"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Sempione – La strada tortuosa per la riqualificazione di Corso Sempione

Non si tratta di una bella notizia, almeno per ora, quella che ha dichiarato il Sindaco Beppe Sala a proposito del cantiere per la riqualificazione e creazione della ciclabile di Corso Sempione: una storia disgraziatissima!

Come sia possibile che un intervento che sulla carta non pareva complicatissimo, si è rivelato invece una specie di incubo per il Comune. Si tratta di una corsia per le bici con relativi lavori alla rete idrica sotterranea e con una sistemazione alle aiuole.

Il progetto preliminare risale all’ottobre del 2015, ma l’iter burocratico non è mai arrivato alla fase di cantiere se non per piccoli interventi propedeutici.

La riqualificazione dovrebbe interessare Corso Sempione dall’incrocio tra via Melzi d’Eril con via Canova fino all’incrocio tra via Emanuele Filiberto con via Biondi.

In sostanza il problema del fermo del cantiere è dovuto al fatto che le prime due imprese classificate nel bando di gara non sono poi risultate idonee alla realizzazione della pista. Infatti, il Comune ha appena revocato l’incarico anche alla seconda azienda e, perciò, dovrà procedere a una nuova gara che si concluderà il prossimo gennaio.

A questo punto, se tutto andrà bene, i lavori dovrebbero iniziare nella prossima primavera.

L’assessora alla Mobilità Arianna Censi amareggiata ha dichiarato: “Una volta arrivati all’appalto purtroppo a volte non si riesce a far partire i lavori per una oggettiva incapacità delle imprese di far fronte all’impegno preso”. A sollevare il caso della pista di corso Sempione è stato in Consiglio comunale Alessandro Giungi (Pd) il quale ha detto: “Questa vicenda dimostra una volta di più come vada rivista la normativa che regola l’aggiudicazione dei lavori di interesse comunale“.

Immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano

Corso Sempione, Sempione, Arredo urbano, Verde Pubblico, Pista Ciclabile

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


43 thoughts on “Milano | Sempione – La strada tortuosa per la riqualificazione di Corso Sempione

  1. Anonimo

    Incredibile.
    Tutto poi per un progetto piuttosto discutibile in cui si lasciano una fracassata di auto attaccate ai palazzi e si relegano bici e pedoni nei parterre alberati, per non cambiare nulla nella ridistribuzione dello spazio in sfavore del traffico privato.
    Serve più coraggio per cambiare le cose. Se vogliamo una città con meno auto si deve togliere loro spazio con decisione, non lasciare praticamente le cose come stanno, facendo giusto una riqualificazione superficiale e mettendo giusto un po’ di ordine.

    1. LTA

      C’era un bellissimo progetto di Alvaro Siza, ma evidentemente costava troppo ed era troppo ‘disruptive’.

      Po,i se ci vogliono 6 anni per fare i bandi per una pista ciclabile, e non se ne viene a capo, non oso immaginare per un progetto di quella portata.

      Che uno dei principali problemi dell’Italia, non solo in fatto di bandi, sia il sovraffollamento di leggi bizantine e inutili (inutili nel senso che non riescono comunque a prevenire i fenomeni che dovrebbero regolare) penso sia sotto gli occhi di tutti.

      1. Wf

        Questa legge sembra solamente essere scritta male.

        Basterebbe che le imprese forniscano garanzie sui requisiti PRIMA di vincere il bando e non DOPO, quando se lo sono aggiudicato…

        Sembra che in Italia facciano di tutto per favorire le aziende disoneste invece che premiare le aziende che fanno tutto in regola fin da subito.

    2. Wf

      Siamo democristiani.

      Si vuole dare un colpo al cerchio e uno alla botte.

      Così mon si rischia di cambiare mai veramente fino in fondo.

      Paese di vecchi terrorizzati dal cambaire abitudini.

      Basta vedere i noVax.
      Gente che ha paura di tutto.

      1. Anonimo

        Giusto, non siamo democristiani. cambiamo abitudini, fino in fondo!
        Facciamo ad esempio che uno di turro non può spingersi oltre Loreto.
        Neanche con un pass ‘viking’ per milano. Ma se ne sta a piedi e in bici nella sua bella turro. Dai, non abbiate paura.

        1. Anonimo

          Stia tranquillo che non abbiamo paura, se non ce l’ha lei a scrivere queste buffonate noi siamo in una botte di ferro, glielo assicuro.

