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Milano | Porta Venezia – Viale Tunisia: la ciclabile discutibile

La pista ciclabile di Viale Tunisia, a Porta Venezia, fa parte di quelle piste ciclabili discutibili e sicuramente mal progettate.

Anzitutto per realizzare la ciclabile di Viale Tunisia, nel 2013/14, vennero cancellati molti parcheggi, cosa che ancora oggi la zona ne risente. Le corsie riservata per il traffico privato sono troppo larghe per un’auto e troppo strette per due, mentre la corsia centrale riservata ai mezzi pubblici non è protetta, risultato: nelle ore di grande traffico e nei giorni lavorativi, le auto parcheggiate in divieto (oramai una regola fissa) e le lunghe file che si formano ai semafori, di fatto bloccano il percorso dei tram che inutilmente percorrono la via in corsia teoricamente protetta, di fatto rendendola inutile.

Per giunta, la svolta a sinistra in via Tadino e via Settala non é consentita e, non essendovi telecamere è praticata frequentemente contro ogni regola.

I parcheggi poi, non consentiti soprattutto nel tratto iniziale del viale, che va da Corso Buenos Aires a via Lazzaretto, sono una consuetudine, immortalata anche nello streetview di google, soprattuto nel tratto dinanzi ai civici 13, 15, 19 e 21.

Ma troviamo anche ridicolo che i vigili abbiano dovuto mettere, per dei lavori in corso, dei cartelli che avvertono di NON parcheggiare l’autonei giorni dell’intervento, quando in pratica NON si dovrebbero proprio parcheggiare le automobili, visto il divieto già presente. Insomma, una situazione un po’ ridicola, non trovate?

Comunque la ciclabile, per fortuna, è abbastanza utilizzata per entrambi i sensi di marcia.

Ringraziamo Lorenzo Buzzetti per la segnalazione




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


35 thoughts on “Milano | Porta Venezia – Viale Tunisia: la ciclabile discutibile

  1. Anonimo

    Bravi! E’ insopportabile vedere tutte quelle auto parcheggiate dove non si dovrebbe. Specie la sera davanti al ristorante la Risacca.

    1. Anonimo

      La sera non crea grande problema perchè c’è meno traffico in giro. Il problema è di giorno e nelle ore di punta, perchè riduce troppo la velocità ATM

      1. Ecommerce

        Due piccioni con una fava… La ciclabile impedisce di parcheggiare, se non solo a pochi automobilisti che parcheggiano in divieto di sosta, e queste auto in divieto di sosta rallentano pure i mezzi ATM. E’ geniale, naturalmente per lo scopo per cui è stata progettata, che non è aumentare i ciclisti in città, ma diminuire le persone che vanno in giro e soprattutto a comprare nei negozi. E se non compri nei negozi, dove compri (vediamo se ci arrivate c’è anche un piccolo indizio)?

  2. Wf

    La ciclabile è utilizzata.

    Qui vedo che la corsia riservata del tram non é protetta e come TUTTE le corsie NON protette non funziona e gli automobilisti come Al Solito se ne fottono dei divieti…

    Proteggere la ciclabile.
    Le corsie riservate NON protette in pratica sono una presa in giro.
    Ci vuole più coragggio e mettere i cordoli.

    Fine della piccola storia triste.

    1. Lori

      le ciclabili sarebbero una per senso di marcia ma vengono utilizzate a caso in entrambi i sensi causando anche incidenti, vedi mia nonna investita da un ciclista contromano
      In estate, essendo una via priva di ombra, i ciclisti si assembrano a seconda delle ore del giorno nella corsia in quel momento meno assolata
      il disagio per chi ci vive e possiede un automobile, fosse anche per usarla con poca frequenza è enorme, una ciclabile a doppio senso di marcia sarebbe stata scelta migliore
      io suggerirei di trasformare una delle due in zona di posa per piante, di cui la via ha gran bisogno

