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Milano | Porta Romana – Il nuovo masterplan dello scalo e alcune modifiche

Come abbiamo visto, il 15 luglio scorso, è stato presentato il nuovo masterplan per Parco Romana, il nuovo quartiere che sorgerà là dove c’era lo scalo ferroviario di Porta Romana.

Qui nascerà il Villaggio Olimpico per Milano-Cortina 2026. Lo scorso anno (2020) l’ex scalo ferroviario è stato venduto al consorzio costituito da Coima, Covivio e Prada Holding che avrà il compito e la responsabilità di sviluppare l’area entro l’evento sportivo, ognuno per il proprio ambito, i primi per la parte residenziale, i secondi per la parte terziaria e gli ultimi per lo sviluppo del parco. 

Il Villaggio Olimpico sarà realizzato nel lato occidentale dell’area, a ridosso della via Ripamonti.

Qui sotto mostriamo le modifiche apportate al primo progetto presentato. Anche se a prima vista sembra che il verde sia stato un po’ ridotto confronto al primo progetto (visibile qui di seguito) in realtà ha la stessa metratura, ma con una forma più regolare, dato che hanno accorciato il lato che corre lungo la circonvallazione e allungato quello che corre di fianco alla Fondazione Prada; le corti a U per fortuna sono state eliminate e in compenso è una vasta piazza pedonale sopraelevata tra piazzale Lodi e le direttrici verso via Benaco e via Arcivescovo Calabiana, che, seppure alberata, pare certamente meno “verde” della versione precedente.

Al contempo rimane la famosa “passerella alberata” (denominata Foresta Sospesa) sopra i binari della ferrovia, vero elemento qualificante del progetto, a nostro avviso, che doveva essere oggetto di verifica da parte dei proponenti. Supponiamo che la verifica sia stata fatta ed abbia dato esito positivo, visto che si ritrova anche in questa seconda versione del masterplan e non cancellata come da prime indiscrezioni.

Ad ogni modo le suggestioni ci regalano nuove visioni del parco che consentirà anche un “verde” attraversamento da piazza Trento verso Fondazione Prada, proprio nella parte centrale del progetto.

Qui di seguito alcune immagini della passerella sopraelevata e alberata che, come una spina, conferisce al quartiere un aspetto interessante e di sicuro appeal. Ricordiamo che sarà, se realizzata, una lunga soletta in cemento armato che coprirà i binari dei treni e che in linea retta andrà da Corso Lodi sino a Via Ripamonti collegando l’intera area come una sorta di “high-line” newyorkese. Su di essa verranno piantati alberi ad alto fusto di modo da creare una vera e propria passeggiata-boulevard.

Questa passerella sarà rialzata appunto per consentire aria sui sottostanti treni che continueranno a passare a vista, tranne per un tratto centrale di circa cento metri di lunghezza per cui è previsto l’interramento a cura di Rete Ferroviaria Italiana. Ai lati della ferrovia, ad eccezione del tratto centrale dove ci sarà il parco, saranno realizzati campi, orti e giardini di quartiere.

Mentre per quello che riguarda il Villaggio Olimpico (che sarà la prima cosa ad essere costruita e che verrà riutilizzata, alla fine delle Olimpiadi Invernali del 2026, come residenza studentesca) l’impianto del progetto, realizzato da Skidmore, Owings & Merrill, cambia completamente, abbandonando la visione del primo masterplan che immaginava gli edifici a U con corte aperta, per proporre 6 stecche, disposte parallele alla ferrovia e in gruppi di tre, unite tra loro attraverso strutture aeree. La forma degli edifici sembra voglia riprendere le architetture industriali che erano tipiche della zona, compresi gli edifici, ora residenziali, dal lato opposto di Ripamonti.

Ci sarà anche il recupero dei vecchi edifici industriali utilizzati come rimesse FS, con probabili fosse per controlli meccanici e in disuso da decenni. Qui di seguito alcune immagini che mostrano probabili riutilizzi. Siamo contenti nel constatare che saranno preservati come avevamo auspicato in un vecchio articolo.

Purtroppo la vecchia torre piezometrica non sarà preservata e integrata nel progetto; un peccato, avrebbe dato un segno in più del passato industriale dell’epoca.

