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Milano | Elezioni 2021: cosa ci piacerebbe chiedere al nuovo Sindaco

In questo 2021 i cittadini saranno chiamati a scegliere colui o colei che avrà il compito di guidare Milano per i prossimi 5 anni. Saranno i cinque anni che seguono l’eco di Expo che ha regalato alla città un’immagine rinnovata e al centro dell’attenzione, sia nel Paese che nel Mondo, ma soprattutto sarà il periodo della rinascita dopo il periodo funesto della pandemia (sperando si esaurisca quanto prima).

Gli ambiti che costituiscono il lavoro di un Sindaco sono molteplici, dalla ricucitura del tessuto sociale a tutte quelle azioni che servono a rendere il territorio più attrattivo sia in ambito finanziario che in termini di creatività e imprenditoria.

Abbiamo riletto attentamente molti dei nostri vecchi post e delle proposte dei nostri lettori, ragionando su come ci piacerebbe la Milano del futuro e pian piano ci siamo trovati a scrivere un documento che raccogliesse tutti questi spunti e proposte.

Perciò riproponiamo il nostro #ManifestoUrbanfile, senza la presunzione naturalmente di dettare l’agenda a nessuno dei partecipanti alla competizione elettorale, ma sperando prendano in considerazione, leggendoci, i nostri piccoli suggerimenti.

Naturalmente la nostra lista non include molti argomenti fondamentali per la città (pensiamo ad esempio al lavoro e alla solidarietà, temi che ci stanno comunque molto a cuore) ma abbiamo preferito occuparci unicamente degli ambiti che conosciamo meglio quali architettura e urbanistica, e che, secondo noi, avrebbero necessità di un’attenzione in più durante la prossima legislatura.

PIU’ VERDE

Anzitutto la priorità, secondo noi, dovrebbe essere questa: una città vivibile, senza distese infinite di catrame, cemento o lastricate in pietra come invece ci capita di constatare. Ad esempio sarebbe bene che il prossimo Sindaco mettesse in agenda un piano da sviluppare nei prossimi anni che trasformi TUTTE (o quasi) le strade della città in vie alberate. Naturalmente questo dove sia possibile, il nostro sogno, sarebbe quello di vedere alberi piantati ovunque sia consentito e aiuole al posto di distese di asfalto.

Esempi che abbiamo più volte portato all’attenzione, come in Via Larga, Piazzale Siena, via Cusani, Viale Monte Grappa, Viale Pasubio, ecc… Ma anche quasi tutte le vie create all’inizio del Novecento in quei quartieri dove il verde scarseggia e le vie, molto larghe, potrebbero benissimo venire alberate, come: via Pisacane, via Gustavo Modena, Via Giuseppe Compagnoni, Via Giancarlo Sismondi, Via Adige, Via Brenta, Via Mincio, Via Paolo Solaroli, Via Simone Martini, Via Mosè Bianchi, per citarne qualcuna, ma si potrebbe andare avanti per ore.

In sostanza rendere coperto da vegetazione il più possibile della città per evitare le famose bolle di calore dei mesi estivi, e soprattutto evitare vie sciatte e desolanti come queste che mostriamo qui di seguito.

Con Forestami la città di Milano si è posta l’obiettivo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030: ci piacerebbe che nei prossimi cinque anni vi fosse un’accelerazione verso questo ambizioso target.

PIANO PARCHEGGI

Priorità sono i parcheggi. Creare parcheggi sotterranei e non solo, soprattutto nei quartieri sviluppatisi prima degli anni Sessanta, dove la carenza di parcheggi per residenti è la piaga. In città si dovrebbe parcheggiare SOLO DOVE CONSENTITO. Non vorremmo più vedere auto parcheggiate sui marciapiedi, che impediscono il transito ai pedoni e rovinano l’estetica delle nostre strade.

Ad esempio, molte vie potrebbero avere i parcheggi a lisca di pesce di modo da consentire un maggiore numero di auto in sosta e, magari, poter inserire ogni tot auto un albero. Insomma una pianificazione dei parcheggi mirata soprattutto per una città civile.

