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Milano | Centro Storico – Riapertura Cerchia Navigli: aperta una competizione internazionale di architettura

Da un bel po’ non abbiamo più argomentato del progetto per l’apertura della Cerchia interna dei Navigli, quella chiusa ormai 92 anni fa. Era il 1930 quando la cerchia dei navigli che aveva caratterizzato il nucleo antico della Milano storica e medievale, veniva definitivamente coperta e “tombinata”.

Non se n’è più discusso perché, purtroppo, le priorità erano ben altre, soprattutto in questi ultimi due anni e soprattutto perché, nonostante il volere del popolo che si era espresso favorevole alla loro riapertura, i politici e il governo della città han fatto fatica a trovare una soluzione ragionevole preferendo una pausa riflessiva.

Ad ogni modo, in questi giorni è stata avviata una competizione internazionale di architettura per immaginarsi la cerchia di canali riaperta. Competizione organizzata, fra l’altro, dall’Associazione Riaprire i Navigli.

Qui troverete le foto d’epoca della Cerchia dei Navigli.

Milano ha una lunga storia di canali navigabili che hanno costituito una parte fondamentale dell’economia della città e della crescita di tutta la regione, fornendo un collegamento diretto tra i laghi del nord, il fiume Po e quindi il mare.

All’interno di Milano, il canale dei Navigli trasportava sia persone che merci in tutta la città, ma nei primi decenni del XX secolo i canali interni della città furono coperti per aggiungere un nuovo sistema viario alla città. I Navigli ora corrono sotto le strade ma hanno il potenziale per essere riscoperti e riportare il “fascino della città d’acqua” al centro di Milano.

Per la Milano Navigli Canal Challenge, i partecipanti hanno il compito di concettualizzare la Milano del futuro e immaginare una relazione simbiotica tra la città e il canale dei Navigli. I progetti dovrebbero concentrarsi sul design rispettoso dell’ambiente, sulla mobilità e sulle relazioni tra acqua e spazi urbani.

La Sfida del Canale dei Navigli Milano si svolge in collaborazione con l’Associazione Riaprire i Navigli – “Riapri l’Associazione Navigli” – e lo studio Primitivo Milano, che propongono una completa ristrutturazione del canale esistente. Il loro obiettivo è creare una nuova via per la città per operare con le voci del concorso al fine di svolgere un ruolo importante nell’influenzare l’opinione pubblica sull’argomento.

Il concorso è aperto a tutti. Non è richiesta alcuna qualifica professionale. Le proposte progettuali possono essere sviluppate individualmente o in team (massimo 4 membri del team). La corrispondenza con gli organizzatori deve essere condotta in inglese; tutte le informazioni inviate dai partecipanti devono essere in inglese. Il concorso si chiuderà il 28 Aprile 2022.

Qui di seguito le nostre suggestioni in fotomontaggio del percorso dell’eventuale riapertura del canale da Cascina de Pomm alla Conca del Naviglio.

Sarebbe bello, ad ogni modo, che anche il mondo dell’architettura milanese rispondesse a questa iniziativa, sperando in bellissimi risultati.

Qui il link al sito del Milano Navigli Canal Challenge.

Riferimenti fotografici: Roberto Arsuffi e Google Streetview

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


61 thoughts on “Milano | Centro Storico – Riapertura Cerchia Navigli: aperta una competizione internazionale di architettura

  1. Anonimo

    Magari si riaprissero. La città soffoca di auto, sarebbe un toccasana per liberarsi di una marea di auto che entrano in città ogni giorno e alla faccia della salute di tutti.

    Milano si guadagnerebbe le prime pagine di tutti i giornali, il turismo ne gioverebbe, la salute e la vivibilità di tutta la città migliorerebbero.

    È ora di trasformare gli spazi cittadini, da schifose autostrade a zone finalmente vivibili e pedonali. Io sono sicuro che i milanesi siamo stufi marci di una città invasa dal traffico e da tutte le negatività che le auto ci vomitano addosso.

    1. Anonimo

      Se è soltanto per togliere di mezzo le auto e aumentare le zone pedonali, ci sono mezzi più semplici, veloci, pratici e soprattutto economici per farlo che scavare mezza città.

      Quindi se riapri i Navigli lo fai per riappropriarti della storia di Milano, non per liberarti di “schifose autostrade”. Per quello bastano due filari di alberi ad alto fusto che seguano il vecchio percorso.