          1. Anonimo

            Raga io l’anno scorso e durante primi lockdown ero il primo a dire facciamo il vaccino e passa tutto così torniamo alla vita di prima. Lo agognato addirittura. E l’ho fatto pieno di aspettativa. Che ingenuo.
            Siamo qua ora dopo oltre un anno alla terza quarta quintasesta e ormai diventeranno fisse e le restrizioni aumentano.
            Mi sento umiliato per quanto preso in giro.
            Mi reputavo intelligente ma sono proprio un cretino

          2. Anonimo

            La lamentela vittimista e la protesta iper aggressiva sono segni del nostro tempo e hanno profonde radici nell’ignoranza. Gli attacchi alle libertà da parte della tirannide pubblica (chiaramente orchestrata dai poteri forti, dalle oligarchie pluticratiche, dalle massonerie e dai Savi di Sion, e ovviamente da Soros e Gates) sono uno dei temi più gettonati e trasversali, dalla diffusione del virus alle scelte urbanistiche e chissà quanti altri ambiti.

            Sarebbe persino divertente osservare i paradossi che riescono a costruire menti deboli. In questo caso, si arriva a criticare la filosofia della città a 15 minuti (che ha enormi rischi di essere un’utilità irrealizzabile, purtroppo), perché ghettizzante? Ma è possibile interpretare in modo così distorto il principio di avere ad un tiro di schioppo scuole, servizi sanitari, uffici pubblici, luogo di lavoro, mercati alimentari e altri esercizi commerciali, poste, luoghi di svago e sport, verde? Preferisci sorbirti due/tre ore di media al giorno di trasferimenti alla possibilità di dedicare questi lunghi minuti ad altro?

            Se poi gli spostamenti evitabili si riducessero, all’improvviso le strade sarebbero più sgombre (e quindi il traffico più fluido), i mezzi pubblici meno pieni (e quelli in superficie pure più veloci), e le tue giornate potrebbero riempirsi di tempo libero che potresti spendere per andare a visitare un amico o la mamma dall’altra parte della città, quello sì che mi sembra un impiego nobile. E tra Turro e Loreto non metteranno il checkpoint Charlie…

            Se critichi dalla prospettiva della realizzabilità di questi progetti, ci sta. Se parli di confinamento a Turro, ti te set matt…

            (E questo vale anche per il self-named cretino umiliato che si lamenta perché il vaccino non costituisce una pozione magica che eradica il virus, ma solo una misura che -insieme ad altre- abbatte il rischio di lasciarci la ghirba o passare giorni con un tubo in bocca o avere conseguenze a lungo termine sull’apparato cardiovascolare e polmonare ancora da comprendere appieno, ma probabilmente non troppo benigne)

          3. Wf

            Ti sei risposto da solo.

            Col vaccino Sei ancora qua.

            Preferivi stare sottoterra?

            Che ti aspettavi? Di diventare un unicorno rosa con le ali e poter volare?

          4. Anonimo

            Se hai abbattuto di un ordine di grandezza il tuo rischio di lasciare questo pianeta, di finire con un tubo in bocca a pregare di non tirare le cuoia e di avere conseguenze ancora poco note ma non esattamente benigne legate al virus, allora il vaccino ha fatto un gran lavoro.

            Se c’è una correlazione a livello di nazioni fra tassi di vaccinazione (e disciplina collettiva in altre misure anti contagio) e morte/ospedalizzazioni/infezioni, puoi essere contento di aver fatto un paio di punturone e adesso di farti una terza senza far tante storie.

            Quanto all’altro brillantone che vagheggia perdita di libertà per l’introduzione di politiche locali che costruiscano la città in cinque minuti, ti auguro di avere un ambulatorio, un ufficio pubblico, il tuo luogo di lavoro, la scuola dei tuoi figli, un parco è il supermercato ad un’ora d’auto fi distanza. Ti sentirai più libero… Questi annunci da parte dell’amministrazione rischiano di essere velleitari e ridicoli se non tradotte in risultati (come le dichiarazioni sulla piantumazione della città sempre tradite dai fatti), ma come principio, avversarle è da decerebrati

          5. Wf

            Caro Anonimo mi sa che sei tu a non capire un cazzo, ma proprio della vita tutta. E mi sembra pure che non capisci un cazzo della vita tutta a tua insaputa.

