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Milano | Giornata della Terra: la nuova edilizia sostenibile in città

Per la Giornata della Terra: l’edilizia milanese sostenibile

COIMA – BORIO MANGIAROTTI – IMPRESA RUSCONI
e i nuovi criteri per un immobiliare 
rispettoso dell’Ambiente

• Well Building Certificate
• progettazione Cradle to Cradle e i principi dell’Economia Circolare
• Nearly Zero Energy Consumption Building
• 17 “Susteinable development goals” delle Nazioni Unite
• superfici anti smog grazie al cemento i.active TECNO di Italcementi contenente TX Active

PORTA GARIBALDI – COIMA – CORSO COMO PLACE – VIA BONNET

Primo complesso per uffici a Milano che otterrà il WELL Building Certificate.
La riqualificazione è progetto pilota come infrastruttura tecnologica e nella digitalizzazione nell’uso e nella gestione operativa. Grazie a dispositivi Internet of Things (IoT), gli edifici saranno dotati di tecnologie Smart Building per l’accesso e il monitoraggio dei servizi da remoto. Una rete di sensori rileverà ciò che accade nell’edificio: i dati saranno elaborati e resi accessibili da un’app per smartphone e tablet, mettendo in connessione le persone con gli elementi del building Corso Come Place, di COIMA: dai sistemi di illuminazione e climatizzazione alle macchine da caffè. Gli utenti potranno così personalizzare il proprio ambiente di lavoro e raggiungere maggiori livelli di comfort, scegliendo i livelli di illuminazione, la temperatura e l’ombreggiatura.

Le certificazioni di Corso Como Place:
1) WELL Building Certificate: il WELL Building Standard valuta il modo in cui il design, i servizi e i comportamenti all’interno degli edifici influiscono positivamente sulla salute delle persone in base ai criteri di benessere psicofisico, comfort, movimento e qualità della luce, dell’alimentazione, dell’acqua e dell’aria.
2) LEED Gold
3) il protocollo di progettazione Cradle to Cradle, che introduce criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi e che limiterà i consumi energetici grazie all’introduzione delle più efficaci best practice di edilizia sostenibile rispondendo agli standard Nearly Zero Consumption Building: -65% consumi idrici per uso potabile e -80% per irrigazione, riduzione del 30% dei consumi energetici e utilizzo del 25% di materiali provenienti da risorse sostenibili.

CENTRO DIREZIONALECOIMA – GIOIA 22

L’edificio, 26 piani fuori terra su 120 metri e 4 piani interrati per una superficie lorda totale di 68.432 m2, si distingue per inediti standard di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. GIOIA 22 di COIMA otterrà la certificazione LEED, adotterà un approccio Cradle to Cradle nella scelta dei materiali, limiterà i consumi energetici grazie all’introduzione delle più efficaci best practice di edilizia sostenibile e sarà attrezzato con sistemi per la green mobility.

GIOIA 22 avrà oltre 6.000 m2 di pannelli fotovoltaici che consentiranno una riduzione del fabbisogno energetico del 75% rispetto alle più recenti torri direzionali presenti a Milano, un primato per un edificio di questa tipologia che gli consente di rispondere agli standardNearly Zero Energy Consumption Building.L’energia prodotta dal sistema fotovoltaico di GIOIA 22 sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 306 abitazioni. In GIOIA 22 sono previsti altri sistemi per la riduzione del consumo di energia come l’illuminazione a LED, controllata da sensori di luce diurna e dalla presenza di dispositivi

esterni, e un sistema alimentato da acqua di falda sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento, che sfrutta l’innovativo raffrescamento diretto da free cooling (senza utilizzo di un gruppo frigorifero).
La riduzione annua di emissioni di anidride carbonica realizzata da GIOIA 22 rispetto al precedente edificio, pari a -2.260 tonnellate

