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Milano | Basiglio – Da cascina a residenza: come si è evoluto il Borgo di Vione

Questa volta vi portiamo a scoprire una realtà molto particolare alle porte di Milano, in una cascina esempio di recupero attento e accurato.

Fino agli anni Settanta-Ottanta dello scorso secolo Borgo di Vione, frazione del comune di Basiglio, aveva conosciuto il suo splendore come cascina agricola, che negli anni Ottanta contava ancora 1500 capi bovini. In seguito, una serie di eventi ha fatto sì che possedere un’azienda agricola nell’area del Parco sud di Milano diventasse un’attività difficile da gestire e ha dato il via alla rinascita del Borgo come area residenziale dalle caratteristiche uniche.

LE DIFFICOLTA’ DELL’AZIENDA AGRICOLA

Alcuni esempi: la grande nevicata del 1985, che provocò il crollo dei tetti di diverse stalle, come raccontava il vecchio fattore che se ne occupava; o ancora l’introduzione delle quote latte da parte dell’allora Comunità europea, che aveva stabilito il pagamento di indennizzi per ogni mucca abbattuta. In più tutte le attività che un tempo si svolgevano a mano, come la trebbiatura e la pilatura del riso, erano state gradualmente affidate alle macchine, il che ha segnato la fine di un’azienda agricola che in origine era fondata sul lavoro delle mondine.

IL PRIMO PIANO DI RECUPERO

Nei primi anni Duemila si iniziò a pensare a un piano di recupero della struttura: all’epoca un’unica entità, la Fondiaria Agricola Vione, possedeva sia la cascina che le risaie circostanti, per un’area molto vasta. Il piano prevedeva una divisione delle due parti del patrimonio e la famiglia proprietaria, originaria di Varese, decise di tenere le risaie e i capannoni. Tuttora l’area viene coltivata dal signor Emilio Cardazzi, che produce diverse qualità di un riso particolarmente apprezzato, il Viglione.

UNA FAMIGLIA DI IMPRENDITORI

Il piano di recupero della vecchia cascina e del vecchio borgo prese il via nel 2007, per mano di un immobiliarista. Il progetto in seguito si arenò, a causa della crisi finanziaria che colpì pesantemente il settore edilizio, finché nel 2011 la banca che aveva erogato il finanziamento decise di affidare il progetto a una famiglia imprenditoriale italiana attiva nella produzione dell’alluminio, la famiglia Vedani, che aveva mostrato una vera passione per il Borgo.

IL TARGET: FAMIGLIE ED EXPAT

Anzitutto la famiglia decise di modificare il target di clientela di riferimento, sia dal punto di vista commerciale sia per quanto riguarda la struttura delle abitazioni. La famiglia Vedani, in quegli anni, era una famiglia con tanti figli piccoli e quindi fu naturale puntare sul target familiare, in particolare sugli expat. Si creò così una nicchia di mercato che rispondeva a un nuovo concetto di servizio alla clientela, in cui ciò che contava sopra ogni cosa era lo stare bene, il benessere della propria famiglia. Questo anche grazie alle radici della famiglia, milanesi ma anche venete e friulane, luoghi in cui la qualità di vita è molto alta.

L’IMPORTANZA DEI DETTAGLI: DALLE CASE ALLE PARTI COMUNI

Da questa iniziativa la cascina è rinata trasformandosi in borgo. Da allora gli interventi sono stati numerosi, con un grande sforzo sul fronte del design e della comodità degli interni, accompagnato da una forte attenzione alla cura delle parti comuni, perché fossero fruibili, ecosostenibili e familiari, restando sempre alla mano e accoglienti. Ad esempio, nei primi cinque anni di vita al Borgo non c’è stato un vero custode, ma un ex direttore di hotel romagnolo, con l’accoglienza nel sangue!

ACCOGLIENZA E LUSSO

Nel corso del tempo il progetto ha portato nel Borgo più di 200 famiglie, di cui circa 150 non italiane. Borgo di Vione è infatti diventato un punto di riferimento per gli expat, anche grazie alle partnership con scuole internazionali dell’area sud di Milano.

Ma il Borgo è anche un posto dove i ragazzi possono crescere come una volta, giocando liberamente nelle parti comuni. Un luogo in cui si ha il piacere di vedere i bambini crescere con il sorriso, mentre giocano circondati dal verde e da servizi come la piscina, i corsi di yoga e pilates, tutto ciò che fa comunità, con un concept unico. La famiglia Vedani ha preso in mano il progetto ispirandosi alle caratteristiche del borgo: un contesto sicuro, tranquillo, e allo stesso tempo alla mano. Un posto che coniuga esclusività e familiarità, accoglienza e lusso, solidarietà e benessere.

Il Progetto include anche la realizzazione della biblioteca “Il mulino di Vione”, a disposizione degli abitanti del Borgo e – ovviamente – a disposizione degli abitanti di Basiglio e dei comuni limitrofi.

Referenze immagini: Borgo di Vione; Google

Basiglio, Parco Sud Milano, Cascina, Recupero, Cascina Vione,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


3 thoughts on “Milano | Basiglio – Da cascina a residenza: come si è evoluto il Borgo di Vione

  1. R. Bitter L.A. Gantz Yaroom

    Borgo fantastico in un angolo intatto di pianura padana, un recupero impeccabile tra fossati placidi all’ombra di carpini centenari sopravvissuti e porzioni irregolari di campi ritagliate da intersezioni a perpendicolo di confini vecchi di secoli. Dai conflitti tra famigli e fittavoli a lounge per expat executive nel comune più ricco d’Italia.

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