Milano | Brera – Via San Marco: il parcheggio, il laghetto sparito e poca visione

Milano, come si sa, va avanti e non guarda quasi mai indietro, a volte distruggendo e cancellando il proprio passato se non per poi guardare con rammarico vecchie foto o dipinti e sospirando: che peccato!

Una di queste “rinunce per il progresso” è stata sicuramente la decisione della copertura della cerchia dei navigli. Infatti comparse le automobili gli inutili e puzzolenti Navigli vennero sacrificati sul finire del 1929, quasi cent’anni fa, aprendo nuove vie da percorrere con le veloci quattroruote, cancellando per sempre gli angoli romantici che ormai rimpiangiamo appunto guardando vecchie cartoline.

A Brera, c’è un luogo che potrebbe diventare un’attrazione turistica di sicuro effetto scenico, ma che è invece un luogo non definito, anzi, abbastanza lasciato al caso. Stiamo parlando di via San Marco e del parcheggio interrato realizzato al posto del laghet de San Marc.

Infatti dopo la Seconda Guerra Mondiale al posto del laghetto di San Marco, una piccola darsena lungo il naviglio della Martesana che qui giungeva per alimentare l’antica cerchia dei Navigli, venne creato un parcheggio ipogeo. Inizialmente era coperto solo da una soletta in catrame e col tempo “abbellita” da qualche aiuola e qualche alberello (per fortuna).

In questi giorni è stato avviato un piccolo cantiere autorizzato per la costruzione del vano ascensore per accedere in maniera più “moderna” al sottostante autosilo. In pratica verrà aggiunto un cabino per l’ascensore senza migliorare lo spazio urbano, anzi, aggiungendo manufatti.

Ma come, e il progetto dei navigli riaperti? Infatti molti si saranno chiesti a questo punto a che è servito il referendum sull’apertura dei Navigli. A cosa è servito inserire questa possibilità all’interno del Piano di Governo del Territorio (PGT) se si permette al garage di costruire una struttura in cemento per l’ascensore? Quindi non si farà più?

Certo, del progetto per l’apertura dei navigli, così reclamizzato all’inizio della scorsa campagna elettorale per il sindaco, dopo cinque anni si è perso ogni segno, scivolato nel cassetto, sperando che nessuno lo riporti all’attenzione.

Sicuramente la questione navigli non è semplice ed è un’operazione costosa. Tuttavia, ora è da accantonare.

Ma a questo punto, perché non ripensare il parcheggio sotterraneo di via San Marco?

Io ho sempre avuto una visione per questo spazio a prescindere dalla riapertura dei navigli (che desidererei tanto, ma che ho l’impressione non avverrà certamente nei prossimi cinquant’anni), ovvero la sua riqualificazione attraverso un parcheggio interrato di nuova costruzione, più profondo e capiente, per gli abitanti della zona. Invece, in superficie, ricreare la suggestione dell’antica darsena di San Marco con una grande vasca-fontana collocata sopra, con la pedonalizzazione dell’intera area circostante, trasformando questo tratto di via San Marco in una grande piazza pedonale.

Al centro lo specchio d’acqua che rifletterebbe il contesto ricreando le suggestioni della darsena perduta.

Mi immagino i locali che affacciano sul “laghetto” artificiale con i tavoli all’aperto, una sorta di nuovo luogo di ritrovo per cittadini e turisti.

Naturalmente sposterei anche il mercato settimanale in un altro punto.

Insomma, perché non realizzare una grande fontana come è stato fatto, ad esempio, a Bredford, Inghilterra. Infatti, nel centro della città, al posto di un brutto edificio e di un parcheggio, è stata creata una grande piazza con al centro una grande vasca (la più grande fontana del Regno Unito) di pochi centimetri di profondità (un po’ come la fontana di piazza Gate Aulenti).

Referenze Fotografiche: Roberto Arsuffi, Duepiedisbagliati, Google, Skyscrapercity, Milano Sparita

Tag: Brera, Via San Marco, Parcheggio, Proposte, Martesana, Cerchia dei Navigli

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

27 commenti su “Milano | Brera – Via San Marco: il parcheggio, il laghetto sparito e poca visione”

  1. un laghetto vero (anche di un metro e qualcosa di profondità) sarebbe favoloso, ma anche la fontana gigante, magari con qualche angolo con del verde) sarebbe bello.

    Rispondi
  2. L’idea è eccellente e meriterebbe di essere sostenuta pubblicamente (anche promuovendo un comitato dei proprietari degli immobili frontalieri). L’interrogativo d’obbligo è: chi pagherebbe i lavori? Si troverebbe un investitore privato ad assumersi le spese, non certo indifferenti ?. Occorrerebbe comunque tenere conto che la rampa di uscita dall’autosilo, ipotizzata in via Goito, si troverebbe a fronteggiare (e quindi bloccare) il liceo Parini, rendendone assai difficile l’accesso.

