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Milano | San Siro – Il nuovo progetto che impatto avrà sul quartiere? Lo stato attuale e qualche riflessione

Dopo l’approvazione da parte della Giunta del piano per un nuovo stadio, costruito a fianco del vecchio Meazza che verrà preservato (almeno in parte), le due squadre di calcio, Milan e Inter, ora dovranno decidere come e cosa fare. Infatti sono soprattutto due le incognite da chiarire per i club, rispetto al documento uscito lunedì sera dal Consiglio: la riqualificazione e funzionalizzazione dell’attuale stadio e le volumetrie pensate nel primo masterplan che non contemplava la conservazione del vecchio impianto sportivo.

Naturalmente la preservazione del vecchio stadio ridurrebbe la superficie da qualificare e sopratutto ridurrebbe le volumetrie necessarie alla sostenibilità finanziaria dell’operazione (che già molti paventano come non più sostenibile). Le squadre comunque proseguirebbero, così pare, con l’operazione a San Siro e scarterebbero il piano B (possibile spostamento a Sesto San Giovanni), cercando di sentire tutte le parti coinvolte nell’operazione: Comune, urbanistica, Sovrintendenza e comitati dei residenti in zona.

La proposta dovrà poi ripassare dall’aula e il rispetto delle condizioni poste sarà decisivo nel voto finale.

Si dovrà anche tener conto del vicino progetto dell’ex-ippodromo del trotto, sul quale vige una tutela dalla Sovrintendenza, visto che la struttura è del 1925, e che il fondo Hines ha acquistato la scorsa primavera. L’area é di 111 mila metri quadrati e l’indice volumetrico consentito di 0,35. Si prevede quindi l’edificazione di edilizia residenziale per una superficie di 46 mila metri quadrati. Hines ha intenzione, così pare, di destinare l’area non solo al residenziale di lusso, ma prevedere anche una quota importante destinata all’affitto, con campi sportivi, un luogo per la fondazione San Siro, che ospiterà eventi e assemblee, un doposcuola, servizi per anziani e niente grattacieli, come ha raccontato al Corriere della Sera il CEO Mario Abbadessa.

Ma cosa si cela attorno allo stadio di San Siro? Che quartiere c’è e come sarà rivoluzionato con tutti questi cambiamenti in vista?

Noi abbiamo provato a fare un giro e cercato di capire criticità e aspetto della zona. La parte di San Siro (zona molto vasta che parte da piazzale Lotto e arriva sino a via Pinerolo e al Parco Aniasi) che prendiamo in “esame” è quella che ruota attorno allo spazio presente per l’eventuale edificazione del nuovo complesso di Milan e Inter. Quartiere che, come si vedrà, è decisamente residenziale, anche se inframezzato da vasti spazi cementifici (parcheggi e super-strade) e centri sportivi, quasi tutti dedicati al trotto. Molto verde e poca socialità. Infatti gli spazi verdi, molto vasti, sono quasi tutti riservati ad attività sportive e poco utilizzabili da parte dei cittadini. Unico spazio ludico per bambini lo troviamo nello slargo della fermata M5 San Siro Ippodromo, che è stato così sistemato dopo i lavori per la metropolitana.

Partendo da via Harar, dove si trova il grande spiazzo utilizzato come parcheggio, l’aspetto dell’area è decisamente desolante e inquietante. Un nulla urbano occupato in parte, sino al 1985, dal bellissimo palazzetto dello Sport (venuto giù dopo la famosa nevicata di quell’inverno).

Qui troviamo anche alcuni esempi di architettura, come il “grattacielo orizzontale” di Giò Ponti, edificio lungo quasi 140 metri in via Harar 3, e il Condominio in via Harar 7, costruito tra il 1951 e il 1955 su progetto di Luigi Figini e Gino Pollini.

Da via Harar prendiamo la via Pinerolo. Dove ora sorge un isolato molto vasto fatto di residenze esclusive e giardini privati, dove un tempo sorgeva la vecchia Cascina Mainera e scorreva la roggia Maoletta.