    2. Si Tav

      Opera da mentecatti di sinistra. Oltretutto inutile.
      Al massimo riempie l’orgoglio di Wf e di donne ricche equosolidali di sinistra, con bici con cestino e scritta “No Oil” e scarpe Birckestock.
      Ma è dannosa perché toglie spazio alle auto, alle quali non è stato creato spazio.
      A Riccione, per esempio, prima hanno fatto un grandissimo parcheggio e poi hanno fatto una ciclabile lunga e hanno allargato l’area pedonale sul lungomare.
      Ma anche se di sinistra non sono dementi come Wf e come la giunta Salah…

      1. Ottobre Rosso

        Bravo Si Tav prenditi gioco di persone con maggior coscienza civica rispetto a te e continua pure a scorrazzare per Milano col tuo MBK Booster del 1998 che costa meno della Malossi tamarra che ci avrai fatto montare… Quando le coste italiote finiranno sommerse dal mare a causa del global warming mi starai pregando dal tuo canotto (acquistato in edicola con tutti i tuo risparmi) di raccoglierti sul mio Pershing…

        1. Lorenzo Lamas

          Ottobre, io non so perchè, ma ho la sensazione che tu in questo momento mi stia leggendo e allora ascolta. La gente qui ti chiama ottobve, perculatore, o anche peggio, ma in questo tempo credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti e so che tu sei soltanto il povero schiavo in realtà di un incubo di tanti anni fa che ti domina, ma tu non sei perculatore come la gente dice, la tua fantasia, i tuoi sogni ti hanno preso la mano e governano il tuo agire. So anche che in questo momento probabilmente ogni tanto cerchi di combatterli, vorremmo che tu credessi che noi vogliamo aiutarti a farlo. Io so che il passato ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo e non ti mentirò neanche dopo se e quando ti deciderai a liberarti di questo mostro che ti tiranneggia. Tu sai come, quando e dove trovarmi, io aspetterò.

          1. Anonimo

            Kudos, Lorenzo, questo è quel che si dice perculare un perculatore che però ormai non percula più nessuno.

      2. Si Tav

        Posto che non vedo cosa ci sia di poco civico nell’auspicare garage che levino le auto dalle strade per far posto a pedoni, bici, panchine o alberi, se non fossi rimbecillito dalle menzogne dei progressisti mondiali (e italiani in particolare) sapresti che nell’eventualità che il ghiaccio in mare si sciogliesse, il livello dei mari calerebbe visto che il volume del ghiaccio è maggiore del volume della stessa acqua allo stato liquido.
        Questio ricordando che il CO2 è lo 0,03% dell’atmosfera e che l’uomo è responsabile per il 2 o 3% di tale gas. E il traffico per il 5% del 3%.
        Pertanto se vuoi intervenire parlando di cose che non sai, controlla almeno di farlo in un consesso di ignoranti come te o Wf. Così avrai campo libero per dire le tue splendide eccellenze

        1. Anonimo

          Quella del livello del mare che si abbasserebbe se si sciogliesse il ghiaccio è fantastica, ho riso per mezz’ora, sei più divertente di Berlusconi quand’era in forma e raccontava la barzelletta della mela che sa di culo.

          Comunque non è male neanche quella dei parcheggi, un’idea davvero lungimirante considerando che tra vent’anni le auto private saranno una rarità (infatti i costruttori si buttano sul car sharing o diversificano in altri settori).

          Grazie di esistere “si” Tav (ovviamente il sì rigorosamente senza accento, chissà, forse a lui gli accenti li fanno pagare), se non esistessi bisognerebbe inventarti, ci allieti la giornata con le tue amenità.

      3. marshall

        A parte la perorazione pro TAV, per il resto non condivido quasi nulla di quello che lei scrive.
        C’è un nuovo parcheggio dietro la Cozzi. Un’altro è in Costruzione. Lì vicino, in viale Liberazione c’è un parcheggio sotterrano con centinaia di posti sempre vuoti. Perché la domanda di parcheggi c’è, ma solo purché siano gratuiti. E allora non va bene perché lo spazio pubblico urbano è prezioso e darlo via gratis per la sosta delle auto è uno spreco. Riccione è una cittadina, può forse ancora permettersi di dedicare tanto spazio alle auto come negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Milano è una metropoli proiettata, virus permettendo, nel terzo millennio. Nelle metropoli del terzo millennio il parcheggio si paga oppure si va in taxi o coi mezzi. Oppure, se si vuole massima resa con minima spesa, si va in bicicletta. Se non mi crede, oltre alla sacrosanta stessa spiaggia stesso mare di Riccione, l’estate prossima, sempre virus permettendo, si faccia anche qualche giretto in qualche grande città europea.

