"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Nolo-Turro – Parcheggi e ciclabile in Viale Monza

Ad alcuni commercianti e a qualche abitante della zona non va proprio giù la nuova corsia ciclabile di Viale Monza, soprattutto nel tratto compreso da Loreto sino a Turro, la zona più densamente abitata e con più spazi commerciali. Non si tratta di una pista, ma di una corsia preferenziale, realizzata recuperando spazio facendo parcheggiare le auto in linea (come si dovrebbe fare) e non a lisca di pesce, come era usanza in modo selvaggio in precedenza.

Attivata a partire da settembre, viene utilizzata da circa 3200/2300 ciclisti al giorno (fonte Amat). Viale Monza è, come via Padova e Corso Buenos Aires, una delle maggiori arterie di scorrimento tra i quartieri del Nord-Est, sia per le autovetture che per i ciclisti.

Molti lamentano il fatto che sia aumentato il traffico, le code, anche se, i dati Tom Tom (tecnologia di navigazione ampiamente diffuso) non segnalano la crescita del traffico.

Noi aggiungeremmo che, la situazione in precedenza era abbastanza caotica e ora, riportata nella corretta via. Le auto erano parcheggiate in modo disordinato e selvaggio, vennero parcheggiate a lisca di pesce, e spesso vi erano auto parcheggiate in doppia fila che restringevano la carreggiata.

Comunque il Comune sta monitorando la situazione e sta studiando una soluzione. Anzitutto nel piazzale Martesana (Gorla) sono stati aumentati gli stalli per i parcheggi, poi, sempre il Comune, sta studiando di consentire il parcheggio ai lati dei tunnel della Centrale, quello che collega via Varanini con via Zuccoli e quello di via Fratelli Lumière e via Parravicini.

Altro tassello per risolvere la questione parcheggi mancanti nell’area di Nolo, sarà, con opportune modifiche, la trasformazione dell’edificio a copertura della sottostazione elettrica della metropolitana in un autosilo automatico. Probabilmente studiato per parcheggiare i mezzi ATM (realizzato più di vent’anni fa) e collocato all’angolo tra Viale Monza e via Merano su di un manufatto MM.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


28 thoughts on “Milano | Nolo-Turro – Parcheggi e ciclabile in Viale Monza

  1. V.

    Attivata a partire da settembre, viene utilizzata da circa 3200/2300 ciclisti al giorno (fonte Amat).

    Per dare un ordine di grandezza, un normale convoglio della metro (Meneghino) traporta 1250 passeggeri. E ne passano 30 l’ora.

    Bella la bici ma dobbiamo usarla di più.

    1. Andrea

      Il concetto è giusto e sensato, ma proprio per questo fammi essere puntiglioso: mettici il fattore di riempimento (90% in ora di punta e 30% nelle fasce di morbida) e che la frequenza è di 25 all’ora nelle fasce di punta e 15 all’ora in quelle di morbida. In compenso credo vadano conteggiati entrambi i sensi di marcia.
      L’ordine di grandezza del rapporto è circa 100 a 1.
      Sarebbe interessante più che altro sapere o cercare di capire quanti di quelli che adesso pedalano su quella corsia ciclabile, prima che venisse realizzata usavano l’auto o i mezzi pubblici (aumentandone il riempimento). La vera sfida è lì!

  2. Andrea

    Più che aumentare il traffico secondo me ha ridotto drasticamente il numero di auto in seconda fila.

    Al semaforo, le auto si disponevano in due colonne e in due colonne continuano a disporsi.

  3. Anonimo

    Sono uno di quei 3200. Tanti, pochi non lo so e onestamente non importa. Importa che ora il viale è diventato molto più sicuro per me e per gli altri 3199 e le auto almeno non hanno scuse, i ciclisti esistono e non si devono trattare sempre come gli ultimi degli ultimi. Anche noi rivendichiamo un pezzo di strada che tra sosta e carreggiata prima era al 100% spazio per i motori.