Questo è il quartiere che più si troverà a ridosso del nuovo stadio una volta costruito. Infatti, per entrambe i progetti, lo stadio sarà prossimo a via Tesio, cosa che ha suscitato molte proteste tra i residenti e che comprendiamo. Chissà se verranno ascoltati?

Sul lato pari della via troviamo i palazzi residenziali costruiti a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta, mentre sul lato dispari ci troviamo il muro di cinta della pista ippica d’allenamento. Via graziosa e alberata privata di ogni tipologia di parcheggio, ad eccezione di qualche sporadico punto. Un unico tratto dove la via è in preda alla sciatteria è davanti all’ingresso del Centro Sportivo ‘Palasiro’, al numero 76. Qui erbacce crescono selvagge attorno alla piccola area di sosta.

La via curva a gomito e diventa via Ippodromo. Strada che si addentra sino al centro del quartiere storico di Lampugnano. Anche qui un lato è occupato da residenze di varie epoche, ma sempre abbastanza eleganti, mentre l’altro è delimitato dal recinto dell’Ippodromo La Maura.

Svoltiamo in via Patroclo, dove la via si interra nel sottopasso per sbucare in via Novara. Il tunnel venne realizzato per i Mondiali di Calcio del 1990, assieme al terzo anello e alla copertura dello stadio. Anche in questa via, priva di negozi di qualsiasi genere, si trova un’edilizia varia, vecchie scuderie trasformate in residenze e nuovi condomini di pregio. Così come possiamo trovare aree in abbandono e un palazzo che apparentemente lo appare (il numero 21 e 23).

Il tunnel di via Patroclo in realtà è una modifica del progetto iniziale, che prevedeva che il ramo dello svincolo di piazzale Kennedy (fatto anche questo per i mondiali, prima c’era una rotonda) che va verso Lampugnano si interrasse ulteriormente e passasse sotto l’ippodromo per poi sbucare allo stadio e oltre. Invece la tratta che viene dall’autostrada muore all’incrocio di via Natta; è stato poi fatto il sottopassaggio di via Patroclo isolato dal resto.

Ed eccoci arrivati in via Federico Tesio che costeggia il piccolo parco dei Capitani (destinato a ridimensionarsi parecchio, secondo il progetto) e ci riporta in via Harar. Qui troviamo le residenze sul lato dispari ed il parco affiancato dal parcheggio sul lato pari. Vi è anche l’unico edificio con negozi: una birreria e un ristorante.

Dopo via Harar la strada cambia nome in Via Dessiè, dove da un lato troviamo le case INA (numero 15) progettate negli anni Cinquanta da Luigi Figini e Gino Pollini, e sull’altro lato l’enorme spiazzo di Piazzale Angelo Moratti, dove fanno capolinea i tram; naturalmente sullo stesso lato troviamo anche lo stadio Meazza con la sua enorme mole. Impossibile non notarlo.

Proseguendo eccoci in via dei Rospigliosi, dove ai lati troviamo gli edifici abbandonati dell’ex-trotto e delle ex-scuderie. Tutti edifici in attesa di nuovo destino. Per l’ex-trotto, ne abbiamo accennato poco sopra, per le ex scuderie, per ora nulla in prospettiva.

Palazzine in stile Tudor, un po’ in rovina, che sono state occupate per qualche tempo, anni fa e che speriamo vengano salvate quanto prima.

A Est del vecchio ippodromo del Trotto (fermata M5 San Siro Ippodromo) si trova il quartiere residenziale che si sviluppa lungo Via degli Aldobrandini. Eleganti palazzine residenziali, alcune dotate di piscine e giardini privati. Anche qui assenza completa di negozi di quartiere.