I parcheggi sono necessari: se è vero che è importante spostarsi verso forme di mobilità alternativa è vero anche che le auto esistono e che dare la possibilità di parcheggiare in maniera civile aiuterebbe ad avere una città ordinata e vivibile

ARREDO URBANO

Pensare ad un arredo urbano migliore, da distribuire in tutta la città e che sia identificativo.

Magari differenziato con lampioni in stile nei contesti storici e più moderni altrove, ma almeno simili in tutta la città, non come accade ora dove troviamo lampioni di ogni genere a volte a pochi metri di distanza gli uni diversi dagli altri.

Valorizzazione del Centro Storico (all’interno dei Bastioni) dove, programmare gli interventi futuri con arredo urbano in pietra (pavé o sampietrini) in tutte le strade, soprattutto quelle a ridotto traffico, come per le Cinque Vie. Questo potrebbe ricreare un’atmosfera d’epoca in spazi urbani oggi sottovalutati (via Cappuccio, Via Morigi, Via Borromei, Via Amedei, per citarne qualcuno).

Sostituzione del pavè ove non necessario o pericoloso e suo riutilizzo in spazi pedonali da valorizzare ovunque in città e vie del Centro.

Soprattuto dipingere ogni tipologia di palo, come fanno a Londra, Parigi, Roma o Torino, con un colore che diventi simbolo di Milano (potrebbe esser un verde scuro, come le fontanelle del drago verde).

Riqualificare PIAZZA DEI MERCANTI, oggi in forte degrado (qui un nostro precedente articolo).

IForse si dovrebbe regolamentare la presenza dei fastfood nella piazza, spesso fonte di posti a sedere “liberi” e privi di sorveglianza. Ma anche la possibile sostituzione delle banche con esercizi di ristorazione. Vietare anche la presenza di ombrelloni (ok tavolini e sedie), la piazza dev’essere ammirata e non nascosta.

Fosse per noi, sposteremmo altrove anche il memoriale alla Resistenza: secondo noi è stata una pessima idea realizzarlo in quel luogo che non consente un’adeguata riflessione su un tema tanto importante e che, per la sua conformazione, si presta ad utilizzi impropri

TRASPORTI

Eliminazione divieto accodamento tram e aumento della velocità commerciale, oltre alla realizzazione effettiva dell’asservimento semaforico su linee tranviarie e filoviarie già individuate dall’attuale giunta ed eventuale implementazione, nell’ottica di aumento delle velocità commerciali.

Realizzazione linea tranviaria Gobba-Certosa ora ferma alla realizzazione dell’unico prolungamento verso Quartiere Adriano 7 con esecuzione, nella prossima giunta, della tratta Q.re Adriano – Gobba.

Chiusura anello 90/91 tratta Stuparich – Zavattari con lo studio per la trasformazione dello stesso in tracciato tramviario di nuova concezione con asservimento semaforico e maggior connessione con le linee metropolitane esistenti.

Abbattimento dei cavalcavia Corvetto e Renato Serra, e sostituzione con corsia preferenziale e verde, nell’ottica di un paradigma di città sempre più verde.

Prolungamento del tram 2 su via Lodovico Il Moro a Ronchetto Sul Naviglio in prossimità della futura stazione M4 di San Cristoforo.

CULTURA

Creazione di un coordinamento per la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente con messa a sistema degli archivi privati e la predisposizione di uno studio per promuovere all’estero gli architetti del ‘900, quali Ponti, Muzio, Portaluppi etc., dovrebbero diventare come Frank Lloyd Wright per Chicago o Gaudi per Barcellona.

Per ogni nuova costruzione obbligare a installare un’opera d’arte all’ingresso del nuovo palazzo o visibile a tutti.

Messa in rete dei Musei d’impresa e la creazione di un contenitore unico e di grande rilievo per mostrare a rotazione parte di questi patrimoni spesso nascosti e stimolare la curiosità verso il resto della collezione.

LOTTA AL DEGRADO

Lotta al degrado, più pulizia nelle strade, ma soprattutto lotta alle tag, gli scarabocchi sui muri che deturpano buona parte dei palazzi di Milano.

Impegnarsi per trovare una soluzione per piazza Duca d’Aosta e zona Stazione Centrale, ormai terra di nessuno dove i bivacchi sono perenni.

