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Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol: 10 ottobre 2021

Aggiornamento di oggi 10 ottobre 2021. Siamo al cantiere per la costruzione della Torre Unipol, il grattacielo di circa 120 metri, progettato dallo studio di Mario Cucinella Architects in costruzione a Porta Nuova, in via Melchiorre Gioia.

Dopo aver visto parte del montaggio delle prime travi che serviranno a coprire la terrazza serra dell’ultima parte della torre, ecco un’altra novità, quella delle grate per la ventilazione dei lavali tecnici posti a metà del grattacielo. Cosa che ha già sconvolto qualche appassionato di grattacieli. Vedremo l’effetto che farà una volta ultimato il montaggio di tutta la facciata.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Torre Unipol, Mario Cucinella Architects, Porta Nuova, via Melchiorre Gioia

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


31 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol: 10 ottobre 2021

  1. Anonimo

    Chissà come mai le varie archistar hanno i propri studi e abitazioni in case d’epoca anziché in questi capolavori contemporanei.

    1. Precottino

      Ma chi te l’ha detta ‘sta fesseria? E’ pieno di architetti che vivono in case moderne o case disegnate da loro stessi.

    2. Precottino

      Ovviamente non è per nulla vero. Se non ti piace una torre, o in generale l’architettura contemporanea (Com’è possibile poi? Con tutte le correnti antitetiche che esistono oggi, ma va be’), puoi dirlo e basta, senza inventarti storie. Non sei obbligato a ricorrere all’autorità (farlocca) anche per esprimere un gusto personale.

  2. Massy

    L’effetto non promette bene…. in corso d’opera si è pure deciso di colorare i pilastri di blu (blu unipol) anziché di rivestirli in legno. E anche questo aspetto a mio avviso peggiorerà l’effetto finale

      1. Anonimo

        a me ricorda un po’ il Gherkin di Londra( non so se e’ un complimento pero’ ;)) …certo il legno avrebbe dato tutt’altra impressione

        1. Francesca

          il Gherkin di Londra è un edificio iconico e di ben altra imponenza. Questo qui è un progetto piccolo e sì è completamente snaturato durante la costruzione. Anche questa “fascia” di grate bianche non è assolutamente presente nel progetto originale e rovina completamente la facciata. È un vero peccato costruire qualcosa che rimarrà in città per tanti anni, e farlo male, quando si aveva la possibilità di farlo diventare un attrazione.

          1. Anonimo

            Sono d’accordissmo con te Francesca. E’ tozzo, manca il legno e le grate a metà altezza accentuano la sproporzione in larghezza. Un peccato davvero.
            Qualcuno sa com’è possibile che un progetto approvato vengapoi realizzato in maniera cosi difforme?

          2. Anonimo

            Son completamente d’accordo Francesca…cercavo di vederci qualche familiarita’ con un edificio che apprezzo molto. Vogliamo essere pessimisti? secondo me alla fine ci sara’ anche una bella scritta “unipol”…guardate la torre di bologna…

    1. R

      Chiaramente il legno è solo un rivestimento. Solo mi fa strano non vederlo ancora lì perché più si va avanti con i lavori più mi sembra complicata l’applicazione..comunque speriamo, farebbe tutta la differenza del mondo.

  3. Anonimo

    Grazie per i link Andrea. Non sono un architetto ma neanche a me gli inserti in legno sembrano essere strutture portanti nei rendering, ma dei semplici rivestimenti. Dal libretto illustrativo nel primo link si vede abbastanza chiaramente che dovrebbe trattarsi di una copertura. Bisognerà attendere il completamento per una conferma.

  4. Anonimo

    Ma quindi il “legno” era solo greenwash?

    Forse sono un ingenuo, ma dopo aver letto tutta la narrativa sul ricambio d’aria dell’edificio e come fosse ecologico, io pensavo avesse il rivestimento in legno…

    Così sembra quasi la versione de noantri di un edificio ad uffici di medio cabotaggio a Londra 🙁

    1. Anonimo

      Ma che palle ma quando la smetterete di utilizzare termini a caso? Si vada a leggere bene cosa vuol dire greenwashing e quando si applica.

