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Milano | Acquabella – Cantiere M4: Susa-Argonne, settembre 2021

Partito lo scorso mese il cantiere per il ripristino dell’area superficiale già interessata dai lavori per la stazione M4 di Susa, nelle omonima piazza e all’imbocco di viale Argonne nel distretto dell’Acquabella.

Come sappiamo, le stazioni verso Linate (Forlanini FS, Repetti e Linate Aeroporto), già pronte, rimarranno chiuse al pubblico ancora per molto, e con ogni probabilità apriranno l’anno prossimo assieme a queste dell’Acquabella (Argonne, Susa e Dateo)

Qui di seguito alcune immagini dall’aerea di viale Argonne dove si trovano le uscite della stazione Susa.

Si ripristina anche l’area tra il piazzale Susa e le vie Aselli e Lomellina.

In questo tratto ci saranno le uscite della stazione Argonne.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Acquabella, M4, Susa, Argonne, Stazione, Arredo Urbano, Riqualificazione, Viabilità, Via Francesco dall’Ongaro

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Acquabella – Cantiere M4: Susa-Argonne, settembre 2021

  1. Wf

    Sai come schizzano in alto i valori delle case popolari iacp di viale argonne adesso!

    Riqualifica un intero blocco di città che non ha mai avuto accesso diretto alla metro

    1. Roberto

      Sono ormai quasi tutte di proprietà privata. Alcuni stabili stanno utilizzando il 110 x riqualificare.. purtroppo il civico 1 di via illirico rimarrà com è

  2. L.

    Che bello! Non vedo l’ora che sia tutto finito e che, oltre a una nuova linea metropolitana, sistemino anche gli spazi in superficie come da progetto creando una nuova ciclabile che mi permetterebbe di raggiungere casa del mio fidanzato in sicurezza.

        1. Cristina

          E questo scempio irrispettoso lo chiama ripristino? Io lo chiamo devastazione di Viale Argonne.Qui avevamo tutto e funzionava benissimo ora paralisi totale del traffico esborso inutile di denaro pubblico e zero parcheggi.
          Con che coraggio scrive un articolo a favore di queste schifezze? Hanno chiuso gli utili attraversamenti del viale e non li riapriranno.I mezzi di soccorso restano intrappolati in una carreggiata volutamente ridotta a budello in in viale largo 100 metri!
          I luoghi si rispettano non si devastano.
          Sarebbero bastate delle scale di discesa ed una ripiantazione laddove hanno fatto morire gli alberi.Per il resto avevamo gia tutto incluso ciclabili sicure.Viale Argonne da modello urbanistico a trappola. Un gran progresso.
          Sto facendo una petizione in loco e la cosa non finisce qui.

        2. Anonimo

          Non oso immaginare a quanti scempi dovremo assistere se come ormai appare probabile questi governeranno per altri cinque anni…

  3. Matteo

    Purtroppo da qualche anno quando si sente parlare di riqualificazione di una via/zona di Milano bisogna cominciare a tremare: riqualificazione = eliminazione parcheggi e spostamento del problema in un’altra via. Si perché se tolgo i parcheggi da viale Argonne obbligheró i proprietari delle auto a cercare parcheggio altrove andando a collassare ulteriormente altre vie. Il sogno utopistico del tolgo il parcheggio e le persone vendono l’auto, si scontra sempre con la triste realtà dei fatti: le persone hanno l’auto e, che la debbano usare o meno (cari ciclisti e utilizzatori dei mezzi pubblici non tutti possono affrontare una giornata lavorativa come voi) se la vogliono tenere e parcheggiare. Ogni progetto che prevede una riduzione di posti auto in una zona dovrebbe prevederne la realizzazione, preventiva, di altrettanti, in una zona adiacente.
    Sono tante le follie urbanistiche realizzate, in nome della sicurezza, in questi anni e, tra quelle realizzate in zona, metterei al primo posto l’eliminazione della rotatoria di via San Benigno / via Marescalchi: questa rotatoria permetteva il deflusso in uscita verso via Corelli, ora tutte le auto si riversano in via Ajaccio e via Paladini creando ingorghi pazzeschi su via Marescalchi. Via Paladini in particolare diventa dalle 7.30 alle 9.30 un senso unico con auto che cercano di sfondare il flusso per immettersi in via Marescalchi verso il Cavalcavia. Invito il caro creatore di questo scempio, penso sia stato Maran, a passare su questo incrocio una settimana in questi orari e poi ascolterei volentieri le sue riflessioni.
    Ma sono parole al vento e purtroppo prepariamoci ad ad altri 5 anni di follie… Piazzale Loreto sarà il MAGNUM OPUS di come distruggere la circolazione di una città.

