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Milano | San Vittore – La sovrintendenza dice no alle palme davanti la Basilica

Uno degli argomenti più discussi del momento, guarda caso, è il rendering presentato da M4 per la riqualificazione dell’ambito Sant’Ambrogio-San Vittore dopo la rimozione dei cantieri per la M4, he prevede la piantumazione di 30 palme in piazza San Vittore, davanti alla basilica e all’ingresso al Museo della Scienza e della Tecnica.

7 milanesi su 10 (fonte Corriere) si sono espressi contrariati. Qualcuno, come immaginabile, ha addirittura portato la cosa sul piano politico, annunciando l’orientamento della piazza verso il mondo mussulmano. Per carità. Le palme si trovano anche a Genova, Roma o a Palermo, non serve andare nei paesi arabi per trovarle.

Secondo noi, la scelta della tipologia alquanto bizzarra, sulla quale bisognerebbe chiedere ad un esperto botanico se sia il caso di fare questa scelta per un luogo milanese, anche se il clima, come spesso si va dicendo, non è più quello di una volta, sia dettata da almeno due motivazioni, non trascurabili: la raffigurazione del santo che lo vede, come un soldato che tiene in mano spesso un ramo di palma; e poi, le palme permettono una migliore visione della basilica, avendo la chioma solo nella parte alta.

Ad ogni modo, per ora, si tratta solo di un rendering, di una suggestione, perché a scanso di equivoci, la Sovrintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, Antonella Ranaldi, ha detto qualche giorno fa: “Mai autorizzato la piantumazione di palme nel sagrato davanti alla Basilica di San Vittore.

Anche se coinvolta (erroneamente) nel comunicato ufficiale del Comune di Milano, ha dichiarato che resta interessante il progetto di sistemazione dell’area, di cui vanno ricordati i lati positivi in una zona tormentata da anni di cantieri: è previsto unguento del verde di circa 5700 metri quadrati, cn una maggiore vocazione pedonale e monumentale delle strade.

Noi abbiamo provato a ipotizzare altre alberature, come ciliegi e un albero qualsiasi a chioma “normale” e come si vede, anche se suggestiva ugualmente, la vista sulla basilica viene completamente occultata dalle fronde degli alberi.

Vedremo come andrà a finire questa complicata scelta verde. E ricordiamo che, le palme non sono cattive e non dovrebbero rappresentare neanche un orientamento politico o religioso (la domenica delle palme dovrebbe ricordare qualcosa?) ma semplicemente un essere vivente che cresce in luoghi climaticamente non troppo freddi, e a Milano sappiamo che ormai neve e ghiaccio siano sempre più rari.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


39 thoughts on “Milano | San Vittore – La sovrintendenza dice no alle palme davanti la Basilica

    1. Anonimo

      Sovraintendenza umoristica, non hanno in alcun modo protetto lo stadio di S. Siro e con sprezzo del ridicolo si scagliano contro le palme

  1. Andrea

    A me non interessa se le palme sono una pianta locale o no o se sono presenti a Milano da 50, 100 o 1000 anni. Io le palme le associo istintivamente ad un qualcosa di esotico e lontano dalla nostra pianura. Il Ginkgo Biloba per esempio viene dalla Cina, cioè da molto più lontano delle palme del Mediterraneo però la sua forma stona di meno nel nostro ambiente decisamente più legato alle montagne lecchesi che agli spiaggioni della Toscana.

    1. Marina P.

      Nella tradizione architettonica europea e mediterranea, da millenni i sagrati di chiese e templi, nonché delle piazze prospicienti, sono privi di alberi – che tra l’altro ostacolerebbero il passaggio in occasione di matrimoni e funerali, oltre ad afflusso e deflusso dei fedeli alle normali messe. Qualcuno mi può spiegare questa improvvisa frenesia di metterci delle piante?

      1. Anonimo

        Basta mettere meno alberi, ne basterebbero 6 e lasciare un cono visivo centrale, bisogna fare lavorare i paesaggisti…il botanico conosce le piante punto….le palme usate in quel modo proposto sono un gesto di un incompetente….ecco lavorare su chi fa cisa…

      2. Anonimo

        La Palma nell’iconografia cristiana è simbolo del martirio e della vittoria sul mondo.
        Però raramente si trovano alberi, boschetti e frutteti di fronte alle Chiese.

        Uno può essere d’accordo o meno con la Soprintendenza ma in questo caso quello che dice ha una logica.

  2. Anonimo

    un comune denominatore dei 3 rendering. mettere alberi ma concepire la piazza solo come passaggio. niente sedute, no fontanelle, no spazio per cani o per bambini. francamente sono perplesso di questa concezione degli spazi verdi

  3. porca sidela

    se la sovrintendenza avesse detto no all’abbattimento delle tante case di ringhiera come quella di via De Amicis sarebbe stato meglio.

