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Milano | Sant’Ambrogio – Il museo diffuso: una delle più antiche rappresentazioni della natività

All’interno della Basilica di Sant’Ambrogio, si trova un sarcofago con raffigurata una rappresentazione della Natività, tra le più antiche conosciute.

Il sarcofago paleocristiano, detto di Stilicone, fa parte della base dell’ambone (nelle chiese cristiane, l’ambone è la struttura architettonica sopraelevata dalla quale vengono proclamate le letture), ed è una delle poche testimonianze rimaste della basilica antica, voluta da Sant’Ambrogio.

Considerato uno dei massimi capolavori dell’arte funeraria paleocristiana, il sarcofago deve il suo nome al fatto che in passato, per la sua fattura di altissima qualità, si pensava fosse stato realizzato per contenere le spoglie di uno dei protagonisti dell’età tardoantica: Stilicone, appunto, generale in capo dell’imperatore Teodosio e reggente durante l’impero del giovane Onorio.

Questa monumentale sepoltura probabilmente fu collocata già originariamente all’interno della Basilica Martyrum (basilica che poi diverrà Sant’Ambrogio) eretta per volere del vescovo Ambrogio fra il 379 e il 386. Oggi appare inglobata nel grandioso ambone di epoca romanica, di cui funge come da base.

Il sarcofago è eccezionalmente scolpito su tutti i lati, sia anche sul coperchio e sui frontoni.

Il complesso programma iconografico, ricco di temi sacri e simbolici, fa pensare ad un’influenza diretta del vescovo Ambrogio. L’antichità dei temi e dei simboli rappresentati rende di grande interesse la lettura iconografica del sarcofago.

Sul lato del coperchio, verso l’altare, si trova una delle prime rappresentazioni della Natività conosciute. Gesù è raffigurato in fasce con il volto da adulto adagiato in un sarcofago che fa da culla, immagine che richiama il tema della vita e della morte ricorrente nel Cristianesimo, soprattutto nell’ambito battesimale; ai lati del Bambino vi sono un bue ed un asino che, secondo alcuni, sono immagine dei profeti Isaia e Osea, altri interpretano l’asino come simbolo di Israele e il bue dei Gentili; a fianco dei due animali sono, poi, rappresentati due uccelli che mangiano un grappolo d’uva, uno si nutre con convinzione, l’altro appare più dubbioso, anche in questo caso sembra che il primo sia immagine del popolo d’Israele, più pronto a credere e a “nutrirsi” della fede, mentre l’altro stia ad indicare le maggiori difficoltà dei gentili nell’accogliere il nascente messaggio cristiano. Sottostante alla Natività vi è un fregio a greca che si alterna con un’immagine del sole stilizzato e con una svastica.

Sotto troviamo raffigurate ad altorilievo alcune scene bibliche, da sinistra: l’ascensione di Elia (presso il quale sono tre personaggi) su un carro trainato da quattro cavalli; Noè nell’arca; la consegna della legge a Mosè. Sotto i quattro cavalli di Elia sono raffigurati, in proporzioni inferiori rispetto agli altri personaggi, Adamo ed Eva.

Sul lato lungo rivolto verso i fedeli vediamo Gesù raffigurato sempre ad altorilievo, come un giovane imberbe (immagine che attesta l’antichità del simbolismo) che manda i discepoli a proclamare il Vangelo. I discepoli hanno i piedi sovrapposti l’uno con l’altro come a formare una catena che indica simbolicamente la continuità del messaggio della Chiesa con il Cristo. Sopra vi sono i volti dei due committenti e, di lato, una Natività classica composta da Giuseppe e Maria ai lati del Bambino e i Re Magi a porgere omaggio (visibile meglio nella riproduzione del sarcofago esposta nel Museo Pio Cristiano dei Musei Vaticani di Roma).

Sulla fronte principale, che oggi è rivolto verso la navatella destra (e quindi costituisce il lato settentrionale della cassa), compare la scena della Traditio Legis, dove Cristo consegna il rotolo della legge a Pietro, che tiene sulle spalle una croce adorna di gemme, alla presenza di Paolo e degli altri apostoli.

Come ogni lato del sarcofago, la rappresentazione della scena è inquadrata in uno sfondo di porte di città.

Il fronte opposto alla Natività, quello che guarda verso l’ingresso, e decorato con altre figure bibliche.

L’estremità sinistra del lato destro è definita da un pilastrino ornato da girali vegetali. Presso il pilastro è raffigurata la scena del sacrificio di Isacco; a destra di questa si trovano quattro uomini stanti, uno dei quali tiene un rotolo chiuso e un altro un libro aperto. Non è chiaro chi siano questi personaggi, che sembrano procedere verso il collegio apostolico raffigurato sulla fronte del sarcofago.

Questo mirabile sarcofago di Stilicone, insomma, esprime nei suoi rilievi una complessa e profonda visione cristologica, che se non fu dettata da sant’Ambrogio in persona, ne incarna certamente il pensiero.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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