    Rispondi
  3. Non capisco, se dal referendum esplorativo fatto a suo tempo, praticamente un plebiscito ha votato a favore della riapertura dei Navigli, perché non ci si muove in questa direzione… Non dico di stravolgere la città con cantieri ovunque dai costi esorbitanti perché contemporaneamente aperti, io penso ad un solo cantiere itinerante che dalla darsena proceda verso nord, creando disagi contenuti e costi fattibili da qualsiasi amministrazione. Certo i tempi si allungherebbero, ma si avrebbe tutto il tempo di fare le cose fatte bene, intendo costruire un canale navigabile in entrambi i sensi contemporaneamente in entrambe le direzioni, si perché una volta terminato avremmo un nuovo passante “blu”!!

    Rispondi
    • Perche non si fa? Perché è un progetto molto, molto costoso, i cui cantieri durerebbero anni e il comune da solo non può farcela. Tutto qua.

      Si sarebbe potuto mettere qualcosa nel dossier Olimpiadi, ma è già piuttosto ricco, ahimè non vedo futuro per questo progetto.

      Io mi accontenterei di pedonalizzare il più possibile, eliminare almeno il parcheggio di superficie e l’orribile benzinaio, allargare gli spazi verdi e riqualificare la pista ciclabile che ormai ha l’asfalto molto deteriorato.

      Rispondi
  4. Perchè non si fa?
    Perchè è Milano, la città piu’ triste d’Europa, dove a nessuno frega di fare niente, dove spedare per avere una città piu’ ecologica, meno inquinata e piu’ bella, sarebbe peggio della 10a ondata di pandemia di COVID 19. Dove si fa tanta speculazione teorica poi pero’ la realtà non la sappiamo nemmeno gestire. Dove si estinguerà prima l’uomo e poi l’automobile.
    Non vedo l’ora che Moda e Design spariscano in un’altra parte d’Italia o d’Europa per lasciare la città finalmente di fronte a tutte le sue piccolezze provincialotte.

    Rispondi
      • Scusa ti senti il mio padrone che può dire cosa posso fare e cosa no?! Sono Milanese e ho da 10 anni vivo altrove. Questa città oggi è un schifo soprattutto perchè è abitata da gente arrogante come te!

        Rispondi
        • Ma vedi, io da milanese non mi auguro che moda e design spariscano da Milano. A quanto ci informi sei sparito tu e la cosa non mi disturba affatto.

          Rispondi
    • In quanto a piccolezza provincialotta, direi che il tuo commento ne è una summa perfetta. Non c’è una riga che non sia uno stereotipo.

      E come già detto da altri, il mondo è grande, se Milano ti fa così schifo trasferisciti.

      Rispondi
      • Veramente mi fai più schifo tu. E un quelli come te . Speriamo che entro 5 anni a Milano si trovino solo commerci cinesi e arabi! E che i milanesi incapaci spariscano definitivamente.

        Rispondi
        • Magari! Se davvero Milano vuole fare/essere una città veramente europea, un progetto così sarebbe d’obbligo. È Quale occasione migliore se non le prossime Olimpiadi? Avanti , che si faccia !

          Rispondi
  5. Caro Urban File, “El tumbun de san march” era anche tristemente famoso nella vecchia Milano, per essere un luogo dove i disperati andavano a suicidarsi, e purtroppo accadeva molto spesso. In molte vecchie e struggenti canzoni meneghine viene citato. Per carità il laghetto aveva una sua atmosfera sinceramente tendente al lugubre, ma forse erano i tempi che lo rendevano tale. Certo oggi siamo nel XXI secolo ed è un’altra storia, infatti l’idea di una specie di grande vasca poco profonda (così si eviterà a qualche disperato 4.0 di suicidarsi come hanno fatto troppi antenati) , ricreerebbe l’idea di questa darsena che per secoli è esistita in un’atmosfera più gioiosa, specialmente se ci sarà anche qualche papero che galleggia sulla sua superficie, e un’adeguata sistemazione della Piazza. Ma i candidati Sindaci, e il Municipio 1, cosa ne pensano di questa proposta?

    Rispondi
  6. Riaprire tutti i navigli mi pare un’utopia. Ma riaprire il Tombon de San Marc sarebbe secondo me fattibile e costituirebbe un ulteriore motivo di attrazione per il quartiere di Brera. A patto però di ricostruirlo il più possibile simile all’originale, senza fare come alla Darsena dove hanno messo dei mattoni che non c’entrano niente.

    Rispondi
  7. > Milano, come si sa, va avanti e non guarda quasi mai indietro…
    Se fosse così non sarebbe nello stato in cui versa e si potrebbero fare confronti con città nordeuropee

    Rispondi

Lascia un commento