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Milano | Loreto – Turro – Gorla – Precotto: la ciclabile di Viale Monza

Come abbiamo già visto, il Comune di Milano, per il ‘post lockdown’, lavora a un piano che prevede la riorganizzazione dei tempi e dei servizi della città con la necessità di contenere il contagio e consentire gli spostamenti.

Fra le varie proposte studiate da Palazzo Marino, per contenere il numero di auto in circolazione e la sicura conseguente congestione, così da limitare anche il possibile aumento dell’inquinamento atmosferico cittadino, la città di Milano punta a incentivare l’uso di biciclette, normali o a pedalata assistita, e scooter elettrici, sia privati sia in sharing, ma anche di monopattini elettrici. Per questo il Comune di Milano ha chiesto al Governo e alla Regione di mettere in campo contributi e incentivi per bici e scooter.

A tale scopo l’Amministrazione Comunale sta progettando la realizzazione, entro la fine dell’anno, di 35 chilometri di nuove piste ciclabili, che vanno ad aggiungersi agli attuali 220 km, e nuovi parcheggi per bici e moto. L’estensione della rete ciclabile da qui a dicembre 2020 riguarderà percorsi lungo le principali direttrici radiali e circolari della città connettendo i tratti di ciclabilità esistente.

La prima fase attuativa di questa strategia prevede la realizzazione di circa 23 chilometri di percorsi ciclabili a partire dal prossimo mercoledì 29 aprile che saranno ultimati progressivamente entro la fine dell’estate 2020. Si parte con l’itinerario San Babila – Corso Venezia – Corso Buenos Aires – Viale Monza, sino a Sesto Marelli, realizzato tramite segnaletica orizzontale, ovvero non usando delimitazioni con cordoli ma solo strisce disegnate a terra che correranno tra il marciapiede e la fila di auto parcheggiate oppure lungo i controviali. Il primo tratto sarà percorribile entro metà maggio fino ai Bastioni di Porta Venezia; si procede quindi entro metà giugno in corso Buenos Aires per arrivare in viale Monza – Sesto Marelli a fine luglio, per un totale di 6 chilometri di pista ciclabile.

Da quanto trapelato, la pista ciclabile ipotizzata per viale Monza, arteria lunghissima che da piazzale Loreto porta sino a Sesto San Giovanni, dovrebbe venire realizzata nella parte centrale del viale, adiacente all’aiuola spartitraffico.

Questo perché, a quanto pare, la realizzazione della ciclabile tra il marciapiede e la sosta, come riteniamo più corretto realizzare per fruibilità e sicurezza, non può essere attivata perché comporterebbe il dover intervenire con una struttura per rimuovere i sampietrini (cubetti di porfido) che lastricano l’area degli stalli attuali e che, lasciati in questo stato, renderebbero la percorribilità alquanto difficoltosa.

Certo l’inserimento della ciclabile porterà via centinaia di posti auto, anche perché da decenni la sosta è stata lasciata nell’anarchia e, anziché seguire le strisce di parcheggio disegnate, il Comune ha sempre tollerato la disposizione delle vetture a lisca di pesce (sicuramente consapevole che è impossibile trovare parcheggi a tutte le vetture in zona), tutte parcheggiate in modo scorretto con il muso sul marciapiede, nel totale caos che contraddistingue il viale. Modalità di parcheggio utilizzata per buona parte del viale, da Loreto sino ad almeno a Precotto e Villa San Giovanni.

Così in viale Monza le auto verranno parcheggiate in linea con la carreggiata ed eliminata la sosta a lisca di pesce, realizzando a centro strada la ciclabile (solo disegnata, al massimo un cordolo in gomma applicato sul catrame per sicurezza).

Certo ci sarà da capire come il Comune penserà di risolvere il problema delle svolte a sinistra delle automobili agli incroci gestendo sia le autovetture che le bici, ma anche come far uscire dalla ciclabile un ciclista in tutta sicurezza. Un dilemma non certo da sottovalutare.

Insomma una soluzione che può essere comprensibile per le difficoltà di attuarne una alternativa in modo rapido, ma tutt’altro che ottimale.

D’altra parte, come sostenuto da molti, le ciclabili poste al centro delle vie di grande scorrimento sono fallimentari.