Via Palatino, che unisce piazzale dello Sport con via dei Rospigliosi, è un orrendo stradone utilizzato come parcheggio selvaggio ad ogni evento dello stadio; altrimenti, per il resto della settimana, rimane un brutto prato spelacchiato. Ci chiediamo come sia possibile che uno stradone così importante per il quartiere sia lasciato in questo stato da sempre.

Risalendo via Palatino ci troviamo in piazzale dello Sport, l’enorme spiazzo utilizzato come parcheggio e suddiviso in vari settori. Una parte sterrata, che andrebbe riqualificata, e una parte alberata, proprio di fronte all’ingresso dell’Ippodromo dove si trova la Scultura del Cavallo di Leonardo.

Parcheggi che attualmente servono soprattutto per lo stadio, ma che, in futuro, se verrà creato il nuovo complesso Milan-Inter, potrebbero diventare giardini, visto che saranno creati dei parcheggi all’interno della struttura stessa.

Concludiamo con via Achille, che corre parallela a via Harar e che unisce il piazzale dello Sport con via Tesio, all’altezza del parco dei Capitani. Qui dovrebbero, secondo il progetto proposto dalle squadre di calcio, sorgere le residenze e le torri (ridimensionate secondo l’ultimo Consiglio comunale), inizialmente alte anche 140 metri.

Con il masterplan presentato qualche settimana fa, la via Achille sarà completamente stravolta. Non più parcheggi e pochi cespugli, ma palazzi.

Sempre in via Achille si trovano anche le Scuderie de Montel, ancora in decadimento e in attesa di un nuovo futuro, che, dopo anni di tentativi andati a vuoto, finalmente le vedrà rinascere a nuova vita.

immagini Urbanfile e Google©




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | San Siro – Il nuovo progetto che impatto avrà sul quartiere? Lo stato attuale e qualche riflessione

  1. Anonimo

    Mmmm direi proprio che gli spazi urbani siano assolutamente da preservare, un vero gioiello e un ordine imperante..!
    A parte l’ironia credo che in questo caso se si ascoltassero meno i cittadini e si evitasse di preservare un vecchio feticcio come il meazza potrebbe venir fuori una grande occasione di rinascita per il quartiere, che sarebbe finalmente riqualificato.

    Ridurre le volumetrie è come la corazzata potjomkin… significherebbe che per rendere il progetto sostenibile finanziariamente andrebbe edificato tutto al risparmio e possiamo immaginare le conseguenze della cosa.

    Ricordo che anche tra i residenti dell’Isola / Porta Nuova c’erano dei contrari alla realizzazione del progetto che si erano costituiti in 20 comitati agguerriti che hanno presentato 200 ricorsi al TAR. Sappiamo tutti com’è andata a finire; Porta Nuova è stata un successo, orde di turisti vengono a vederla, i valori immobiliari sono quadruplicati e la qualità urbana dell’isola si sta alzando di anno in anno. Qualche residente vorrebbe ancora le giostre degli zingari alle varesine? NO! (ma prima c’era chi urlava alla spegulazzione e al cemento…)

    Maran se vuoi fare le cose fatte per bene non ascoltare questi quattro facinorosi, ma realizza qualcosa di bello e che sia iconico.Se le torri devono essere da 150mt facciamole da 150mt!

    1. Anonimo

      Onestamente, ma tu la vorresti una roba che ti porta tutte le settimane (e anche più volte, finchè non li eliminano dalle varie coppe europee) 50,000 tifosi di calcio sotto casa?

      1. Andy

        Perché oggi San Siro che cosa porta? Ciclamini, rose rosse e cincillà? Il tuo è il classico commento da gobbo, quindi esperto di eliminazioni europee…

      2. Si Tav

        Ma secondo te oggi lo stadio di San Siro cosa porta? Pensi che quando giocano oggi sia tutto deserto?
        Ma certi commenti ti vengono naturali o debi pensarci 3 giorni prima di scriverli ?
        Mah…

      3. Andy77

        Onestamente è sempre stato così, prima e dopo l’edificazione dei condomini dei comitati. Quindi da quel punto di vista non c’è mai stato un prima e un dopo.
        Oltretutto chi ha acquistato casa lo ha fatto quando lo stadio già esisteva, inoltre chi si lamenta di avere uno stadio davanti casa dovrebbe ricordarsi che prima aveva il palazzetto dello Sport, molto bello per inciso, ma che piccolo non era.
        Quindi di cosa si lamentano?

