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Milano | Centro Storico – Scelta la statua dedicata a Margherita Hack

Era già stata annunciata l’anno scorso dopo che il Comune aveva “scoperto” che in città di statue dedicate a importanti personalità femminili non ce n’erano rimediando subito con l’istallazione del monumento dedicato a Cristina Trivulzio di Belgiojoso in piazza Belgiojoso. Ora è stata scelta la statua dedicata ad un’altra grande figura femminile: l’astrofisica, accademica, divulgatrice scientifica e attivista italiana Margherita Hack.

Fondazione Deloitte, che sta promuovendo il progetto in collaborazione con Casa degli Artisti e con il supporto del Comune di Milano – Ufficio Arte negli Spazi Pubblici, ha annunciato il 9 febbraio scorso che l’artista e accademica bolognese Daniela Oliveri, in arte Sissi, realizzerà la scultura per Margherita Hack a Milano. Inoltre, la statua sarà installata in largo Richini, all’interno dell’aiuola, di fronte all’ingresso dell’Università degli Studi.

La giuria di selezione, presieduta dal critico d’arte Vincenzo Trione, si è riunita nel novembre scorso e, dal momento che la qualità dei lavori presentati era altissima, ha dovuto discutere a lungo per scegliere il progetto vincitore. 

L’opera verrà donata da Fondazione Deloitte al Comune di Milano e sarà inaugurata a giugno 2022, in occasione del centenario della nascita dell’astrofisica. “Collocare il monumento dedicato a Margherita Hack davanti all’Università Statale aumenta il già alto valore simbolico di questa operazione“, ha spiegato Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano. “L’opera sarà collocata in uno spazio centrale e storico, un luogo di grande passaggio di cittadini e studenti“.

L’artista e accademica bolognese Sissi, vincitrice di tanti importanti riconoscimenti a livello internazionale, tra cui Gotham Prize, New York Prize e Premio Alinovi, ha realizzato il bozzetto prescelto per la scultura, che è stata intitolata “Sguardo fisico”, e rappresenterà Margherita Hack intenta a osservare le stelle, a braccia alzate, come a simulare un telescopio, mentre emerge da un vortice raffigurante una galassia: un chiaro invito alla scoperta e all’immaginazione. “Per Casa degli Artisti questo è un progetto di grande valore. Ha permesso di attivare molteplici collaborazioni e soprattutto di avviare quel circolo di pensieri, di relazioni tra arte e impresa e di riflessione sul ruolo dell’arte nello spazio pubblico che rappresentano alcuni dei cardini del nostro lavoro“, ha spiegato Valentina Kastlunger, Presidente di Casa degli Artisti. “È un progetto che ha permesso di affrontare tematiche cruciali come il sostegno al lavoro degli artisti e in particolare delle artiste, donne, nel mondo dell’arte, dove c’è ancora molto da fare“.

Mentre Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte, ha commentato: “Siamo orgogliosi di poter rendere omaggio a Margherita Hack che, quale grande scienziata stimata a livello internazionale, rappresenta un modello per le ragazze e i ragazzi che oggi vogliono dedicarsi agli studi in ambito Stem. Attraverso la sua storia personale ha dimostrato che è possibile superare limiti che ostacolano la conoscenza e il progresso personale e di tutta la società”.

Fino al 20 febbraio, nello spazio espositivo di Casa degli Artisti a Brera, in Via Tommaso da Cazzaniga angolo Corso Garibaldi 89/A, sarà possibile visitare la mostra che presenta al pubblico i testi, i disegni, i rendering e le maquette di tutti i progetti che hanno aderito al concorso.

Referenze immagini: Casa degli Artisti; Riccardo Orsini

Scultura, Università Statale, Brolo, Largo Richini, Sissi, Margherita Hack




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


43 thoughts on “Milano | Centro Storico – Scelta la statua dedicata a Margherita Hack

      1. Anonimo

        Forse voleva essere una galassia… idea creativa didascalica come una pala d’altare di autore minore della Controriforma.
        E riuscita come una ciambella bruciata, senza buco e più alta da un lato.
        Boh…

      2. V.

        Più che altro per capire la ben poco sottile iconografia della statua, la devi guardare dall’alto (come anche è fotografata)

        La guardi ad altezza uomo o dal basso e sembra una avvinazzata cui han tolto il fiasco del vino, che si rialza da una pozzanghera di fango in cui era caduta nei fumi dell’ebbrezza…

    1. Alessandro

      AH ecco. Non sono solo io a vederla così… pure nel giardinetto. Ma perché? Se queste devono essere le statue dedicate alle donne siamo messi malissimo, povera Margherita.

  1. Anonimo

    Da quel che mi ricordo di com’era la grande Margherita, penso che avrebbe accolto questo capolavoro con una bella scrollata di spalle e una battuta da brava toscanaccia, col vocione rauco e il bell’accento aspirato.

      1. Anonimo

        Ma se la devi fare nuova penso che deve avere delle connessioni o delle interazioni con La storia di Milano…allora perché non Giulio Cesare o Alessandro Magno o Cleopatra…

  2. Anonimo

    Per motivi politici…era di sinistra e si era candidata con i comunisti..se fosse stata di destra non le avrebbero mai dedicata una statua…

        1. Anonimo

          Esatto.
          La verità è che non ci sono abbastanza femmine cui dedicare una statua e quindi va bene pure la Hack a Milano per fare quota rosa….

      1. Paolo

        Mi sembra che il livello dei commenti stia rapidamente seguendo il Gorgo dello scarico dell’acqua dello sciacquone che vortica ai piedi della povera Margherita….