            Per fortuna che c’è sempre qualche anima pia che ha più pazienza di me a spiegare le cose a prova di deficienti.

            Se anche così sei duro di comprendonio e non riesci a relazionare concetti e realtà…

            Bisogna accettare questo altro tuo fallimento della scuola dell’obbligo.

            Quando si parla di analfabetismo funzionale si parla proprio di questo.

            Ascoltare i concetti ma non riuscire a capirli.

            Rileggi il post dell anima pia qui sopra e se non capisci il significato chiedi pure.

          6. Anonimo

            Che invidia per chi ha solo certezze come Wf, normalmente sono intellettualmente poco dotati ma credono di vivere meglio degli altri.

          1. Anonimo

            Caro wf la proposta di ‘viking pass’ è questa. Interdire l’accesso con qualsiasi mezzo a zone centrali a chi viene da fuori. Così. Un divieto puro e semplice. Bieco. Come mero atto di potere. Arbitrario. Assoluto.
            Non mi dire che hai paura di questo.
            Poi facciamo la lotteria dei Vpass, che gli extra moenia sono comunque obbligati a fare, pena gravi sanzioni, anche pecuniarie ma non solo (per esempio applicare delle puntinea punta in su sulle selle delle loro bici) e ne estraiamo due a settimana per fargli fare un tour guidato, debitamente scortati, ovviamente schermati e previa quarantena. Queste sono proposte futuristiche!

        2. Wf

          Ma ti è chiaro che in bici possiamo andare dove ci pare?

          Questa è libertà.

          Non certo rimanere fermii bloccati in un cassone che hai pagato 30.000 euro da 220cv nei sogni dei coglioni delle pubblicità senza traffico. E rimani li come un pirla fermo da 45 minuti nel traffico tra Loreto e porta venezia.

          Traffico che il tuo stesso cassone ha generato insieme a tutti gli altri deficienti come te.

          Potresti prendere la metro o la bici. E invece.
          Stai li come un carciofo fermo al semaforo.

          E io che ti faccio ciao ciao con la manina e ho già parcheggiato la bici in tempo zero davanti a qualsiasi destinazione

          Ciao ciao! Drin drin!

    3. Andrea

      Concordo con Anonimo 07:54.

      Le auto dovrebbero essere nascoste al centro del viale. Ai lati invece, vicino ai negozi e alle case dovrebbero passare ciclabili, marciapiedi e strade di quartiere.

      Gli attuali controviali di Cso. Sempione non sono strade di quartiere, sono larghi persino per l’autobus dell’ATM e vengono usati dalle auto di passaggio per le svolte nelle vie trasversali al viale.

      Non si riusciva a togliere una delle due file di parcheggi nei controviali, mettere li la ciclabile e legalizzare la spina di pesce al centro?

      1. Anonimo

        ehm…. potresti elaborare meglio il concetto di “nascoste al centro del viale”??

        no perché di solito “nascoste” e “al centro” non è che vadano molto d’accordo, specie se stai parlando di un viale…

        1. Andrea

          “nascoste” vuol dire il più lontano possibile da dove stanno le persone che potrebbero vedere. Nel caso di corso Sempione, le persone stanno principalmente ai lati, dove ci sono i marciapiedi, i negozi, gli uffici, gli le abitazioni e dove è comodo passeggiare (o pedalare) per raggiungere le vie traverse o le fermate dei mezzi pubblici.

          1. Anonimo

            Esatto, parlano tanto di Champs elysees milanesi ma non hanno mai visto quelli parigini. Marciapiedi larghi, alberi e auto al centro. A Milano c.so Sempione è solo auto, auto e auto, tranne nel tratto vicino all’arco della pace dove non è comunque insolito vedere auto parcheggiate irregolarmente. Da notare che nel 2021 a Milano c.so Sempione viene progettato come in una qualsiasi provincia, a Parigi il progetto per modificare gli champs elysees è davvero radicale.

          2. Anonimo

            Giusto guardare a Parigi, ma guardiamo anche sotto e non solo sopra: all’Etoile passano 3 linee di metro e la RER A.

            Noi abbiamo un progetto di MM6 accantonato “perchè il traffico atteso non era sufficiente” (vedere ultima versione PUMS).