COIMA – CARTA PER LA RIGERNERAZIONE URBANA SOSTENIBILE

Manfredi Catella, Stefano Boeri, Elizabeth Diller, Gregg Jones, Lee Polisano, Carlo Ratti, Cino Zucchi e Chris Choa firmano la COIMA City Lab Charter.
La Carta per la rigenerazione urbana, rivolta ad architetti, sviluppatori e istituzioni, stabilisce standard quantitativi e qualitativi misurabili per lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana sostenibili: COIMA City Lab Charter identifica, per ogni progetto, specifici obiettivi e parametri ESG misurabili, fornendo una piattaforma di calcolo che porterà alla verifica del rispetto di tali obiettivi. COIMA si impegna a rispettarne i principi nei suoi sviluppi futuri.

SELLA NUOVA – BORIO-MANGIAROTTI – SEI MILANO – fra Via Calchi Taeggi e Via Bisceglie

SeiMilano è il progetto di rigenerazione urbana di Borio Mangiarotti Spa e il fondo statunitense Värde: un innovativo quartiere polifunzionale integrato in un parco, che sorgerà su una superficie di oltre 300.000 mq. Il masterplan, affidato allo Studio Mario Cucinella Architects (MCA), prevede 100.000 mq di residenze, 30mila mq di uffici e 10mila mq di funzioni commerciali. Una “città giardino” immersa in un nuovo grande parco urbano di oltre 16 ettari progettato dallo Studio Michel Desvigne Paysagiste (MDP), con oltre 1.200 alberi ad alto assorbimento di CO2.

SeiMilano nasce da una concezione del tutto innovativa, basata su un framework di sostenibilità esclusivo che, sulla base di tre valori fondamentali, integra i 17 “Sustainable Development Goals” delle Nazioni Unite con i principi dell’economia circolare. Attraverso la selezione delle idee, dei prodotti e delle best practice più innovative, il masterplan iniziale è stato implementato per fornire più servizi, ridurre i costi per gli abitanti e migliorare la qualità della vita.

SeiMilano è un “ecosistema urbano intelligente”: il grado di “smartness” del progetto potrà essere valutato tramite lo strumento Social Smart City Matrix (SSCM). Le soluzioni adottate nel comparto non residenziale, inoltre, consentiranno agli edifici terziari di ottenere la certificazione Leed Gold.

Tutti gli edifici saranno caratterizzati da facciate scomposte, pensate per evitare unità abitative eccessivamente compatte e omogenee, e favorire così la permeabilità con il verde del grande parco pubblico ed il contesto urbano. I palazzi più alti saranno collocati sul fronte che guarda alla Città e le abitazioni partiranno dal secondo piano, al piano terreno verso il boulevard saranno presenti le hall di ingresso e delle attività commerciali, mentre al piano primo troveranno spazio le aree comuni condominiali, alcune di queste ospiteranno diversi servizi per i nuovi abitanti: area living e cucina sociale, sala polivalente per feste, spazio di coworking, palestra, area gioco bimbi, area smart delivery lockers, biblioteca degli oggetti e laboratorio di riparazione e riuso. Le residenze verso il parco poseranno a terra generando una sequenza di giardini privati, mentre, all’interno del parco, si troveranno orti pedagogici, percorsi per lo sport, aree gioco, aree cani attrezzate e molto altro ancora.

SeiMilano ambisce ad essere uno dei quartieri più innovativi, best practice della Milano “smart city”, città sempre più sostenibile, intelligente ed a misura d’uomo

CASORETTO – IMPRESA RUSCONI – NÒVAMPÈRE – VIA AMPERE 56

nòvAmpère è il nuovo progetto residenziale milanese dotato di facciata mangia smog: 101 appartamenti, appena consegnati, per 10.000 mq di cui 4000 mq a verde, realizzato da GRM Sviluppo (Storm.it, Impresa Rusconi e Mangiavacchi Pedercini) e firmato dallo Studio Beretta Associati nel cuore di Città Studi, in via Ampère 56.