  2. Anonimo

    Mmmm direi proprio che gli spazi urbani siano assolutamente da preservare, un vero gioiello e un ordine imperante..!
    A parte l’ironia credo che in questo caso se si ascoltassero meno i cittadini e si evitasse di preservare un vecchio feticcio come il meazza potrebbe venir fuori una grande occasione di rinascita per il quartiere, che sarebbe finalmente riqualificato.

    Ridurre le volumetrie è come la corazzata potjomkin… significherebbe che per rendere il progetto sostenibile finanziariamente andrebbe edificato tutto al risparmio e possiamo immaginare le conseguenze della cosa.

    Ricordo che anche tra i residenti dell’Isola / Porta Nuova c’erano dei contrari alla realizzazione del progetto che si erano costituiti in 20 comitati agguerriti che hanno presentato 200 ricorsi al TAR. Sappiamo tutti com’è andata a finire; Porta Nuova è stata un successo, orde di turisti vengono a vederla, i valori immobiliari sono quadruplicati e la qualità urbana dell’isola si sta alzando di anno in anno. Qualche residente vorrebbe ancora le giostre degli zingari alle varesine? NO! (ma prima c’era chi urlava alla spegulazzione e al cemento…)

    Sindaco Sala se vuoi fare le cose fatte per bene non ascoltare questi quattro facinorosi, ma realizza qualcosa di bello e che sia iconico.Se le torri devono essere da 150mt facciamole da 150mt!

    1. anonimo

      Mah… se per te il bello e l’iconico è quel rendering fatto con il computer che mostra uno stadio attaccato al marciapiede di una strada… vuol dire che purtroppo hai girato molto poco per l’Italia…

      Ovvio che se ci fosse un progetto di riqualificazione fatto bene, sarebbe sicuramente condivisibile. Ma appunto deve essere fatto bene: Porta Nuova (oggi di proprietà del Qatar perchè noi non abbiamo i soldi) ha funzionato, Citylife molto meno (almeno per quanto riguarda le abitazioni residenziali). Il nuovo per il nuovo non garantisce nulla.

      La zona di Porta Garibaldi è servita da 2 metropolitane e una stazione ferroviaria, ma san siro ha solo una metro. Questo fa una bella differenza in termini di attrazione dell’area. Non entro poi in problemi come il traffico, la sicurezza, eccetera, che con 1 (o 2) stadi non sono banali e ovviamente non si sa nulla su come verrebbero affrontati.

      Senza entrare in questioni urbanistiche (che comunque sono importanti), si dice che il progetto proposto da inter e milan costi 1,2 miliardi. Dove li trovano? Il milan è praticamente fallito e l’inter è comunque piena di debiti (vedere i bilanci please). Evidentemente il progetto lo si fa a debito. Ci mette forse i soldi il fondo Elliott proprietario del milan? ma sai chi è il fondo Elliott e che mestiere fa? cerca su google: è un fondo speculativo a cui il contenuto del progetto interessa solo il rendimento finanziario dell’operazione.
      Ci mettono i soldi le banche italiane (Intesa)? ma le banche prestano a fronte di garanzie, o almeno si spera, altrimenti rischiano di fallire e poi lo stato (cioè noi) le deve salvare.

      In altre parole, quali sono le garanzie che il progetto san siro, bello o brutto che sia, venga portato a termine e non lasciato a metà o portato avanti per decenni a causa di fallimenti e manovre speculative varie? Porta Nuova aveva dietro Hines (e poi il fondo del Qatar), che comunque sono molto ricchi. Ma il milan e l’inter????