    1. Anonimo

      Concordo in pieno. io sono un altro (vediamo se scrivono anche gli altri 3198), tutti i giorni, anche con la pioggia o con il freddo, e non mi fermano i proclami di chi dice che è sbagliato, o prima era meglio, semplicemente perchè basta provare per capire che ora è certamente un po’ meno pericoloso di prima. c’è più ordine, ma moto e motorini la usano troppo al posto delle bici. mentre sui parcheggi sono migliorati.
      il problema da risolvere è che si sta già sbiadendo, e la sera non la vede nessuno. secondo me andrebbe almeno evidenziata con asfalto di altro colore (come in germania, spesso) o ancora più facile, affofare sulla striscia un bel filotto di catarifrangenti, calpestabili con gomma e sostanzialmente eterni. la sera la pista cambierebbe aspetto, e di giorno danno qualche vibrazione/avviso in più a chi manco si accorge che la pista è lì, e qualcosa è cambiato.
      ps a Precotto, fronte farmacia andrebbero multati tutti. sempre.

      1. michele seminara

        sono d’accordo e comunque trovo incivile l’atteggiamento di molti di parcheggiare sulla pista o sostare con le 4 frecce, non curanti degli altri.
        ma al menefreghismo e all’arroganza siamo abituati, mi chiedo perchè non ci sia mai nessun vigile a far spostare le macchine…l’unico intervento che ho visto è stato quello di striscia la notizia…pensa come siamo messi

  4. Anonimo

    Abito in zona e personalmente dopo l’introduzione della pista ciclabile in viale Monza posso constatare che finalmente i marciapiedi sono stati restituiti ai pedoni, le auto posteggiate come dovrebbero e non a lisca di pesce.
    Il problema è dato dai furgoncini per le consegne e le auto che posteggiano con le quattro frecce sulla pista ciclabile, chi per le consegne chi per andare in qualche bar, tabaccheria, bancomat, ecc. Sono soste brevi ma comunque provocano disagio e non possono essere tollerate.
    Qualcuno su questo blog suggeriva un ripensamento dell’organizzazione delle consegne in città creando degli hub e usando mezzi alternativi. Sì dovrebbe andare in questa direzione o quantomeno trovare una soluzione per le soste brevi.
    Comunque viale Monza è molto più vivibile così per chi ci abita e per i pedoni.

    1. Anonimo

      Esatto. La situazione non è perfetta ma andiamo nella giusta direzione. Le piste ciclabili possono aiutare la città a liberarsi dal morso delle auto!

  5. Ignazio

    condivido. la uso tanto anche io (sempre, anche con la pioggia) ed è migliorato parecchio. ora è molto meno pericoloso, chccè ne dicano i detrattori a prescindere. però inizia sbiadirsi: io propongo di colorare la pista di un colore diverso o forse, meglio e più facile (e non credo nemmeno troppo oneroso) affodare nell’asfalto dei catarifrangenti piatti che la rendono visibile con buio e pioggia, e con un po’ di vibrazione svegliano gli automuniti distratti. un cordolo immaginario, oltrepassabile con gomma, ma visibile. l’effetto sarebbe immediato. se poi si vuole esagerare, allora quelli autoilluminanti che si vedono su alcuni passaggi pedonali. cmq ottimo cambiamento

  6. Anonimo

    Basta sovvenzionare con spazio gratis e parcheggi gratis i mezzi che ci stanno soffocando di smog.
    Gli automobilisti sono arrabbiati perché con i loro comodi suv stanno più tempo a cercare parcheggio che in movimento? Problema loro, che paghino un parcheggio in struttura. Non ci potrà mai essere spazio per parcheggiare tutte le auto che potenzialmente possono entrare in città. È una mera questione matematica e fisica. Le auto vanno ridotte in ogni modo possibile e togliere parcheggi è uno di questi modi, tra i più efficaci, lo insegnano diverse esperienze in altre città del mondo.

    1. Anonimo

      Concordo in pieno. Auto portano solo degrado e inquinamento. Chi ha avuto il coraggio di toglierle ha avuto risutlati eccellenti. La città europea e sopratutto quella italiana è molto più bella senza queste scatole di latta.

  7. Anonimo

    Il coraggio di cambiare paga. All’inizio tutti scettitci e tanti contrari, ma la bici riduce la congestione, l’inquinamento e il degrado. Un chiaro passo in avanti per tutti!