Trovare una soluzione al degrado dei muri della Darsena, sempre utilizzati per scarabocchi o messaggi sociali di vario genere.

Cercare di trovare anche nuove soluzioni che risolvano i problemi legati alla “movida” in zona Colonne di San Lorenzo, Largo la Foppa, Isola e Arco della Pace (le zone più calde).

Serve anche un piano per riqualificare o sistemare in modo decente e monumentale le piazze delle 13 antiche porte: Porta TenagliaPiazza Lega LombardaPorta VoltaPiazzale BaiamontiPorta GaribaldiPiazza XXV AprilePorta Nuova, Piazza Cavour e Piazza Principessa ClotildePorta VittoriaPiazza OberdanPorta MonfortePiazza del TricolorePorta VittoriaPiazza V GiornatePorta RomanaPiazza Medaglie d’OroPorta VigentinaVia RipamontiPorta LodovicaPiazzale di Porta LodovicaPorta TicinesePiazza XXIV MaggioPorta GenovaPiazzale CantorePorta VercellinaPiazzale Baracca. 

Terminiamo con i grandi problemi irrisolti da troppo tempo che andrebbero risolti.

  • Sbloccare una volta per tutte la situazione di piazzale Stuparich.
  • Risolvere o almeno calmierare il degrado presente in Piazza della Vetra
  • Stessa situazione urbana e sociale in Stazione Centrale.
  • Ancora problemi a Porta Venezia, ai Bastioni e in piazza Oberdan.

URBANISTICA e VIABILITA’

Proseguimento del paradigma “La città a 15 minuti” in modo tale che tutti i singoli quartieri siano autosufficienti, autonomi e non più “quartieri dormitorio”.

Attuare il già analizzato progetto “Riapertura dei Navigli, anche in funzione di un nuovo paradigma ambientale della città e magari pensando ad un finanziamento attraverso il recovery fund. Nel caso non fosse possibile la completa riapertura, si potrebbe pensare ad una attuazione dei punti più scenografici, quali Tombon de San Marc, Conca dell’Incoronata, Conca di Viarenna, Piazza Cavour.

Chiusura anello 90/91 tratta Stuparich – Zavattari con lo studio per la trasformazione dello stesso in tracciato tramviario di nuova concezione con asservimento semaforico e maggior connessione con le linee metropolitane esistenti.

Creare incentivi affinché edifici storici abbandonati come cascine o cappelle vengano recuperati e valorizzati, prima che spariscano per sempre.

Agevolare l’arte nei nuovi palazzi in costruzione, con sculture, dipinti o altre forme d’arte, visibili anche dalla strada.

Una commissione paesaggio che non lasci passare certi “obbrobri” come i famosi sopralzi senza senso che deturpano il paesaggio. Regole più restrittive sui colori da utilizzare per le facciate delle case, soprattutto per i palazzi in stile o d’epoca.

GRANDI PROGETTI

Naturalmente nell’agenda non devono mancare i grandi progetti prossimi e futuri da portare avanti e a termine.

  • Decidere cosa fare del vecchio Stadio Meazza e della zona circostante.
  • Riapertura della Cerchia dei Navigli, voluta dalla maggioranza dei cittadini in un referendum nel 2011 e ora riposta nel cassetto.
  • Proseguire lo sviluppo sostenibile e armonico degli ex Scali Ferroviari.
  • Portare a compimento il progetto finanziato per la BEIC, la Biblioteca Europea.
  • Proseguire col progetto della “Circle Line” ferroviaria, con le nuove stazioni da realizzare.
  • Portare a compimento la M1 a Cinisello Balscamo, la M5 a Monza, la M1 a Baggio e Muggiano.
  • Pensare anche al prolungamento M5 verso Quarto Cagnino, Quinto Romano e Settimo.
  • Pensare anche alla famosa linea metropolitana M6.

