"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | San Siro – Stadio: per Milan e Inter potrebbe esserci il piano B

Il Piano B, già ventilato tempo fa quasi come minaccia o bluff da parte delle due squadre di calcio di Milan e Inter, potrebbe esser ripescato come alternativa all’impasse che sta avvenendo attorno al progetto del nuovo Stadio di San Siro.

Infatti le due squadre pare stiano nuovamente pensando a cercare l’alternativa a San Siro per costruire il nuovo stadio sportivo. Infatti è notizia di questi giorni che le due squadre abbiano già valutato almeno tre ipotesi come alternativa, tutte fuori dal territorio comunale di Milano: Sesto San Giovanni, Segrate e San Donato Milanese (il gioco delle 4 S con San Siro).

Ricorsi al TAR, la raccolta di firme per un referendum, oltre ai possibili tempi incerti e lunghi del ventilato dibattito pubblico, ma anche la scarsa adesione al progetto da parte del Comune, nonostante la dichiarazione del pubblico interesse, tutti fattori che stanno facendo valutare alle squadre di calcio la possibilità di trasferire il progetto altrove.

Ipotesi che terrorizzerebbe il Comune di Milano perché, come ha ammesso il Sindaco Beppe Sala, la città si ritroverebbe in mano il cerino bruciato. In sostanza uno stadio enorme da utilizzare in quale modo? Con dei costi di gestione tra i 5 e 10 milioni di euro all’anno. Far diventare il Meazza come spazio per concerti, sarebbe l’alternativa, ma gli triplicandoli rispetto a quelli attuali, ma, come ha ribadito lo stesso Sala, “andate voi a dirlo ai comitati dei residenti”. E trovare un’altra società che se ne faccia carico sarebbe impossibile. Insomma, lo spettro del Meazza scatola vuota è dietro l’angolo.

Le alternative ipotizzate naturalmente sono quelle già ventilate tempo fa, come l’area Falk di Sesto San Giovanni, molto appetibile grazie anche alla vicinanza con una stazione FS nelle vicinanze e la M1. Altre alternative sono Segrate, anche se in questo caso la metropolitana ancora non ci sarebbe, ma già pensata, e San Donato.

A questo punto non ci resta che attendere e vedere gli sviluppi, sperando in una soluzione ponderata da parte di tutti i soggetti in campo.

Qui di seguito alcune immagini del progetto scelto per lo stadio nuovo di San Siro, progettato dallo Studio Populous.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Andrea Cherchi; Roberto Conte

San Siro, Stadio, Milan, Inter, Stadio Meazza, Referendum, Riqualificazione, Degrado, Populous, Sesto San Giovanni, San Donato Milanese, Segrate

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


31 thoughts on “Milano | San Siro – Stadio: per Milan e Inter potrebbe esserci il piano B

    1. Anonimo

      Io demolirei il terzo anello e la copertura…e a San siro partite della nazionale e concerti..e costruire 2 stadi per milan e Inter

  1. Anonimo

    Fate costruire a Sesto o a San donato.

    Buttate giù tutto, vendere fate costruire un po’ di case, un VERO parco con gli oneri di urbanizzazione e la città può solo migliorare.
    E probabilmente rimangono anche dei soldi in cassa.

    1. Anonimo

      Anche buttare giù San Siro costa.
      Temo che se il nuovo stadio sarà trasferito altrove San Siro piano piano sarà abbandonato e poco manutenuto, gettando ancor più nel degrado tutto il quartiere. Un bel problema da gestire negli anni a venire.

      Insomma, in ogni caso il destino di San Siro è segnato, prima o poi andrà abbattuto. O tra pochi anni per fare il nuovo stadio, o tra 20 perché sarà marcito e inutilizzato. Una bella vittoria per quei 4 vecchi decerebrati dei comitati di quartiere.

      1. Anonimo

        I comitati vogliono la zona bella col parco, le case ma niente stadio.

        Francamente li posso anche capire e visto che è una zona appetibile con due linee di metro vicine, appena liberatisi dello stadio di investitori pronti a demolire San Siro per farci zona residenziale ci sarà la coda.

    2. Anonimo

      Bella idea! Scommetto che sei tu lo sviluppatore che si vuole fare carico di tutti questi lavori, giusto?

      No perché altrimenti è solo fiato alle trombe.

    3. _

      Non capisco perchè come piano B si parli di Sesto, San Donato e Segrate e non della ex Piazza d’Armi che è in vendita, abbandonata, in buona posizione e…prima o poi sarà edificata comunque.

  2. Anonimo

    Ringraziamo Mariani, che alle elezioni ha preso un numero di voti ridicolo, e i suoi amici dei comitati. Una manica di incapaci che mette l’ideologia davanti l’amministrazione della città.

    1. Anonimo

      Mandiamo tutti a casa sua quando il Comune farà concerti a San Siro ogni settimana per rientrare delle spese di uno stadio vuoto 🙂

      1. Joe

        Basterebbe coprire il prato unendo le tettoie soprastanti e i decibel diminuirebbero radicalmente.
        Ben poche città al mondo possono avere un impianto così grande e con una acustica così buona, utilizzabile praticamente tutto l’anno per concerti e manifestazioni di ogni tipo

        1. GArBa

          “basterebbe” caricare una struttura di un peso che non può sopportare e che la esporrebbe a carichi dovuti all’azione del vento e delle deformazioni termiche che non sono quelli calcolati in sede di progetto. che bellissimo “basterebbe”.

