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Milano | San Cristoforo – Presentato Bosconavigli, un progetto di Stefano Boeri Architetti, Arassociati e AG&P greenscape

Nel distretto di San Cristoforo, a due passi dall’antica chiesa quattrocentesca e dal Naviglio Grande, al posto di un terreno dismesso e della famosa ricicleria del piazzale delle Milizie, sorgerà un nuovo complesso residenziale spettacolare, pensato e studiato da un gruppo di architetti niente male: Stefano Boeri Architetti e Arassociati con la progettazione paesaggistica di AG&P Greenscape.

Promosso da Milano 5.0, società che raggruppa un pool di sviluppatori e investitori milanesi, Bosconavigli sarà il fulcro di un profondo rinnovamento dell’area che connetterà zona Tortona con i Navigli, riqualificherà via San Cristoforo e rappresenterà un tassello importante nella riforestazione di quel contesto urbano. 

Il complesso sarà costituito come un corpo unitario, racchiuso a corte, come nella tradizione milanese, e sviluppato tramite grandi gradonate che ospiteranno terrazze private e giardini pensili, dal fronte cittadino a nord verso sud, che progressivamente scende verso San Cristoforo, preservandone la visibilità e la bellezza. I fronti dell’edificio hanno un’altezza massima di 11 piani, che digradano fino a 3 piani. Le facciate, insieme alle coperture sono caratterizzate da un verde rigoglioso che le ricopre totalmente

Bosconavigli sarà un organismo vivo e sostenibile poiché il sistema vegetativo è pensato per filtrare le microparticelle di polveri sottili e abbattere l’inquinamento, riducendo al contempo il consumo energetico grazie all’inerzia termica della vegetazione che garantisce protezione dai raggi del Sole e assorbimento della CO2. Le migliaia di piante e arbusti che ricopriranno Bosconavigli saranno un baluardo di biodiversità e modificheranno colori e profili dell’edificio al mutare delle stagioni. 

Nella progettazione una grande attenzione è stata posta alle migliori soluzioni tecnologiche e costruttive per garantire un’eccellente sostenibilità ambientale dell’edificio: fotovoltaico integrato con l’architettura, raccolta dell’acqua piovana per l’autosufficienza dell’irrigazione degli organismi vegetali, energia geotermica. Il disegno delle logge, inoltre, migliora la compenetrazione fra interno ed esterno, migliorando lo scambio di calore e luce naturale. 

Il progetto prevede un’ampia area di verde pubblico che si sviluppa in particolare sul lato est dell’edificio. Questa, oltre a conservare le alberature già esistenti, avrà un lungo filare di peri da fiore che si stenderà ai lati del percorso ciclopedonale. Infine, via San Cristoforo verrà riqualificata con l’aggiunta di un nuovo percorso ciclabile in continuità con quello del Naviglio Grande. 

La riqualificazione degli scali ferroviari milanesi passerà anche per Bosconavigli; per l’asse ferroviario che si snoda da Porta Genova verso San Cristoforo è prevista in futuro la dismissione della linea ferroviaria e la realizzazione di un parco pubblico lineare costeggiante il Naviglio Grande. 

I lavori inizieranno nella primavera del 2022 e i primi appartamenti saranno pronti entro la fine del 2024

Gli interni e le proposte di arredo di Bosconavigli sono stati studiati da Stefano Boeri Interiors e da Arassociati. 

Oneshot Real Estate Solutions è la società incaricata in esclusiva della commercializzazione delle circa 90 unità abitative. 