Un esempio, portato dall’esperienza del Copenhagenize Design Company di Copenaghen, che studia soluzioni per le ciclabili in Danimarca e in tutto il mondo, in cui si sottolinea come le ciclabili al centro della carreggiata siano pericolose, specie come il sistema utilizzato in Pennsylvania Avenue a Washington DC, giudicato il peggiore (foto di seguito).

Per quelle di questa conformazione utilizzate a Barcellona, a quanto pare, il Comune sta provvedendo a una riprogettazione con un design più funzionale, resisi conto della pericolosità.

Bisogna pensare, comunque, che per la ciclabile di viale Monza, l’attenuante sia proprio la necessità dovuta all’emergenza del momento e il voler attuare lo schema della rete ciclabile il prima possibile. Purtroppo una caratteristica peculiare delle ciclabili è che hanno bisogno di uno studio puntuale con soluzioni specifiche lungo il percorso per essere realizzate al meglio.

Pista ciclabile, più semplice, pensata, ad esempio, per Corso Buenos Aires, dove la corsia riservata sarà posta tra il marciapiede e la sosta delle auto (di fatto stringendo un po’ la carreggiata).

Così anche in Corso Venezia, dove esiste già da diversi anni un tratto di ciclabile “pesante” realizzata con cordoli e semafori tra piazzale Oberdan (Porta Venezia) e via Palestro.

Un ultimo appunto. Oltre alla maggiore attenzione sul design delle ciclabili e sulle soluzioni da adottare, perché questo tentativo di cambiare il ‘taglio modale’ (cioè la modalità di spostamenti all’interno della città) in favore delle bici è opportuno fare altre operazioni a integrazione della cosa, come velostazioni serie e servizi di noleggio di lungo periodo (come per esempio esistono in Olanda) a coadiuvare il bikesharing esistente, soprattutto per coloro che fanno i pendolari e arrivano in città in treno e metropolitana. E, parlando di bikesharing, allargare di molto il raggio d’azione costruendo molte pi stazioni nelle zone più periferiche della città.

Se questa deve essere l’inizio di una rivoluzione ci sono tanti elementi che ne fanno parte e vanno definiti.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


43 thoughts on “Milano | Loreto – Turro – Gorla – Precotto: la ciclabile di Viale Monza

  1. Anonimo

    Cioè in Corso Buenos Aies lasciano i marcipadiedi striminziti come adesso?

    Passiamo da una autostrada urbana a una autostrada urbano a carreggiata ristretta con la corsia di emergenza per le bici.

    Meglio di niente, ma avrei preferito piante e marciapiedi decenti togliendo le auto in sosta per far posto alla ciclabilee mettendo le auto in parcheggi sotterranei nelle vie adiacenti.

    1. Alessandro

      Hai perfettamente ragione.. ma ti pongo 2 domande:
      1: parcheggi sotterranei nelle vie adiacenti.. dove scusa trovi il posto per fare queste opere sotterranee?? sai cosa implica costruire in mezzo a edifici privati?? e poi a quanto e come verrebbero venduti/affittati i nuovi parcheggi?? 2 le persone che hanno delle macchine, dove le parcheggerebbero?? già la zona è molto congestionata e finirebbe che poi tutti parcheggerebbero selvaggiamente anche sulla pista ciclabile…

  2. Anonimo

    La ciclabile sulla corsia centrale è pericolosissima! Con il traffico nessuno la rispetterà, soprattutto i cafoni che devono saltare la coda. Pessima idea.

    1. Anonimo

      Solo un demente laureato in scienze politiche puo’ pensare a una ciclabile ( dipinta e senza cordoli oltretutto) sulla corsia centrale di viale Monza .

      1. Pier

        Per quanto riguarda il viale Monza sarebbe molto più logico adibire una delle due carreggiate a parcheggio e ciclabile e nel’altra creare un doppio senso di marcia (30 Kmh max con dossi) per le auto.
        Incommentabile la soluzione delle corsie centrali, sia per la sicurezza che per la gestione delle svolte e degli accessi e svincoli dalla stessa.

  3. Silvia

    Sistemate quelle che voi ritenete “già esistenti” che sono penose, soprattutto quelle del viale Fulvio Testi chi le usa non sa se arriverà mai a destinazione vivo o appiedato grazie

    1. Anonimo

      Vanno subito anche sistemate quelle esistenti. E va sopratutto modernizzato il sistema informatico dei BikeMi.

      Milano deve avere ambizione. Guardare a Parigi, Londra, Berlino e Monaco di Baviera non guasta. Esistono tanti esempi in Europa dove la bici è parte della soluzione per decongestionare il traffico e per ridurre l’inquinamento atmosferico. Si può se si vuole!