Nel masterplan rivisitato sono state abbozzati i nuovi ingombri degli edifici ancora da progettare. Vedremo se, come per il villaggio olimpico, ciascun edificio sarà oggetto di concorso.

Qui di seguito i lavori in corso ora per preparare l’area al cantiere vero e proprio. Intanto c’è il risanamento del ponte cavalcavia di Corso Lodi che si troverà nella nuova stazione di Porta Romana.

Di seguito alcune immagini dal cantiere per lo smontaggio della tecnostruttura utilizzata per i concerti ed eventi negli anni passati.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi, Coia, Parco Romana, Duepiedisbagliati

Tag: Scalo Romana, Porta Romana, Parco Romana, Masterplan, OUTCOMIST, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati, Gross. Max, Nigel Dunnett Studio, Arup, Portland Design, Systematica, Studio Zoppini, Aecom, Land, Artelia, Ferrovia

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Porta Romana – Il nuovo masterplan dello scalo e alcune modifiche

  1. Anonimo

    Faranno solo il villaggio olimpico, stai sereno! Poi nei 10 anni successivi tutto il resto.Non sai ancora come funziona a Milano?!

    1. Anonimo

      Credo che questo sia chiaro a tutti, villaggio e spazio davanti a prada, poi un po di tempo di incuria e poi si finirà per le olimpiadi estive 2040

    2. Anonimo

      Che commento da provinciale.

      Gira un po’ il mondo e scoprirai che è uguale se non peggio anche negli altri Paesi. Prova ad andare in Germania a chiedere dell’aeroporto di Berlin Brandenburg o della nuova stazione di Stoccarda e senti un po’ cosa ti rispondono.
      O in Olanda a chiedere della linea Noord-Zuid della metro di Amsterdam inaugurata con 20 anni di ritardo perché –ohibò, chi l’avrebbe detto– in corso d’opera si sono accorti che la città è costruita sull’acqua e le case vicino agli scavi crollavano.

      La bacchetta magica non ce l’ha nessuno, a meno che tu non voglia fare come i cinesi o i qatarioti che passano con lo schiacciasassi sugli operai pur di finire in tempo.

      1. Anonimo

        Fermi tutti oooooh è arrivato l’erasmus che ci spiega cosa ha visto nei suoi weekend A/R da Orio al Serio… Tranquilli che per il 2030 Scalo Romana sarà completato (non male dai visto che ad ASTERDAMME ci vogliono 20 ani!1!!1!), per le Olimpiadi del 2040 sarà forse forse pronto Scalo Farini…

      2. Ale

        Applausi per Anonimo delle 12.27.

        Porta nuova e City Life ci hanno impiegato tempi superiori ai piani iniziali ed i risultati finali sono diversi dai piani originali. Parliamo di progetti articolati ed è normale che sia così…
        Ma siamo in campagna elettorale ed un bel progetto da fastidio ad alcuni

  2. Osservatore

    Vorrei rilevare un possibile errore nelle considerazioni aggiuntive del blog in questione che peraltro è tempestivo e puntiglioso nel trasferire i dati ufficiali. Della torre della torre piezometrica non mi pare sia stato annunciato l’abbattimento. Non è visibile nelle assonometrie perchè nascosta da uno dei nuovi edifici per gli atleti (e studenti poi) ma appare nella planimetria del progetto definitivo del masterplan con il villaggio Olimpico disegnato da Skidmore Owings and
    Merril. Meglio dirlo subito prima che questa falsa notizia possa avere un seguito.

  3. Osservatore

    Errata corrige messaggio precedente su disegni masterplan generale: assonometrie è da sostituirsi con prospettiva aerea.

  4. lorenzo

    Tutto bellissimo, solo un appunto: non si sarebbe potuto interrare la ferrovia???!!! Uno scavo a cielo aperto, come si fece per la linea 1 della metropolitana, non sarebbe costato relativamente poco e eseguito in tempi celeri, considerato che il tratto da interrare sarebbe stato relativamente corto???

  5. Anonimo

    Non ci sara nessun ritardo!!! Sarà tutto pronto entro il 2026, mi spiace per i disfattisti, gli scettici e compagnia bella, il tutto e’ curato da imprese serie e di comprovata esperienza. Avanti cosi vilaggio olimpico evvaiiii.

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