  4. Stiv

    Ci sono Piazze che, per la loro peculiaritá architettonica, ben si adattano ad accogliere del verde. Altre no. Piazza San Vittore, secondo me, fa parte più della seconda categoria che della prima. Se proprio si vuole mettere del verde (non le palme, per favore) personalmente l’unica cosa che vedrei sono due filari di alberi non troppo invasivi lungo la facciata del Museo e del palazzo di fronte, lasciando libera la prospettiva verso la facciata della chiesa. Opinione del tutto personale, comunque.

  5. Marina P.

    Nella tradizione architettonica europea e mediterranea, da millenni i sagrati di chiese e templi, nonché delle piazze prospicienti, sono privi di alberi – che tra l’altro ostacolerebbero il passaggio in occasione di matrimoni e funerali, oltre ad afflusso e deflusso dei fedeli alle normali celebrazioni. Qualcuno mi può spiegare questa improvvisa frenesia di metterci delle piante?

    1. Anonimo

      l’uso delle palme Milano in questo modo e’ ridicolo…ogni citta’ ha una sua identita’, natura e architettura dialogano…le palme in Lombardia si usano nei cortili protetti e nei giardini con riferimenti romantici e paesaggistici, si usano in orti botanici e serre….nelle ville sui laghi le palme sono state introdotte come elemento esotico perche’ riescono ad acclimatarsi…e’ una moda nell’ arte del giardino….usare le palme in questo modo e’ un po’ ignorante…e pacchiano…bastano 6-8 alberi e spazio centrale libero….

    2. Alessandro

      Le cattedrali Gotiche non prevedevano nemmeno la piazza davanti se è per questo (non so perché) ma sarebbe un peccato non avere Piazza Duomo (che infatti non c’era in origine).
      Davanti alle chiese non c’era neanche l’asfalto se è per questo.
      Adesso FORTUNATAMENTE, vanno di moda le piante, non necessariamente davanti alle chiese, ma ovunque.

  6. Anonimo

    l’uso delle palme Milano in questo modo e’ ridicolo…ogni citta’ ha una sua identita’, natura e architettura dialogano…le palme in Lombardia si usano nei cortili protetti e nei giardini con riferimenti romantici e paesaggistici, si usano in orti botanici e serre….nelle ville sui laghi le palme sono state introdotte come elemento esotico perche’ riescono ad acclimatarsi…e’ una moda nell’ arte del giardino….usare le palme in questo modo e’ un po’ ignorante…e pacchiano…bastano 6-8 alberi e spazio centrale libero….

  7. Bruno

    Ma in generale non si capisce perché saturare la piazza di alberi. Si disturba la visione della facciata della chiesa anche con i fusti delle palme così fitti e in mezzo.
    Al massimo, si mettano 4 alberi per parte vicino ai due lati della piazza, di altezza 4-5 metri al massimo (come quelli già presenti su via San Vittore), o delle ampie aiuole sempre a lato piazza, con cespugli, che lascino un ampio corridoio centrale verso l’ingresso della chiesa.
    Sembra quasi che si voglia nascondere la chiesa con queste soluzioni.

  8. Alessandro

    Le palme sono piante che solleticano il nostro sentimento esotico, di spiagge caraibiche o di oasi desertiche. In realtà sono piante eccezionali che sono in grado di sopportare continui sbalzi di temperatura terrificanti. Sopravvivono tranquillamente a temperature anche fino ai 5° sottozero.
    Tra, l’altro, come dice l’articolo, si sposano particolarmente con San Vittore.
    Basta però col rappresentare i ciliegi con la chioma bianca o rosa! Fenomeno che dura, SE VA BENE, 15 giorni su 365.
    Io sono favorevole alle palme, magari non così a ridosso della facciata. Bello sarebbe se ricostituissero una specie di quadriportico, elemento abbastanza tipico delle basiliche.

    1. Albe

      Concordo, stanno benissimo e sono più coerenti di tante piazze piene di linee e geometrie.
      Spunta un verde che non intralcia e darà un piacevole ombreggiamento.
      Niente mi leva poi dalla testa che ci sta dell’ipocrisia, fossero state una pianta tipica norvegese nessuno avrebbe detto niente: Le palme fanno sud.. bleah!

  9. Carlo

    Basta piantare solo due filari di “alberi a fronde ampie”, e la facciata della chiesa si vedrà benissimo…
    Difendere le palme a ogni costo solo perché le hanno scelte “gli amici della giunta” è proprio da paraocchi.