  4. Mon Zese

    Che IMMENSO sbaglio.

    Non si mette la ciclabile in mezzo alla carreggiata, è pericolosa e disincentivante l’uso.

    E poi viale Monza deve ripiantumare il VERDE, che per secoli è stato il segno distintivo della strada per Monza. Piante di basso fusto, che richiedono poca terra (sotto c’è la rossa) ma che danno sollievo ai pedoni.

    Immensa occasione sprecata, se fosse davvero così.

  5. Anonimo

    Sono dei pazzi. Dei pazzi se fanno davvero un abominio simile in viale Monza. La pista ciclabile deve essere sul lato strada, non può essere al centro! Vogliono far ammazzare la gente? Sono dei criminali.
    Io non andrò mai su una striscia disegnata in mezzo alla carreggiata con tutti gli automobilisti e motociclisti che mi fanno il pelo a destra e magari per svoltare a sinistra mi travolgono. Andrò in carreggiata come ho sempre fatto.

  6. Anonimo

    Che poi questa genialata esce fuori perché non vogliono spendere due lire per stendere un po’ di asfalto sui sanpietrini del parcheggio, quindi che fare? ma si, lasciamo che i ciclisti siano ammazzati come nemmeno si ammazzano i cani in mezzo alla strada, tanto su viale Monza gli automobilisti rispettano tutti le norme di sicurezza, nessuno sbanda, nessuno va veloce o supera i limiti o svolta dove non dovrebbe svoltare..
    io rischio la vita tutti i giorni in bici già abbastanza così, no grazie, non ho bisogno di piste ciclabili assassine e spero che NESSUN ciclista la userà mai

  7. marco

    Pista ciclabile a parte. Poi con tutte le vie dove può farla, proprio su viale monza un arteria importante per Milano e poi già ora non c’è parcheggio, figurati se fanno sta schifezza di pista, vado a parcheggiare a casa del sindaco. Ma al posto di mettere in sicurezza le piste già esistenti, il naviglio martesana e le periferie.

  8. Anonimo

    Fatela! La bici è una delle risposte più importante a una città sommersa di auto private. Londra è partita sul serio 20 anni fa e i risultati si vedono. Dopo il virus dobbiamo darci da fare. Non tornerà il “abbiamo sempre fatto così”.

    Ben vengano ciclabili sicure!

    E finiamo in tempi brevi anche la ciclabile di Via Monte Rosa!

  9. Anonimo

    Via le auto da Milano. 1 milione di auto private in entrata ogni giorno è fuori testa. Non vogliamo essere un parcheggio pendolari gratuito, ma una città vivibile!!

  10. Anonimo

    In Italia una città sommersa di auto non funziona. È bruttissima da guardare anche esteticamente. Milano deve uscire dallo schifo di una città auto e tornare ad essere innovativa e moderna anche nel cervello. La città europea non è un parcheggio con delle case in mezzo, ma uno spazio urbano denso e vivibile.

    1. Frank

      Tanto i ciclisti maleducati vanno sui marciapiedi. Certo costa meno dipingere una ciclabile che non usa nessuno piuttosto che potenziare i mezzi pubblici. Immagino i pendolari che vengono a Milano a lavorare in bicicletta, 2/3 ore venire e altrettanto tornare, con la pioggia e con il sole. Quanta demagogia, non siamo mica il Bangladesh. Che poi neanche i bangla nostrani vanno in bici. E poi targhiamole, che paghino l’assicurazione rc e mettano le luci visto vje il 90 % è sprovvisto. E chiaramdnte aboliamo la tassa di circolazione auto visto vhe non si puo usare se non si è sindaco o assessore con autista

      1. Anonimo

        Quante idiozie condensate in poche righe. Tutto smontabile con dati e fatti ma è del tutto inutile risponderti, resteresti sulle tue posizioni anche facendoti notare come le capitali di molti stati ben più ricchi del nostro stiano puntando massicciamente sullo sviluppo della ciclabilità. Sono scemi loro? O siamo scemi noi che ci muoviamo come 50 anni fa?

