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Milano | Porta Romana – Torre Faro A2A: a breve il progetto definitivo

A breve verrà consegnato al Comune il progetto definitivo per la Torre Faro, nuovo quartier generale di Milano dell’azienda energetica A2A.

Il nuovo grattacielo di 144 metri d’altezza e destinato ad accogliere 1.500 lavoratori, è stato progettato dagli architetti Antonio Citterio e Patricia Viel. Grazie agli oneri di urbanizzazione l’edificio sarà al centro di una riqualificazione che riguarderà l’intera area circostante, da via Piacenza scendendo lungo via Crema sino a tutta piazza Trento. Naturalmente sarà integrata anche dal nuovo progetto di Scalo Romana connettendosi ad esso e unendo di fatto i due quartieri separati ora dello scalo ferroviario dismesso.

La torre cilindrica e rastremata avrà una pianta circolare e prevederà i primi 12 piani ad uso uffici, uno Sky Garden a 60 metri di altezza e aperto su uno dei suoi lati, seguiranno altri 10 piani di uffici ed un belvedere, accessibile dal pubblico, posto sulla sommità della torre. In alto un paio di immagini di come potrebbe apparire, anche se i render non sono quelli definitivi.

Mentre per la riqualificazione del contesto sottostante il disegno si è arricchito grazie alle richieste e alle proposte dei residenti. E così davanti alla chiesa di Sant’Andrea sorgerà un sagrato, mentre all’incrocio con via Salmini si creerà una piccola piazza. Le auto potranno passare, ma a velocità moderata. Di fatto sarà più piacevole camminare dalla stazione M3 di Porta Romana sino alla nuova Torre Faro e proseguire, tra qualche anno, nel nuovo parco al centro di Scalo Roman sino a Fondazione Prada e Symbiosis. Rimane ancora da rivedere la questione dei parcheggi e l’attraversamento di viale Isonzo (accantonata l’ipotesi di passerella, si pensa a un passaggio a raso con semafori intelligenti), il raccordo con lo Scalo.

La fase progettuale è conclusa e la Torre Faro verrà sviluppata in tempo per i Giochi olimpici del 2026. Stesso traguardo anche per gli altri interventi in zona, come da intervista di Antonio Citterio al Corriere della Sera di oggi.

Qui un po’ di storia sulla vecchia centrale e sul quartiere di Piazza Trento.

Referenze Fotografiche: Antonio Citterio e Patricia Viel

Tag: Antonio Citterio e Patricia Viel, Torre Faro, Piazza Trento, A2A, Scalo Romana, Via Crema,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Porta Romana – Torre Faro A2A: a breve il progetto definitivo

  1. Ale

    Iconica, ma lascia qualche dubbio. Attendiamo di vedere come viene. Intanto però si porta dietro la riqualificazione delle vie vicine, e questo è ottimo!

  2. Anonimo

    Perfetta per il contesto dell’ex scalo ferroviario di p.ta Romana. Un grattacielo che riprende la tradizione del Pirelli e della Torre Velasca, ossia che si cala nel contesto urbanistico, architettonico e storico industriale della città,

  3. Anonimo

    Contesto industriale della città? Quanto anacronismo. Milano oggi è una città POSTindustriale (se va bene). Tanto valeva allora farlo in stile barocco in memoria della dominazione spagnola e della porta che dà il nome al quartiere. Questi che si attaccano ai vetri pur di giustificare dei progetti scialbi e iconici come i pali della luce…francamente sono una disgrazia…vabbé…attacchiamoci ai vetri…evviva…

    1. Anonimo

      Citterio & Viel sono sinonimo di banalità quasi dovunque mettano le mani, vedi progetto per M. Gioia. Non capisco come facciano a lavorare così tanto, saranno raccomandati.

      Ho sempre detto e ribadisco che Citterio farebbe meglio a limitarsi ai divani, che gli vengono benissimo.

    2. Anonimo

      Si vede che non conoscete la storia industriale di Milano, certo post industriale perchè l’indusrtria ce l’hanno fregata varie lobby italiane e straniere con l’aiuto dei politici romano-meridionali negli anni 70 e 80 (con tanto di strategia della tensione), un nome su tutti l’Alfa Romeo milanese, non quella che c’è oggi che di milanese non ha nulla, distrutta per portare qualche posto di lavoro in zone depresse della campania e nel lazio, e per far aumentare le vendite delle case automobilistiche straniere, in particolare quelle tedesche che subivano la concorrenza dell’Alfa milanese. Non bisogna essere architetti per capire che questa torre riprende perfettamente le forme dei gasometri e delle torri piezometriche traducendole in grattacielo. Un bravo agli architetti che hanno colto nel segno, se proprio vogliamo andare a trovare qualcosa di molto banale/raccomandato, lo shard di piano a londra, una scopiazzatura “vetrata” del grattacielo piramidale di San Francisco costruito 50 anni prima.

  4. Anonimo

    Concettualmente fare la sede di una società elettrica a forma di torre di raffreddamento di centrale elettrica …mi fa venire in mente il deposito dei soldi di Paperone a Paperopoli a forma di cassaforte…. 🙂
    Però magari viene bene, chi lo sa….

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