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Milano | Morivione – Cantiere stazione Tibaldi – Bocconi: 22 settembre 2021

Ritorniamo a mostrarvi altri aggiornamenti di metà (quasi fine ormai) settembre 2021 dal cantiere per la costruzione della nuova stazione ferroviaria di viale Tibaldi ( in questo articolo, il progetto) all’altezza di via Fedro, vicino all’Università Bocconi nel distretto di Morivione/Porta Lodovica.

Gli ingressi principali alla nuova stazione saranno uno in via Fedro e l’altro in via Carlo Bazzi.

La stazione entrerà in servizio, se tutto andrà bene, nel 2023 come fermata della linea suburbana S9.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: viale Tibaldi, via Fedro, Università Bocconi, Morivione, Porta Lodovica, via Carlo Bazzi, Ferrovia

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Morivione – Cantiere stazione Tibaldi – Bocconi: 22 settembre 2021

  1. Anonimo

    In Cina sarebbe stata pronta per il back to school 2021. Qui da noi nel 2023 come dite voi “se tutto andrà bene”

    Speriamo che quando i piani alti capiranno che il tempo è un bene prezioso soprattutto per rimanere competitivi, non sarà troppo tardi.

    1. Andrea

      Negli Stati con una cultura “collettivista” non ci sono i privati che fanno ricorso al TAR o i manager che litigano col Comune che a sua volta litiga con la Regione su quanti oneri edilizi pagare e come questi debbano essere utilizzati. In Cina non penso ci siano nemmeno gli oneri edilizi, se lo Stato decide che un qualcosa va costruito allora si costruisce, punto, “per il bene della Cina”. E chi non ci sta non viene considerato “uno che ha diritto a dire la sua” ma viene declassato dalle persone ad “uno che non sta collaborando col popolo cinese”.

      Non possiamo paragonarci ai cinesi, hanno una concezione della vita totalmente diversa dalla nostra. Li l’onore non si acquisice con i soldi ma lavorando per la comunità.

      Ora mi risponderete che in cina chi non rispetta le regole o esercita il proprio diritto di agire individualmente finisce nei campi di concentramento (invece che in galera), probabilmente è vero ma la mia idea è che quel miliardo e passa di persone vive proprio con una cultura totalmente differente dalla nostra, con pregi da copiare e difetti da aberrare.

      1. Anonimo

        @Andrea: la crisi Cinese è stata innescata dal governo cinese che ha dovuto introdurre le “3 righe rosse” per fermare l’indebitamento eccessivo dei costruttori immobiliari che era andato fuori controllo.

        Invece una delle ragioni per cui la crisi è socialmente seria è che molti acquirenti degli appartamenti son stati convinti a sottoscrivere bond del costruttore, che davano interessi alti ma probabilmente pagati con i soldi di chi sottoscriveva dopo di loro.

        Tutte cose già viste, sembra di rivedere Bernanke 15 anni fa o alcuni comportamenti passati delle banche italiane.

        Non voglio dire che la Cina sia identica al resto del mondo, ma a leggere la tua prosa sembra di fare un romantico viaggio nel tempo fino ai tempi di….Terzani 🙂
        Mentre il mondo è cambiato.

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