  • Bosconavigli in numeri 
  • Oltre 8.000 mq: area di progetto 
  • Circa 3.000 mq: di aree verdi a terra 
  • Quasi 1.000mq di aree verdi in quota 
  • Circa 90: unità abitative 
  • Oltre 170 alberi 
  • oltre 8.000 piante ad arbusto 
  • oltre 60 specie vegetali diverse 
  • 23.000: Kg di CO2 assorbita in un anno 
  • Crediti 
  • Cliente Milano 5.0 
  • Progetto definitivo Stefano Boeri Architetti , Stefano Boeri, Marco Giorgio, Edoardo Colombo, Alessandra Magnetti 
  • Render: Shilong Tan, Daniele Barillari 
  • Stefano Boeri Interiors, Giorgio Donà, Jacopo Abbate, Martina Mitrovic, Chiara Tomasin, Esteban Marquez 
  • ARASSOCIATI – Giovanni Da Pozzo, Michele Tadini, Massimo Scheurer, Marco Brandolisio, Giulia Zambon, Francesca Da Pozzo
  • AG&P GREENSCAPE – Emanuele Bortolotti, Paolo Palmulli, Mariagiusi Troisi, Giorgia Fiorentini
  • SCE Project – Progettazione strutturale, Progettazione antincendio e Sicurezza, Direzione lavori Generale
  • ESA Engineering Progettista Impianti MEP (Meccanico, Elettrico e Plumbing), Progettazione Acustica e Consulenza Energetica.

www.bosconavigli.it

Referenze fotografiche: Bosconavigli

Tag: Urbanfile, San Cristoforo, Piazzale delle Milizie, Stefano Boeri, Bosconavigli, Stefano Boeri Architetti, Arassociati, AG&P greenscape, Residenziale,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


53 thoughts on “Milano | San Cristoforo – Presentato Bosconavigli, un progetto di Stefano Boeri Architetti, Arassociati e AG&P greenscape

  1. Anonimo

    Tolti gli alberelli da greenwash, è tale e quale l’Hotel Brun, quello fatto a San Siro per i Mondiali del 90 e semi abbattuto qualche anno fa 🙂

  2. _

    Nel rendering è sparita la ferrovia Milano Mortara !!

    L’Assessore Maran invece ha recentemente dichiarato – proprio nell’intervista a Urbanfile – che la ferrovia probabilmente resterà e quindi l’area dismessa di Porta Genova poco distante va rivista.

    Chi avrà ragione? L’Immobiliare che ha fatto il rendering, l’Assessore oppure nessuno lo sa?

    1. Anonimo

      Ecco cosa ha detto Maran nell’intervista a Urbanfile:

      “Porta Genova è il più complesso [tra i progetti per le aree ferroviarie dismesse, NdR] perché non è ancora chiara la volontà di chiudere effettivamente la stazione. Se così non fosse si dovrebbe iniziare a lavorare sulla parte attualmente inutilizzata e lasciare quella ferroviaria a valutazione successiva”

      Quindi, NON ha detto che “probabilmente resterà”, ha detto che la volontà (di RFI) non è ancora chiara, che mi sembrano due concetti abbastanza diversi.

      Anzi, l’allusione a una “valutazione successiva” lascia anzi intendere che probabilmente verrà chiusa comunque, anche se magari con tempi un po’ più lunghi. Anche perché tenere aperta una stazione urbana per una sola linea è davvero antieconomico.

      1. _

        Citavo a memoria, chiedo perdono.

        Di chiudere quella ferrovia se ne parla veramente da anni e anni (era nel piano aree dismesse ancora 15 anni fa con la Moratti). Se adesso c’è pure lo stop di “ripensamento” per me è come se rimanesse aperta.

        Poi magari fra 15 o 20 anni, dopo ila decisione, lo spostamento, i ricorsi, i lavori le bonifiche e tutto il resto, la zona sarà come nel rendering. Sempre che RFI non cambi idea e la tenga aperta lo stesso.

        Ma parliamo di tempi biblici purtroppo.

        Si potrebbe poi anche discutere quanto si corretto fare un rendering di un progetto immobiliare senza quella ferrovia visto come stanno le cose, ma è altro discorso.

