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Milano | Urbanistica – Le volumetrie “liberate”

In questi giorni ci sono un po’ di polemiche soprattutto dall’assessore all’Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran Polemiche con il Pirellone.

Per l’assessore, quella di Palazzo Lombardia è “una deregulation che allungherà i tempi” per il recupero degli immobili abbandonati.

A Milano ci sono circa 37 edifici attualmente abbandonati che quindi ora potranno essere riqualificati sfruttando il 25% in più di volumetria concesso dalla legge regionale, legge che concede inoltre ai privati 5 anni per intervenire.

Infatti il Pgt approvato, prevedeva 18 mesi per non incappare in penalizzazioni e nella demolizione da parte del Comune dell’immobile in abbandono.

«Questa legge cancella parte del Pgt, peggiorando la situazione e togliendoci il diritto di pianificare. È inqualificabile: i proprietari avranno svariati anni per intervenire nel momento per loro opportuno» come ha dichiarato lo stesso Maran, lasciando la città piena di edifici vuoti e in abbandono.

Uno di questi edifici in abbandono è il grattacielo di via Pirelli 39 (acquistato da Coima per quasi 200 milioni), ma ci sono anche altri esempi: via De Amicis 16, l’Ex cinema Splendor in viale Gran Sasso, Ex cinema De Amicis, Via Toffetti 121, Via Osvaldo Gnocchi Viani 2, via Cefalonia 18, via Arrighi 16 e l’Ex provveditorato agli studi di Milano di via Ripamonti.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Urbanistica – Le volumetrie “liberate”

  1. Bruno

    La polemica è la solita, che nasce principalmente per gioco delle parti.
    Diciamo anche che in tempi di Covid si potrebbe anche essere un po’ più comprensivi verso chi non investe in tempi celeri grosse somme sull’immobiliare.

      1. Anonimo

        Meno male che c’è sempre la par condicio delle critiche. Non si vorrebbe mai che solo una parte politica venisse criticata, o, Dio c’è ne scampi, nessuna delle due

          1. Anonimo

            Delle due l’una:

            O la materia non è secondo la Legge Italiana di competenza Comunale (e quindi il PGT prevedeva norme illegittime) oppure il Comune all’interno della Legge Regionale può derogare con provvedimenti più stringenti (e si spera lo faccia, andando fino al Consiglio di Stato se necessario).

            La lagna su facebook invece, non mi sembra utilissima, ma è parere del tutto personale.

    1. Anonimo

      In viale Gran Sasso è stata annunciata mesi fa la futura apertura di un’Esselunga (laEsse), ma a quanto pare al momento è tutto bloccato.

    2. Anonimo

      Credo che Milano abbia esigenze diverse da quelle della Lombardia.
      Ma non possono parlarsi e condividere regole più stringenti per Milano anzichè polemizzare via social?

  2. Thomas

    Non dimentichiamo l’abbattimento di tutto il comprensorio di via Medici del Vascello, un pericolo sociale e ambientale a cielo aperto.

  3. Andy77

    Al di là delle parti politiche coinvolte, obbligare i proprietari di immobili ad intervenire in tempi stretti sarebbe la soluzione migliore. Gli immobili abbandonati portano degrado e si prestano poi ai giochi speculativi che ne conseguono.
    Anche Porta Nuova era così e ci sono voluti 30 anni per avere una riqualificazione su cui molte critiche non erano infondate.
    Se si vogliono frenare le speculazioni sul lungo periodo ed evitare il degrado nel breve bisogna obbligare i proprietari ad intervenire in meno un anno.
    Sarebbe anche un’ottima opportunità per ripensare la città sotto diversi aspetti.

  4. Precottino

    Ero indeciso su cosa pensare di questa nuova legge, ma ora che Maran mi ha detto che gli viene “tolto il diritto di pianificare” tendo ad avere una visione più positiva dell’operato della Regione.

    Il comune pensi meno a pianificare grandi progetti immobiliari e più a rattoppare i marciapiedi, che ogni volta che esco da Milano e guardo per terra mi viene un’invidia…

    1. dc

      Ottimo risultato della regione, adesso il tempo per proporre iniziare i lavori dopo la presentazione del progetto e l’acquisto saranno 5 anni e non 18 mesi grande regione lombardia.

  5. Anonimo

    Tutto quanto scritto qui ha una componente di verità, ma solo parziale.
    La legge dovrebbe chiarire inequivocabilmente responsabilità di comune e regione.
    Può darsi che il PGT e le precedenti leggi regionali fossero compatibili e che le nuove normative della Regione non lo siano più.
    Immagino che vi siano sedi più adatte di Facebook per parlarne, specie da amministratori
    Il comune ha un compito di indirizzo verso proprietà private con rilevanza urbanistica come quelle succitate, ma anche un obbligo statutario d quasi morale e di occuparsi della piccola manutenzione

  6. Artemio Franchi

    Per l’approvazione di un permesso di costruire il Comune di Milano impiega anche 2 anni. Come era pensabile di dare solo 18 mesi dalla data di approvazione della normativa? L’assessore Maran probabilmente non conosce l’inefficienza dei suoi stessi uffici.

  7. Artemio Franchi

    Per un permesso di occupazione del suolo pubblico (per una eventuale impalcatura) siamo a 6 mesi. Maran, vai a lavorare invece che fare il leone da tastiera.

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