio vedere come si comporta chi affitta o usa… invece di lasciare i mezzi ad ostruire pedoni, traffico, etc.!
    ovviamente il tutto previo DECALOGO di regole chiare su come e dove comportarsi per il parcheggio/abbandono, valevole per tutti gli abbonati/iscritti/utilizzatori.
    free flow, certo, ma non troppo free. altrimenti diventa anarchy flow.

  16. Andy

    Una curiosità: ma tu certe cose le pensi solo di giorno o anche di notte?

    Questo ricordando che per fare spazio alle corsie dei bus prima devi costruire i pacheggi per le auto.
    No, dico così per dire..

      1. Andy

        Togliere le auto in superficie e metterle sottoterra per far posto a piste ciclabili e corsie per i bus non ha senso?
        Mi chiedo allora che senso abbiano i tuoi pensieri di nullafcente quando dici che “Le auto devono sparire, ma non bisona costruire parcheggi”. RIesci a comprendere che parli solo per dare aria alle tonsille?
        Se gli elettori PD sono come te, non mi stupiscono le vostre batoste elettorali in tutta Italia

  17. Konrad

    Cercare di mettere regole a situazioni in mutamento ed evoluzione, ha un senso compiuto.
    Caso mai si può potrebbe discutere dei contenuti.
    Ma le regole, in totale assenza di azioni che ne agevolino il rispetto, non servono a nulla (si veda la legge nazionale sui mozziconi di sigarette).
    Quindi mi chiedo ancora una volta: la Polizia Municipale, che ha l’obbligo d’intervento in materia (almeno sulla carta) dove sarà?
    Assente come sempre, come qualcuno di voi peraltro ha già scritto?
    Perchè in questa città (e non solo purtroppo) le regole e le leggi dovrebbero interessare solo i cittadini e non chi è preposto al loro rispetto?

  18. lisander

    la mobilità condivisa è sicuramente un fatto positivo, ma va governata efficacemente, in caso contrario l’anarchia è totale; del resto è una conseguenza del sistema a flusso libero, senza stalli fissi in fatti ognuno è libero di parcheggiare il mezzo dove meglio crede (bici, monopattino e quant’altro) e si sa che il buon senso della gente oltreché il senso civico spesso e volentieri latitano;meglio sarebbe stato per es. per le bici sviluppare ed estendere il bikemi a tutta la città, creando una rete di stalli che andasse a coprire l’intera superficie comunale, ma i nostri ineffabili assessori preposti hanno pensato bene di introdurre le inutili e-bike (solo per fare un figurone durante l’expo), che pure hanno rischiato di fallire, per non dire delle mini bici per bambini (altro flop) e non ultimo i seggiolini quasi del tutto spariti dalle e-bike (molte hanno solo il telaio senza seggiolino, segno evidente che sono stati rubati) sempre a causa dei soliti incivili; insomma il bikemi che era un ottimo servizio rischia ora di essere pesantemente compromesso a causa di malagestio e iniziative scellerate anche da parte del comune

    1. Andrea

      Completamente d’accordo, i sistemi di trasporto in sharing a Milano sono nati come servizio pubblico comunale e mi sarebbe piaciuto che rimanessero tali.

      E’ paradossale che la liberalizzazione di tali sistemi di trasporto al mercato privato è stata operata dalla giunta più di sinistra che ha mai governato Milano.

      Prima il comune aveva totale libertà di prendere decisioni favorevoli alla cittadinanza circa lo sviluppo della mobilità in sharing, ora invece di prendere decisioni è costretto ad occupare risorse per stare al passo con la concorrenza.

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