      1. Anonimo

        direi che due nuove linee metropolitane uno stadio una biblioteca e dipingere l’asfalto di blu seguendo il vecchio percorso (già ipotizzato) potrebbero rivelarsi più efficaci che qualche reminiscenza di (quasi) un secolo fa

  2. Anonimo

    Si potrebbe forse partire da VL1 e VL2: un piccolo tratto, ma sarebbe un segnale importante che lentamente il progetto si concretizza e che non sono solo parole. Permetterebbe anche di valutare gradualmente le reazioni dei residenti e dei commercianti, l’impatto reale sulla viabilità, i costi e i benefici.

    1. V

      In tutte le foto “come potrebbe”, Milano è fantastica!
      Speriamo tutti che questo miracolo avvenga!
      Non ci sono scali ferroviari che tengano,
      questo è il progetto che Milano si merita.

      Ogni città europea ha un fiume, Parigi, Londra, Roma, Vienna,Amsterdam, Berlino.

      Milano come la storia ci insegna ha le amticge vie d’acqua progettate da Leonardo Da Vinci.
      Un tesoro unico, immaginate l’effetto.

    2. LTA

      secondo me il tratto più logico e semplice da riaprire subito è la Conca di Viarenna:

      – non è una vita di transito
      – ci sono parecchi locali che si affacciano già sulla via
      – il letto del canale è coperto da un parterre centrale e non da carreggiata, quindi per le auto (per chi ci tiene tanto) cambierebbe poco o niente
      – è collegato alla Darsena e diventerebbe immediatamente un’estensione della zona Navigli.

      Tra l’laltro se non erro una parziale riapertura era già prevista nel piano originario del restyling della Daresna (c’è già la connessione predisposta)

  3. Anonimo

    Quale sarebbe la finalità di questo concorso visto che non c’è alcuna intenzione di riaprire i Navigli ? Sperpero di denaro pubblico ? Far lavorare qualche associazione che in questo momento ha poco lavoro ?

    1. Anonimo

      Ma dove sarebbe il denaro pubblico?

      Invece di partire subito a complottare, non sperperare la tua intelligenza, guarda il sito e vedrai che chi organizza sono dei privati e per partecipare occorre pagare una fee, che consente di coprire i costi del concorso (di idee, direi).

    1. Anonimo

      Operazioni simili sono state compiute con grande successo in tutto il mondo, da Rotterdam a Seul, non si capisce perché solo a Milano dovrebbe essere una follia.

      Non sono un ingegnere, e magari tu sì, quindi te ne prego, illùminami con dati, fatti e numeri che spieghino come e perché sarebbe una follia.

  4. Enzo

    Ratti, topi, zanzare, giganteschi scarichi a cielo aperto: prima di parlare andate a vedere lo stato di degrado criminale in cui versano i canali di e intorno a Milano.

    1. XXXXX

      Sulla Martesana cii sono nato, cresciuto e ci vivo ancora oggi dopo 45 anni. Ratti? Non si vedono da anni, qualche nutria ma ce l’ha portata l’uomo e non è sinonimo di sporco.
      Scarichi a cielo aperto? Nei navigli? Sicuro?
      Prendi la bici e vieni fino a Gorgonzola o oltre per vedere che non c’è nessun degrado-

    1. Anonimo

      1) I canali sono stati chiusi nel 1930, come dice l’articolo, che a casa mia (e anche secondo la mia prof di matematica delle medie) fa meno di 100 anni.

      2) Non è affatto vero che dei vecchi canali non è rimasto niente. I letti furono semplicemente interrati proprio per permettere — con grande lungimiranza direi — un’eventuale riapertura futura.

      A) leggete gli articoli prima di commentarli
      B) studiate e documentatevi prima di parlare a vanvera

      1. Anonimo

        Non cambia la solfa…sono più o meno 100 anni… i vecchi canali li hanno riempiti quasi tutti…e ci hanno messo tutti i servizi e sottoservizi (fogne cavi elettrici….) della città per cui dovrebbero ricostruirli da zero… una spesa allucinante folle!

        1. Anonimo

          Hai mai sentito parlare della M4?

          Lo sai che passa sotto la cerchia dei Navigli?

          Lo sai che per farla passare lì sotto hanno spostato tutti i sottoservizi e l’hanno progettata in modo tale da consentire l’eventuale riapertura dei Navigli?

          STUDIATE E DOCUMENTATEVI PRIMA DI PARLARE (e due, alla terza vinci la bambolina)

          1. Anonimo

            La m4 non fa tutta la cerchia! È stata costruita i maniera tale da non precludere la riapertura dei navigli ma non hanno spostato nessun sottoservizio, la linea del metro va molto più in profondità..
            Anche se li riaprissero verrebbe fuori un canale minuscolo e bassissimo.
            Te lo dico perché mio zio è uno degli ingegneri del progetto della m4.

          2. Anonimo

            Consiglierei all’arrogante Anonimo delle 10:53 e 11:09 di mettersi il cuore in pace, i navigli in questo secolo non li riapriranno.