Per realizzare la facciata “mangia smog” di nòvAmpère è stato impiegato il cemento i.active TECNO di Italcementi contenente TX Active: si tratta di una superficie di 2.700 mq di pannelli che grazie a TX Active, il principio fotocatalitico brevettato da Italcementi, permette di unire sostenibilità ambientale e qualità estetica. 1000 mq di superficie contenente il principio TX Active infatti eliminano potenzialmente dai 6 ai 7.5 kg NOx/anno.

In concreto, i 2.700 mq di facciata di questo progetto esposti alla luce del sole di Milano contribuiscono a neutralizzare le emissioni di circa 54 auto a benzina (euro 6) o 40 auto diesel (euro 6) e corrispondono a piantare circa 243 alberi, che si vanno ad aggiungere agli ulteriori 70 alberi ad alto fusto che la società ha piantumato nel parco di nòvAmpère.

Come fa il cemento contenente il principio attivo TX Active a decomporne gli agenti inquinanti prodotti dall’attività umana (fabbriche, traffico, riscaldamento domestico), restituendo così una qualità dell’aria migliore? Grazie alla fotocatalisi, un processo naturale per cui grazie all’azione della luce naturale o artificiale di lunghezza d’onda adeguata, una sostanza (chiamata fotocatalizzatore) attiva un forte processo ossidativo che porta alla trasformazione di sostanze organiche e inorganiche nocive in composti innocui.

Le superfici esposte all’aria in ambienti urbani si sporcano a causa del deposito di composti inorganici e organici inquinanti derivanti dai gas di scarico dei mezzi di trasporto, da attività industriali e domestiche quotidiane. La fotocatalisi, riducendo l’adesione di questi composti inquinanti, ne favorisce la rimozione e il mantenimento estetico e colorimetrico delle facciate nel tempo.

La sostenibilità in nòvAmpère non si esaurisce nella sua facciata, infatti, è stata progettata prevedendo impianti che sfruttano principi geotermici trasformando acqua, terra e aria – fonti pulite e rinnovabili – attraverso una pompa di calore, in energia per riscaldare o rinfrescare gli appartamenti, creando la temperatura ideale. In quest’ottica, l’acqua utilizzata nel processo viene riutilizzata per l’irrigazione del parco, tornando quindi nella falda da cui è stata prelevata; la luce solare, invece, contribuisce alla creazione di energia attraverso i pannelli fotovoltaici.

Inoltre, con i lavori di riqualificazione in Piazza Leonardo Da Vinci realizzati a scomputo d’oneri e i suoi 4.000 mq di verde – con una fontana al centro, panchine e una zona giochi per bimbi – novAmpére contribuisce anche a rendere l’intero quartiere di Città Studi più vivibile e più verde.

MAGGIOLINA – IMPRESA RUSCONI – TORRE MILANO – PIAZZA CARBONARI 22

L’impegno di Impresa Rusconi per un costruire sostenibile continua nel nuovo progetto Torre Milano, il nuovo sviluppo residenziale di OPM (Impresa Rusconi e Storm.it) firmato dallo Studio Beretta Associati, che sorgerà in via Stresa 22 angolo Piazza Carbonari, alle spalle di Porta Nuova. Sono previsti 105 appartamenti di tagli differenti per 80 metri di altezza per 23 piani fuori terra e un 24° piano tecnico con belvedere sulla Città.

Grazie allo sviluppo verticale della Torre – in costruzione su un’area precedentemente occupata da un edificio abbandonato per 15 anni – parte della superficie liberata (3.300 mq) sarà trasformata in verde condominiale con parco giochi, in connessione con gli spazi di Piazza Carbonari e con il lungo viale alberato che collega in pochi minuti al Palazzo della Regione e alla Biblioteca degli Alberi. Saranno inoltre piantati 40 alberi ad alto fusto. La conclusione dei lavori è prevista per il 2022.