  10. Thomas

    Questo è solo un esempio eclatante, ma molte aree verdi di Milano si stanno riempiendo di palme di recente piantumazione. E’ evidente che c’è qualche burocrate in comune nostalgico della terra natia o talmente incompetente da piazzare alberature senza alcun criterio. Intanto a Milano continuano a essere tagliati e non rimpiazzati cedri, pini, abeti…

  11. gaetano

    e’ la classica tempesta in un bicchiere d’acqua, come se un rendering fatto da una società provata vincolasse il comune ad una piantumazione piuttosto che ad un’altra…
    Il vostro titolo, come capita sempre più spesso, è fuorviante: la sovrintendenza non ha detto alcun no perché non è mai stata interpellata…

    1. V.

      Se fosse vero, la “società privata” che ha fatto la stupidaggine di fare e rendere pubblico un progetto senza prima verificare con la Soprintendenza, sarebbe una Congrega di Baluba o di dilettanti allo sbaraglio.

      Ma guarda la seconda foto (il rendering):

      C’è il timbro del Comune di Milano
      Direzione Quartieri e Municipi
      Area Verde, Agricoltura ed Arredo Urbano
      Unità Programmazione, Progettazione e Realizzazione Arredo Urbano

      Mah…

  12. Vittore era un masKio

    Mi cadono le braccia. Caro Roberto, le tue logiche per giustificare a tutti i costi l’inserimento delle palme in questo rendering sono un po’ tanto tirate. Le palme permetterebbero una migliore visuale certo, ma sai cosa? anche un triplo filare di falli giganti permetterebbe un’ottima visuale. E se consideriamo il fallo come simbolo di mascolinità e il santo Vittore che era di sesso maschile , allora il fallo sarebbe un chiaro richiamo all’umanità del santo. Teniamoci la selva di falli giganti, perché no!? Palme, ulivi, pesci, croci, ecc. sono simboli universali della cristianità e allora? il clima mondiale sta cambiando e allora? la temperatura di Milano sta cambiando e allora? Vuoi dirmi che hai già introdotto nel tuo look milanese sandali, caftani e turbanti per essere in sintonia con il termometro climatico e culturale della città? Ho dubbi che tu abbia lasciato spazio a tale guardaroba solo perchè oggi possiamo far crescere palme ovunque, o perchè d’estate si schianta di caldo. Prima di accettare identità esotiche per le città – perchè di questo si tratta, bisognerebbe essere capaci di accettare di rivoluzionare la propria identità vestimentale; se il gioco tiene allora significa che siamo pronti, altrimenti mi sembra quanto meno azzardato, oltre che antistorico. Quanto agli alberi nelle piazze…ho visto sempre tantissimi cipressi nei pressi delle chiese. Ormai nessuno pianta piu’ cipressi, forse per stupida scaramanzia???, eppure sono per antonomasia l’albero del paesaggio italiano. Misteri !

    1. Albe

      Ma che cavolate. Si può discutere sull’opportunità o meno degli alberi nella piazza, persino dei cipressi, sebbene suppongo possano dare problemi a causa delle radici verticali ma “l’identità vestimentale”… ma vestiti di pelli e dipingiti la faccia allora, non mettere le t-shirt americane, che tra l’altro le palme le usano eccome. Difendi il tuo grigiore mitteleuropeo e la tradizione meneghina: asfaltiamo la piazza e facciamo un parcheggio.

      1. Anonimo

        Ma sai che anche gli “allegri americani” si guardano bene da piantare palmizi davanti alla Casa Bianca? non ne vedo ancora nemmeno davanti al Campidoglio, o il Memorial di Lincoln…. davanti il Palazzo della Borsa di New York ancora non ne vedo….tutti i monumenti piu’ iconici del Nord America non hanno palme, soprattutto le cattedrali neogotiche….solo i milanesi che non capiscono un emerito caxxo di identità di immagine o identità storica possono accettare l’anarchia estetica totale. E vorrei sapere quali altri città continentali europee possono vantare folti palmizi nelle loro piazze e davanti le chiese piu’ importanti.

          1. Anonimo

            Visto che continua a saltar velatamente fuori, i “vecchi bigotti di Milano” si erano scandalizzati per i BANANI (non le palme) davanti a una delle principali Cattedrali Gotiche all’altezza del 45 parallelo nord.

            Infatti folkloristicamente e goliardicamente si distribuirono BANANE per festeggiare un tale progresso gentilmente concesso a noi milanesi da un commerciante di caffè ammerikano.

            Avessimo avuto un problema con le palme…avremmo distribuito datteri. Anche se qui da noi son tutte robe esotiche che non abbiam mai coltivato, non siamo del tutto incapaci di distinguere una banana da un dattero (cambia il colore, lo capiamo anche noi 🙂 )

          2. Wf

            Ma si dai a Milano la mentalità è quella lì.

            Vecchi invecchiati rigidi.

            Mica siamo a Barcellona o Madrid o Londra.

            Sta sulla stessa linea borghesuccia di Monza.

            Le mentalità intrrnazionale o newyorchese metropolitana è un’altra cosa.