      Se ti emozioni vedendo un rendering fatto al computer, chissà come ti piacerà guardare Star Wars. Però non pensare di poter costruire le astronavi una volta uscito dal cinema.

      Quando sarà reso disponibile un documento veramente completo che mostri sia il lato urbanistico del progetto, sia il lato finanziario si potrà discutere sul serio e voglio ben sperare che i nostri amministratori abbiano più cervello di un organismo monocellulare e non decisano sulla base di un cartone animato.

      1. Mario

        L’Inter ha dietro di se Suning, spero basti. A “fianco” di Suning c’è AliBabà e Jack Ma. Dovrebbe essere sufficiente. Altrimenti dimmi tu chi ci deve essere dietro per fare uno stadio.

  3. Anonimo

    Il quartiere è bello ma vuoto, come si vede dalla vostra ricostruzione. Sicuramnete lo stadio porterà grandi cambiamenti, ma così come è stato concepito il masterplan non va.

  4. Milanese

    Si vada a fare il nuovo a Sesto potranno costruire in totale libertà

    A San Siro invece si cominci con qualche nuovo iconico grattacielo la riqualificazione seguirà

    1. Andy77

      Spero di no, il progetto dello stadio avrebbe un impatto di maggior respiro rispetto ad un solo grattacielo per quanto iconico.
      Pensa se il museo delle squadre ed il relativo centro commerciale risiedessero nel vecchio stadio riqualificato e ridimensionato al secondo anello.
      Porterebbe vita e frequentazione nel quartiere a tutte le ore del giorno mentre mentre un grattacielo porterebbe movimento nelle sole ore lavorative lasciando una landa desolata la sera come è oggi.
      Sarebbe interessante anche avere un disegno anche per l’altra parte del quartiere verso piazzale Segesta…si potrebbe proporre il museo di arte contemporanea che ancora non abbiamo….

  5. lisander

    Considerazioni a parte sull’opportunità o meno di abbattere il Meazza (anche se ritengo assurdo che coesistano due stadi di quella portata, tantopiù uno di fianco all’altro!)il quartiere di San Siro è sempre stato avulso dal resto della città, quasi un corpo estraneo inserito in un tessuto urbanistico preesistente e altamente strutturato in termini di negozi e servizi; girando per quelle vie ho avuto l’impressione di essere in una sorta di Truman show, dove tutto è ordinato (quasi) e pulito, verde in abbondanza, forse il quartiere piu’ verde di Milano, ma al netto di questo aspetto, assolutamente asettico e impersonale, tant’è che risulta difficile bere un caffè o comprare il pane se non spostandosi parecchio.
    D’altronde al di là dei nomi alitisonanti che hanno contribuito alla nascita del quartiere nel dopoguerra, vie è stato una grave deficit per ciò che attiene all’aspetto commerciale e sociale di tutto l’insieme, realizzando un quartiere esclusivo si, (anche se vi sono non lontano rioni popolari molto problematici), ma del tutto privo di attività commerciali che sono invece l’ossatura dei quartieri, tanto verde, certo ma poco fruibile, ma se poi non hai i servizi che te ne fai?
    L’unicum di Milano è che esistono tante Milano, quante sono praticamente le zone, infatti ognuna con le proprie peculiarità, vizi e virtu’:
    Non me ne voglia chi risiede in zona ma io francamente non ci abiterei mai, finchè le cose stanno cosi, quindi ben venga la riqualificazione dell’intera zona e che renda un po’ piu’ “umana” un’area che oggi è solo come ha detto giustamente Scaroni una “landa desolata”.

  6. Precotto doc

    da ex fossa è abbonato dall 80 dico sesto subito , non perché sia attaccato al Meazza , ma perche era chiaro dall inizio che li non voglio far costruire e tenere le società dentro San siro e poi sarebbe un bellissimo smacco per questa giunta , con questa giunta non ci sarebbero stati porta nuova e citylife

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