Referenze Fotografiche: Roberto Arsuffi, Boeri Studio, Comune di Milano,

Tag: Sindaco di Milano, Elezioni, Proposte, Progetto, Futuro, Arredo Urbano, Cantiere, Metropolitana, Trasporti, Cultura,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


45 thoughts on “Milano | Elezioni 2021: cosa ci piacerebbe chiedere al nuovo Sindaco

    1. Anonimo

      Chiederei anche azioni per annullare l’impatto dei CANI:

      – far pagare 200 euro di tassa rifiuti ai possessori di cani

      – vietare l’accesso ai cani nelle aree verdi per gli umani (i cani devono stare nelle zone cani): mio figlio deve giocare in un parco dove ci ha pisciato il cane, magari pulcioso???

      – divieto di fare piscio su marciapiedi, portoni, fioriere etc.

      Ma i padroni di cane non si vergognano di come stanno conciando gli spazi comuni della nostra città???

      1. Anonimo

        d’accordo che più d’accordo non potrei essere… tutti con un cane ormai a milano, che poi sono dei ratti troppo cresciuti, rigagnoli di piscio ovunque, escrementi abbandonati per strada, una roba vergognosa

    1. Anonimo

      Ancora con questi mostri mitologici??

      25 anni fa doveva esserci il “caos viabilistico” quando chiusero V. Emanuele

      Poi quando hanno fatto la ZTL in corso Garibaldi

      Poi quando hanno pedonalizzato via Dante

      Poi più di recente si prevedevano ingorghi catastrofici per la chiusura di piazza Castello

      Ovviamente NULLA DI TUTTO CIÒ È SUCCESSO.

      Cambiate scusa!!

  1. Anonimo

    Tutto giusto, tutto condivisibile ma vi siete dimenticati 3 cose: 1) più piste ciclabili 2) ) più piste ciclabili 3) ) più piste ciclabili

    1. Alessandro

      4) Smettere di definire “PISTE CICLABILI” quei centimetri di asfalto rubato alle auto, “difesi” da due colpi di pennello, interrotti ad ogni attraversamento e ogni passo carrabile. PISTE CICLABILI LUNGHE E RIALZATE!!!!

        1. Archie

          Potremmo fare delle bretelle soprelevate in cemento a ogni passo carraio, per i residenti che legittimamente hanno il posto auto in cortile (beati loro, io non ce l’ho).

  2. Anonimo

    Mi spiace ma la riapertura dei Navigli è una cazzata, non lo dico solo perché abito in melchiorre gioia ma perché oggettivamente lo è

    1. Martesano

      È una cazzata in M. Gioia (dove abito anch’io) perché certo, mica puoi far navigare i turisti in bateau mouche ad “ammirare” una sfilata di condominii anni 50-60 uno più orrendo dell’altro, ma certo non lungo la Cerchia.

      1. Lorenzo

        Penso che la riapertura dei navigli dovrebbe ripartire proprio dalle zone non centrali come M. Gioia, e il motivo lo hai detto tu “una sfilata di condominii anni 50-60 uno più orrendo dell’altro”. La riapertura del naviglio aumenterebbe notevolmente la qualità di quella strada, pensa se l’apertura fosse accompagnata da una riqualificazione generale della strada, con parti pedonali e molto vedere. Dal tuo appartamento potresti ammirare un bel ambiente urbano e non una terribile colata d’asfalto.

  3. mari

    Per ogni targa automobilistica dovrebbe essere obbligatoriamente abbinato un box o posto auto di proprietà o in locazione, in alternativa si dovrebbe versare un tributo per occupazione di suolo pubblico.

  4. Casu

    Concordo con le vostre proposte , sarebbe una Milano molto più verde molto più pulita e molto più connessa . Magari ripulire le strade dal degrado e creare spazi culturali con proposte innovative.
    Solo così Milano diventerà una città del futuro all’avanguardia con le altre big mondo, mantenendo la cucitura meneghina che ci contraddistingue.

