Milano | Porta Monforte – Casa Tensi e l’orrendo sopralzo

Meraviglie architettoniche rovinate per sempre da interventi invadenti e poco pertinenti come nel caso di Casa Tensi.

Casa Tensi venne edificata per volere del signor Federico Tensi tra il 1907e il 1908 su progetto di Ernesto Pirovano, nel delizioso stile liberty in voga a quei tempi. Si trova in via Vivaio 4 all’angolo con Via Giuseppe e Francesco Carlo Maggiolini nel distretto di Porta Monforte.

Venne costruita dal Capomastro Antonio Bernasconi in conformità del progetto predisposto dall’Arch. Ernesto Pirovano che ne diresse i lavori.

Particolarmente interessante era la disposizione dell’ultimo piano sostanzialmente diversa da quella dei piani sottostanti, a causa dell’arretramento imposto dal Regolamento Municipale: disposizione che procurò non lievi difficoltà costruttive, dipendenti anche dalla poca quantità di muri di sostegno risparmiati per economia di spazio in conseguenza dell’obbligata dimensione del corpo doppio, per ragioni d’area del cortile.

I lavori d’indole artistica in ferro battuto furono eseguiti dalla ditta A. Mazzucotelli e C. Quelli artistici in legno dalla ditta Società Eugenio Quarti. Le decorazioni esterne in cemento dalla ditta A. Pirovano e C. Mentre quelle interne in stucco e a colore dalla ditta Bernasconi.

Pregevoli vetrate a colore di G. Beltrami decorano varie delle principali finestre. I ricchi rivestimenti in piastrelle della ditta Villeroi e Boch decorano vari ambienti, oltre all’atrio il quale è altresì costituito da pareti in marmo rosso Vicentino.

Un complesso quindi di lavori ricco, artistico e signorilmente elegante.

L’armonia di questa palazzina di 3 piani (un quarto aggiunto una decina d’anni fa) è rimarcata dalla “torretta” circolare presente all’angolo, risolta con un’inventiva degna di un grande architetto quale è stato il Pirovano: un’invasione di foglie a rilievo poste sotto la torretta funge da elemento di collegamento con il balcone sottostante che risulta arretrato.

Come vuole la tradizione del liberty, le facciate sono ricche di richiami al floreale e alla natura, con decorazioni a rilievo e ferri battuti. Delizioso anche il bovindo sopra l’ingresso principale.

Purtroppo la grazia e l’armonia della palazzina è stata deturpata già nel dopoguerra con l’allargamento dell’ultimo piano, ma soprattutto da un sopralzo di un piano e di un terrazzo realizzato nel 2009/10. Un piano al quale lo studio di architettura incaricato dell’operazione, ha cercato un dialogo con le decorazioni e lo stile sottostante, risultando quantomeno goffo e sgraziato.

Come sempre ci chiediamo come mai, sia commissione paesaggio che Sovrintendenza non impediscano questi scempi o li controllino meglio, specie su edifici di un certo pregio e valore? Ne avevamo parlato in un articolo dello scorso anno.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Art Nouveau World, L’Edilizia Moderna rivista periodica

Fonte: L’Edilizia Moderna rivista periodica; Milano Liberty, Mursia

Art Nouveau, Liberty, Ernesto Pirovano, via Vivaio, Corso Monforte, Porta Monforte

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

16 commenti su “Milano | Porta Monforte – Casa Tensi e l’orrendo sopralzo”

  1. Maledetto chi fa e chi approva questi scempi.

    Ne hanno fatti tanti durante la giunta Moratti. Purtroppo anche di recente ne è stato completato uno in via Tamagno.

    Sindaco dove sei???

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    • Il Sindaco si appoggia sulla Commissione Paesaggio: è quello il “bubbone” temo.

      OK “bubbone” è parola forte, ma se legalmente non si può fare nulla, il minimo che ci si aspetterebbe da una Commissione Paesaggio formata dalla Crema della Crema dei Professionisti Milanesi sarebbe una pubblica richiesta di cambiare le regole.

      Non che approvino a nastro certi obbrobri senza fiatare….

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    • L’intervento in via tamagno non é paragonabile. Io sono contrario ai sopralzi, ma devono essere fatti bene. Il problema dei casi come questo é che spesso sono progetti estremamente poveri e poco curati su edifici particolarmente belli. Per dire, il sopralzo sulla casa operaia di fine 800 spesso nemmeno si nota, perché le facciate erano estremamente semplici e prive di decorazioni, un po’ come il sopralzo quadrato intonatacato dell’ingenier Brambilla medio.

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      • Corretto ricordare con nome e cognome i capaci architetti di un tempo , ma per carità ricordiamo anche gli incapaci e volgari architetti che hanno firmato queste schifezze anzi direi mettiamo targhe in ottone con nome e cognome come per gli amministratori degli stabili

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  2. Finché Milano non sistema questa cosa dei sopralzi può costruire tutti i grattacieli che vuole, resterà sempre una città primitiva. Sarebbe interessante capire a livello giuridico come siano possibili questi interventi, ovvero come funziona l’iter di approvazione. Tutto il resto, come il solito corollario di indignazione “scempio” e “la sopraintendenza dov’è” è perfettamente inutile

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    • E finché (aggiungo io) non sistema lo scempio della sosta selvaggia sui parterre dei viali, lo scandalo dei panettoni stradali (cartina tornasole del generale problema dell’orribile arredo urbano) dei semafori lasciati “grezzi”, le onnipresenti affissioni degli sgombero cantine (i veri padroni di Milano) e le Tags sui muri

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      • Sono d’accordissimo su tutto quello che lei scrive, ma c’è una differenza enorme tra un sopralzo e l’arredo urbano. L’arredo urbano non cambia per sciatteria, ma volendo, ci vorrebbe un attimo a cambiarlo. Un sopralzo invece resterà lì per sempre, a rovinare la prospettiva e distruggere l’atmosfera di un palazzo. Tags, affissioni, arredo urbano sono sciatteria, i sopralzi sono una bomba atomica urbanistica, una ipoteca a qualsiasi idea futura di bellezza. Finché non si capisce la storia legale di questi manufatti, perfettamente autorizzati, non si faranno passi avanti.

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  3. La sovrintendenza, organo da abolire, ormai inutile, la stessa che approva follie di questo genere e tutela il muro di Porta Genova. Ho detto tutto.

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    • Ma è davvero così? Gioverebbe avere da qualcuno competente, magari Urbanfile stesso, una chiara idea dell’iter che porta all’approvazione di un sopralzo di questo tipo

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  4. I responsabili di questi disastri estetici e morali (perché l’etica e l’estetica sono compagne inseparabili e l’una non va mai dove l’altra non è invitata) non sono le Soprintendenze o le commissioni del Paesaggio, che a volte, come tutti, sbagliano ma più spesso trovano grossi ostacoli nel loro lavoro.
    I responsabili degli scempi sono, in primo luogo, i committenti avidi e incapaci di apprezzare la bellezza.
    Poi professionisti poco preparati o succubi perché troppo bisognosi di lavorare e che rinunciano esercitare il diritto/dovere deontologico di consigliare il cliente ed eventualmente rifiutare l’incarico.
    In ultimo, ma non in ordine d’importanza le leggi statali e regionali ispirate all’ideologia nazional-liberista “meno Stato e più mercato”

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    • Il liberismo sfrenato, le leggi, chi deve controllare che ha le mani legate anche se vorrebbe, gli avidi approfittatori…c’è tutto l’armamentario del qualunquismo.

      Sarà veramente così o è bello crederci perchè non cambi nulla?

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