    1. Anonimo

      Chissà, poi magari tra qualche anno ci saranno i soldi per sistemare meglio i marciapiedi, mettere qualche vaso con piccoli alberi lungo tutto il viale e rialzare gli attraversamenti pedonali per rallentare le auto che svoltano nelle laterali.
      La ciclabile su tutto viale Monza è un primo passo e va valutata nel suo insieme, già ora il viale è veramente più vivibile e passeggiarci è un po’ più piacevole. Più pedoni la percorrono e più possibilità di vendere avranno i commercianti. Pensare che un bar, una cartoleria, una pasticceria o altro viva di clienti che si spostano solo in auto è sbagliato.

  8. Simone

    Io vivo in zona e mi muovo in bici o metropolitana. Il problema della ciclabile è che ci sono sempre mezzi parcheggiati che mi portano a dover uscire dalla ciclabile e quindi a dover star attento ai guidatori incattiviti. Io personalmente avrei fatto la ciclabile sui marciapiedi, con in via Padova e avrei pensato prima al problema dei parcheggi, perché chi lavora fuori Milano ed è costretto ad usare la macchina per andare a lavorare, a causa della mancanza di parcheggi, deve girare ore per poter rientrare a casa.

    1. Anonimo

      Certo Simone. Giustissimo togliere spazio ai pedoni. Idea geniale. Tutte le città moderne tolgono spazio ai pedoni per non disturbare il traffico. Hanno così tanto spazio quei pedoni, è meglio usarlo per accatastare automobili che darlo alle persone. E lo spartitraffico centrale? Eliminiamo anche quello! 1 metro abbondante che consentirebbe alle auto di andare ancora più veloci!
      Sei proprio sicuro di andare in bici?

    2. Anonimo

      Ci sono le auto parcheggiate sulla ciclabile perché la Polizia Municipale non fa il suo mestiere. Sono spesso dei tonti fannulloni.

      Se ci fosse la certezza della multa, o meglio delle ganasce, la sosta selvaggia non esisterebbe più

      1. Anonimo

        C’è qualche auto, ma è MOLTO meglio di prima e francamente molto più civile di come si poteva temere, visto che è una affollata arteria commerciale.

        Non fate solo i piagnoni frignoni autofobici da tastiera, e usatela un po’ di più la bici!

  9. Federico

    Assolutamente favorevole all’intervento. Prima il viale era in uno stato non degno di una città europea. C’è ancora molto da fare, ma bene così.
    Una curiosità sul manufatto ATM tra i due ponti. La trasformazione in autosilo è solo una voce o ci sono atti espliciti del comune ?
    Quello sarebbe an altro passetto in avanti.

  10. Federico

    Assolutamente favorevole all’intervento. Prima la il viale non era degno di una città europea. C’è ancora molto da fare, ma bene così.
    Una domanda sul manufatto ATM tra i due ponti. La trasformazione in autosilo è solo una voce o ci sono atti concreti del comune ?
    Anche quello comunque sarebbe un passo avanti.
    PS
    Complimenti a Urbanfile per l’Ambrogino!

  11. Luca

    buongiorno
    uso la bicicletta a Milano da prima che inventassero le piste ciclabili 😀
    non ho mai avuto problemi anche perchè chi si muove in bici e conosce Milano, percorre comodamente anche le “viuzze” laterali senza riversarsi nelle grandi vie di comunicazione … viale Monza, ad esempio
    come consulente sono solito lavorare sulle esigenze del cliente … qui mi sembra che si sia fatto il contrario: faccio la corsia per far venire voglia di bici … a chi?
    2/3mila bici al giorno? 😀
    vorrebbe dire che ogni minuto passano due ciclisti per 24 ore 😀
    contate le auto 😉

    1. Anonimo

      E quindi? Anche se 3200 persone per te sono poche è giusto togliere loro spazio e sicurezza per far andare ancora più veloci le auto?
      Che cosa proponi concretamente? solo perché a te sembra ok andare in bici senza nemmeno una striscia a terra che ti separi visivamente da auto/moto/camion non vuole dire che per molti altri questa novità sia apprezzata e importante

      1. Anonimo

        Si ma Luca ha ragione: sarebbe bello che i ciclisti milanesi la piantassero di lamentarsi dietro lo schermo di un PC e cominciassero ad usarla sul serio la bici.