      2. Anonimo

        Quando vai a mettere mano a progetti vecchi di decenni, trovi sempre “sorprese”.
        Figuriamoci ad andare a scoperchiare dei canali coperti da quasi un secolo.

        Senza fare degli scavi di prova credo sia impossibile stimare fattibilità e costo in modo serio.

  5. Giacomo Castelli

    A mio avviso andrebbe riaperta e pedonalizzata tutta la circonvallazione interna ad esclusione di taxi, mezzi pubblici e servizi. Fino a che si accetteranno compromessi con il traffico automobilistico questa città non cambierà MAI. Bisogna essere lungimiranti!

  6. Anonimo

    E’ del tutto chiaro che voi sui navigli NON ci abitiate
    NON si riescono a tenere in ordine DUE navigli di cui oltre 2/3 in periferia e oltre e voi li vorreste riaprire in centro dove diverrebbero solo discarica e poco altro
    per voi il naviglio è farsi una birra e che bello il mercatino il sabato ma il naviglio grande non si ferma in via valenza così come il pavese non si ferma in conchetta e diventano allontanandosi periferie isolate e mal comunicanti
    prima bisogna saper manutenere secondo insegnare il rispetto della proprietà propria e altrui terzo valutare i benefici dei pochi e gli svantaggi dei molti
    come qualcuno ha suggerito gli UNICI tratti degni di sostenibilità sono VL1 VL2 e melchiorre gioia un azzardo via piazza san marco già definito tombon de san marc non certo per la salubrità e decenza (vedi darsena) meglio poco e tenuto bene che tanto e tenuto male

    1. XXX

      La definizione Tombun non arriva certo da quello che dice lei. Sarebbe necessario conoscere almeno un minimo della storia di questa città prima di parlare.

  7. SILVANI

    GLI ALVEI DELLA FOSSA INTERNA FURONO RIEMPITI DI SABBIA PER PERMETTERE AI FILOBUS DELLA CERCHIA DEI NAVIGLI (LINEA 96) E AGLI ALTRI VEICOLI DI TRANSITARE IN SICUREZZA , OVVERO NON SOPRA UNO SPAZIO VUOTO.
    CON L’OCCASIONE I SOTTOSERVIZI FURONO SISTEMATI SOTTO I MARCIAPEDI DEI CIVICI NUMERI DISPARI.
    CERTO ERANO I SERVIZI DI ALLORA (ANNI ’70).

  8. Marco

    Non se ne parla più perché a nessuno interessa più.
    Qualche anno fa si fece tanto clamore per nulla e ora ritirate fuori progetti accantonati definitivamente?
    Mah

  9. Anonimo

    sì sì bellissimo, poi mi spiegate come pensate sia possibile una cosa del genere.

    ai ritardati di turno che godono al pensiero di togliere auto: facile col culo degli altri, arrivate voi: DOLLIAMOH LE AUDO!!11!!

    e spariscono per magia, giusto? prima di pensare a queste cazzate pensate a potenziare i mezzi pubblici e ne riparliamo eventualmente.

    1. Anonimo

      Ebbene sì, se togli spazio alle auto hai meno auto.

      Non è un concetto così difficile da apprendere. Pensa a Corso Vittorio Emanuele e piazza Duomo. Una volta erano aperte alle auto e c’erano auto. Hanno chiuso alle auto e ci sono persone. E nessuno è morto per queste chiusure.

      Sui mezzi pubblici da potenziare: cosa vuoi di più di una nuova metropolitana esattamente sotto gran parte della cerchia da liberare alle auto? Il teletrasporto pubblico?

      1. Anonimo

        Una volta potevi andare da San Babila al Castello in auto per Vittorio Emanuele-Duomo-Mercanti-Cordusio-Dante-Cairoli. Non ricordo polemiche per la pedonalizzazione di un paio di km del centro di Milano (non c’erano i social, e questo aiuta…). E non penso che un referendum sul riaprire questo percorso alle auto troverebbe più di un centinaio di voti favorevoli (probabilmente di buontemponi bastian contrari)

        Una volta potevi guidare lungo i Navigli, adesso ampi tratti sono interdetti ai veicoli. Tutti, a cominciare dagli esercizi commerciali ringraziano sentitamente

        Una volta le ZTL sarebbero state viste come soprusi per l’automobilista qualunque, ora ce ne sono a Milano e in mille altri posti.

