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Milano | Scalo Romana – Torre Faro A2A: nuove suggestioni

Il progetto dello studio Antonio Citterio e Patricia Viel, che prende il nome di Torre Faro, prevede la riqualificazione degli edifici esistenti del primo Novecento, sia esternamente che internamente, la costruzione di una stecca sul retro, lungo il perimetro dello Scalo Romana e di un nuovo elemento iconico, la torre, che raggiungerà un’altezza di 145 metri.

La torre cilindrica e rastremata avrà una pianta circolare e prevederà i primi 12 piani ad uso uffici, uno Sky Garden a 60 metri di altezza e aperto su uno dei suoi lati, seguiranno altri 10 piani di uffici ed un belvedere, accessibile dal pubblico, posto sulla sommità della torre.

A terra, oltre alla presenza di nuovo verde sarà presente l’elemento dell’acqua, che circonderà l’edificio con una vasca lasciando libera solo la parte di accesso allo stesso.

La torre avrà livelli relax e piano panoramico all’ultimo livello.

Fasi realizzative del complesso
• Selezione Progetto Architettonico (2018) 
• Avvio interventi in strip out demolizioni (2018 – eseguite) 
• Bonifica e indagine bellica (2018-2021 in corso) 
• Presentazione al Comune di Milano Concept Progetto e impostazione Convenzione (2019- 2021) 
• Progettazione Nuova Piazza Trento (2020-2021) 
• Progettazione Definitiva finalizzata al Permesso di Costruire e Convenzionamento (2019- 2020-2021) 
• Progettazione Esecutiva (2020-2021) 
• Rilascio da parte del CM del Permesso di Costruire e Convenzione (2021) 
• Gara per assegnazione impresa di costruzione (2021) 
• Realizzazione (2021-2024) 
• Definizione strategia vendite immobili da dismettere (2020-2021)

Il completamento dei lavori è previsto per il 2024, con inaugurazione nel 2025.

Il vecchio edificio, una volta restaurato, ospiterà il Museo Casa dell’Energia, e un Auditorium.

Piazza Trento e via Crema.

Nel progetto è prevista la riqualificazione di Piazza Trento e via Crema, come si può vedere nelle illustrazioni che seguono. Dove saranno create aree pedonali e aree verdi, oggi inutilizzate, questo sino al sagrato della chiesa di sant’Andrea, unendo di fatto il nuovo complesso A2A con Porta Romana e la stazione della M3.

Dismissione sedi attuali
• Insediamento di funzioni a prevalenza residenziale per le aree di Via Gonin, Via Balduccio da Pisa 
• Insediamento di funzioni terziarie e commerciali per gli immobili di Corso di Porta Vittoria 
• PGT 2030 utilizzo dell’area della Bovisa come interscambio di diritti edificatori tra gli assets di A2A e di aree con il Comune di Milano o per insediamento di mix funzionale 
• Stralciate le proprietà di Via Caracciolo (UNR) e Piazza Po (A2A-UNR) per uso proprio potenziamenti impianti 
• Sviluppo Nuova Piazza Trento e Nuovo Building A2A

Qui un po’ di storia sulla vecchia centrale e sul quartiere di Piazza Trento.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Scalo Romana – Torre Faro A2A: nuove suggestioni

  1. Anonimo

    Sarebbe un sogno, qualora vendessero l’ex sede A2A di corso porta vittoria, far nascere una Sormani bis, ne avremmo davvero bisogno !

  2. Vittorio

    io mi chiedo perchè si debbano approvare funghi altissimi isolati in piu’ parti della citta’, invece che concentrarli in un’area unica di sviluppo verticale, che sia Varesine o Tre Torri.

    1. Anonimo

      Invece devo dire che è azzeccatissimo per la riqualificazione della zona di Porta Romana. Poi se andiamo a vedere le foto storiche c’è anche una continuità con il passato, dal momento che in passato c’erano alte ciminiere. Insomma molto bella questa torre, ci sta a pennello…

  3. Agnese v.

    Speriamo non taglino davvero gli alberi di piazza Trento e quelli davanti alla chiesa. E’ triste sapere che a ogni riqualifica bisogni fare tabula rasa per avere un risultato “al top”. La città si vive a livello strada (e non dalla finestra di una torre), ben vengano gli interventi di riqualifica, ben vengano i grattacieli, ma questo intervento cosa dà ai milanesi e agli abitanti della zona?
    Affitti alle stelle, centinaia di impiegati in cerca di un pasto veg. in pausa pranzo, e poi? Il quartiere è vittima da anni di una gentrificazione selvaggia, che fa chiudere storiche botteghe in favore di pop-up store che cavalcano i trend del momento (e che col Covid hanno chiuso i battenti, poiché fondate su speculazione e profitto veloce). In periodi come quello che attraversiamo andrebbero fatti investimenti oculati e a lungo termine, costruendo la città del futuro – e non esportando le basi del modello fieristico alla scala urbana… Ci togliete una piazza per restituirci un’area attrezzata, prendete una via (Crema) e la trasformate in ‘zona’ (pedonale e verde)… Sembrano i presupposti per una s-definizione dell’identità del luogo, piuttosto che le basi di una nuova convivenza. Vedremo come si vivrà all’ombra della torre.

  4. Agnese v.

    Speriamo non taglino davvero gli alberi di piazza Trento e quelli davanti alla chiesa. E’ triste sapere che a ogni riqualifica bisogni fare tabula rasa per avere un risultato “al top”. La città si vive a livello strada (e non dalla finestra di una torre), ben vengano gli interventi di riqualifica, ben vengano i grattacieli, ma questo intervento cosa dà ai milanesi e agli abitanti della zona?
    Affitti alle stelle, centinaia di impiegati in cerca di un pasto veg. in pausa pranzo, e poi? Il quartiere è vittima da anni di una gentrificazione selvaggia, che fa chiudere storiche botteghe in favore di pop-up store che cavalcano i trend del momento (e che col Covid hanno chiuso i battenti, poiché fondate su speculazione e profitto veloce). In periodi come quello che attraversiamo andrebbero fatti investimenti oculati e a lungo termine, costruendo la città del futuro – e non esportando le basi del modello fieristico alla scala urbana… Ci togliete una piazza per restituirci un’area attrezzata, prendete una via (Crema) e la trasformate in ‘zona’ (pedonale e verde)… Sembrano i presupposti per una s-definizione dell’identità del luogo, piuttosto che le basi di una nuova convivenza. Vedremo come si vivrà all’ombra della torre.

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