        A me i numeri di ciclisti che si vedono nel bel mezzo di una epidemia, coi mezzi pubblici che è meglio non prenderli e i negozi di bici col “tutto esaurito”, hanno lasciato perplesso.

        Salviamo il soldato Ryan, il panda e i 3000 eroi che passano in un giorno per viale Monza (=la capienza di un treno della metro A/R), ma bisogna essere di più: non si può aspettare che sia tutto perfettino a Milano per inforcare la bici.

        1. Andrea

          Non si capisce però perché le altre città per incrementare i ciclisti hanno realizzato delle meravigliose (e costose) strutture ciclabili e invece noi milanesi dobbiamo meritarcele dimostrando di saper rischiare la vita su strade costruite e realizzate apposta per le automobili.

          Io non chiamerei “panda” i ciclisti milanesi, piuttosto sono i percorsi ciclabili ad essere carenti.

          A Milano ci sono più di 150 KM di piste o corsie ciclabili, teoricamente sufficienti a percorrere centro-periferia avanti e indietro per 20 volte!

          Eppure guardando la mappa delle ciclabili di Milano si nota che sono presenti tante piste che proteggono localmente le singole vie ma non ci sono percorsi che accompagnano i ciclisti da un punto all’altro della città (in particolare periferia – centro).

          E se è vero che l’autostrada A1 ha aiutato la FIAT a vendere le proprie auto agli italiani, saranno i percorsi ciclabili, fatti bene come l’autostrada A1, che aiuteranno i milanesi a muoversi in bicicletta.

          Abbiamo appena iniziato…

          1. Anonimo

            Secondo me il vero problema della mobilità ciclistica a Milano è l’idea che “per incrementare i ciclisti servono le ciclabili”.

            Per carità, le ciclabili sono giuste e sacrosante mai sono almeno 15 anni che il tema mobilità dolce è in cima alle preoccupazioni a Milano, dalle prime Bike-Mi.

            Eppure quello che vedo sconsolato è che i numeri restano confidenziali. In questi anni abbiamo avuto il boom del car sharing, del bike sharing dei monopattini.
            Ma le bici, usate quotidianamente come vera alternativa di mobilità? Certo son cresciute, anche molto (specie i week end) ma di certo non arrivano nemmeno a doppia cifra sul totale spostamenti.

            Usare la bici dovrebbe essere una valanga che travolge tutto e tutti e non una specie di recinto del panda allo zoo, dove se non è tutto perfetto e a punto il panda non si riproduce. 🙂
            Secondo me è su questo che si deve lavorare, altrimenti le ciclabili più che un aiuto, diventano un alibi.

    2. Andy77

      In consulenza, per garantirsi il lavoro, si anticipano le esigenze o si inoculano….mica si può vivere di AMS….è questo il concetto che si usa anche nella mobilità.

  12. Ste

    Roma non fu costruita in un giorno, la mobilità ciclabile nemmeno. Adesso siamo alla fase 1 cioè “far comprendere all’automobilista che esiste anche il ciclista”. Poi ci sarà la primavera (e il boom dell’utilizzo delle bici). Poi ci sarà la fase 2 “tolgo spazio all’automobile” e dopo un po’ l’automobilista sull’orlo di una crisi di nervi quotidiana perchè non trova parcheggio e ci mette 2 ore a fare 1 km prima o poi cederà. Poi ci sarà la fase 3 più a lungo termine) cioè “Ricambio generazionale”, dove i ragazzi saranno nati nella mentalità “green” e non ci saranno più quelli “che per fare 50 mt ci vuole un mezzo”. E alla fine tutto si evolverà in maniera naturale. Certo, se si vuole tutto subito non si riesce ad apprezzare i micro cambiamenti quotidiani.
    A voi 3.200 ciclisti sembrano pochi? A me no.

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