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Milano | Arredo Urbano – La pietra in strada: dove usarla?

Il pavé è un rivestimento stradale realizzato in blocchi abbastanza grossi di pietra granitica utilizzato a partire dalla fine dell’Ottocento per lastricare soprattutto, dove venivano posati i binari dei tram, per impedire che tra la rotaia metallica e la terra battuta prima e l’asfalto poi, di creare i pericolosi solchi dovuti all’assestamento del terreno e ai dilavamenti delle intemperie.

A Milano il pavé è diventato quasi un simbolo, come a Roma lo sono i sampietrini, ma negli ultimi anni associazioni e forze politiche stanno spingendo sempre più per sua rimozione per lasciar spazio al più “veloce” asfalto.

Dagli anni Cinquanta del secolo scorso, come abbiamo imparato osservando la città e la sua evoluzione, l’arredo urbano è pian piano peggiorato, come abbiamo più volte ribadito, lasciando il posto a oggetti più essenziali, moderni e soprattutto più economici ma molto, molto anonimi.

Qui un nostro articolo che racconta la storia del pavé di Milano.

Il Sindaco, Beppe Sala, ha recentemente dichiarato: “Moto e bici sono fondamentali in città. Una questione delicata che c’è a Milano, e sulla quale credo sia il momento di agire, è quella del pavé e della qualità del manto stradale. Sarebbe sbagliato immaginare di togliere il pavé al di là dei vincoli della Sovrintendenza, ma è arrivato il momento di ripensare l’area urbana e di decidere veramente dove il pavé vada lasciato, perché si è in grado di mantenerlo in stato ottimale, e dove invece ci si può magari ripensare. Ci sono sempre più moto e biciclette in giro per Milano e quindi dobbiamo fare di più sotto questo aspetto”. 

Dal Comune fanno sapere che al momento è stato acquisito parere favorevole dalla Sovrintendenza per via Olivetani, via Gian Battista Vico e via Cesare Battisti nel Municipio 1. Ma non sempre va così: ad esempio, per via San Vittore, ora interessata dai cantieri M4, è arrivata dalla Sovrintendenza la richiesta di ripristinare la pavimentazione in masselli.

Per noi, la pietra nelle strade è assolutamente essenziale e preziosa, ma andrebbe, come dice lo stesso sindaco, mantenuta o utilizzata solo in alcune vie.

Come abbiamo più volte detto, vie di grande scorrimento o grande traffico, non dovrebbero avere pavimentazioni in pietra, cosa invece che andrebbe sviluppata in vie monumentali e dove si deve andare a velocità moderata o in zone pedonali.

Ecco una mappa da noi elaborata dove ci piacerebbe che fosse sistemato il parterre stradale con pietra (colore arancio scuro), in aree dove in parte è già così, ma anche no. In pratica utilizzando il materiale prezioso alle sole zone monumentali sparse nel territorio di Milano e soprattutto quelle centrali turistiche.

Il centro storico, l’area compresa nella famosa cerchia dei Navigli, per intenderci, dovrebbe essere tutto in pietra, sia la strada carrabile sia i marciapiedi. In pavé o in sampietrini (cubetti in granito), anche perché renderebbe più armonico il contesto, appunto storico.

Anche altre zone di Milano, al di fuori del Centro, potrebbero venire abbellite dalla pavimentazione in pietra, come ad esempio zona Navigli, attorno alle Basiliche o alle chiese monumentali, le vie attorno all’Arco della Pace e così via. Luoghi dove si concentrano i turisti (quando torneranno) o aree ricche di locali serali, come a Porta Venezia, a Porta Romana, Porta Vercellina (vie Belfiore e Marghera), ad esempio, così come il “centro storico” di zone come Baggio, Bruzzano, Affori o luoghi come Cascina Linterno e Macconago.

Il Comune, poi, dovrebbe provvedere quanto prima a sanare situazioni come quella di viale Pasubio o via Ausonio: qui i vecchi binari inutilizzati ancora persistono con i masselli in pietra (che potrebbero venire reimpiegati altrove) che convivono con rattoppi in asfalto inguardabili.

Questo, secondo noi, sarebbe un passo importante per riqualificare il centro e aree importanti della città utilizzando materiale già a disposizione (le pietre non vengono più prodotte da decenni ormai), spesso bistrattato e liberando nel contempo strade a grande scorrimento come Corso Lodi, via Amadeo, via Montegani o via Rubens.

Naturalmente sia le strade in pietra che in asfalto dovrebbero venire mantenute evitando rattoppi di ogni genere e buche impossibili da evitare come è invece sovente.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Pavé, Viabilità, Arredo urbano, Strade, Urbanistica

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


22 thoughts on “Milano | Arredo Urbano – La pietra in strada: dove usarla?