        1. Anonimo

          In tema di ferrovia, dal sito del progetto si apprende una cosa molto importante:

          “ed è in fase di studio la nuova fermata Canottieri Olona delle linee ferroviarie suburbane. ”

          Questa sarebbe un’ottima notizia!

          1. Anonimo

            Il proprietario è RFI quindi è RFI che decide. Non diamo sempre la colpa al Comune. Non siamo a New York dove il sindaco ha i poteri di un mini-stato.

          2. Anonimo

            Si ma visto che il Comune non ha potere, il rendering diffuso è al limite dell’imbroglio commerciale?

            (Poco male, che col nome di Boeri dietro, vendono tutto in meno di 4 settimane però è il principio che conta….)

          3. Vast

            “Il proprietario è RFI quindi è RFI che decide. Non diamo sempre la colpa al Comune. Non siamo a New York dove il sindaco ha i poteri di un mini-stato”
            Non è esattamente così. RFI è una società pubblica che risponde al suo azionista (lo Stato) che ovviamente tiene conto del parere degli enti locali, in particolare di una città come Milano. Non confondiamo poteri istituzionali con la capacità di moral suasion. Purché il Comune abbia un parere sulla questione, questo è il punto….

      1. Vast

        Meno male che gli alberi del rendering nascondono l’architettura alquanto banalotta. Diciamo che sono state aggiunte nuove sfumature al termine “greenwashing”mi

  3. Andrea

    Una caserma con gli alberi.

    Non si poteva realizzare due condomini distinti da 40 appartamenti l’uno senza dover arrivare per forza a 11 piani?

      1. Anonimo

        In effetti se avesse chiaramente scritto “casermone” era più chiaro anche per chi ha fatto il proverbiale militare a cuneo 🙂 🙂 🙂

    1. Anonimo

      Nessun riferimento ai ricchi che pagheranno qualche robusto migliaio di euro al mq e si sobbarcheranno spese condominiali faraoniche per tutta la loro vita causa manutenzione verde?

      Non è da te…

      1. Andrea

        Il mio riferimento al massimo va ai ricchi ai quali non bastano i 5 piani delle case nobiliari di una volta ma ne hanno bisogno più del doppio!

        E non mi citate lo “sprawl”, in altri paesi si riescono a far convivere parchi (veri) con condomini nei quali gli abitanti possono “mantenere un nome e cognome” e uscire per fare acquisti senza dover necessariamente usare la macchina.

    1. Anonimo

      Hai un futuro nel naming, ragazzo.

      Mi stupisce che WPP o BCW non ti abbiano ancora contattato per offrirti un contratto a peso d’oro.

  4. Anonimo

    Certo che un palazzo di 11 piani a 500 metri dalla chiesetta di San Cristoforo….

    Ma la Soprintendenza lo ha autorizzato oppure e troppo lontano dalle sponde per ricadere nell’area dove il parere della Soprintendenza è obbligatorio e non derogabile?

    1. Vast

      Giusto. La povera chiesetta è schiacciata dal condomiaccio (non chiamiamolo casermone per carità, le caserme sono fatte meglio). Ah già, ci sono gli alberi che lo coprono…

  5. Anonimo

    Nessuno si è reso conto che nel terreno accanto a quello su cui costruiranno c’è la ricicleria Milizie dell’AMSA? Hanno deciso di spostarla o i nuovi proprietari stanno per comprare tra la ferrovia e l’immondizia?