      2. Anonimo

        Certo certo come no. Ti sei dimenticato il casco obbligatorio, il giubbotto catarifrangente obbligatorio e magari il pagamento di area C è sosta anche per i ciclisti e poi c’è tutto per ostacolare l’unico mezzo a inquinamento zero che esista, piedi a parte.
        Curioso, per non dire balzano, il paragone con il Bangladesh, a me risulta che i paesi più ricchi d’europa (confrontiamoci con il nostro continente) siano proprio quelli dove si incentiva al massimo l’uso della bici. Ti inviterei a farti almeno venire il dubbio che forse abbiano ragione loro..

        1. Anonimo

          Il ciclista medio meneghino ama molto i paragoni con le Grandi e Civili Città Europee.
          Tranne quando si tratta di non andare sul marciapiede (cosa che lassù, è tabù per rispetto alle utenze più deboli).

          Prova a dire alla sciuretta con l’Olandesina che deve fare attenzione e ti ricopre di insulti peggio di uno scaricatore del porto di Genova…

  11. Anonimo

    Ma l’idea originaria di rendere la cerchia dei Navigli a doppio senso e dedicata solo al trasporto pubblico e alla mobilità dolce è ancora un opzione ? Per quanto mi riguarda si tratterebbe si una ottima soluzione sia per disincentivare l’utilizzo dell’automobile fino al centro della città, rendere il servizio pubblico in grado di collegare velocemente più punti della città e creare una rete ciclabile che sarebbe utilizzata veramente da molti utenti. Sapete se si farà o se ancora una volta è una scelta troppo coraggiosa per questa giunta immobilista..

    1. Anonimo

      Concordo! Io sarei anche favorevole alla riapertura dei navigli. Darebbero più spazio alla città stessa e alla sua storia. La bellezza non si ottiene con catrame e auto ovunque, ma con l’esatto contrario. Lo mostrano gli esempi virtuosi in Europa. L’automobile distrugge tanta bellezza, specialmente in Italia invade ogni angolo. Una città più vivibile, meno inquinata e più bella è un passo avanti per tutti, specialmente chi questa cittá la vive.

  12. Marco

    Su Viale Monza non mi permetto di giudicare… anche se il progetto mi sembra un pò azzardato visto l’arteria molto trafficata confrontata con Washington dove la via è enormemente più larga e con Barcellona dove il tratto è con verde intorno e mi sembra di periferia…. Vorremmo più BiKemi per la città, come promesso dal comune e per ora NON mantenuta in Piazza Belloveso e zone come Niguarda NON toccate dal Sistema Bici di Milano.

  13. ROBERTO ROSSI

    Viale Monza ha una viabilità molto pericolosa! Il problema è valutare bene i flussi del traffico delle bici e delle auto, i tempi dei semafori per ottimizzare le deviazioni a sinistra. E poi inventarsi parcheggi per tutti i veicoli a 2 e 4 ruote. Consiglio di delimitare la pista ciclabile con dei separatori o rialzare tutta la pista ciclabile

  14. Manuel

    Va creato per prima cosa lo spazio che a Milano è poco, impossibile da gestire e conseguentemente tollerato da chi dovrebbe far rispettare le norme. Si parla di una città dove manca COMPLETAMENTE una pianificazione della circolazione e sosta. Fatto questo si può pensare SERIAMENTE a tutto il resto (marciapiedi liberi di essere gestiti a seconda delle esigenze, zone pedonali, rete ciclabile). A Milano manca tutto questo e si pensa di essere a livello europeo per dei grattacieli e qualche giardino recintato stile pollaio.
    Si vede la solita improvvisazione italica; del progetto raggi verdi e parcheggi vi sono info in tal senso?
    Comune di Milano… SVEGLIA!

  15. Anonimo

    Come si può vedere dagli esempi portati di washington e barcellona, la ciclabile è stata realizzata ma mantenendo due corsie per senso di marcia. Invece in corso buenos aires e viale monza dove ora ci sono due corsie per senso di marcia, come negli esempi di washington e barcellona, la realizzazione delle piste ciclabile comprterebbe la perdita di una corsia per senso di marcia, ossia resterebbe solo una corsia por senso di marcia, con relativi ingorghi stradali e aumento dei tempi di percorrenza dei viali per le auto, quindi più inquinamento. Tra l’altro in un momento in cui si vuole incentivare l’ecommerce, cosa fanno? Diminuiscono le carreggiate delle strade per fare le ciclabili e così i furgoni dell’ecommerce ci impiegheranno più tempo, quindi meno acquisti sull’ecommerce. Le cicalbili vanno fatte ma mantenendo posti auto e corsie di marcia come ora e come fanno all’estero.