  5. Andrea

    Cito dal capitolo sui parcheggi: “I parcheggi sono necessari: se è vero che è importante spostarsi verso forme di mobilità alternativa è vero anche che le auto esistono e che dare la possibilità di parcheggiare in maniera civile aiuterebbe ad avere una città ordinata e vivibile”

    Che serva qualche parcheggio in più per i residenti, può darsi. Ma la frase di cui sopra contiene un errore concettuale: “le auto esistono” in Italia in quantità enormemente superiore a quella di comparabili metropoli estere (almeno 100 auto in più ogni 1.000 abitanti). Gli obiettivi devono essere 1) ridurre il numero di auto dei milanesi a livelli europei 2) impedire a chi viene da fuori di arivare in auto fino in centro (spesso sotto gli alberi di casa mia sono parcheggiate auto di non residenti, che non vogliono pagare la sosta)

    1. Anonimo

      L’errore concettuale è il tuo. Giusto introdurre misure che scoraggino il pendolarismo dalla provincia e che disincentivino le auto di proprietà per i milanesi.

      Ma gradualmente, nel senso che la progressione degli ultimi anni progettata nei prossimi è appropriata. Forzature maggiori susciterebbero crisi di rigetto da parte della popolazione e conseguente rischio di non portare a casa nulla (tipico risultato delle proposte massimaliste)

      E in un manifesto come questo l’equilibrio e la propositività sono encomiabili. Se la prossima amministrazione, qualsiasi sia il colore, realizzerà l’80% di quanto suggerito da UF, e qualche altra conquista come la città senza fumo all’aperto, sarà un gran successo

        1. Anonimo

          Restiamo sul tema dell’articolo: Cosa ci piacerebbe chiedere al Nuovo Sindaco.
          C’è chi al nuovo Sindaco vuol chiedere una Rivoluzione e chi gli chiede di fare bene le piccole cose che da troppi anni sono li appese senza che nessuno sembri curarsene…

          1. Milano non è una fiera

            Più sculture e più fontane. L’arte non è più presente nelle strade e piazze milanesi. Ci siamo fermati ai caduti della seconda guerra mondiale 😱🙄 risultato non è più una città bella da vedere e che non comunica più nulla aldilà del salone del mobile . Tutto questo listone presentato qui è importante. Ma Milano deve riacquistare una voce che la faccia distinguere dagli eventi che organizza. Perché Milano é un città non una fiera , fino a prova contraria.

        2. Anonimo

          Area C, zone pedonali e piste ciclabili, posteggi con linee gialle o blu, zone a traffico limitato, bike sharing sono stati introdotti gradualmente con un impatto pratico ed educativo sulle abitudini inveterate all’(ab)uso di veicoli a motore.

          Molto è ancora sulla carta e UF in modo intelligente e sensibile richiede di proseguire e possibilmente accelerare questo processo.

          Poi arrivano i massimalisti e i Robespierre come te ad invocare rivoluzioni, e questo porta dritto dritto alla Reazione. Ma tu ti sentirai lo stesso un eroe. Un eroe delle cause perse, anche di quelle che senza eroismi rivoluzionari si possono vincere

          1. Andrea2

            In realtà di tutti gli interventi che hai citato (Area C, zone pedonali e piste ciclabili, posteggi con linee gialle o blu, zone a traffico limitato, bike sharing) UF ha invocato solo i parcheggi (senza nemmeno citare il colore delle strisce come hai fatto tu).

          2. Anonimo

            C’è da dire che UF è un blog di architettura ed urbanistica.

            Non un think tank specializzato in scienza dei trasporti e futuro della mobilità. Tematiche peraltro molto più serie di come son trattate da alcuni ciclofili o autodipendenti che infestano i commenti 🙂

          3. Andrea

            I due capitoli “Trasporti” e “Urbanistica e viabilita” li ha inseriti il blog nel suo articolo.

            Dunque trovo corrette le critiche di chi sostiene che questo articolo abbia trattato le due tematiche in modo “poco serio” basandosi ancora sull’anacronistico dualismo “auto vs. TPL”. Se si vuole parlare di mobilità in città è necessario considerare anche i mezzi leggeri da città e soprattutto dare ad essi maggiore priorità rispetto ai mezzi pesanti da autostrada.

  6. Anonimo

    Iniziare a progettare la metro M6 !!! E inimmaginabile non avere 2 quartieri molto popolosi come la zona 8 e la zona 5 senza metro e poi chiedere contemporaneamente ai cittadini di non usare l’automobile

  7. Anonimo

    Io chiederei al prossimo sindaco di Iniziare a completare le metropolitane in Milano compresa la famosa M6 prima di pensare a progetti faraonici per collegare i comuni limitrofi

    1. Anonimo

      Mamma che mentalità medievale. Milano mica finisce al confine comunale, sai? È l’area metropolitana più grande e popolosa d’Italia e una delle maggiori d’Europa.