      1. Anonimo

        Boh si vede che non sono acculturato come voialtri….

        Comnqnue prima tutta la narrazione dell’aria condizionata “naturale” e della doppia cavità ecc ecc sembrava più credibile col legno fuori. Chiamatela come volete, io mi sento deluso, così è più brutto e più banale.

  5. Ale

    Io spero che i pannelli per l’aerazione siano solo per la durata dei lavori per aiutare il ricircolo d’aria in un ambiente pieno di polveri, perché con il resto dell’edificio stona tantissimo.
    Per il legno, io ci spero ma non so; le giunture tra le griglie di ferro mi sembrano troppo spesse per lasciar intravedere i pilastri di legno e a questo momento della costruzione mi sembra difficile la sua applicazione, però mai dire mai

  6. Anonimo

    Quanti commenti inutili per un’opera che è ancora in cantiere… e concordo con anonimo delle 17:28, greenwashing vuol dire ben altro, non una semplice opera da depliant. Tutti che si affidano a dei rendering puramente illustrativi per i loro verdetti. In ogni progetto le soluzioni cambiano, ma questa aspettativa del legno come struttura portante -con la crisi dei materiali e i costi alle stelle del legno da prima della pandemia- è francamente ingenuo. Non è certo una copertura in legno che rende un edificio ecosostenibile.

    Per quanto riguarda Londra, l’edificio da uffici medio è normalmente un palazzo con un affacciata d’epoca che è stato completamente sventrato e poi riempito di un prefabbricato banalissimo (dove lavoro io) oppure tanti edifici anonimi del dopoguerra. I grandi grattacieli sono solo per le multinazionali. E per quanto riguarda il Gerkin di Norman Foster, qui è considerato tozzo tanto quanto la nuova torre di Milano. Quindi i paragoni sono futili.

    1. Anonimo

      Si ma io quando ho visto il progetto pensavo che il legno fosse parte integrante della bellezza del progetto, naturale studiato per l’ambiente.

      Invece da come dite era solo una cosa estetica del tutto inutile e in corso d’opera si mette senza problemi un materiale diverso se i conti non tornano.

      Capisco che sia un paragone antipatico, ma sembra la vendetta dall’aldilà del predecessore del committente attuale: Salvatore, lui si era un campione delle “modifiche in corso d’opera” 🙂 🙂

      E’ il fantasma che aleggia??

    2. Wf

      Infatti non lo rende ecosostenibile o meno…

      Lo rende una merda.

      Concetto diverso.

      Poi Milano è la patria dei fuffamarketing men che ti vendono un bicchiere di vetraccio spacciandolo per cristalli di boemia…

      Quaqquaqrqwuqqqquuaa

      1. _

        Fuffamarketing o Giargiana, quell’edificio è la DELUSIONE del secolo! Non puoi presentare una cosa e poi costruire con tempi biblici l’imitazione più economica.

        1. Anonimo

          Più economica perché i pilastrini sono bianchi (forse) invece che in legno?
          Forte. Capace che hanno risparmiato anche qualche decina di migliaia di euro.

  7. Anonimo

    Io invece penso che lo sforzo anche economico di aggiungere il rivestimento in legno renderebbe la torre memorabile, altrimenti con quei profili in bianco o con qualcosa di similare, l’effetto “cheap” si avrebbe subito e peggiorerebbe nel tempo.

    Non c’è niente di peggio che un progetto ambizioso (e la gogna geometrica lo è di sicuro) con materiali al risparmio. Vorrei ma non posso…

  8. Anonimo

    Non mettere il rivestimento in legno e magari lasciare quei profili bianchi sarebbe un disastro: un’architettura ambiziosa fatta al risparmio è molto peggio di una modesta che non aspira a lasciare tutti a bocca aperta

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