"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Venezia – La palude di piazza Oberdan

Ma quante volte dobbiamo portare all’attenzione questo problema? L’ultima volta era il 2018 (già passato così tanto tempo?).

In pratica, in questa “bella” piazza Oberdan, nel distretto di Porta Venezia, ogni qualvolta che piove più del dovuto, l’attraversamento sul lato di viale Vittorio Veneto andando da Corso Buenos Aires verso Corso Venezia (e viceversa) diventa un’impresa ardua, come guadare un fiume a causa delle grandi pozze d’acqua che si formano.

Più volte abbiamo ribadito come questa piazza, anche importante e monumentale, sia molto sciatta e degradata (come del resto ogni piazza dove si trova una qualsiasi delle porte antiche della città –qui l’articolo del 2017-). Non si è mai pensato ad una riqualificazione totale, e ogni qualvolta si è intervenuto, ognuno si è sistemato il proprio orticello. Così abbiamo il parterre sopra l’inutilizzato e abbandonato diurno in stupendo stile liberty-déco, che sembra ormai un luogo per bivacchi di perditempo.

Aiuole cespugliose che nascondono di tutto, dalle bottiglie di plastica agli escrementi…

Palificazione esagerata tra mille semafori e cartelli.

Binari dei tram vecchi ed inutilizzati che affiorano maldestramente dall’asfalto steso per coprirli.

Caselli neoclassici che sembrano luoghi abbandonati e privi di valore, circondati da edicole abbandonate e ammennicoli di vario genere.

Ma soprattutto dove si trovava la vecchia fermata dei tram, spostata sul lato opposto, verso viale Piave (misteriosamente spostata, visto che qui si trovano le uscite della metro che collegherebbero meglio l’interscambio dei mezzi tram-metropolitana ) il parterre è un disastro: asfalto vecchio, rotto, pieno di buche e deformità, che fra l’altro non drena l’acqua che ristagnando crea un vero e proprio laghetto da attraversare ad ogni pioggia.

Insomma manca, come ripetiamo sempre, un briciolo di attenzione in più. Magari rifare il manto stradale tra i binari o lasciare a verde. Magari trovare una soluzione per mitigare l’eccesso di pali di segnalazione. Magari rimuovere le edicole abbandonate. Magari trovare una soluzione per l’utilizzo di quello che furono gli ambienti del diurno…

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Porta Venezia – La palude di piazza Oberdan

    1. Claudio

      È davvero un gran bella piazza che andrebbe (concordo pienamente) valorizzata . Il problema penso sia legato anche alla viabilità, da corso Buenos Aires per girare in viale Pasubio è un incubo , così come cercare di prendere il viale che porta in piazza della Repubblica. Credo che delle barriere , non necessariamente in cemento che aiutino sia i passaggi pedonali che quello automobilistico aiuterebbero , una sorta di percorsi obbligati. Mi piacerebbe vedere tante panchine , una maggiore illuminazione che aiuta molto a far allontanare le persone che amano il buio e il
      non essere visti . Speriamo davvero, in Italia è tutto così poco curato,si fa’ molta fatica a preservare, credo che dipenda molto anche da noi … e siamo a Milano!

  1. Anonimo

    Non ho mai capito perché si sia preferito spostare le comodissime fermate del tram in corrispondenza delle uscite del metro.

    Spero che un futuro assetto della piazza, molto ma molto più pedonale, ripristini le fermate dove son sempre state.

    E poi trovò triste il parcheggio che si crea proprio a ridosso delle porte, andrebbe tutto sistemato e pedonalizzato.

  2. Giuseppe

    E poi c’è qualcuno che riesce a criticare il progetto di Piazzale Loreto: qualsiasi cosa è meglio di questo scempio

    1. Anonimo

      Qualsiasi cosa è meglio però speriamo che Piazza Oberdan venga sistemata senza necessariamente trasformarla in un centro commerciale con concessione di 60 anni di tutta la zona ad un privato..

      1. GArBa

        Se il privato sistemasse la piazza non ci vedrei nulla di male a concedergli degli spazi anche in diritto di superficie a 99 anni, penso ad esempio al diurno che è un ambiente eccezionale che meriterebbe riqualificazione sia sopra che sotto.

        comunque ricordo che ancora nel 2004 si parlava di un ridisegno generale della piazza, che poi non è avvenuto.

  3. DocMilano

    Vogliamo parlare di via Vittorio Veneto? La via che costeggia il viale che collega piazza oberdan con Repubblica? Luogo incantevole, peccato per la sciatteria e la totale assenza dello stato. Di giorno fortino della droga, pieno di spacciatori e la notte accampamento degli stessi con sacchi a pelo lungo tutta la via. Per essere una zona così centrale é semplicemente una vergogna!

  4. Gianluca Brescia

    Non capisco perché nell’articolo si critichi la presenza di semafori e cartelli stradali.

    Esistono in tutti i centri urbani e senza di essi una città non esisterebbe!

    Inoltre, non comprendo perché in questo blog da tempo esiste una crociata contro cartelli e pali più volte definiti “inutili”.

    1. GArBa

      il problema è che ormai da una trentina d’anni, per leggi e regolamenti vari in Italia ogni “cosa” vuole il “suo” palo. Un tempo non era così: il palo di sospensione dei cavi tranviari poteva ospitare un semaforo o un cartello ad esempio, ed anzi i pali semaforici erano tipicamente ornati di cartelli proprio per la loro posizione strategica. Oppure, nelle strade molto strette ad esempio, quasi tutto era appeso o sospeso ai muri degli edifici, lasciando i marciapiedi liberi per i pedoni. se penso ad esempio alla via dove abito, attorno al 2000 le lampade sospese sono state sostituite per un tratto da lampioni dotati di palo, col risultato che il maricapiedi, che prima non era certo ernorme ma decoroso, è diventato ridicolmente stretto anche solo per un passeggino.

    2. Luca

      Perche’ nel mondo civilizzato si mettono solo i cartelli necessari, e si razzionalizza.
      Come vedi nella foto, a Milano siamo riusciti a fare un cartello che indica una ztl alto 4 metri composto da 5 cartelli, se un non milanese vorrebbe capire se puo’ transitare o meno piu’ avanti dovrebbe fermarsi a leggerlo almeno per 2 minuti.
      La segnaletica stradale deve essere visibile, di facile comprensione, e di veloce fruizione.

    3. Anonimo

      “Brescia” nomen omen

      Se si chiamava “Milano” sapeva benissimo quale flagello biblico sia la proliferazione di pali nella nostra città 🙂

  5. Gianluca

    Concordo Milano è una giunga di cartelli spesso stupidi e inutili, un inquinamento anche questo. È un vizio tutto italiano basta percorrere una qualsiasi statale e vedere un cartello anche di stupida pubblicità inutile ogni 10 metri. Un giro all’estero e si capisce la differenza, i cartelli sono al 90% brutti e rovinano il bellissimo paesaggio italiano. Non vanno tolti ben inteso ma ridotti al minimo indispensabile per garantire la sicurezza.

    1. Anonimo

      L’Italia è l’unico paese europeo in cui sono ancora permessi i cartelloni pubblicitari sulle strade extraurbane (tra l’altro quasi sempre abusivi)

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