        1. Albe

          Ah, pensavo fosse perché a Washington e New York fa -4 mediamente di minima in inverno. Ripeto: si può accettare una considerazione sull’opportunità del verde davanti alla chiesa, della scelta delle piante in funzione del clima ma lasciamo perdere l’estetica poco elegante di una palma rispetto a qualunque altro albero. Evitiamo di dire che davanti alle cose importanti non si mettono le palme, perché? Perchè fanno “povero”?

          1. Wf

            Non siete capaci di distinguere un banano ammerrikkano dal..

            Mais ammerikano col quale fate la polenta americana

            Altro che Datteri!🤣

            Pure i pomodori ammerikani.

            Oppure le patate ammerikane. Tra l’altro piatto unico mangiato nel lombardo Veneto poverissimo pellagrato che è dovuto emigrare in ammerikka del sud.

            Ma di che stiamo a parla??
            Di piante celtiche autoctone?
            Non c’è niente di celtico autoctono nella Vs tradizione.

            Non esiste una tradizione milanese.

            Ammerikkano mangiapolenta e patate ammerikkane.

            Manco la pizza te magni senza i pomodori ammerikkani.

            🤣🤣🤣
            E puntualizza su 2 palme e 4 datteri!!
            Hiiii e mi facciaaa il piacere!
            🤣

          2. Anonimo

            A parte la disputa palme si palme no, trovo insopportabili i soliti interventi di Wf che ne approfitta per sputare nel piatto dove mangia (forse, perché credo che goda del reddito di cittadinanza).
            In ogni caso non mi stupisce che sia favorevole alle palme a Milano perché gli ricordano le sue natie latitudini.

          3. i cavoli a merenda dei milanesi

            No! perchè fanno “come i cavoli a merenda”. Sono un corpo estraneo. Come i Birkenstock sotto un abito formale inglese di alta sartoria. “Fanno povero” lo dici tu. Il verde non è tutto uguale. Le piante sono anche dotate di un significato simbolico, soprattutto nell’ area mediterranea e in associazione con luoghi religiosi. Che chi progetta almeno, ma non necessariamente chi si esprime liberamente su questo blog – DOVREBBE PADRONEGGIARE CON ASSOLUTA PROFESSIONALITA’. Poi se vi piacciono le palme nessuno storcerà il naso se ve le piantate sul vostro balcone o davanti il vostro garage. Qualunque non-luogo si addice benissimo alle palme, quindi casa vostra, come un qualunque parcheggio di centro commerciale vanno benissimo…ma lasciate perdere i centri storici italiani, please!

          4. Wf

            Il commento razzista lasciamolo da parte.

            Mentre il secondo è di un etnocentrismo imbarazzante visto che le palme da sempre nelle chiese sono il simbolo della cristianità.

            Cioè non è che il tuo soggettivo gusto personale lo dobbiamo assurgere a metro oggettivo di estetica urbanistica e religiosa…
            🤣🤣

          5. Wf

            Cmq si per chiudere la polemica i milanesi tradizionalisti possono mangiare i cavoli.

            Quelli non sono esotici.
            Sono milanesissimi da generazioni di fenomeni.
            A merenda è corretta filologia nordica mangiarli.

            Quello puoi farlo.
            👍🤣

  13. Omar

    La soluzione con le palme è bellissima.
    Per quanto riguarda la resistenza al clima, io ne ho piantate due in giardino da 29 anni, sono alte 6 metri e stanno benissimo. Con la neve assumono un aspetto particolare per quanto riguarda il gelo, raro alle nostre latitudini ormai, si è verificato solo un paio d’inverni – 2010 e 2012; non è successo niente.

    1. Wf

      La paura dell pratico finto brianzolo li blocca.

      Che saranno poi mai due palme.

      Sembra che siano la fine della civiltà occidentale e l’unico baluardo di difesa contro lislamizzazione..

      Terrorizzati proprio.

      Mettiamo tutto leccatino.

        1. Anonimo

          Wf, neo milanese giunto da imprecisata area della penisola, curati delle tue miserie culturali e lascia perdere le critiche sui brianzoli di cui non conosci nulla, salvo la stupida semplificazione stereotipata basata come sempre sulla tua tuttologia fulminata.

        2. Albe

          Le palme davanti al duomo sono state un intervento discutibile, francamente non le ho apprezzate avrei preferito una ricca aiuola (non quella roba di corso como) con arbusti. In questo caso l’intervento mi pare si inserisca bene, volendo tenere quella densità di piantumazione. A quello dei cavoli vorrei far notare che purtroppo Milano il centro storico lo ha già compromesso per cui non esiste più un concetto di “contaminazione” su cui potrei discutere in centro a Torino per esempio. Sulle palme adatte ai non luoghi e sul significato del verde credo Wf abbia detto abbastanza

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