        1. Anonimo

          Non ci credera’ sig, Marshall ma le comunico che il parcheggio a Milano gia’ si paga praticamente ovunque. Oppure ti multano. Sempre parlando di Milano eh, chissenefrega di Riccione o dei suoi giretti nelle grandi citta’ europee.

  3. Anonimo

    Gurdate quanto sono larghi i marciapiedi per una via dove ci sono pochissimi negozi quindi con poco flusso di pedoni. Magari se la ciclabile la si faceva diminuendo il marciapiede e non la carreggiata stradale forse ci sarebbe stata una situazione più logica e razionale. Ma si sa che in questo paese le scelte logiche e razionali non sono politicamente corrette, perché chi ci comanda non vuole un paese logico e razionale ma dove il caos regna sovrano.

    1. Marshall

      Ma le in viale Tunisia c’è stato? Come fa a dire che i marciapiedi non sono stati diminuiti per fare la pista. E, soprattutto, come fa a sostenere che sono rimasti troppo larghi?. Si vede che non gira a piedi, altrimenti si sarebbe accorto che purtroppo, in viale Tunisia, i marciapiedi sono stati ristretti e non sono per nulla adeguati. Resta da capire se si poteva evitare di stringerli, forse sì; o forse no, visto che in questa via deve starci anche il tram con le sue fermate.
      In questo paese, ad essere responsabili delle decisioni irrazionali della politica siamo tutti noi cittadini quando parliamo senza informarci, quando ci schieriamo sulla base di propri schemi a priori e della fazione guelfa o ghibellina di appartenenza, quando ci beviamo acriticamente le informazioni sommarie e spesso distorse ricevute da media quasi mai sufficientemente competenti e indipendenti o dotati di risorse per fare informazione di approfondimento.

  4. Deva

    Discutibile invece perchè doppia, una per senso dim marcia, ed usata con disinvoltura contromano, con disagi vari, vedi mia nonna investita da una bicicletta
    Sarebbe stato meglio, anche per i residenti che non possono mettersi l’auto in cucina,, una ciclabile sola e più larga, sul lato della piscina Cozzi dove vi è ombra nel pomeriggio, in estate l’altra è impraticabile tanto è calda la via
    Sarebbe bello se utilizzassero una delle due ciclabili per posare gli alberi di cui la via necessita

    1. Anonimo

      Le ciclabili per essere usate nei due sensi dovrebbero essere più larghe, queste sono state fatte per essere percorse a senso unico, Le piste doppie sono molto più sicure, a patto, ovviamente, che vengano usate nel modo giusto. In viale Tunisia una pista unica sarebbe pericolosa anche se usata correttamente.
      In via Zarotto stanno costruendo un nuovo parcheggio con un sacco di box per residenti. Chi sta in viale Tunisia, può comprarsi un posto auto e se non vuole affrontare quella spesa ha altre opzioni, tra cui quella di fare a meno dell’auto, cosa che in un posto così centrale e servito è perfettamente possibile. Altrimenti con il costo di un appartamento (in proprietà o in affitto) in viale Tunisia ne compra (o affitta) uno più grande e dotato di posto auto in un quartiere appena un po’ più periferico dove almeno avere la macchina abbia una qualche utilità. Tra i diritti garantiti dalla Costituzione non c’è quello del posto auto garantito sotto casa.