          3. Anonimo

            La popolazione che gravita su Parigi è due/tre volte quella di Milano. Il sistema di trasporto pubblico da noi non è molto diverso per estensione delle linee in rapporto ad utenti e l’aggiunta di M4 lo rinforzerà ulteriormente. Per esempio a a Garibaldi abbiamo due linee e il passante (e la stazione FS), che non è troppo diverso che all’Etoile.

            Ciò non toglie che zone della città possano essere sottoservite e che una circle line concettualmente possa facilitare anche l’accesso alle linee radiali di chi vive più lontano dal centro.

            Ma il nostro stato attuale più il progettato in fase di costruzione non è per nulla trascurabile. A volte sembra che si debbano attendere ulteriori sviluppi per finalmente decidevi ad usare i mezzi pubblici.

          4. Anonimo

            “A volte sembra che si debbano attendere ulteriori sviluppi per finalmente decidevi ad usare i mezzi pubblici.”

            Questo è ingeneroso. I mezzi pubblici sono molto usati a Milano e alla mattina le reti di metro son completamente sature.
            I tram lasciano a desiderare, ma son strapieni anche loro (a parte che in centro).
            Non siamo mica come i ciclisti, che a meno che non abbiano la ciclabile perfettina non compaiono 🙂

          5. Anonimo

            Il commento dell’anonimo delle 14.29 fa capire quanto la frustrazione possa portare a scrivere cavolate. Non è la ciclabile perfetta che chi si muove in bici vuole ma ciclabili protette e una vera rete. Quello che si vuole è la collaborazione di tutti i cittadini che non se ne sbattano degli altri e parcheggino la loro auto sulle ciclabili o sui marciapiedi. Ci sono fior fior di studi che spiegano perché in molte città quando piove ci sono meno bici in giro e invece ad Amsterdam e Copenaghen (solo per citarne alcune) questo non succede. Per concludere, si informi e la smetta di scrivere cretinate per sfogare le sue frustrazioni.

          6. l.

            Il commento dell’anonimo delle 14.29 fa capire quanto la frustrazione possa portare a scrivere cavolate. Non è la ciclabile perfetta che chi si muove in bici vuole ma ciclabili protette e una vera rete. Quello che si vuole è la collaborazione di tutti i cittadini che non se ne sbattano degli altri e parcheggino la loro auto sulle ciclabili o sui marciapiedi. Ci sono fior fior di studi che spiegano perché in molte città quando piove ci sono meno bici in giro e invece ad Amsterdam e Copenaghen (solo per citarne alcune) questo non succede. Per concludere, si informi e la smetta di scrivere cretinate per sfogare le sue frustrazioni.

          7. Anonimo

            Caro collega Anonimo delle 14.34,

            Grazie per la Sua simpatica e immediata risposta.
            La mia era una battuta.
            La mancanza di senso dell’umorismo è il primo sintomo di personalità perturbate, ma io non rilascio patenti di frustrato a nessuno (a differenza di Lei)

            Con affetto
            Anonimo delle 14.29

          8. Anonimo

            mai fate battute sui ciclisti @Anonimo 18:20, se si definisce collega di questo blog dovrebbe averlo capito, sono permalosissimi 😀

        2. Albe

          Concordo, non si può passeggiare e sedersi negli spartitraffico o nelle rotatorie, serve allargare i marciapiedi, sempre.
          In questo caso l’ideale sarebbe eliminare i controviali e pedonalizzarli ma per rispondere alla penuria di posti servono, magari con solo, come suggerisci, una fila a lisca di pesce sul lato interno.
          Al centro della carreggiata la lisca non è applicabile per la sicurezza e bisogna fare i conti anche con le alberature che sebbene non uniformi presentano anche begli esemplari, disposti lungo un doppio filare.
          Il progetto da questo punto di vista scende a compromessi ma il risultato temo sarà la sensazione di avere più macchine in mezzo alla strada e delle isole spartitraffico riqualificate ma usate al più da ciclisti.
          Probabilmente, almeno nel contraviale senza binari potevano fare una configurazione diversa: dedicare lo spazio tra gli alberi esclusivamente alla ciclabile e spostare di 10 metri sul verde il controviale e la fila a lisca di pesce. Almeno da un lato (che è anche quello più appetibile per i locali) avremmo avuto marciapiedi larghi

