"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Molinazzo-Bande Nere – Ciclabile in viale Legioni Romane: metà ottobre 2020

Aggiornamento di metà ottobre dal cantiere per la nuova ciclabile, che da piazzale dalle Bande Nere, percorrendo viale Legioni Romane, via Berna e via Zurigo giunge sino a Via Bisceglie a Sella Nuova e al nuovo quartiere di SeiMilano e il parco dei Fontanili.

Nei pressi di Piazzale Delle Bande Nere sarà istallata anche una stazione BikeMi.

Mentre il lato pari della via è stato ormai quasi completato, in questi giorni sono cominciati i lavori per il lato dispari.

La nuova sistemazione, al momento, pare abbia ristretto la carreggiata, ma va calcolato che in precedenza la parte centrale del viale era interdetto alle auto con segnaletica orizzontale.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


29 thoughts on “Milano | Molinazzo-Bande Nere – Ciclabile in viale Legioni Romane: metà ottobre 2020

  1. Bruno

    Ci vogliono dei cordoli o dei dissuasori tra la sosta e la pista ciclabile.
    Quel che porta via veramente posto in queste vie non è tanto la ciclabile, quanto la sosta a pettine.

      1. Anonimo

        Speriamo che la prendano sul serio la bici su quella strada…a Milano son tutti ciclisti a parole.
        Poi quando per puro caso ne vedi 4 in 20 metri gridi al miracolo, alla rivoluzione ed alla valanga che avanza. I numeri restano ancora troppo confidenziali.

        1. gpm

          L’esperienza di città paragonabili a Milano per dimensioni e dove l’uso della bicicletta è più diffuso dimostra che l’utilizzo cresce al crescere delle infrastrutture (piste, corsie, strade riservate), l’idealismo ecologista, il salutismo, o qualsiasi altra motivazione non legata alla disponibilità di infrastrutture non fanno crescere il numero di utilizzatori.

          1. Anonimo

            Speriamo di non dover aspettare che la rete ciclabile sia finita al 100% e perfetta per vedere numeri significativi di ciclisti in una città piatta come Milano.

            Siamo nel mezzo di una pandemia, con i mezzi pubblici fonte di contagio e non sempre abbastanza vuoti e quanti ciclisti si vedono in giro?
            “Molti più di prima”. Ossia forse un decimo o più probabilmente un ventesimo della moltitudine di automobilisti e scooteristi sulle strade quotidianamente.
            Usiamola la bici, non solo a parole!

          2. Anonimo

            Giusto. La maggior parte delle persone usano la bicicletta quando farlo risulta più comodo, sicuro e veloce rispetto all’uso di altri mezzi. E questo avviene solo quando ci sono infrastrutture fatte come si deve.

        2. Wf

          Se non fai le ciclabili mai vedrai ciclisti urbani.

          Non è che il giorno dopo che fai la ciclabile si riempie.

          Ci vuole un po di tempo.

        3. Lorenzo

          In realtà io giro da sempre in bici e negli ultimi mesi devo dire che sono aumentati notevolmente coloro che la utilizzano.

          1. Anonimo

            Anche secondo me i ciclisti sono molti più di prima. Speriamo che aumentino. Ogni ciclista in più è affollamento in meno sui mezzi, un’auto in meno in giro a inquinare e ingolfare le strade di traffico

    1. Anonimo

      Si, l’edicola andava spostata in un posto migliore e più frequentato dai pedoni. Quella è la tipica posizione che andava benone quando ti accostavi in macchina, prendevi il giornale e ripartivi.
      Adesso (a parte il fatto che il giornale non lo compera più nessuno) non ti puoi più giustamente accostare a meno di creare una coda di un chilometro e quindi vai altrove.

    2. Anonimo

      Sinceramente non trovo così fastidioso dover fare quella piccola curva per aggirare l’edicola.

      Sicuramente sarei più infastidito se dovessi passare sopra le scivolose grate della metropolitana, specialmente nelle giornate di pioggia.

      1. V.

        Il ciclista meneghino è molto delicato. Se nn è tutto perfetto la bici manco la tocca.
        Hai presente i Panda? Ecco, lo stesso….

        1. Andrea

          Altro che delicato! Il ciclista meneghino è quasi un eroe a riuscire a spostarsi nelle condizioni di ciclabilità di Milano.

          Tu parli del cittadino meneghino che è molto delicato e soprattutto ha vissuto per decenni con il mito dell’automobile e l’idea che andare in bici per Milano è una cosa da pazzi, pericoloso, faticoso, fa sudare, fa prendere freddo, ci si ammala, ecc. Spendere migliaia di euro per stare fermi in coda e perder tempo a cercare parcheggio invece è il top del top.

          E’ questione di cultura V., piano piano a Milano specialmente tra i giovani il concetto di mobilità sta cambiando ma ci vorrà tanto tempo e purtroppo siamo anche circondati e rallentati da Comuni e realtà che sono ancora rimasti agli anni ’70.

          1. V.

            Condivisibile. Il problema è che il nucleo dei ciclisti “storici” rotti ad ogni difficoltà è limitato. E tutti gli altri (i Panda) han la cannetta di vetro e son ciclisti solo a parole.

            Speriamo nei giovani, concordo!
            PS guarda che nei comuni della cintura la bici si usa quasi più che a Milano, specie per i problemi del trasporto locale. Chiaro, se vieni a Milano, la macchina la fa da padrone.

  2. Anonimo

    Anche secondo me i ciclisti sono molti più di prima. Speriamo che aumentino. Ogni ciclista in più è affollamento in meno sui mezzi, un’auto in meno in giro a inquinare e ingolfare le strade di traffico

  3. Si Tav

    Wf, la tua lungimiranza è minore persino a quella di una cicala con una bandana sugli occhi. E la tua conoscenza lessicale e grammaticale è peggiore persino di quella di Di Maio.
    Te lo ripeto: stai zitto

  4. Safety first

    Dopo aver superato due incroci con scarsa visibilità e dopo avere superato incolume una quindicina di passi carrai, il ciclista scarta a sinistra per evitare l’edicola e si ritrova proiettato sulla carreggiata di via legioni romane dove uno scooter sta superando le macchine ferme in colonna, grazie alla restrizione della carreggiata… Intervento progettato velocemente, speriamo non si ammazzi nessuno!

    1. M

      L’ho percorsa ieri e le curve che si fanno per evitare l’edicola non sono per niente fastidiose.
      Ovvio che uno deve andare a velocità normale, non dev’essere in modalità “Giro d’Italia”, per farle in totale tranquillità.

      Sicuramente, e questo vale per tutte le ciclabili viste finora a Milano, sono le intersezioni il vero problema. Lì sì che c’è da lavorare ancora molto.

      Però per me è un buon intervento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.