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Milano | Duomo – Arengario e Museo del 900 Bis: la Sovrintendenza apre alla passerella

Ricorderete certamente la vicenda sulla questione se realizzare o meno la passerella tubolare che unirebbe i due arengari di piazza Duomo per farli diventare un tutt’uno e completare l’ampliamento del Museo del Novecento, con il netto NO da parte della Sovrintendenza alla sua realizzazione? La motivazione sarebbe stata che questa struttura, un tubo che unisce i due edifici, avrebbe impicciato la prospettiva che si ha dalla Galleria Vittorio Emanuele verso piazza Diaz e la Torre Martini.

Invece, a quanto pare, l’architetto vincitore del concorso, Sonia Calzoni, assieme al direttore del Comune Massimiliano Papetti, continuando a difendere la passerella di specchi definita “un segno della capacità del nostro Paese di non rinunciare ad operare sulle preesistenze”, potrebbe aver convinto la sovrintendente ai Beni archeologici Antonella Ranaldi, alla sua effettiva efficacia anche turistica e d’immagine innovativa, un segno moderno, come lo fu la piramide del Louvre di Parigi, realizzata nel 1983 dall’architetto Ieoh Ming Pei e che ancora oggi è diventato un simbolo internazionale.

Ad ogni modo il progetto potrebbe contemplare anche un grande e nuovo atrio posto proprio in via Guglielmo Marconi tra i due arengari.

Ricordiamo che lo scorso gennaio, Palazzo Marino ha dato via all’iter che trasformerà il secondo Arengario di piazza Duomo in uno spazio espositivo di 1.204 metri quadrati all’interno e 111 all’esterno. Spesa complessiva tra lavori e somme a disposizione: 29 milioni di euro.

Con l’approvazione del raddoppio degli spazi e dopo aver designato il vincitore per il rinnovo e l’adeguamento, il Museo del Novecento a questo punto non sembra incontrare ostacoli se non il definitivo OK dalla Sovrintendenza. Operazione che può esser portata avanti anche grazie alla donazione di cinque milioni di euro da parte di Giuseppina Antognini, per i lavori di ampliamento, assieme a sei tele di maestri futuristi e la promessa di altre trenta opere. Come se non bastasse, è arrivato il comodato gratuito della collezione Mattioli, composta di ventisei capolavori futuristi precedentemente destinati dall’erede Giacomo Rossi alla Pinacoteca di Brera.

E come ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala: le remore della Sovrintendenza stanno scemando. Sono positivo sulla realizzazione.

Referenze immagini: Sonia Calzoni; Pierluigi Nicolin

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


26 thoughts on “Milano | Duomo – Arengario e Museo del 900 Bis: la Sovrintendenza apre alla passerella

  1. Wf

    Siiii.

    Figooo!

    Benissimo.

    Bellissima la passerella in alto sopra piazza Duomo!

    Segno ironico di contemporaneità.

    Si osa.

  2. Alberto

    Sono pro passerella, mi spiace però che venga occupato il porticato sotto il secondo arengario. Era uno spazio utile e ci facevano il mercatino dei libri usati.

  3. Anonimo

    Sarebbe un bel segno di contemporaneità nella piazza che riassume tutta la città e, soprattutto, sarebbe funzionale alla costruzione di un unico museo 900+100.

    1. Anonimo

      Favorevole alla passerella ma resta il fatto che sono riusciti a scegliere il progetto peggiore di tutti. Da Piazza Diaz la passerella sembrerà un ponteggio aereo…

  4. Anonimo

    passerella tutta la vita. Serve che le città cambino e si modernizzino con nuovi spazi museali e nuovi simboli.

    Suggerisco però di buttare un occhio sull’orripilante piazza Diaz, uno spazio molto grande che potrebbe avere un ruolo come piazza Duomo bis e invece è un parcheggio schifoso.

    Passerella ma anche un nuovo progetto per piazza Diaz, e il centro può fare un bel passo avanti in attrazione anche turistica.

  5. Anonimo

    Piazza Diaz e “un parcheggio schifoso” solo per scooter mi risulta, e anche autorizzato, ma si sa, le auto disturbano anche se sottoterra, vero?

    1. Anonimo

      Piazza Diaz è assediata dalle auto, non solo dagli scooter. Basta andarci.
      E l’inutile parcheggio degli anni 60 sotterraneo andrebbe chiuso e riadattato ad altro, per esempio facendoci un intervento simile all’Apple Store. I suv e le auto di oggi tra l’altro nemmeno ci stanno più, gli stalli sono a dimensione di auto anni 60

    2. Wf

      Non è vero.

      Piazza Diaz ha suv e auto in doppia fila in mezZo alla strada.

      Proprio fuori un parcheggio interrato.

      Questo è la conferma della arroganza e menefreghismo della legge degli automobilisti milanesi.

      E dellinutilita dei parcheggi sotterranei.

      Cosa li facciamo a fare se poi gli autotalebani se ne fottono e parcheggiano comunque fuori per non pagare?