      E ti do un’altra breaking news: la fattibilità di una metropolitana si calcola sulla base delle previsioni di passeggeri. E, credimi, ci sono molti più potenziali passeggeri dall’area Sesto-Monza che non dal Monumentale al Vigentino.

      Chi è che in maggioranza usa la macchina per venire a Milano? I pendolari che vivono in aree magari attualmente poco servite dal trasporto pubblico. Dentro Milano ci sono quasi sempre alternative altrettanto valide, dal tram allo sharing.

  8. Anonimo

    Concordo con tutto quello scritto nell’articolo, ma non dimenticatevi di inserire le piste ciclabili. Stiamo andando verso una nuova viabilità, soprattutto c’è un inarrestabile incremento di Monopattini elettrici e mezzi simili, come bighe e monoruota. Occorrono ciclabili sicure.

    E sì, sono d’accordo con la riapertura dei Navigli.

  9. Anonimo

    I parcheggi sono già tantissimi, ma non vedete che la città è una distesa infinita di auto?

    Bisogna diminuire il numero di auto e di parcheggi, come fanno le città più lungimiranti, dando spazio ad altre forme di mobilità.

    Il primo disincentivo all’uso dell’auto è proprio la difficoltà a parcheggiarla, o il costo per parcheggiarla. Se si creano parcheggi si attirano auto. Il ragionamento è semplice eppure è poco compreso ma se una città ha 100 da investire in mobilità è a dir poco ovvio che se li investe in parcheggi otterrà nuove auto. Se le investe in trasporto pubblico o ciclabili otterrà nuovi utenti del trasporto pubblico e nuovi ciclisti.

    1. Anonimo

      Più che altro i parcheggi esistenti sono semivuoti perché oggi come oggi non si rischia praticamente nulla o quasi a parcheggiare in divieto, quindi chi glielo fa fare a un automobilista di spendere 15-20 euro al giorno di parcheggio quando se proprio gli va male rischia una multa a settimana per un importo molto più basso?

    2. Wf

      Ci vogliono i dissuasori perché l’enorme disponibilità di parcheggio che incentiva l’altrettanto enorme abuso dell’auto a Milano è proprio la grande disponibilità di parcheggio ABUSIVO.

      gli spazi abusivi non sono ne tutelati ne difesi.

      Mancano larghissimamente i dissuasori che in Europa infatti proprio per i motivi suddetti sono ovunque.

      DISSUASORI

      1. Juls

        D’accordo con tutto, aggiungerei : più mezzi di superficie, non si può aspettare 8 a 15min per un tram/bus in ora di punta; pulire la città, è uno schifo; più rallentatori in cemento, gli autovelox per la velocità non servono a nulla; rallentatori e semafori davanti ogni passaggio pedonale; autovelox per i semafori rossi.

        1. _

          Occorre anche che ATM capisca che gli orari della città sono cambiati: alle 20.30 è ancora ora di punta, le persone non escono più dagli uffici alle 18 e i negozi non chiudono più alle 19.30 come quando han fatto gli orari immagino negli anni 80.

          E poi il sabato e la domenica pomeriggio e sera c’è PIU’ GENTE in giro sui mezzi pubblici. Eppure incredibilmente ce ne sono in giro meno di mezzi. Sabato scorso era un carnaio. Sulla metro è diverso, ma purtroppo non copre tante zone della città.

  10. Anonimo

    Comunque , se fossi il sindaco, il primo giorno penserei, cercherei, mi sforzerei di sistemare al più presto piazza Cordusio. Ogni volta che ci passo mi vergogno io al pensiero di cosa pensino i milioni di turisti che la attraversano.

  11. Gabriele

    Tutto valido, ma quanto ai trasporti direi che manca un collegamento M3/M4 vero – mi pare assolutamente necessario per mettere veramente a rete il sistema!

