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Milano | Porta Vercellina – L’orrendo parcheggio di via Pagano

A Porta Vercellina si trova un vasto triangolo d’asfalto circoscritto da via Mario Pagàno, via del Burchiello e via Giotto utilizzato come parcheggio a pagamento. L’area appartiene a Ferrovie dello Stato, perciò sarà dura una sua riqualificazione.

Ci chiediamo come mai in uno dei quartieri più esclusivi di Milano, a due passi da Corso Vercelli possa esserci un’area così vasta e brutta a vedersi, senza che nessuno avanzi ufficialmente proposte per la riconfigurazione degli spazi, se non addirittura una nuova destinazione d’uso.

Dal 1870 nell’area menzionata venne a trovarsi lo Scalo Merci del Sempione, realizzato proprio dietro l’antico borgo di San Pietro in Sala. Infatti passava di qui la cintura Ovest dell’anello ferroviario che da Porta Genova, e poi da San Cristoforo, si univa al resto delle ferrovie all’altezza di villa Simonetta.

Quando nel 1931 le nuove politiche ferroviarie portarono all’apertura della attuale Stazione Centrale, la cintura ferroviaria ovest e il tratto della Milano-Vigevano successivo alla Stazione di Porta Genova (incluso lo scalo Sempione) vennero smantellati. Per molti anni ancora l’area dismessa rimase una landa desolata, mentre lentamente negli anni Cinquanta si sviluppava il nuovo quartiere di via Ippolito Nievo.

Solo negli anni Sessanta si mise mano all’area per la creazione del Parco Guido Vergani (conosciuto anche come Parco Pallavicino). Alle ferrovie rimase il vasto lotto compreso nella parte meridionale di via del Burchiello (via aperta nella seconda metà degli anni Cinquanta), rimasto non lottizzato per via del grande cantiere della M1 Pagano che si aprì nel 1957. Qui si trova anche la biforcazione della linea rossa nelle due diramazioni di Rho Fiera e Bisceglie.

Terminati i lavori della stazione M1 l’area fu da subito predisposta come grande parcheggio pubblico a servizio della nuova metrò.

Nei primi anni 2000 venne realizzato, lungo via Giotto, un parcheggio sotterraneo, che a questo punto si aggiunse agli stalli del piazzale. Per fortuna l’area interessata dal parcheggio sotterraneo è stata sistemata a verde, lasciando il resto dello spiazzo come in attesa di uno sviluppo futuro.

Ancora oggi, dopo vent’anni, è ancora una brutta distesa di asfalto e lamiere inframezzata da venditori ambulanti, dal mercato domenicale di Sinigaglia e da qualche tendone occasionale.

Forse dopo tanti anni sarebbe il caso di trovare un senso a questo luogo, no? Perlomeno un parcheggio protetto da alberature, oppure dove poter istallare pannelli solari, o meglio ancora, rendere l’area un’altra fetta del parco Vergani, cosa a cui sinceramente saremmo più favorevoli.

Referenze Fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Porta Vercellina, Pagano, M1 Pagano, via Mario Pagàno, via del Burchiello, via Giotto, Corso Vercelli, San Pietro in Sala, Parcheggio, Degrado

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


30 thoughts on “Milano | Porta Vercellina – L’orrendo parcheggio di via Pagano

  1. Anonimo

    Via le auto dal centro di Milano. Questi parcheggi enormi in mezzo a una metropoli distruggono il microclima, creano rumore e inquinamento. Meno auto, più città e verde.

  2. _

    Io adotterei il “metodo Piazzale Loreto”: lo diamo ad un privato per 90 anni che in cambio ci costruisce un Centro Commerciale con qualche alberello (ma in piena terra) attorno. 🙂

  3. Anonimo

    Abbinamento della M1 in un ramo di M6 e sistemazione simil Loreto 2026 sarebbe un sogno.
    Ma temo che resterà un orrendo deposito di macchinoni per un bel po’.
    Almeno che si sistemino un po’ gli attraversamenti pedonali e si rallentino le auto che li vanno veloci come in F1 con rischio enorme per i pedoni e chi cerca di raggiungere il parco.