  6. Raniero Avogadro

    La passerella aerea è una bruttura inaccettabile, un insulto all’estetica di un luogo così significativo per il centro di Milano. Le responsabilità delle autorità comunali cìhe insistono ad approvare il progetto, a cominciare dal Sindaco, sono gravi. Ma ciò che mi sorprende di più è la notizia che la Soprindendente alle belle arti e al paesaggio si starebbe orientando a non ostacolare il bruttissimo progetto. Siamo caduti veramento in basso.

  7. COSI' STILE AUTOGRILL

    Questo ampliamento è un orrore – e la passerella mette la ciliegina sulla torta. Viene da fare le sfuriate alla SGARBI e urlare sbracciando come un ossesso per cercare di fermare questa “macchina impazzita” che vuole realizzare questo scempio. Vi rendete conto che state duplicando lo schifo che é stato realizzato dentro la Stazione Centrale? Avete proprio le menti offuscate dallo stile Autogrill. Milano ormai non vale piu’ di un Autogrill. Quello sta diventando, una sosta per pisciare e bere un caffè in un non-luogo qualunque, prima di ripartire verso un altrove.

    1. Anonimo

      Visto che hai la visione di ciò che è giusto ci esponi i tuoi progetti? Argomenti un po’ meglio così ci passi il sapere?
      Grazie.

  8. COSI' STILE AUTOGRILL

    Non sono assessore, né ministro della cultura, né titolare di uno studio prestigioso di architettura, e non sono critico d’arte. Non sono pagato per elaborare soluzioni per spazi culturali pubblici. Non per questo non occhi per vedere. Vedere che a Milano è in atto un declino culturale che passa anche dalle scelte, (o non-scelte) di interventi culturali non adatti a una città che si vende come grande capitale occidentale contemporanea. Se Milano fosse Sesto San Giovanni, Bresso, Vimercate andrebbe tutto bene. In un hinterland dominato da casermoni anni 60-70, un “autogrill” ecciterebbe un mucchio di gente e di sicuro rivitalizzerebbe il quartiere…Ma tornando al progetto del Museo del 900, lo spazio disponibile è ridotto, si è fatto quello che si poteva con il primo, Amen. Ora si raddoppia, ma anche se raddoppia, resta sempre uno spazio rosicato. Io eviterei di farci il Museo del 900. In uno spazio che sembra piu’ uno showroom di Poltone Frau o di FENDI che un Museo del 900. Per poi farci cosa? l’ennesimo bar e una sala conferenze abbastanza inutile. Prendete un edificio della periferia e fatelo li’ ma non nel centro storico di Milano…è mortificante. Oppure comprate piu’ spazio, e ingranditevi davvero. trasformate il sottosuolo e i palazzi limitrofi…Altrimenti fateci una voliera: una enorme voliera e metteteci pappagalli o farfalle. Dimostrerebbe al mondo che ALMENO Milano è sensibile ai temi ambientali!!!!!

    1. Anonimo

      Mi sa che a Vimercate tu non ci sei mai stato.

      Ha un bellissimo centro storico perfettamente mantenuto, con tanto di chiese e porta medievali, e il resto sono per lo più villette o al massimo palazzine.

      I casermoni anni 60 ce li hai tu nel cervello (o magari ci abiti dentro, tipo a Bresso o Sesto, appunto).

      1. Anonimo

        Se vogliamo dirla tutta di casermoni anni 60 ce ne sono tanti anche a Milano, purtroppo c’è’ l’imbarazzo della scelta.

      2. Anonimo

        Vimercate è periferia per definizione, il nulla cosmico e le tue villette playmobil…a prescindere dall’altezza degli edifici è un posto qualunque dove non succede nulla.

  9. Anonimo

    Visto così mi ricorda molto il ponte di Calatrava a Venezia.
    Il rischio di un pugno in un occhio è molto alto. Vorrei fare una considerazione su queste strutture con vetri, specchi e acciai, ecc.. da nuove molto affascinanti, considerate belle o meno a discrezione dei gusti di ognuno, dopo un po’ di tempo e vari tipi di eventi atmosferici, semplice pioggia e polveri di vario genere, come si presenteranno? Meditate gente meditate.

    1. Anonimo

      Concordo pienamente, così si rovina la prospettiva e la bella visuale che si ha entrando da P.zza Scala guardando il palazzo della terrazza Martini.

    1. Anonimo

      Nessun milanese dal almeno due generazioni direbbe mai piazza “della” scala, come non direbbe mai piazza “del” Duomo anche se è il suo nome ufficiale.

      Mi sai che ti sei fatto riconoscere tu come giargiana!

      1. Anonimo

        Questo lo dici tu che non sei milanese da due generazioni come me.
        Mio zio diceva “Piasa del Domm”

        Ciao barlafuss

  10. Albe

    Una roba mortificante che da proprio l’idea di un intervento a basso costo ideato, con poca creatività, per essere compatibile con vincoli ridicoli (tipo il cannocchiale prospettico di piazza Diaz). Un inserimento invasivo che però tutto sommato non si vede tanto.
    Per aggiungere quasi niente poi.
    Ma osassero un po’ di più, sbancate il parcheggio di piazza Diaz e fate una piazza ipogea con copertura in vetro (dov’è che si è già vista…).
    Una bella piramide effettivamente ci starebbe bene, piena di piante (tropicali) che colleghi i due edifici con tunnel, ingresso frontale in mezzo ai due edifici lungo la strada pedonale

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