  5. Anonimo

    Ciclabile abbastanza utilizzata in che film? Ci passo purtroppo tutti i giorni e di ciclisti se ne vedono ben pochi. In compenso la ciclabile sovradimensionata, se non inutile in quel contesto, ha trasformato una via dove passava un treno (letteralmente) in un budello impraticabile nelle ore di punta. Assurdo l’atteggiamento ipocrita del Comune: cancella i posteggi per fare la pista ciclabile ma non è capace, o non vuole per non creare scontento, di eliminare la sosta rimasta uguale ma divenuta selvaggia invadendo la carreggiata. Situazione assurda e penosa.

      1. Andy

        Spiegare una cosa a Wf sperando che capisca è come piantare un limone in Antartide sperando che faccia frutti aulentissimi 2 volte l’anno

    1. Andy77

      Beh sarebbe fesso chi decidesse di andare in bici pensando che l’automobilista Milanese medio è come Anonimo @11:17: sarebbe arrotato in due secondi e magari portato in giro come trofeo!
      Poi ovviamente l’automobilista Milanese medio chiederà perdono e scusa perché non aveva capito…

    2. Marshall

      Sovradimensionata perché? L’ha misurata? sa quanto larga dev’essere una pista ciclabile per essere dimensionata correttamente?
      No, non lo sa, con ogni evidenza, però pensa di poterne parlare comunque. come fanno i no vax con le epidemie.
      Ci passava un treno, prima, dice lei, da viale Tunisia. Anche oggi, ci passa una linea tranviaria, a scartamento normale, con lo stesso numero di binari (2) del treno di allora. Solo che il tram passa a raso mentre il treno passava in viadotto. Inoltre il tram ci ferma e dove si ferma si allarga, mentre il treno fermava solo nell’attuale piazza della Repubblica. Ma soprattuto, passava il treno e basta, oggi invece oltre al tram ho la strada, il marciapede, la pista ciclabile e… la sosta abusiva.

  6. Davide V.

    Scusate ma qui si sta facendo disinformazione, in Viale Tunisia tra Corso Buenos Aires e Via Lazzaretto c’è SEMPRE stato il divieto di sosta (mai rispettato) anche prima della realizzazione delle pista ciclabile!
    La pista ciclabile ha tolto spazio ai pedoni e non alle macchine visto che è stata realizzata sul marciapiede.

    Detto ciò, sono d’accordissimo sul fatto che la pista sia stata realizzata malissimo, con zig zag senza senso, con tempistiche imbarazzanti ma non è assolutamente vero che non sia utilizzata, anzi!

    Il caos si crea per via della sosta irregolare che costringe la auto ad invadere la corsia riservata con l’effetto di imbottigliare il tram, il tutto rende il traffico caotico e disordinato.

    Se si fosse protetta la corsia del tram con un semplicissimo cordolo di gomma si sarebbe ottenuto con una spesa infinitamente inferiore:

    – impossibilità di posteggio irregolare
    – velocizzazione del trasporto pubblico
    – inutilità della pista ciclabile sul marciapiede in quanto la stessa si sarebbe potuta ricavare direttamente sulla larga carreggiata in affiancamento al preesistente marciapiede con un altrettanto semplicissimo cordolino di gomma.

    3 piccioni con una fava mooooooolto economica.

  7. deva

    Le ciclabili sono due, una per ogni senso di marcia, anche se i ciclisti le usano acaso spesso contromano scampanellando irritati se qualcuno attraversa guardando nella giusta direzione
    Vista l’esposizione al sole che rende la via un forno, si potrebbe correggere l’errore trssformando una delle due ciclabili in una striscia verde recuperando qualche vitale posto macchina

  8. giovanni

    aggiungo che la ciclabile è fatta male nel senso che ad esempio davanti al cinema Arcobaleno è proprio pericolosa con l’uscita delle persone a pochissima distanza dalla ciclabile… con la coda che si crea per certi film, etc.
    si poteva, banalmente, farne una e basta, anche un pelo più grande, bidirezionale.
    Quella di fare strade grandi per una fila e piccole per due è diventata una triste moda (vedi il massacro della rotonda di piazza Verdi (angoli buonarroti e Monte rosa, dove non c’era mai traffico e invece ora è un imbuto).

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