    1. Anonimo

      La follia è una città piena di auto. Se ti piacciono le auto puoi trasferirti in una bella casa all’ingresso di uno svincolo della tangenziale. La maggior parte dei milanesi è stufa marcia di gente che si compra un bestione su 4 ruote che sembra un carro armato e che pretende il parcheggio gratis sotto casa come te.

      1. Wf

        😁
        Bravo. Esatto.
        Ci siete venuti a noia sempre di più ogni giorno che passa e ogni giorno in più che parcheggiate salendo sui marciapiedi, aiuole , cordoli.

        Le cose stanno cambiando di giorno in giorno.
        La gente si sta stufando dei vostri modi di vivere ogni giorno di più…

        👍
        Non sarete più tollerati

  4. Edoardo

    Non so che intervento sia in fase di completamento in viale Argonne. Il servizio non lo spiega, a meno che sia io tonto a non evincerlo dall’articolo (possibile).

    Cristina ne parla come l’Armageddon, altri come la giusta punizione divina verso gli automobilisti. Entrambi un filino intrisi da ideologia e partigianeria.

    Che si debba convertire le praterie riservate alle auto in spazi per attività umane, è pacifico. Che trasporto leggero e pubblico debbano essere privilegiati sul trasporto privato (quest’ultimo, caro Matteo, in larga percentuale rimpiazzabile con mobilità a piedi, bici o mezzi pubblici, molto più di quanto si pensi, paradossalmente lasciando più spazio anche a chi veramente non può farne a meno per ragioni diverse dalla semplice comodità) non ci piove.

    Che le auto non possano evaporare per magia, tra l’altro con un valore economico associato che non può andare a zero, per fare la rivoluzione istantanea è altrettanto lapalissiano.

    Una combinazione di graduale riduzione dello spazio per autoveicoli per lasciar spazio ad altro (nei nostri ragionamenti, pensiamo a cosa possiamo dedicarlo, quello spazio, non solo al fatto che ci venga sottratto come posteggi), misure come il pagamento di ogni parcheggio in strada (si, anche per i residenti, per quanto agevolato e fatto su base annuale) e lotta senza quartiere alla sosta illegale di ogni tipo, un aumento come e dove possibile dei parcheggi sotterranei (che però MAI saranno in grado di pareggiare l’offerta attuale di posti auto a raso, specie se si considerano pure quelli illegali, nemmeno se trivellassimo il sottosuolo fino al giorno dell’Apocalisse) può essere ottenuta con una gradualità gestibile dalla maggior parte della popolazione

    Poi per chi è affetto da NIMBYsmo acuto o da paraocchi e pregiudizi politicamente orientati, oppure deve lamentarsi per partito preso, una soluzione non sarà mai possibile. Ci didisce per i problemi gastrici cronici associati

    1. Anonimo

      Ma quale “ideologia e partigianeria”,
      Se lei Sig Edoardo, come ammette, non conosce l’intervento in Viale Argonne. quindi non conosce la zona e tantomeno ci risiede, la invito cortesemente a dissertare solo di quello che sa’.
      E le auguro che dalla sua zona si tengano lontani certi incompetenti assessori, quelli sì intrisi di “ideologia e partigianeria”

      1. Edoardo

        Carissimo,
        Meno male che lei sa’ (con l’apostrofo, per rinforzare il concetto, come da sua risposta, magari poteva mettere pure l’accento, in luogo dei punti esclamativi)

        Il mio punto era una considerazione generale. Siccome proteste simili alle sue sono frequenti da parte di persone che vivono in prossimità di aree interessate da rinnovazione, il commento era generale verso proteste fatte con lo stampino. Magari in questo caso trattasi veramente di crimini contro l’umanità, ma la liturgia del lamento riecheggia altre situazioni in cui la devastazione era solo negli occhi e nella mente del protestante

        Ho vissuto in Via Beato Angelico per trent’anni e conosco la zona pur non vivendoci ora. Avrei fatto volentieri cambio fra una linea di metropolitana sotto casa e qualche posto auto in meno, pur non avendo io un garage. Tra l’altro, alternative vengono sempre trovate la domenica sera e il giovedì sera quando l’indomani ci sono i mercati all’aperto in Via Colombo e Piazza Guardi

        Comunque Lei sa’ ( o sà, o sá o sah), per cui io mi inchino

        1. Anonimo

          Carissimo Edoardo
          Lo so’’’ perche’’’’ abito li’’’ ADESSO li’’!!!! e sto’’’ assistendo all a devastazione di viale Argonne.
          Comunque e’’’ sempre apprezzabile che qualche frequentatore di questo blog abbia il tempo di correggere interventi altrui anche sugli accenti, non posso che ringraziarla.

          1. Anonimo

            Apostrofi, L’ho apostrofata su un apostrofo
            Ma non importa di fronte alla devastazione di Viale Argonne

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