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Milano | Calvairate – Niente progetti per le palazzine liberti di viale Molise

Come ha scritto Stefania Aleni per Quattro, il giornale del Municipio 4, non si tratta di una bella notizia: non è stata presentata nessuna proposta progettuale per il bando di Reinventing Cities relativo alle Palazzine Liberty di viale Molise. Pare infatti che i finalisti abbiano tutti rinunciato anche a causa di condizioni critiche (occupazioni in atto, durata breve della concessione, costi molto alti, ecc).Sommate alle defezioni anche per l’area dell’ex Macello collegato allo stesso isolato, la notizia non è rassicurante.

Forse il Comune dovrà ripensare al bando e definire in modo differente i tempi di concessione, sicuramente più lunghi, ma anche pensare come spostare gli attuali occupanti (Macao) in altri luoghi della città.

Un peccato, perché le palazzine liberty sono un bell’esempio di archeologia industriale da preservare e riutilizzare.

Il Macello di Calvairate è una grande infrastruttura in rovina che occupa un profondo isolato del settore orientale di Milano, a sud del passante ferroviario di Porta Vittoria e lungo un tratto di viale Molise e via Lombroso. Con una superficie di circa 15 ettari, era in passato la sede del macello comunale, ma oggi oggi è composta da immobili abbandonati, occupati abusivamente e in stato di degrado (recentemente vi è stato anche un incendio).

Con l’espansione della città all’inizio del Novecento, molte funzioni vennero dislocate lungo i nuovi quartieri periferici. Il secolare mercato del Verziere e di quello del macello a Porta Genova (odierna piazza Sant’Agostino) venne distribuito nelle nuove aree, poi annesse alla città nel 1923.

Così tra il 1912 e il 1914 Giannino Ferrini e Giovanni Filippini, ingegneri dell’Ufficio tecnico comunale, studiarono un progetto iniziale per il Nuovo Macello Comunale, individuando come luogo idoneo un’area di circa 300.000 mq nei pressi di Calvairate. Nelle vicinanze dello scalo merci di Porta Vittoria era già stato infatti annesso il nuovo mercato ortofrutticolo (oggi Largo Marinai d’Italia) e il mercato ittico e avicunicolo e i Frigoriferi Milanesi. Così il progetto del Macello comunale doveva consentire la costituzione di una vera e propria “città annonaria” all’interno del capoluogo milanese.

Solo nel 1924 l’ingegnere Antonio Cecchi portò a termine il progetto, al quale furono apportate successive modifiche e aggiunte fino al 1929. Lo stabilimento fu ideato imitando i più famosi impianti europei (in particolare francesi) allora in attività, con la costruzione di gallerie voltate in cemento armato, destinate alle attività di macellazione e trattamento delle carni. Negli anni Novanta si è attuato il progressivo processo di dismissione dell’area dei macelli, fino alla dismissione totale nel 2005. Oggi vengono utilizzate solo alcune delle palazzine in stile liberty, presenti nel lotto, poste su Viale Molise.

Il complesso oggi, come è ben evidente, è in gran parte dismesso; da lungo tempo si parla di una sua adeguata riqualificazione che però a quanto pare, tarda a venire attuata.

La parte più a meridione, che porta anche all’area dell’Ex Macello dove si trova la “cattedrale”, la galleria voltata in cemento armato, destinata alle attività di macellazione e trattamento delle carni, affiancata dalle stalle e dalle celle frigorifere oggi in totale degrado.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi; Comune di Milano

Tag: Calvairate, Porta Vittoria, Palazzine Liberty, viale Molise, via Lombroso, Ortomercato, Reinventing Cities

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Calvairate – Niente progetti per le palazzine liberti di viale Molise

  1. Pier

    Una di quelle palazzine viene usata come centro artistico e club, credo. Non è dove c’è il Macao? Forse dovrebbero trovare una nuova collocazione a Macao altrimenti la vedo difficile.

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