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Milano | Varesine – E vai d’insegna…

Sarà il periodo storico, dove le insegne luminose sono simbolo evidente di presenza e potere, ma forse si sta esagerando?

L’edificio di The Corner, appena ultimato, posto ad angolo tra viale della Liberazione e piazza Einaudi alle Varesine-Porta Nuova, ha visto apparire nelle ultime settimane sulle belle facciate i loghi degli inquilini: Inter e Versace.

Più di una settimana fa è stata montata una struttura metallica sul tetto che, temiamo, sarà il preludio ad una grande scritta pubblicitaria o ad un vidiwall.

Peccato.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Varesine – E vai d’insegna…

  1. davide bassini

    Ma nell’era della comunicazione voi state veramente a lamentarvi di chi giustamente evidenzia il proprio brand su un edificio, sede della propria attività? Uscite dai sepolcri imbiancati!

  2. Luca

    E’ un vidiwall, stamattina stavano montando i primi pannelli.
    Certo che Generali RE e’ una garanzia, ogni volta che realizzano un nuovo edificio, riescono sempre a rovinarlo piazzandoci sopra insegne di dubbio gusto.

  3. Anonimo

    tutta la città è ostaggio di insegne e cartelloni pubblicitari, che in taluni casi rovinano anche la visuale (vedasi Porta Venezia), altro fenomeno tipicamente italiano, senza regole.
    Dopo le migliaia di pali e cartelli stradali, le macchine ovunque sui marciapiedi, le insegne pubblicitarie installate in ogni dove, gli scarabocchi sul 50% dei palazzi… dove altro si può arrivare? Basta fare un giro nelle altre città europee per rendersi conto che il confronto è sempre più impietoso.

    1. andrea

      sosta selvaggia, cartelloni pubblicitari, poli ovunque e scarabocchi sui muri non hanno nulla a che fare con i vidiwall.
      Sono usati in tutte le grandi metropoli, vedi Times Square, Piccadilly, Shibuya ecc e rendono qui luoghi molto caratteristici.
      Vanno messi con giudizio ma possono anche trasformare un mortorio in un posto vivo.
      Di noiosi bei palazzi borghesi e senza fronzoli ne abbiamo già troppi.

    2. Joe

      Se potessi spiegarci il nesso tra insegne lumiose sugli edifici, gli scarabocchi e le auto sui marciapiedi, gliene sarei grato.
      Mi sorge un dubbio: ma lei – gentile anonimo delle 15:18 – non sarà mica uno di quelli che non vuole la costruzione di garage e parcheggi per residenti, vero?

  4. enrico

    Bhe allora andate a vedere cosa succede in piazzale Loreto, dove da almeno un decennio un intero palazzo e coperto da una impalcatura da cantiere, messa solo per sostenere il cartello pubblicitario sul tetto… O forse è l’architetto che ha voluto copiare Renzo Piano e il Centro Pompidou…

  5. Anonimo

    Dopo aver rovinato lo storto di CityLife arriva l’ ennesima “tamarrata”!!!! Ma la commissione paesaggistica???!!!!

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