  4. Giovanni

    Le foto non rendono idea, il parcheggio é spesso pieno e utilizzato.
    La distesa di asfalto andrebbe abbellita e qualche albero piantato ma quel parcheggio é fondamentale alla gente che vive in zona e alla vicina C.so Vercelli.
    Non sono un commerciante, ma trasformare anche quello in centro commerciale andrebbe solamente ad aggiungere l’ennesima attivitá in contrasto a Vercelli (uccidendo le piccole attivitá in favore delle grandi catene) e non credo che trasformarla in parco salverebbe Milano dallo smog.
    Capisco il fervore talebano di rendere Milano una cittá senza auto, ma dobbiamo dare ai cittadini di tutte le etá delle alternative comode.

    Ed ora scatenatevi pure con gli insulti, considerando il livello medio di tolleranza per le idee diverse dal pensiero unico che regna su questo blog.

    Scusate lo sfogo ma questi articoli iniziano a diventare tutti uguali e il blog pura campagna elettorale.
    Gio

    1. Andrea

      Cioè sono 200 posteggi a pagamento che fanno sopravvivere corso Vercelli? Oppure la moltitudine di mezzi pubblici che raggiungono il quartiere?

      Le varie autorimesse presenti in zona (due presenti proprio in corso Vercelli) sono sempre piene?

      I residenti già hanno i loro box sotterranei per “nascondere le auto sotto terra”, ci sono ben due accessi ai box dalla piazza/parcheggio descritta nell’articolo, entrambi visibili dalla foto.

      Come mai le grandi catene non hanno conquistato anche corso Garibaldi o via Paolo Sarpi? Non possiamo prendere come esempio queste due vie per le future pedonalizzazioni?

    2. Anonimo

      Gio, hai tutto il diritto di dire la tua, ma lasciare quello spazio in pieno centro a parcheggio contrasta con quanto accade in qualsiasi città nel mondo.

      Non esiste lasciare un parcheggio così in una zona così centrale.
      Tutt’al più si mette tutto sotto terra e sopra si realizzano delle case, se proprio non si trova un modo di estendere il parco e recuperare altrimenti le potenziali volumetrie.

      Perchè è altrettanto chiaro che quell’area ha un valore commerciale notevole e le ferrovie non sono un ente benefico.

    3. Anonimo

      Quoto in pieno Giovanni
      Si può migliorare il parcheggio? si sicuramente. Si può abbellire? si sicurmente
      Si può togliere la microcriminalità che spesso frequenta la piazza? Si sicuramente
      Ma togliere dalla zona 200 parcheggi è da delirio al momento

  5. Andrea

    Tra l’altro guardando bene gli elementi della piazza noto che l’intervento fatto nel 2000 ha contribuito decisamente a rendere più difficoltoso un eventuale intervento di riqualifica. Il sindaco di allora ha praticamente scritto sulla pietra che Pagano deve essere un parcheggio.

    Ora quello spazio probabilmente non può essere piantumato (ne edificato) perché sotto ci sono i box, via del Burchiello non può essere chiusa (per un’eventuale espansione del parco) perché il tratto più a ovest della via è dedicato all’accesso dei box e le auto che provengono da via Pagano/d’Arezzo non potrebbero proseguire verso via Giotto/piazza Buonarroti in quanto via Giotto è stata interrotta proprio a seguito dei lavori per la realizzazione del box.

    I box per “nascondere le auto sotto terra” in realtà stanno contribuendo al mantenimento del parcheggio in superfice.

    1. Anonimo

      Oh, povero Marco Mi dispiace tantissimo che tu te ne scappi da Milano.
      Va be’ passerà, dopo qualche lacrimuccia me ne farò una ragione.

    2. Anonimo

      Quanto detto da Giovanni è verissimo. Vorrei sapere quanta persone a Milano hanno il box, visto l’anzianità delle case e il fallito piano parcheggi di Albertini. Tutti d’accordo che le auto dei residenti sarebbero meglio che stiano sotto terra e quelle dei non residenti nei silos a pagamento ma finché non ci sono box o incentivi per avere spazi auto sotterranei…

      1. Anonimo

        C’è una terza via di cui si parla troppo poco ma è davvero la strada più sensata da seguire: diminuire il numero di auto, punto.