          Modificare lo stadio costa quanto demolirlo, con il vantaggio che le squadre demolirebbero in cambio del diritto di edificare lo stadio nuovo su terreno chè è già urbanizzato (a parcheggio o a parco pubblico), spostando il parco nell’area dello stadio attuale. Se Milano perde l’occasione di avere un impianto moderno i cui costi non siano più una spada di damocle sul groppone della collettività allora significa che l’amministrazione impone una battuta di arresto a quella governance sui processi urbanistici che si era andata lentamente ricostituendo dal 1993 in poi, indipendentemente dal colore delle giunte. un ritorno del calendario a 40 anni fa e ai piani regolatori dirigisti che animati delle più grandi buone intenzioni crearono degrado e favorirono i palazzinari.

  3. Anonimo

    Sono sicuro che alla fine prevarrà il buon senso e butteranno giù quell’inutile mostro di cemento.
    Anche venti anni fa c’era chi si opponeva a buttare giù la vecchia fiera per non fare City Life. Chissà cosa passa in testa dei comitati di quartiere che si oppongono a una rigenerazione urbana così radicale e profonda che farebbe rivalutare le loro casa e migliorare la qualità della loro vita. Misteri della mente umana. Come vincere alla lotteria ma buttar via il biglietto.

    1. Spark

      Più che misteri della mente umana direi misteri della mente italiota…solo in sto paese vedi certe cose.
      Quelli del quartiere di San Siro le superano tutte…si oppongono strenuamente al “cementoooo!1!!” , cioè un progetto bellissimo con parchi etc, per difendere quello che c’è ora e cioè cosa?? Una bellissima, verdissima e bucolica distesa di…asfalto.
      Roba da TSO

  4. Anonimo

    E’ pazzesco come un’opera urbanistica cosi’ strategica per l’ interesse comune ( ma anche per “l’immagine-di-Milano-nel-Mondo”) sia in balia degli investitori privati come delle inefficienza burocratiche. Tutto a scapito della città che subisce le scelte di altri e le incompetenze dei suoi governanti.
    Il comune di Milano non serve a niente se non riesce a intervenire e fare gli interessi dei suoi cittadini. Questa modernità è uno scandalo. A questo punto a cosa serve votare, per un Sindaco, per un Programma?
    Le elezioni ormai sono puro folklore locale e niente piu’, come il Palio di Siena. Anzi come il Carnevale di Viareggio…tutta una farsa!

  5. Anonimo

    I soliti 4 lobbisti, non eletti da nessuno,riescono a bloccare il nuovo stadio a san siro con referendum e ricorsi al tar. Dietro questi lobbisti in realtà ci sono lobby italiane e europee che, per favorire le loro squadre e le loro leghe (premier,liga, ligue 1 e bundesliga) non vogliono che Milan e Inter si rafforzino patrimonialmente,economicamente e sportivamente con un nuovo stadio. Stessa situazione successa con il velodromo vigorelli di Milano dove sempre i soliti lobbisti hanno impedito che venisse realizzata una nuova pista ciclistica moderna, costringendo a restaurare la vecchia pista in legno che però non si può usare per le competizioni. Oggi il vigorelli è una struttura inutilizzata. Anche in questo caso dietro i lobbisti c’erano le federazioni ciclistiche europee che volevano impedire che l’Italia avesse una struttura moderna di ciclismo su pista per far concorrenza ai loro velodromi e ai loro ciclisti. L’attuale San Siro farà la fine del vigorelli.

  6. Wf

    Forse possiamo chiedere di far costruire il nuovo stadio a quei competenti e geni che gestiscono ALER LOMBARDIA…

    Sicuramente saranno all’altezza di ogni sfida.

  7. Gianluca Brescia

    Sarebbe stato meglio investire pesantemente sul San Siro attuale piuttosto che un giorno trovarsi con un impianto abbandonato.

    A Segrate, Sesto S. G., e S. Donato potrebbe ripresentarsi lo stesso problema.

    Sala si lamenta che potrebbe rimanere con il cerino dello stadio anche se da 3 anni pensa solo a quello per Milano.

    Credo che tutta la procedura sia stata sbagliata in partenza.

  8. Spark

    Due privati vengono con 1 miliardo di € per riqualificare un intero quartiere, proponendo un progetto bellissimo con uno stadio moderno, parchi, etc…qualunque città al mondo di qualunque paese al mondo stapperebbe lo champagne e si darebbe alla pazza gioia.
    L’italietta che fa? Burocrazia, lungaggini, immancabile retorica sulla “cementificazione!!!!”, comitati anti-tutto…Finirà che non solo non si farà a San Siro ma non si farà proprio, alla fine Elliot e Suning si stuferanno, vedrete.
    Così, oltre a perdere un progetto bellissimo di riqualificazione, investimenti per centinaia di milioni, si finirà pure per condannare due club storici come Inter e Milan alla mediocrità perpetua.
    E parliamo della metropoli più avanzata del Paese…Viva l’Itaglia!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.