  6. Albe

    Visto il punto mi sembra un ottimo intervento. Occupa pienamente uno spazio complicato, con un intervento studiato, cosa non scontata per l’appetibilità commerciale della zona.
    Speriamo venga fatto e soprattutto mantenuto come proposto. La sostenibilità del bosco verticale dipende da spese manutentive non indifferenti e concordo nel dire che tolto il verde è un casermone pieno di appartamenti bui incassati nelle solite logge (terrazze escluse ovviamente)

    1. Anonimo

      La manutenzione con i costi associati è un gran rischio sul lungo periodo (quando in teoria il verde lussureggiante potrebbe essere effettivamente raggiunto)

    1. Anonimo

      Fai qualche chilometro in più e ci arrivi lo stesso.
      Alla ricicleria mica ci vai a piedi, in bici, in monopattino o coi mezzi pubblici. 🙂

      1. Vast

        Qualche chilometro in più verso la periferia, tanto per riqualificarla, immagino…
        Comunque no, i piccoli elettrodomestici li porto a piedi. E quindi complessivamente è un peggioramento

  7. Anonimo

    Ma su quel palazzo tutto ricoperto di piante, cespugli, fiori, rampicanti e liane, i pannelli solari dove ce li mettono? Non sono mica obbligatori nelle nuove costruzioni?

  8. CM

    Interessante soluzione urbanistica assolutamente necessaria e urgente.
    Mi pare solo un po’ carente o poco chiaro il recupero delle aree lungo via pesto.
    Anzi, suggerisco qualche forma di restituzione alla città del sedime ferroviario, senza però dimenticare e cancellare del tutto la presenza dei binari.
    Per esempio si potrebbe preservare il casello e il passaggio a livello (esistono in italia già altri esempi analoghi) di san cristoforo, l’ultimo rimasto in tutta la città!

    1. Anonimo

      A quanto dice Maran, non è per nulla deciso che tolgano la ferrovia e quando…

      Nel caso RFI decida di mantenere attiva la stazione di Porta Genova, sarà interessante vedere come gestiscono la viabilità.

      Ma non posso credere che tengano quel singolo binario a spezzare due quartieri per (quasi) nulla….

      1. CM

        Aperta o chiusa, prima o poi si dovrà decidere….
        Comunque la proposta nel caso di chiusura sarebbe di mantenere simbolicamente solo qualche decina di metri di binario in corrispondenza del casello, da inserire nel verde previsto alle spalle del progetto.
        Tanto per fare qualche esempio, come ai giardini di como (su gmaps – 45.813333077558205, 9.075020182530254) oppure solo rotaie e tipiche sbarre bianco-rosso come ho visto a cuneo (gmaps – 44.38272923658743, 7.560766098719478).

  9. Giovanni

    Onestamente mi sembrano le solite idee, che avendo avuto successo una volta vengono riproposte senza rendersi conto che sono brutte copie decontestualizzate.
    Sarebbe interessante sapere il prezzo al mq. La zona non è certamente delle migliori, Mediaworld davanti casa, il ponte di Viale Cassala e certe frequentazioni non proprio raccomandabili.. speriamo che aiuti a rigenerare la zona…
    saluti boscosi
    G

  10. Dedo

    Avendo abitato lì vicino posso dire che in pochi si rendono conto di quanto sia rumoroso quel punto. Con tre corsie per senso di marcia (corsia riservata inclusa), un ponte in salita e molta distanza tra i semafori ha pochi eguali in città in fatto d’inquinamento acustico e ambientale.

  11. Nicola

    Prezzi a partire da 6300 euro al metro quadro (per un monolocale il più sfigato che c’è).
    Non hanno dichiarato il costo di trilocali, quadrilocali e le “villette” al piano terra…

    Se continua così Milano diventerà una città solo per persone con un RAL a 6 cifre.

  12. gabriele

    Non capisco perché chiudere tante strade e spostare la ricicleria dell’ AMSA
    il ponte delle milizie è giá intasato di suo e si elimina il by-pass del passaggio a livello di san cristoforo? un progetto cosí rende milano solo piú trafficata ed ingestibile. per giunta per quanto trasandato è giá un angolo verde di milano.

  13. Vast

    Meno male che gli alberi del rendering nascondono l’architettura alquanto banalotta. Diciamo che sono state aggiunte nuove sfumature al termine “greenwashing”mi

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