        Una grande percentuale delle auto sparse a caso in tutta la città sono usate poco o pochissimo, facilmente sostituibili con mezzi alternativi o sharing se si è poco in forma o anziani, bici e piedi per tutto il resto. Abbiamo (avete! Io non ce l’ho) semplicemente troppe auto. Se domani ti metti a costruire parcheggi sotterranei risolvi il problema tra 10 anni se ti va bene, con costi però esorbitanti che nessuno vuole accollarsi, giustamente.

        1. Anonimo

          Ma come c*z*o fai fai a dire che si parla troppo poco di diminuire il numero di auto. Mi pare che su questo blog sia l’argomento principe.
          Strano che la tua opinione dipenda dal fatto che tu non ne possieda una.
          Sottoscrivo in pieno il post di Giovanni.
          Saluti

          1. Anonimo

            Aggressivo come tutti gli automobilisti. In che cosa c’è di sbagliato a voler ridurre il numero di auto prova a spiegarlo senza parolacce. Se sei capace..

            Se si abbassa il numero di auto tu, che probabilmente non puoi farne a meno perché lavori a 100km da Milano o hai un’età o forma fisica incompatibile con la deambulazione ne avresti solo vantaggio, troveresti i parcheggi che vuoi e strade più scorrevoli.

          2. Anonimo

            Aggressivo come tutti i non possessori di auto che credono di aver capito tutto della vita.
            Tu in particolare che utilizzi addirittura il body shaming ti dovresti vergognare, altro che parolacce.

  6. Albe

    Non è bello però: posti per autobus, posti disabili, stazione di ricarica auto, mercato, posti per bici, posti per residenti. Sarebbe peggio se lo trasformassero in un’aiuola con ciclabile in mezzo.
    Si può sicuramente ripulire, mettere più verde, mettere pensiline ma non è una spianata di cemento inutile in centro, è un brutto piazzale più utile di tanti rondò o piazzette verdi.
    Non vedo applicabile neanche una soluzione Loreto che in fin dei conti mira a recuperare uno spazio inutile e non è questo il caso.

    1. Andrea

      Posti di qua posti di la… Un modo un po’ eufemistico per (non) dire che quello è un inutile parcheggio a cielo aperto usato solo una volta alla settimana per il mercato.

      Un luogo talmente utile da essere unico in tutta la cerchia filoviaria. Chissà come fanno a sopravvivere gli altri quartieri di Milano senza un’area da 10 mila metri quadrati dedicata a parcheggio?

      Quando parli di “aiuola con pista ciclabile in mezzo” ti riferisci per caso al vicino parco Vergani? Anche li bisognerebbe fare uno spiazzo con posti di qua e posti di la?

    2. Anonimo

      Una riflessione che faccio sempre quando leggo che alcuni parcheggi sono indispensabili per ragioni sociali è legata al fatto che questi spesso sono luogo di mercato settimanale (in alcuni addirittura bisettimanale).

      È curioso pensare che la disponibilità di posti auto sia imprescindibile per la vita civile sei giorni su sette, mentre nel giorno di mercato si possa sopravvivere anche senza.

      Mah…

    3. Anonimo

      Una riflessione che faccio sempre quando leggo che alcuni parcheggi sono indispensabili per ragioni sociali è legata al fatto che questi spesso sono luogo di mercato settimanale (in alcuni addirittura bisettimanale).

      È curioso pensare che la disponibilità di posti auto sia imprescindibile per la vita civile sei giorni su sette, mentre nel giorno di mercato si possa sopravvivere anche senza.

      Mah…

  7. Albe

    A me pare che uno straccio di soluzione però non la cerchiate…la piazza è usata come parcheggio/mercato etc etc: sbagliano tutti! Tutti fuori, non avete capito niente.
    La città potrà giovare di un nuovo triangolo verde preceduto da piazza tattica e ping pong.
    Con stradone che separa dal parco, con ingresso ad un parcheggio sotterraneo e senza tutti quegli inutili servizi… un mondo migliore frutto di un’attenta pianificazione urbana.
    A parte l’ironia concordo solo su una cosa: basta con questi piazzali immortali per consentire i mercati rionali… piazza Sant’agostino è l’emblema degli interventi poco lungimiranti

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