      2. Stefano Vigo

        Poche settimane fà ho inviato un whattshapp a Telenova, che è stato letto in diretta proprio su Corso Sempione. In sostanza domandavo ai due candidati presenti in studio, se erano favorevoli a far sparire le auto parcheggiate sotto gli alberi (inguardabili) e pure quelle su una Corsia del Corso Sempione (orrende e disordinate), costruendo un parcheggio sotterraneo per i residenti e con posti anche a rotazione (visto i locali all’Arco della Pace). Risposta dei due candidati a Palazzo Marino: Siamo assolutamente d’ accordo con questa proposta che metterebbe finalmente ordine su un bellissimo Corso. Ovvio si potrebbe poi ulteriormente migliorare nel verde; alberi; piste ciclabili; tram; ecc.. Adesso chi tira fuori “i danee” per concretizzarlo e migliorare questa parte di Milano?

    4. Bianca

      oh asino, ma come togli spazio ai parcheggi di chi risiede in zona? Comincia a cacciare dalla città camion, TIR, furgoni, e tutti coloro che vengono da fuori, poi ne riparliamo. Le parti alberati vanno lasciate prima a i pedoni poi alle biciclette, ma poi bisogna controllare che non ci vadano gli imbecilli coi monopattini e le moto, altrimenti diventa una giungla come sono ora tutti maricapiedi della città E tutto questo grazie al nostro sindaco e alla sua giunta di incompetenti. Dovrebbero nascondersi.

  2. Stefano

    Purtroppo un pessimo progetto.
    Da residente, quello che vedo è che le auto hanno avuto una riduzione risibile, le bici avranno due corsie a doppio senso di marcia, mentre i pedoni saranno relegati in un viottolino laterale fuori dal doppio filare di alberi.
    Il percorso pedonale avrebbe dovuto rimanere sotto gli alberi, mentre la ciclabile ne bastava una sola a doppio senso, magari vcino alla corsia dei tram.
    I percorsi pedonali attuali sono usatissimi tutto il giorno, oltre ad essere stati progettati come pedonali fin dai tempi di Napoleone.
    Ho sentito che il progetto proviene dall’ufficio tecnico ATM, per cui capisco da dove viene questa convinzione per cui i pedoni sono solo gente che sta andando a prendere il tram, la macchina o la bici. Non è così.
    Purtroppo un progetto che snatura Corso Sempione.
    Togliere le auto da sotto gli alberi, però, è stata un’ottima cosa, peccato che i ristoranti della zona abbiano già mandato qualcuno a togliere i paletti che bloccavano l’accesso alle auto e ora le aiuole siano di nuovo piene di auto.

  3. lisander

    Mi sembra un progetto di buon gusto, semplice ma efficace e che rende giustizia a una situazione vergognosa e imbarazzante che per troppo anni ha visto l’abuso del parterre a causa del parcheggio selvaggio; non mi è chiaro se poi le auto stazioneranno sulla carreggiata di C.so Sempione o, come sarebbe piu corretto solo sui controviali (del resto se non vi sono aree alternative di parcheggio o autorimesse, non possiamo far sparire le auto dei residenti come d’incanto!). Aggiungo anche che la medesima operazione di restyling andrebbe replicata anche su Viale Certosa, che su un lato è un indegno parcheggio abusivo (ma tollerato a causa della mancanza di parcheggi residenziali).

  4. Roberto

    Il progetto deve essere rivisto tutto. Non è possibile che si parcheggino le auto lungo una strada a scorrimento veloce com’è corso Sempione. Sarebbe come se si consentisse la sosta e il parcheggio lungo una superstrada. Bisogna restringere la carreggiata centrale e creare due corsie per senso di marcia con relative strisce sull’asfalto, come viale Palmanova ad esempio. E nel contempo allargare i due controviali creando i parcheggi a spina di pesce per i residenti.

  5. Andrea

    Certo, se rimuovessimo anche i binari del tram ci sarebbe lo spazio per proseguire la Milano – Varese direttamente fino al Parco Sempione!

  6. BT

    io ci abito.
    andava bene come era solo creando qualche spazio di parcheggio/sosta in più e multando le auto parcheggiate.
    almeno lì bisogna poter scorrere.

    in generale vi rendete conto che oggi non puoi avere un emergenza e accostare perché questi dementi stanno allargando a dismisura le carreggiate senza lasciare sbocchi di fermata/sosta.
    è una follia demenziale
    in una città con l’età media di 60 anni e tanti anziani che voglioni andare in giro.

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