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Milano | Porta Nuova – Attivata la postazione per la ricarica dei veicoli elettrici

E’ stata completata e attivata la postazione per la ricarica dei veicoli elettrici in viale della Liberazione, sotto i palazzi del quartiere Varesine a Porta Nuova

La stazione di ricarica veloce di Porta Nuova è un’iniziativa resa possibile dalla stretta cooperazione avviata da anni con COIMA – una delle realtà di spicco sul fronte urbanistico della Milano moderna – ed è frutto della volontà di Manfredi Catella, fondatore e CEO di COIMA. Per questo motivo è stata istallata sotto le torri delle Varesine.

Land Italia ha progettato l’aspetto architettonico della struttura.

Volvo con l’annuncio di produrre solo auto elettriche entro il 2030 punta a dare una scossa alla mobilità elettrica anche in Italia. Il marchio svedese infatti, in collaborazione con i concessionari italiani di Volvo, prevede l’installazione di oltre 30 stazioni di ricarica veloce da 175 kW presso altrettante concessionarie Volvo e in prossimità di uscite delle principali autostrade italiane.

Le 30 stazioni utilizzeranno colonnine del produttore Delta, in grado di ricaricare due auto contemporaneamente.

Le installazioni avverranno presso concessionarie Volvo, e vicino alle uscite di principali autostrade italiane, e non saranno esclusiva di auto elettriche Volvo, ma aperte a tutti i marchi. Una di queste installazioni è questa di viale della Liberazione, proprio a pochi passi dal Volvo Studio, sottolineando la collaborazione tra il brand, Coima e il capoluogo lombardo.

La stazione, oltre ad essere un buon esempio di ricarica rapida, è anche un esempio a livello visivo, come arredo urbano di qualità. Si tratta inoltre di un primo passo di un progetto più ampio, che vedrà l’installazione di altri 50 punti di ricarica, in questo caso in corrente alternata da 22 kW, in parcheggi e garage residenziali.

Immagini: Arad

Porta Nuova, Auto Elettriche, Varesine, viale della Liberazione, Autovetture, Mobilità

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Attivata la postazione per la ricarica dei veicoli elettrici

  1. Andrea

    Bellissima la sdraio con la visuale sulla pista ciclabile! Così, mentre si attende la ricarica dell’auto, ci si può mettere comodi comodi per ammirare come fanno a muoversi i famosi milanesi che non hanno tempo da perdere.

  2. Precottino

    Anni di lavoro per rimuovere i benzinai dal centro città, e adesso rientrano dalla porta sul retro (i.e. auto elettriche) e vengono pure celebrati.

  3. Anonimo

    Vorrei sommessamente ricordare che noi umani o ci riempiamo di pannelli fotovoltaici, auto solo elettriche e bici oppure i nostri figli e nipoti vivranno tempi duri. Più che altro stupisce la celebrazione di 2 (due) postazioni, molto belle però.

    1. Precottino

      Anche ammettendo che il futuro siano le auto-elettriche, così come si sono spostati i benzinai fuori città allo stesso modo i “benzinai elettrici” andrebbero piazzati fuori dal centro, o, come suggerisce qualcuno più in basso, all’interno dei silos. Piazzare il benzinaio sulle aiuole in Porta Nuova è figlio della stessa mentalità che aveva portato ai benzinai in piazza San Marco.

      1. Anonimo

        Il concetto di stazione dedicata al rifornimento non ha alcun senso con auto elettriche che si possono alimentare in ogni angolo della terra con un cavo elettrico.