  16. Carmela

    Era ora! Ci voleva il coronavirus per rendere ciclabile Milano! Unico neo, spero che le carreggiate siano ben delineate con muretti o rialzi, per evitare sorpassi o abusi degli automobilisti su di esse, soprattutto di sera, l’utilizzo di queste diventerebbe molto pericoloso. Parlo da cittadina che ha sempre preferito la bici come mezzo di trasporto!

    1. Anonimo

      Innocui ecodeliranti…

      Passata la menata del covid, finirà tutto con tre mozziconi di ciclabile (quelli già programmati). Per il resto, il bis della riapertura Navigli.

      1. Anonimo

        Temo anch’io. È troppo grande la pressione degli automobilisti. I ciclisti non contano nulla in città, non riescono a fare lobby, sono odiati dai commercianti, dai tassisti, da troppi pedoni. E a questa giunta manca davvero coraggio, non l’ha mai avuto e non lo avrà mai, cambia qualcosina ogni tanto ma servirebbe una rivoluzione che non arriverà mai. Ho perso le speranze, vediamo se riusciranno a fare la pista San Babila – Loreto. Su viale Monza al primo morto (che ci sarà con la ciclabile in mezzo alla strada!) la toglieranno e rimetteranno parcheggi selvaggi a lisca di pesce.

        1. _

          Possibile.

          Del resto il Comune si è reso conto che i parcheggi per le auto sono una emergenza ed è alla caccia disperata di posti auto:

          “dentro la Cerchia dei Bastioni un aiuto arriverà dagli storici autosilos, pronti a tornare agli antichi splendori. Fuori dal centro, il quadro è diverso. Il Comune pensa di arruolare piazzali pubblici sottoutilizzati (Pagano e Crescenzago) o, ad esempio, gli stalli lasciati liberi dai grandi bus turistici lungo i Bastioni di Porta Venezia per le esigenze di residenti e pendolari.”

          https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_aprile_28/squadre-tutorsulle-linee-atmauto-rischio-caospatto-privatiper-parcheggi-c4235718-88d4-11ea-96e3-c7b28bb4a705.shtml

  17. Wf

    Comunque di che si lamentano gli AUTOTALEBANI?

    1. AREA C DISATTIVATA
    2. TUTTI ANDRANNO IN AUTO E NON SUGLI SPOSTAPOVERI

    SI REALIZZA TUTTTO QUANTO CHIEDEVANO.

    Mentre passerò con la bici accanto in fila da carioli a cordusio farò ciao ciao con la manina a quelli che saranno in coda da 3h…

    SI È REALIZZATA LA CITTÀ IDEALE DEGLI AUTOMOBILISTI.

    Godetevela Nei prossimi mesi!
    Fate amicizia con TUTTI QUELLI CHE … prima prendevano la metro.
    Adesso sono vostri COLLEGHI AUTOMOBILISTI
    😂😂😂😂😂😂
    Non siete contenti?
    Avete vinto voi.

    Bisogna ammettere le sconfitte..
    Ciao ciao con la manina dalla bici…

    Io ho già parcheggiato davanti al palazzo con la catena.
    Quando avete finito di cercare parcheggio ci facciamo uno spritz insieme… oppure vi aspetto per la colazione del giorno dopo… fate con calma.

    😂😂😂😂
    VITTORIOSI!

    1. Anonimo

      Wf è l’unica persona al mondo che dopo mesi di elogio del monopattino elettrico, prende la bici per andare da Cairoli a Cordusio, fa “ciao ciao” alle auto in coda (immagino nella via Dante pedonale, a meno che da bravo giargiana non faccia un giro assurdo col Tomtom) e poi leghi la bici con la catena per farsi uno Spritz in centro (dove lo paga il triplo che in qualsiasi altro bar di Milano)
      🙂

      1. Wf

        Ciao ciao con la manina mentre la coda si allunga…

        Hai ragione… da Cairoli a cordusio in bici non devo fare nessun giro col tom tom… mentre in auto si.

        Dimenticavo questo particolare.

          1. Anonimo

            E solo un giargiana andrebbe in macchina in Cordusio, per lo spritz o quant’altro…

            Il che ancora una volta conferma che se mettessimo un pedaggio per entrare in auto a Milano, risolveremmo di colpo molti dei problemi di traffico e inciviltà di Milano.