Torre Milano è stata progettata secondo i più elevati standard di sostenibilità, oggi più che mai imprescindibili: in classe energetica A, è prevista l’installazione di 190 pannelli fotovoltaici (che produrranno 68,4 KW di energia) e di una vasca con capacità di 15.000 litri per la raccolta delle acque piovane a scopo di irrigazione. Ogni appartamento sarà dotato di un impianto di ventilazione controllata (VMC) che garantisce un costante ricambio di aria pulita e asciutta in casa recuperando il calore di quella naturalmente espulsa.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Giornata della Terra: la nuova edilizia sostenibile in città

  1. Anonimo

    + fotovoltaico sui tetti, dove non si può tetti verdi
    + alberi
    + parchi
    + piste ciclabili
    + costruire teleriscaldamenti (come in Alto Adige per esempio)
    + mobilità dolce con servizi ferroviari regionali all’altezza

    – dispersione urbana
    – auto private
    – parcheggi a caso e catrame sparso

    Possiamo cominciare da subito. I nostri marciapiedi sono enormemente larghi e le nostre corsie pure.
    Solo una città vivibile per tutti è una città davvero sostenibile.

  2. Anonimo

    Sotto questo punto di vista una riapertura dei navigli potrebbe veramente dare uno slancio enorme nella direzione giusta.

  3. Wf

    Credo che lunico mezzo del futuro in tempo di covid sarà il monopattino a tutto spiano….

    Sarà boom.
    Benvenga.
    Serviranno piste e spazi protetti da auto.

    1. Si Tav

      Io direi che i mezzi a locomozione animale siano ancora meglio. Non inquinano (eccetto per le flatulenze dei tori e dei somarelli che mangiano pesante), sono affidabili, costano poco e producono pure delle scorie da riutilizzare come concime per le piante.
      Be’, ammetto che la tua trovata dei monopattini sia assolutamente geniale.
      Mi chiedo come abbiano fatto a non pensarci anche i sindaci delle principali metropoli europee

  4. tatino pensabene

    Riaprite navigli anche a mani nude, ma riapriteli. Se non cambiamo paradigma in maniera radicale, la città sparirà totalmente dai circuiti internazionali. Soprattuto dopo questa mattanza chiamata Covid19. Altrimenti Milano resterà solo la città piu’ inquinata del mondo. Piu’ che ricostruzione si deve parlare di smantellamento….altrochè!

    1. Adriano

      @tatino pensabene, la città più inquinata del mondo mi sembra un tantino fuori luogo.
      Magari non lo sai ma da quando hanno iniziato a misurare la qualità dell’aria a Milano,come in tutta la pianura padana, è migliorata notevolmente, si parla dagli anni 70 ad oggi.
      Si può sempre fare meglio ma le condizioni geografiche non consentono un abbattimento totale degli inquinanti anche se diventassimo tutti biciclettari o monopattinari (io sono il secondo).
      Ti ricordo che la città avrà lo slancio delle olimpiandi 2026 quindi direi che basta quello per Milano, non facciamo crociate inutili che non servono, appena finita l’emergenza mi concentrerei negli scali ferroviari e nelle olimpiadi i sogni lasciamoli da altre parti che nessuno li finanzia, gli altri due verranno finanziati dalle amministrazioni e da privati.
      Poi se vuoi andare a riaprirli tu a mani nude vai pure…

      1. Joe

        Tatino pensabene, ottimismo ne abbiamo?
        Ti ricordo che Milano è nella regione a più alta aspettativa di vita d’Italia e la seconda al mondo.
        Può sembrare anacronistico ora in tempo di Covid ma è così.
        Nel frattempo, compra secchiello e paletta e inizia a scavare

  5. Marco

    gioia 22 un casermone tozzo…come molti grattacieli milanesi..basta guardare anche le altre città europee per il lustro dei loro grattacieli..e per di più i nostri si inseriscono in mezzo al frutto della speculazione edilizia del dopoguerra…bella m….

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