  3. Anonimo

    Noto con dispiacere che il bisogno di una caccia alle streghe dei “bei tempi” Regan permane. Non ogni scusa è valida per vomitare il sempreverde “Comunista!” o “E, ma fosse stata la destra…” o ancora “E allora le foibe?”. Possiamo essere molto meglio di così, proprio come persone intendo e soprattutto lasciamo queste inutili considerazioni fuori da un blog di urbanistica. Buona giornata

    1. Anonimo

      Detto ciò la statua in sè non fa impazzire neanche me, non mi disgusta e neanche mi crea ilarità di qualunque tipo, spero solo il risultato finale effettivo ne risulti migliore

    2. Andy

      La caccia alle streghe la fate voi comunisti di merda, gentile anonimo delle 11.22.
      Avete sempre fatto così, in ossequio ai vostri padri fondatori fascisti e illiberali

  4. Anonimo

    Detto ciò la statua in sè non fa impazzire neanche me, non mi disgusta e neanche mi crea ilarità di qualunque tipo, spero solo il risultato finale effettivo ne risulti migliore

  5. Anonimo

    Come sempre i soliti falliti credono di avere le competenze per potersi esprimere in un certo modo sul lavoro di altri. Che vita triste.

          1. Anonimo

            No, i bambini sono freschi e sorprendenti: avrebbero probabilmente tirato fuori qualcosa di più spontaneo e trascinante. Come in fondo era anche Margherita Hack…

      1. Anonimo

        Ma che razza di commento nonsense è questo?

        Un’opera d’arte PER DEFINIZIONE è fatta per essere giudicata…

        Se no cosa facciamo? Mettiamo nella stessa cesta un Caravaggio e un qualsiasi crostone barocco da mercatino dell’antiquariato?

        Un Teomondo Scrofalo lo mattiamo alla pari di un Manet o un Cézanne perché “le opere d’arte non si giudicano”???

        Capisco la tipica avversione cattocomunista italiana per i giudizi di merito, non sia mai che creiamo dei traumi agli autori poverini, ma il lavoro di chiunque è fatto per essere giudicato e il lavoro dell’artista non fa eccezione.

        1. Anonimo

          Potrebbe illuminarci su quale sarebbe la DEFINIZIONE cui fa cenno ?
          Un’ opera d’arte può piacere o non piacere a Lei ,ci mancherebbe, ma può essere studiata e interpretata da chi conosce almeno un minimo il percorso dell’ artista e non giudicata a priori.
          Sui “giudizi di merito” riferito all’arte è meglio stendere un velo pietoso.

        2. Andy77

          E’ proprio la tua filosofia, riassunta molto bene nel tuo commento, che porta ai Teomondo Scrofalo.
          Nel metodo:
          1) chi giudica senza averne le basi (come te) porta ad aborti tipo Teomondo Scrofalo e all’epoca Biedermeier elevata ad arte.
          2) Non ci si nasconde dietro opinioni politiche, peraltro molto spicce, per avvalorare le proprie opinioni.

          Nel merito:
          1) E’ un bozzetto preparatorio e quindi si capisce molto di quanto te ne intendi.
          2) se tu fossi stato nel ‘600 avresti detto le stesse cose del Caravaggio 😀
          3) Si è coniugato il personaggio con il suo mestiere.

  6. Tony1poli

    La malizia sta negli occhi di chi guarda, spiace vedere che molti hanno apparentemente uno sguardo fisso su una determinata cosa. Statua molto bella ed evocativa. Era la migliore fra le proposte

  7. Giuseppe Sanmartino

    Maronna santa! E che è ‘sta fetenzia! E io che mi impegnavo cosí tanto! Mai avrei pensato che tre secoli dopo questa sarebbe stata considerata una scultura!

    1. Biagio

      La statua di Montanelli a me piace. Si ispira a una celebre fotografia che lo ritrae mentre scrive seduto su un marciapiede. Questa della Hach non mi sembra un granché. I riferimenti coprologici che qualcuno ha fatto mi sembrano eccessivi ma per prudenza cambierei il colore (meglio una statua in bronzo o comunque di colore grigio argento). Una volta la Hach ha dichiarato che lei aveva esplorato col telescopio il cosmo in lungo e in largo e Dio non l’aveva mai visto. Non è un granché di dichiarazione per uno scienziato. Quindi la statua le si addice.

  8. Lorenzo

    Questo è chiaramente un bozzetto, la statua vera e propria differirà sia per il materiale, che per rifinitura. Direi di aspettare per giudicarla. Personalmente apprezzo la collocazione. Sul soggetto penso vada accettato che si tratti di uno scienziato di fama internazionale che ha meritato con il suo operato di essere celebrato con una statua. E si, era anche di sesso femminile e schierata politicamente.

    1. _

      Ok bisogna solo tacere…

      Parliamo allora della prossima statua.
      Si può trovare una Donna che però abbia avuto qualcosa a che fare con Milano?
      In ordine sparso:

      Alda Merini
      Fernanda Pivano
      Beatrice D’Este
      Maria Callas
      Giulia Maria Crespi
      Ada Negri
      ecc ecc

      Personalmente a me piacerebbe una statua per la Monaca di Monza, che sarebbe anche un soggetto interessante ed evocativo (per un Artista bravo…)

  9. Andy77

    Non è questo il punto…
    il punto è: come si fa a dare la parole ad uno come te? 😀
    Mai visto un tale coacervo di stupidità vomitate tutte assieme…
    Se poi avessi capito che è un bozzetto in creta….

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