        1. Si Tav

          Quando esci con una compagna di sinistra che vuol trombare, valla prendere in bicicletta, mentecatto di un Wf.
          Poi non stupirti se preferisce concedersi a uno di destra con la macchina.
          Buffone

          1. Wf

            Ahahahah.
            A me la danno gratis e con la bicicletta.

            A te ti serve il cayenne per sc@pare povero mentecatto impotente..

            Quello che scrivi finalmente è proprio quello che sei..
            😂
            Finalmente è venuto fuori il povero sfigato siTav.
            Che non scop@ se non si compra l’auto figa…
            🤣
            Pooooveerooooo
            Ma allora tutto sto casino che fai sempre su Urbanfile è perché non te la danno se non usi l’auto? Ma pooverooo.

            Dovevi dirlo prima.
            Adesso si capiscono tante cose.

            Anche tutta la rabbia repressa era solo frustrazione sessuale.
            ..
            Mi spiace.
            Allora forse a te danno il pass auto come sostegno all handicap.
            “Non scop@ senza il suv – può circolare – fascia debole”
            😂😂😂😂😂😂😂😂😂

          2. Wf

            Ahahahah.
            A me la danno gratis e con la bicicletta.

            A te ti serve il cayenne per sc@pare povero mentecatto impotente..

            Quello che scrivi finalmente è proprio quello che sei..
            😂
            Finalmente è venuto fuori il povero sfigato siTav.
            Che non scop@ se non si compra l’auto figa…

            Pooooveerooooo
            Ma allora tutto sto casino che fai sempre su Urbanfile è perché non te la danno se non usi l’auto?  Ma pooverooo.

            Dovevi dirlo prima.
            Adesso si capiscono tante cose.

            Anche tutta la rabbia repressa era solo frustrazione sessuale.
            ..
            Mi spiace.
            Allora forse a te danno il pass auto come sostegno all handicap.
            “Non scop@ senza il suv – può circolare – fascia debole”
            😂

  18. Wf

    Avete vinto!
    😂😂😂
    Andremo tutti in auto.
    Area c disattivata.
    Tutti in auto adesso.

    Cosa volete di più?
    😂😂😂
    Ciao ciao con la manina…

  19. Pier

    Buongiorno, ho visionato il progetto della ciclabile sul Viale Monza e la soluzione “centrale” è da considerarsi a mio avviso pericolosissima (io non la userò mai per esempio così com’è progettata).
    L’occasione per Milano è ghiotta per convertire, modello High Line a New York, una vasta zona urbana in area fruibile dai cittadini, con contestuale rallentamento del traffico, riduzione del l’inquinamento e dei rumori. Tuttavia, questo non può essere realizzato a discapito della sicurezza. Immaginate cosa potrebbe succedere in caso di incidente o come gestire svolte agli incroci – numerosissimi- e gli accessi alla ciclabile. A mio modesto parere, adibire una delle due carreggiate ad un doppio senso di marcia per le auto, con limite 30Km/h e dissuasori, e l’altra per metà a pista ciclabile e metà a parcheggio, sarebbe di gran lunga una soluzione migliore. Sarebbe una zona franca in cui si potrebbero organizzare eventi, mercatini, dove comunque passeggiare e/o impiantare chioschetti e quant’altro. Già che ci siete pensateci perché è l’occasione di creare un qualcosa di unico forse al mondo. Cordiali Saluti, Pier Demontis

  20. Lorenzo B.

    Salve a tutti, dobbiamo capire che le ciclabili in Italia sono perfette per il fine per cui sono state ideate, ovvero rimborsi a km e non a qualità della rete. Quindi non vedo nessun errore o negligenza da parte dei progettisti. Punto.

  21. Anonimo

    Il pedaggio per ingresso in città risulta solo una tassa se non vi sono le ciclabili come opzione, idem per monopattini elettrici e simili. personalmente ho visto parcheggiare una Tesla e prendere bici per recarsi nel centro di Amsterdam, quindi non è una lotta di classe. basta leggere quà quali sono le alternative e le esternalità: https://twitter.com/Cycling_Embassy

    1. K.

      “personalmente ho visto parcheggiare una Tesla e prendere bici per recarsi nel centro di Amsterdam, quindi non è una lotta di classe.”

      Invece è veramente lotta di classe e la sua frase è un esempio.
      Ma essendo di classe privilegiata e moralmente superiore non se ne rende nemmeno conto!! 🙂

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