        Questo è chiaramente simbolico e promozionale

    2. Ale

      Il problema della transizione ecologica non lo risolveremo semplicemente spingendoci, come sta avvenendo, a dotarci tutti di auto elettriche, senza affrontare il problema dell’intera filiera nel suo complesso. Come produrremo l’energia elettrica necessaria a soddisfare la mobilità? basta fare due semplici conti matematici per rendersene conto.
      Non rispondetemi con fotovoltaico ed eolico, che poi all’atto pratico nessuno vuole vicino casa sua, dato che non si parla del pannellino “ecochic” sul tetto di casa, perché serviranno potenze installate enormi.
      Poi sul fatto che questa stazione di ricarica sia stata fatto togliendo del verde di recente realizzazione, beh non ho parole…..ForestaMi

  4. Albe

    Una struttura inutile, solo un’iniziativa di marketing che in più ha rovinato un pezzo di verde appena fatto.
    Il bello delle colonnine è che le puoi mettere nei parcheggi sotterranei (di cui porta nuova è piena) e invece la metti in bella vista a deturpare il viale (spendendo anche molti più soldi).
    Più verosimile per un reale possessore di auto elettrica andare 100 metri più avanti entrare in uno dei piani parcheggio ed approfittarne per fare un po’ di spesa o una parcheggiata al parco.
    Invece di stare su una sdraio a guardare Andrea che passa in bicicletta.
    Sbagliato anche autorizzargliela.

    1. Anonimo

      Concordo in pieno.
      Uno spot pubblicitario su spazio pubblico.
      Comunque lo stile scandinavo dello sponsor è gradevole. Chissà quale sarà la contromossa di Tesla: punti di ricarica in Piazza Mercanti?

  5. Anonimo

    Quando capiremo che muoversi in auto in città, anche in auto elettrica, soprattutto con quei cassoni enormi e aggressivi della Volvo che sembrano carrarmati, sarà troppo tardi.

    Le città europee stanno facendo a gara per eliminare le auto dai loro centri, noi che facciamo? Lasciamo che una casa automobilistica si appropri di un pezzo di aiuola e la trasformi in una bella piastra di cemento con tettoia e sdraio a uso e consumo di chi acquista i suoi mastodontici suv che costano una fortuna ma che non pagano nemmeno area C. Il mondo al contrario di quello che dovrebbe essere.

    C’è veramente tanto da fare, va proprio cambiato il modo di pensare e vivere la città altrimenti non avremo futuro.

  6. Anonimo

    Blah blah blah è un iniziativa promozionale
    Blah blah blah toglie un pezzo di verde appena creato
    Blah blah blah le altre città europee che vedo solo da turista
    Blah blah blah sì ma bello il design in stile scandinavo

    Certo è un iniziativa promozionale. Tutte le colonnine di ricarica sono investimento di un’azienda (automobilistica o energetica che sia) che ovviamente vuole trarne profitto.

    Però c’è un altro problema. L’emergenza climatica mondiale. L’Italia e Milano contribuiscono ampiamente al cambiamento climatico, e i milanesi (come molti italiani, e come la maggior parte delle persone al mondo) non sembrano volersi distaccare dalle loro auto anche in zone ben serviti da mezzi pubblici.

    Quello che mi sorprende sono i milanesi che non capiscono che i milanesi non si staccheranno dalle loro auto facilmente, come in molte altre grandi metropoli. A Londra c’è un traffico asfissiante ed una delle peggiori qualità d’aria. Le colonnine di ricarica gestite da privati iniziano a spuntare timidamente un po’ dovunque, come le auto elettriche. Ed è un buon segno

    Se la gente vede ricariche elettriche dovunque magari potranno considerare anche un’auto elettrica. Certo in un mondo ideale non ci sarebbero auto, ma al momento ci sono, e anche tante. Ma ci vuole anche una spinta politica, quindi un passaggio sensato alla mobilità elettrica lo vedo più fattibile dell’utopia di far sparire tutte le auto da un giorno all’altro. Per quanto bello possa essere.

    1. Anonimo

      Guarda che si può cambiare. E il cambiamento si può gestire, senza paura.
      Guarda che le auto nelle città italiane ci sono da meno di un secolo, prima ci si spostava comunque, nessuno moriva facendo due passi, prendendo un tram o andando in bicicletta.
      Guarda che le auto elettriche NON risolveranno mai la crisi climatica, anzi.
      Guarda che i milanesi non sono una specie a parte, facciamogli vedere che è più intelligente muoversi in altro modo e lo faranno.

