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Milano | Ristorazione – La città vivibile e i tavolini in strada

Il sindaco di Milano Beppe Sala chiede a tutti un po’ di “tolleranza” per i disagi che possono provocare le concessioni di spazio pubblico a bar e ristoranti all’aperto in città. Nei giorni scorsi era arrivata la richiesta dei giorni scorsi del Municipio 1 di Milano di modificare il regolamento di concessione del suolo pubblico con dehors e tavolini, per il continuo caos che in questi luoghi si crea ogni sera e che costringe gli abitanti a continue denunce e proteste.

Ha spiegato il Sindaco: “Questo è un anno particolare in cui c’è bisogno di lavorare. È chiaro che non immagino in condizioni normali una diffusione così larga degli spazi all’aperto ma quest’anno va un po’ così, ne dobbiamo tener conto: i locali e le discoteche sono chiusi e i ragazzi da una parte o dall’altra in giro stanno. Io capisco il fatto che in alcune vie sia difficile – ha concluso – ma chiedo un po’ a tutti tolleranza, non dev’essere questa la regola dell’estate”.

Come sempre, si parte bene e si prosegue nel peggiore dei modi, specie in alcune zone “calde” dove gli schiamazzi sono insopportabili e insostenibili.

Noi siamo stupiti da come i tavolini all’aperto abbiano cambiato l’aspetto di molte strade milanesi, come mostriamo in questo nostro articolo con alcune immagini che illustrano angoli prima occupati da autovetture trasformati completamente.

Purtroppo i tavolini all’aperto (non dovunque ben inteso) hanno portato un po’ di caos e impediscono a volte il passaggio pedonale, oltre ad aver portato via posti auto (che misteriosamente per ora non hanno creato questo “malumore” che ci saremmo aspettati).

Ci piace una città vivibile, lenta, alla portata di tutti e civile. Sicuramente dopo l’emergenza sanitaria da pandemia, tornerà la tassa di concessione di occupazione del suolo pubblico, che di fatto ridimensionerà gli attuali tavolini, dehors e ombrelloni, riportando le strade alle auto parcheggiate.

Qualcosa noi ci auguriamo possa rimanere, naturalmente con più regole che lascino un maggiore passaggio ai pedoni, soprattuto a quelli con difficoltà motorie. Come sempre ci vorrebbe più rispetto per tutti, e forse orari ben stabiliti di chiusura, soprattutto per i locali all’aperto.

Riferimenti fotografici: Roberto Arsuffi

Tag: Tavolini, Commercio, Ristorazione, viabilità, Parcheggi,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | Ristorazione – La città vivibile e i tavolini in strada

  1. Anonimo

    Non fatevi illusioni. Torneremo presto alla “normalità”. Questa è Milano, mica una città godibile. I parklet fanno troppo città europea. Questi tavolini tolgono spazio alle macchine sui marciapiedi: è ora di finirla.

  2. Dario Corrado Stranieri

    Assurdo! È cosi bello finalmente con tutti i locali all’ aperto! Ma come azz stiamo in Italia ..!!? Ma sono mai andati all’estero sti amministratori di sta cippa?! E quelli che si lamentano vadano a vivere in campagna e non rompano i maronii!

    1. _

      Si ma che almeno abbiano il coraggio di mettere i tavolini al posto delle auto!

      Sul marciapiede tra ciclisti, monopattini, bici legati al palo, scooter, moto e tavolini ovunque, non c’è più spazio.

  3. R

    La città reagisce a un emergenza, migliora la sua vivibilità (e l’estetica) ma torneremo come prima. Solo a me sembra da idioti?

  4. Alessandro

    Temevo di leggere un articolo sulla Sciatteria, o commenti indignati di automobilisti, invece vedo che tutti sono favorevoli, come me, a questa apertura. Spererei che Sala trasformasse in definitiva, la possibilità per i ristoratori, di mettere tavolini all’aperto, almeno nei 6 mesi di bella stagione, SENZA dover pagare l’occupazione di suolo pubblico. Anche perché c’è stato uno sforzo da parte di tutti i ristoratori, di creare angolini gradevoli e accoglienti.

  5. Anonimo

    Io davvero vorrei tanto che quelli che sono a favore dei dehors dei locali e dei loro avventori senza rispetto, abbiano per almeno un mese sotto casa un locale che faccia casino a tutte le ore, magari alle 6 della mattina quando la gente come wf dorme, perchè loro di notte cazzeggiano e poi si svegliano con calma tra le 9 e le 10. voglio vedere se si dovessero svegliare alle 6 o alle 5:30 se gli va bene avere sotto casa orde di ragazzi che urlano e schiamazzano e ancora peggio bar che mettono la musica e fanno ballare fino all’una di notte.
    Voi che siete felici di questo modo di vivere la città sicuramente dormite e siete residenti in zone dornitorio o fuori dalle zone della movida.
    In sostanza nelle zone della movida o si comprano quadrupli vetrie si tiene sempre tutto chiuso o non si può dormire, ma forse non basta.
    Oppure bisogna abbandonare queste zone, o bisogna darle ai giovani nulla fancenti e studenti che si possono permettere di fare le ore piccole e che non lavorano la mattina.
    Se questo è il rispetto e il futuro che si vuole senza rispetto del prossimo, andiamo sempre peggio….
    Sono meglio le auto della vostra inutile bighellonaggine….
    Davvero a chi fa casino gli auguro che per mesi qualcuno non lo faccia dormire poi vediamo se il bisogno primario del sonno viene prima di un bisogno secondario il divertirti e uscire?

    Prima viene il sonno e poi il divertimento non il contrario.
    Sala parla così proprio perchè lui bello bello non ha questo problema sotto casa sua….voglio vederlo se abitasse sopra uno dei locali dove c’è casino tutta la notte cosa farebbe,,,mamma mia cosa gli auguro che gli capiti un po’ di schiamazzi notturni…
    Sono tutti capaci a parlare con il culo degli altri,…

  6. Albe

    No, le concessioni di suolo pubblico a pandemia finita si devono pagare anche se poco e serve una occupazione che tuteli il transito di pedoni, passeggini e bici e se la strada è aperta al traffico anche delle auto per la sicurezza di tutti.
    Bellissime le strade coi tavolini ma non tutte le strade sono adatte (come si vede in almeno un paio di foto).
    E giusto per alimentare la polemica: dire che misteriosamente non hanno creato “malumore” cosa sottintende? Che tutte queste auto sono figlie di autotalebani che con un sacrificio minimo possono essere convertiti all’ortodossia ciclistica?

    1. Andrea

      Esattamente. La dimostrazione pratica che quello dei parcheggi è un vizio dei milanesi e non una reale necessità. Bastano due tavolini e un cocktail che anche i più imbruttiti si dimenticano della riduzione dei parcheggi.

      Sono comunque d’accordo sul fatto che il suolo pubblico debba rimanere pubblico. Ne le auto ne i negozianti dovrebbero poter usufruire del suolo pubblico senza pagare a tutti noi un affitto.

  7. Gian Luigi

    Riordiniamoli, lasciamo gli spazi dovuti, tutto quel che volete, ma… lasciate i tavolini fuori!
    Milano finalmente sembra una città VIVA!

  8. Camillo

    Si tratta solo di prendere il meglio da questa esperienza.
    Lasciamo i tavoli in strada, abbassiamo il costo dell’occupazione di suolo pubblico, ma stabiliamo regole univoche e ferree e controlli.
    Dopo la mezzanotte i dehor vanno chiusi e stop.

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