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Milano | Duomo – Palazzi Scomparsi: il Coperto dei Figini

Il Coperto dei Figini era un palazzo rinascimentale situato in Piazza Duomo a Milano. Fu costruito nel 1467 da Guinforte Solari, un ingegnere della Veneranda Fabbrica del Duomo, su commissione di Pietro Figino.

Anzitutto il nome, “coperto” deriva dal fatto che il palazzo avesse un portico, usanza molto diffusa nella Milano gotica. Secondo Bonvesin della Riva (Milano 1250 circa – Milano, 1313/1315), nel XIII Secolo in città vi erano circa una sessantina di coperti, destinati in origine solo alla sosta e alla ricreazione. Col tempo si erano ingombrati di botteghe posticce e banconi, realizzati spesso con sopralzi in legno per solai e magazzini.

Molti coperti, come quello di San Vittore, di San Sebastiano, degli Zavattari e dei Gorani, col tempo persero la loro iniziale funzione, diventando fatiscenti.

Non sorprende che persino Lodovico il Moro li avesse elencati fra gli elementi di ingombro dei quali la città si doveva liberare. Oggi di tutti i coperti che c’erano a Milano ne rimane solo uno, quello della Casa dei Panigarola in piazza dei Mercanti.

Il Coperto dei Figini può esser considerato come la prima e più importante soluzione alle nuove esigenze commerciali della città.

Il coperto fu anche un’occasione di rendere più vasto lo spazio dinnanzi alla nascente cattedrale, fino ad allora rimasto un luogo urbano fatto di spazi angusti.

Nel 1452 lavoravano come ingegneri e architetti alla Fabbrica del Duomo il Filarete e Govanni Solari (che si occupava del prolungamento del capocroce verso la futura facciata), ed è probabile che siano stati loro i sostenitori di questa esigenza.

Nel 1455 venne abbattuto definitivamente il vecchio battistero di San Giovanni, già ridotto a magazzino nel 1398 per l’erezione del nuovo Duomo.

In quegli anni le autorità cominciarono a comprare gli edifici che ingombravano la futura piazza e nel 1456 venne posta una colonna a segnare la posizione della futura facciata.

Fattore decisivo fu però la demolizione della vecchia Basilica di Santa Tecla compiuta nel 1461-62 ma in discussione già dal 1448. Demolizione avvenuta non senza polemiche, anche perché si trattava di una delle più antiche e ricche vestigia della Milano Cristiana.

Qui il nostro articolo sull’evoluzione di piazza del Duomo nel corso dei secoli.

La demolizione permise comunque la creazione di uno spazio dalle dimensioni inconsuete a Milano.

Così nel 1472, su parte delle fondamenta dell’antica basilica, prese forma il Coperto dei Figini.

Pietro Figino era un gentiluomo lombardo la cui famiglia era molto importante in città, già possedeva due palazzi prospicienti la nuova piazza; evidentemente intendeva ampliare questi suoi possedimenti e potenziare la propria attività commerciale.

La committenza cadde su Guinforte Solari, figlio di Giovanni, anch’egli impegnato nella fabbrica del Duomo e forse imposto dalle alte sfere, perché edificasse un palazzo che si confrontasse con la nuova cattedrale e il vecchio e gotico Arrengo Ducale (odierno palazzo Reale), nonché potesse incidere più di altri edifici sulle trasformazioni della nuova piazza.

Esso consisteva in un lungo portico che si sviluppava dinanzi ad una serie di botteghe. Al piano superiore distribuito su due piani, vi erano gli alloggi dei commercianti.

Il nuovo palazzo era lungo circa 76 metri ed utilizzò le fondamenta e parte delle strutture dell’antica basilica di Santa Tecla, tanto da riprenderne le anomalie, come gli angoli ottusi. Fu inoltre mantenuto anche il muro esterno settentrionale della basilica, anche perché si erano, nel corso del tempo, addossate molte botteghe lungo la contrada detta dei Borsinariorum.

Con ogni probabilità per il coperto vennero riutilizzate le 24 colonne della basilica. Le colonne erano tozzi e massicci piloni cilindrici in granito, i capitelli (di cui sono conservati i 4 rimasti nelle raccolte del castello) erano decorati con stemmi e palmizi. Le finestre a sesto acuto, dei due piani superiori, erano riccamente decorate in cotto e con tondi a mezza figura sporgente, posti tra gli archi e le colonne, richiamando le decorazioni della Ca’ Granda dell’Ospedale Maggiore, edificato nel 1465 dallo stesso Guinforte.

Il Coperto dei Figini dovette riscuotere da subito un gran successo, tanto che la Fabbrica del Duomo volle realizzare un prolungamento simile dello stabile verso la cattedrale.

L’operazione poteva essere una prima fase per il rinnovo rinascimentale del centro di Milano, che però rimase ancorato all’intricata urbanistica gotica che ancora caratterizzava la città, dove tutto era contaminato da contingenze e preesistenze, tanto che da subito anche il coperto dei Figini venne “aggredito” da botteghe posticce.

Molto probabilmente a partire dal 1481 venne costruita anche una piccola chiesa rotonda dedicata a Santa Tecla, nella parte occidentale della nuova piazza del Duomo, verso la Pescaria, che utilizzò come ingresso l’antica porta di Santa Tecla e parte della facciata, volgendo le spalle al Duomo. Purtroppo non si conoscono le fattezze di questo edificio, che alcuni hanno supposto fosse stato ideato dal Bramante o da Lazzaro Palazzi. La chiesa venne demolita con ogni probabilità nella prima metà del 1500.

Il caseggiato rimase per altri 400 anni un luogo d’incontro per i milanesi e sede di molti negozi e bar storici, come il Caffè Campari, che qui vi aprì bottega nel 1862. Nel corso del tempo le finestre ogivali cedettero il posto a rinnovate finestre rettangolari e a balconi, assieme ad un sopralzo di un piano realizzato sul finire del Settecento.

Nel 1805, su istanza diretta di Napoleone Bonaparte, Giuseppe Zanoia avviò i lavori per il completamento della facciata del Duomo, in previsione dell’Incoronazione di Napoleone Re d’Italia, che avvenne il 6 maggio 1805. Il progetto venne finalmente concluso nel 1813 da Carlo Amati. Questo comportò anche un ripensamento dell’ormai piccola piazza trapezoidale e vetusta, su un lato della quale vi era il Coperto dei Figini rivisto e adattato nel tempo e, dal lato opposto, il gruppo di case che formavano in modo disordinato il Rebecchino.

Nel 1861 Giuseppe Mengoni vinse il concorso internazionale per il totale ridisegno «di Piazza Duomo e le vie adiacenti alla Cattedrale», bandito dal Comune per dotare il centro cittadino di una nuova fisionomia, compiuta e monumentale, assolutamente necessaria per una città che ambiva ad assumere un ruolo di spicco nel neonato Regno d’Italia.

Così il Coperto del Figini venne abbattuto definitivamente nel 1864 per lasciare spazio alla nuova piazza, alla Galleria Vittorio Emanuele II e ai Portici Settentrionali come li vediamo ancora oggi. 

Fonte: L’ architettura del Quattrocento a Milano – Luciano Patetta 1987




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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