        In un campo leggermente diverso, una volta potevi fumare in ogni angolo del pianeta. Ora no. E pure la maggior parte dei fumatori apprezza l’aria meno viziata, in bar, ristoranti, alberghi, cinema, teatri, uffici…

        Il mondo evolve e quello che ci sembra oggi diventa la normalità domani. Basta non resistere al cambiamento in modo preconcetto (e dall’altra parte evitare le proposte provocatorie). Aprire tratti limitati dei Navigli è una buona soluzione intermedia

      2. Anonimo

        Veramente adesso in totale ci sono PIU’ auto di quante ce ne fossero al tempo da te citato… certo non passano da li ma il numero è maggiore

          1. Anonimo

            Non solo i suv, tutte le auto sono un problema. E se vi sembra normale questa strage che c’è praticamente ogni giorno (anche perché si autorizza la vendita a auto sempre più grosse e potenti) per me non lo è:

            https://www.milanotoday.it/cronaca/morti-oggi-settimo-a4-milano.html

            Bisogna capire che guidare un mezzo di oltre 1 tonnellata che può sviluppare velocità autostradali anche in pieno centro non è più compatibile con la vita in scala umana. Ci arriveremo, come ci sono arrivati già da tempo un po’ ovunque in tante città europee che infatti sono ormai più belle e vivibili delle nostre

        1. Anonimo

          Ok i mezzi che servono per il commercio, se necessari, nessuno vi farà morire di fame perché i negozi non saranno più riforniti. Ma io vedo un mare di auto di solito tutte piuttosto grosse e potenti, guidate da persona che potrebbero tranquillamente muoversi in modo diverso e più sostenibile, esattamente come quella che oggi in città ha ammazzato un ciclista di 53 anni.

          Secondo me le auto devono stare nelle loro autostrade e tangenziali. In città ci si deve muovere con mezzi che non ammazzano le persone. È semplice civiltà.

          Rallentare le auto, togliere parcheggi e togliere loro tutto lo spazio possibile è l’unica soluzione. Riaprire i Navigli va in questa direzione, spero che un giorno si farà.

  10. Anonimo

    Io sarei favorevolissimo alla riapertura dei navigli. Milano può avere del coraggio. È una città che sa cambiare e sta imparando a valorizzare la sua bellezza. Poi ogni auto tolta è un regalo per la città.

  11. Albe

    Bellissimo progetto ma a che serve? E soprattutto, chi paga?
    La M4 era forse l’unica occasione per inserire una parte dell’intervento nelle risistemazioni superficiali ma era già un’idea molto tirata vista l’ampiezza dell’intervento.
    Se qualcuno trova qualcuno che paga per farlo.

        1. Wf

          Invece lo usano per le autostrade e le automobili elettriche.

          E hanno messo solo 2 spicci per treni rotaie metro e tram…

          Pensa un po’ te…

  12. Anonimo

    bellissimo progetto che porterebbbe giovamenti a tutti nel lungo periodo. pero’ siamo in italia e dovremmo essere realisti. Impieghiamo anni a costruire una ciclabile…che tempistiche avrebbero interventi del genere? e nel frattempo dove traslochiamo traffico e attivita’ commerciali? temo che con le leggi e la mentalita’ attuale non siamo pronti ad un intervento cosi’ importante e a cosi alto impatto sulla viabilita’…purtroppo il coraggio di osare temo non basterebbe

  13. Anonimo

    A prima vista sembra un miglioramento ma in realta’ non ne sono sicuro… per esempio il rendering: “Via Fatebenefratelli, come potrebbe essere” mostra la via completamente divisa in due, non si potrebbe attraversare la strada per andare da un lato all’altro, un pedone dovrebbe decidere centinaia di metri prima da che lato della strada camminare… non mi sembra molto pratico…

  14. Anonimo

    I rendering sono belli da vedere, ma la realta’ non pratica. Per esempio nel rendering “Via Fatebenefratelli, come potrebbe essere”, la strada e’ divisa in due per centinaia di metri… pensate al disagio di un pedone che volesse attraversare la strada… in alcuni punti potrebbe essere una buna soluzione ma non estesa

  15. Joe

    Come al solito leggo inesattezze imbecillaggini. Le inesattezze riguardano la copertura dei navigli e il motivo: la copertura iniziò più di 100 anni fa e proseguì per tutti gli anni ’20 fino al 1930. Il motivo: le acque erano sporche, zanzarose e piene di topacci. Perché allora c’erano molti condomìni che scaricavano lì.
    Le imbecillaggini sono quelle di WF, che associa la riapertura dei navigli con la lotta alle auto. Che è come associare un bicchiere di Bardolino al Rio delle Amazzoni.
    Per liberarsi delle auto bisogna costruire garage e migliorare i mezzi pubblici che vanno oltre i confini comunali. Ossia cose diametralmente opposte a quelle che fa la giunta PD.
    Chissà se WF ci arriva. Io non credo…

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