  12. Alberto

    Il mio pensiero si rivolge al passante ferroviario, strategico ed ancora più importante di una metropolitana: trasporta dentro e fuori dalla città un sacco di gente connettendola direttamente a tutte le linee di trasporto esistenti. Detto ciò perché non farne un secondo con la collaborazione di FS collegando la stazione di Cadorna con quella di Porta Genova transitando da De Amici’s (M4). Sia dal punto di vista finanziario che tecnico niente di irrealizzabile, anzi rapporto benefici investimenti ampiamente positivo.

    1. Anonimo

      ??? Per far andare i treni del nord Milano ad Abbiategrasso? Direi una spesa di 2 miliardini di euro e 15 anni di lavori del tutto inutile.

      Meglio puntare su estensioni di linee metropolitane esistenti o in via di completamento (m3 a paullo, M4 a segrate, m2 a Vimercate) o ad una nuova m6

  13. Stefano Vigo

    La città in 15 minuti richiede lo stanziamento di risorse economiche su più anni per l’abbattimento delle barriere architettoniche a partire dai marciapiedi che devono essere dotati di scivoli per i disabili, e se necessario protetti da parigine. Non mi pare che a Palazzo Marino si siano sforzati su questo, salvo sciacquarsi la bocca con generici annunci sui “Diritti”. Sui parcheggi sotterranei o in elevazione per i residenti, si sono buttati via 10 anni con la guerra ideologica contro le auto, senza capire che è illusionismo pensare ad una città car-free. Molto meglio governare il problema a partire da Corso Sempione che è orrendo con le auto parcheggiate sia sul verde, che a raso eliminando una corsia di marcia. É così fantascientifico costruire un parcheggio sotterraneo almeno per i residenti, e a rotazione pure per altre utenze? Ciò servirebbe poi a riqualificare la superficie (e non solo li). Da un Sindaco “verde” vanno posati molti più binari Tranviari: non solo prolungamento Linea 2; ma 24 almeno un allo IEO; 7 a Cascina Gobba M2, e a Niguarda-Bovisa FNM; Certosa FS; 13 a Santa Giulia-Rogoredo; e le metrotranvie? Quando inizieranno i lavori della Milano-Desio-Seregno FS (già finanziata e appartata)? E a quando il completamento della filovia 90-91, tra piazza Stuparich e piazza Zavattari su corsia preferenziale? Filobus come mai non si chiedono i quattrini a Roma per trasformare in Filobus (molto meglio di bussini elettrici) alcune linee di forza automobilistiche come la 56; 67; 95 e 98? In generale serve più attenzione alla manutenzione della città, e anche alla segnaletica stradale. Concordo che manca di fatto una visione dei problemi almeno su area metropolitana, che va invece attuata quanto prima sui trasporti, traffico, viabilità, ambiente e sicurezza.

    1. Anonimo

      Parcheggi sotterranei per residenti dove possibile (probabilmente molto meno di quanto pensi chi li propone come soluzione taumaturgica) ma A PAGAMENTO per chi usufruisce del servizio (residenti compresi) + dissuasori fisici e dissuasori verso il portafoglio (multe per ogni violazione) per ogni area non espressamente identificata come atta al parcheggio, nonché per chi utilizzi stalli per residenti non essendolo

      1. Anonimo

        I parcheggi sotterranei per residenti sono secondo me molto urgenti, ma l’unico sistema per farli decollare è mettere a pagamento anche il pass residenti, magari con tariffe differenziate per zone e esenzioni ISEE.

        Altrimenti la differenza tra parcheggio gratis in strada e comprarsi o affittare un parcheggio sotterraneo residenti è troppo alto.

        1. Anonimo

          Perfettamente d’accordo anche se toccherebbe pure le mie tasche.
          E d’accordo con le sanzioni per chi trasgredisce.
          Chissà perché tutti sembrano sensibili quando gli si alleggerisce il portafogli

  14. Camillo

    ricordiamoci anche del capitolo “manutenzioni” ad oggi inesistenti

    riprogettare la ciclabile di viale tunisia che sembra disegnata da un pazzo

    riprogettare piazza oberdan lato via vittorio veneto dando più spazio ai cittadini e meno ai barboni ubriachi

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