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Milano | Fiera – il Quartiere di piazza Giulio Cesare all’ombra dei grattacieli

Abbiamo fatto un giro nel quartiere di piazza Giulio Cesare a Tre Torri/Fiera, notando peculiarità e problemi.

Qui si è sviluppato, da circa cent’anni, un piccolo quartiere residenziale da sempre di pregio e ora ulteriormente valorizzato dal vicino quartiere di CityLife.

Si tratta di un grande rettangolo delimitato dai viali e piazze dedicate a personaggi della storia antica come: Berengario, Ezio, Belisario e Cassiodoro, dalle vie Ambrogio Spinola e Senofonte.

Al centro si trova la grande piazza dedicata a Giulio Cesare, famosa per la presenza della fontana delle Quattro Stagioni (e di un grave fatto di cronaca ormai un po’ dimenticato che avvenne proprio qui, a lato della fontana, il 12 aprile 1928 durante la cerimonia di inaugurazione della IX edizione della Fiera Campionaria dedicata al decennale della vittoria della prima guerra mondiale: una bomba piazzata nel basamento in ghisa di un lampione della piazza esplose in mezzo alla folla accorsa per rendere omaggio al Re d’Italia Vittorio Emanuele III, uccidendone all’istante quattordici persone e ferendone una quarantina.)

L’area è stata praticamente disabitata sino a fine Ottocento, se non con la presenza di alcune cascine del territorio di San Pietro in Sala. Iniziò ad essere stravolta con lo spostamento di Piazza d’Armi, qui portata dopo che la vecchia venne trasformata nel Parco Sempione, realizzato tra il 1888 e il 1894 secondo il progetto dell’architetto Emilio Alemagna.

La nuova Piazza d’Armi, un gigantesco rettangolo posto presso l’antica Cascina Colombera (all’altezza dell’incrocio tra gli attuali viali Cassiodoro e Belisario) venne realizzata in questo luogo dove vi era già presente da diverso tempo un bersaglio militare (spostato successivamente a lato, dove ora sorge la Torre Aurora).

Nel 1906 la Nuova piazza d’Armi ospitò parte dell’evento espositivo internazionale e, al contempo, venne creata una “Nuovissima” Piazza d’Armi sulla strada per Baggio (dove ancora oggi è presente). Successivamente, sempre in questo grande spiazzo, il 17 agosto 1913 Enrico Forlanini fece volare per la prima volta un dirigibile nel cielo sopra Milano.

La Fiera prese possesso a partire dal 1923 della “Nuova Piazza d’Armi”, e lentante anche l’area circostante cominciò ad essere urbanizzata inizialmente con villette ancora presenti verso piazza Giovanni Amendola.

Tra le prime case costruite nel nuovo quartiere vi è il Castello Pozzi, realizzato per conto di Claudio Tridenti Pozzi nel 1928/29 su progetto di Livio Cossutti (via Berengario 8), affiancata da altre due villette simili, realizzate ancora in stile “antico”, come dei veri e propri castelletti dotati di torretta merlata.

Villa Tortoli in via Spinola 11, più volte modificata e realizzata originariamente nel 1936 da Eugenio Faludi, ha subito recentemente un nuovo intervento che ha riportato, almeno il rivestimento, all’originale intonaco (era stata rivestita in clinker ocra negli anni Cinquanta).

Tra i vari capolavori realizzati nel quartiere posto ai lati di piazza Giulio Cesare va menzionata Casa Laporte in via Brin 12, realizzata nel 1936 dal grande architetto Gio Ponti che visse qui dal 1936 al ‘43.

Di particolare eleganza i due complessi laterali di piazza Giulio Cesare vennero realizzati in stile eclettico e completati nel 1933 su progetto di Arnaldo di Lenna.

La parte occidentale (verso piazza Amendola) del quartierino è caratterizzata dalla presenza di villette e palazzine di piccole dimensioni dotate di giardino e realizzate per buona parte dal 1920 agli anni Sessanta.

Il lato orientale, verso viale Cassiodoro è decisamente più urbanizzato e compatto.

Qui le case vennero realizzate più tardi, tanto che abbiamo alcuni esempi di architettura razionalista. Tra i palazzi significativi, troviamo gli immancabili Mario Asnago Claudio Vender che qui hanno firmato l’edificio di via Euripide 9 (del 1936), via Euripide 7 (del 1934), via Plutarco 13 (1948), edificio d’abitazione Santa Rita Via Euripide 1 1938 e per finire via Plutarco 15 del 1956.

Spiccano anche via Euripide 11 progettato da Pompeo Wolf e completato nel 1935, via Euripide 3 e via Eschilo 5 (entrambi del 1938) di Edoardo Scheidler, via Eschilo 9 di Giorgio Mario Mioni e realizzato nel 1949. Ma segnaliamo anche via Plutarco 7, 9 e 11 degli anni Trenta.

Veniamo al contesto del quartiere che, a parte le belle architetture, è un po’ abbandonato e disordinato. Vie larghissime come via Flavio Vegezio e via Plutarco che potrebbero esser alberate e sistemate un pochino. O che dire dello slargo formato da via Euripide con via Senofonte che viene utilizzato da sempre come parcheggio, un’immagine veramente indegna per una città civile?

Il verde è abbondante nelle altre vie e soprattutto nel perimetro formato dai viali Berengario, Ezio, Belisario e Cassiodoro, dove, come a proteggere la piccola “enclave” di belle case, si trova un’ampia fascia a verde: aiuole e alberature varie che potrebbero essere l’invidia di molti altri quartieri e strade cittadine.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Fiera, Tre Torri, viale Berengario, viale Ezio, viale Belisario, viale Cassiodoro, via Ambrogio, via Spinola, via Senofonte, Arredo Urbano, Gio Ponti, Architettura, piazza Giulio Cesare, Pompeo Wolf, Mario Asnago, Claudio Vender

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Fiera – il Quartiere di piazza Giulio Cesare all’ombra dei grattacieli

    1. Anonimo

      Ma il punto è proprio quello: che a Milano anche nei quartieri più belli la qualità urbana è substandard. Figuriamoci negli altri.

  1. Roberto Knez

    Complimenti per la ricostruzione storica.
    Effettivamente è un bel quartierino ma non credo che la presenza dei grattacieli e degli altri edifici residenziali lo abbia valorizzato dal punto di vista architettonico.
    Anzi semmai è il contrario.
    Sono strutture imponenti che tengono a schiacciare il resto.

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