    2. Andrea

      L’unica via certa, sicura e dimostrata per inquinare di meno (ma l’inquinamento è forse il minore dei problemi dovuti all’uso dell’auto) è *consumare di meno* e godere maggiormente degli infiniti beni immateriali che ci dona la vita.

      Tutti questi espedienti tecnologici per tentare di inquinare di meno continuando a mantenere il “culo pesante” e uno stile fi vita individuale, sono soluzioni dubbie per le quali privati e pubblico stanno investendo/speculando miliardi, esattamente come è avvenuto a partire dagli anni 50 per i motori termoelettrici.

      Esiste già da più di 100 anni la soluzione sostenibile per inquinare di meno: usare i nostri muscoli e la nostra capacità di interagire tra di noi e coordinarci (trasporto pubblico).

      Nel PNRR sono stati stanziati 600 milioni per “Rafforzamento mobilità ciclistica” e 740 milioni per “Sviluppo infrasttuttura ricarica elettrica”. Cioè spendiamo più soldi per un sistema sperimentale ed energivoro, per il quale nessuno al mondo ha ancora capito come debba avvenire un corretto “sviluppo dell’infrastruttura” e risparmiamo invece su un sistema leggero, economico e rodato, per il quale si sa già da molti anni quali sono le azioni da intraprendere per un suo sviluppo efficiente e per il quale tra l’altro noi italiani siamo leader al mondo (nella produzione e vendita delle biciclette).

      Chi “comanda”, chi prende decisioni, non è green come ci vuole fare credere, ma è schizzinoso e non ha voglia di sudare e prendere freddo a stretto contatto con i “plebei”. Tanto, ora che i ghiacci si sciolgano, faremo tutti tempo a morire, nel frattempo potranni continuare a godere della loro vita individualista e a raccontarci di aver provato a migliorare le cose (“credevo che l’elettrico fosse la soluzione, ci ho provato, mi sono sbagliato, amen”).

      Non importa riuscirci, ciò che conta è far credere agli altri (e a noi stessi) di provarci, tanto i risultati incontrovertibili si vedranno fra diversi anni quando tutti saranno già passati all’auto elettrica. E quando scopriremo che anche l’uso diffuso dell’auto elettrica non è sostenibile, inizieremo ad usare bici e mezzi pubblici o finanzieremo l’automobile a fusione nucleare?

      Il problemi prodotti dalle auto non sono dovuti al loro motore ma, come per tutte le tecnologie, al loro utilizzo a sproposito. 2 tonnellate di metallo e 100 cavalli di potenza per percorrere meno di 10 km in città sono uno spreco, anche se usassimo un'”auto a vela”.

  7. Anonimo

    Qui non si sta parlando della utilità (indiscussa) delle colonnine, bensì della posizione e della grandezza esagerata e inutile delle stesse. Cerchiamo di attivare il cervello e di leggere i commenti senza partire in quarta con il tema del riscaldamento globale che non c’entra nulla rispetto al tema estetico.

    1. Anonimo

      Concordo in pieno, ormai qualsiasi sia l’argomento si finisce sempre con i suv sui marciapiedi di Wf o le biciclette di Andrea.
      ⚽️⚽️

  8. Anonimo

    La Volvo e le sue colleghe case automobilistiche già producono enormi macchinoni ormai così grandi e grossi che nemmeno passano nelle strade dei centri delle nostre città, ora ci vogliono propinare anche ste boiate per occupare ancora più spazio. Basta grazie.

  9. Anonimo

    E’ da pazzi aver rovinato un pezzo di verde appena fatto per qualcosa di totalmente inutile e inutilmente impattante.
    Le auto elettriche in città funzionano ricaricandole nel box durante la notte. Quindi non servono stazioni di ricarica veloce in centro città così come non servono benzinai

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