  1. Anonimo

    Nelle strade ampie abbastanza dove vanno i tram sarebbe da fare come fanno in altre città: asfalto ai lati e pavé tra i binari.

    1. Anonimo

      mi hai tolto le parole di bocca! non mi sembra difficile da capire: asfalto ai lati consente alle due ruote di non correre troppi rischi, mentre al centro nobilita la strada.

  2. Anonimo

    Pave dappertutto, entro la circonvalla più vie d’ingresso principali anche oltre verso la peri.
    Messo bene, ovviamente, con maestranze degne.
    Cos’è sta cazzata che può solo essere spostato da una parte all’altra.
    Cazzo vuol dire? Ma che è, l’asilo?

    1. Anonimo

      Direi che l’asilo è come ti esprimi tu.

      Del resto, il livello della tua comunicazione va di pari passo con quello dei contenuti.

      Pavé sulle vie d’ingresso principali “verso la peri”??? Ma tu sei fuori come un poggiolo.

      Ed evidentemente non hai mai messo il culo (visto che le parolacce ti piacciono tanto…) su una bicicletta, altrimenti avresti molto più buon senso su dove il pavé deve andare e dove no.

      1. Anonimo

        Da uno che va a capo a ogni punto lasciando una linea vuota sul commento in un blog, in effetti, ho solo da apprendere. Lezioni di stile accettate.
        Ma perché, scusa, in centro sì e in peri no. Sei forse classista, oltre che ciclista? E poi, scusa, perché mai prendere in considerazione i ciclisti? Sono solo una delle molteplici categorie fra le tante nella nostra società. Forse solo perché tu ne fai parte? Non ti fa onore questa propensione interessata al particolarismo. La mia, invece, a contrario della tua, era un’istanza meramente estetica, come tale, universale.
        Pensa che belle, ad es., le vie ripamonti, lorenteggio, pellegrino rossi, rembrandt, il corso lodi, etc. tutte ben (sottolineato) lastricate fino in fondo, come alcune già in parte lo erano.
        Mi fai il verso sul ‘peri’? che modi! sappi che fero fers tuli latum ferre m’ha talmente scassato la minchia che l’ometto di proposito dovunque lo trovi.
        Saluti, caro. Cerca di ravvederti dall’eccesso formalistico e perbenistico che ti pervade.

  3. Anonimo

    Il pavè è come l’asservimento semaforico dei tram: ne parlano e parlano e parlano e parlano, ma non succede mai niente.

    Comunque è sconnesso quello sulla Ripa sistemato per Expo e dove non è mai passata una macchina, quindi tenerlo in vie trafficate mi sembra un assurdo.

  4. Norrsken

    La realtà e che non c’è la competenza per la posa e la relativa manutenzione che è costosa e che comunque è inesistente.
    Detto questo dico che non esiste un tombino a livello con la strada per non parlare della situazione dei marciapiedi.
    C’è veramente da chiedersi se Sindaco e assessori competenti siano a conoscenza dello stato della città.

  5. GArBa

    Uno dei punti più critici è ad esempio via Procaccini fra corso Sempione e via Lomazzo. Nella tratta seguente (da via Lomazzo a piazzale del Cimitero Monumentale) il pavè fu rimosso anni fa con grande vantaggio per la sicurezza di tutti gli utenti della strada, compresi i mezzi dei VVF del vicino comando. Nella prima tratta invece è rimasto, costantemente danneggiato in modo particolare all’incrocio con via Piero della Francesca dove è continuamente sottoposto alle sollecitazioni delle ruote degli autobus in svolta proprio in corrispondenza di un attraversamento pedonale.

  6. Anonimo

    La proposta di UB mi pare sbagliata: 90% del pavè in centro e nei luoghi pieni di locali… Secondo i gusti, un po’ qui un po’ là…

    Criterio parecchio opinabile.

    In pratica nobilitiamo all’infinito il centro storico per i ricchi, baciamo il c*lo alla movida e ogni tanto facciamo la carità agli altri milanesi di un po’ di pavimentazione di pregio…
    Maddai..
    Ci sono strade dove il pavé c’è da sempre e asfaltarle senza un minimo di riflessione è proprio sbagliato.

    1. Capisco che possa essere frustrante ma non concordo sul fatto che si nobilita il centro storico per i ricchi. Il centro storico va nobilitato e mantenuto perché è il cuore, il biglietto da visita e lo specchio della città e dei suoi abitanti. In centro storico gradevole e’ in grado di attrarre turisti, eventi ed investimenti il cui benessere si ripercuote su tutto al città inclusa la periferia. Al contrario un centro storico scialbo danneggia tutti.

    2. Anonimo

      Non è una questione di nobilitare o smobilitare…
      È una questione di compatibilità con gli utenti della strada. Al pedone la pietra piace, al ciclista assolutamente no (ho cambiato la camera d’aria decine di volte sul pavé, neanche alla Parigi-Roubaix) per l’automobilista l’asfalto è preferibile.

      Una garanzia di manutenzione perfetta e continua è chiedere troppo anche a Singapore, strade in parquet lucidato non esistono in nessun angolo del pianeta, allora utilizzare la superficie migliore nel luogo più adatto non sembra un’idea peregrina. Ovviamente, perché il manto stradale sia ottimale, i lavori devono essere fatto a regola d’arte: che alcune strade fatte ai tempi dei Romani siano ancora un buono stato con limitata manutenzione e nuovi lavori completati pochi mesi offrano buche e sconnessioni, grida vendetta

      Per esempio la nuova pavimentazione in sampietrini a Dergano va benissimo (e non si tratta della Cerchia dei Navigli), mentre gli incroci tranviari del 5 su viale Romagna e Piazza Maria Adelaide di Savoia si dovrebbero de-pietrizzare senza per questo trasformare le aree in bidonville.

      Lasciamo che queste siano scelte pragmatiche e non ideologiche

  7. Wf

    Il pavè è incompatibile con le automobili di oggi.

    Non sono più la banchina di fantozzi che pesava 5kg.

    Le auto fanno saltare in 1 settimana qualunque pavè.

    Eliminiamo le auto dove c’è il pavè.

  8. lisander

    Quella del pavè è una querelle che divide i milanesi e gli amministratori locali, ma il problema non è il pavè, bensì la compresenza micidiale di pavè sconnesso (causa scarsa, se non assente manutenzione) e binari del tram dismessi da decenni; sarebbe quindi opportuno rimuovere i binari e manutenere adeguatamente il pavè; in molti casi le fughe tra un blocco e l’altro di pavè sono state riempite o cementate, rendendo quindi piu’ agevole il transito alle bici, alle moto e anche ai pedoni; non si capisce quindi,come mai questo intervento non si possa fare ovunque, evitandone quindi la rimozione; in L.go Augusto è stata adottata in parte questa tecnica, che ne rende visivamente l’aspetto piu’ gradevole; tuttavia si è fatto a macchia di leopardo, come sempre, insomma una scarpa e una ciabatta!
    Sono d’accordo poi che sarebbe opportuno ripristinare il pavè o i sampietrini nelle vie del centro storico (soprattutto la zona Cinque Vie e dintorni) la cui asfaltatura le ha rese a volte anonime, tanto piu’ che come si evince dalle foto di UF, l’arredo urbano (vedi archetti metallici assolutamente fuori contesto) sciatto non aiuta; va detto inoltre che l’asfalto rossiccio che vuole simulare l’effetto pavè non è un’alternativa e anzi a causa del transito dei veicoli e della conseguente rapida usura tende ad annerirsi e quindi annullare l’obiettivo preposto, vedasi Piazzale Baracca e P.za Cinque Giornate.

  9. Anonimo

    Ma ogni tanto pensi prima di scrivere, o hai semplicemente un pilota automatico “eliminiamo le auto” perché fa tanto trendy e generazione Greta?

    Ma tu Milano la conosci? La giri? Perché da molti tuoi post si direbbe proprio di no. Il pavé c’è perfino su certi tratti di circonvallazione esterna, vuoi togliere le auto dalla circonvallazione?

    Cosa ci fa il pavé in via Leoncavallo, una via che non ha un ca220 di storico (la cosa più storica è il deposito ATM) e che ovviamente non si potrà mai pedonalizzare perché è la via di accesso a Loreto per chi arriva da via Palmanova?

    E concludo dicendo che anche tu, come vari signori sopra, sei uno di quei culi pesanti che non ha mai usato la bicicletta a Milano, se no parleresti diversamente.

  10. lisander

    Come ho già scritto, il problema non è il pavè, ma la sua scarsa, se non assente manutenzione nel tempo, del resto un problema ricorrente nella quasi totalità degli elementi di arredo urbano e manufatti milanesi;il pavè è parte integrante del tessuto urbano e storico della città e sarebbe un grave errore rimpiazzarlo con anonimo asfalto, rilevo che laddove le fughe tra un blocco e l’altro sono state riempite, si pedala (io sono un ciclista urbano da decenni e mai mi sognerei di andare sulle barricate per chiedere la rimozione del pavè!)piu’ piacevolmente e in sicurezza, certo, forse un fat bike sarebbe risolutiva, ma ribadisco: manutenzione, manutenzione, manutenzione!

  11. Alessandro

    Segnalo che nella mappa sulla situazione attuale manca la segnalazione di via Adige, zona Porta romana, dove attualmente c’e’ il pave’

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