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Milano | Lampugnano – L’area attorno alla metropolitana, nuove torri e le olimpiadi

Abbiamo fatto un giro attorno all’area che circonda la stazione M1 di Lampugnano, dove presto ci sarà una vasta trasformazione.

Anzitutto qui si trova il famoso palazzetto, che di volta in volta ha preso i nomi degli sponsor che lo hanno mantenuto, come PalaTrussardi e per ultimo PalaSharp, una tensostruttura con una capienza massima di 10.045 spettatori a suo tempo costruita in sostituzione provvisoria del Palazzetto dello Sport di San Siro distrutto dalla famosa nevicata del 1985.

Struttura della quale è previsto il recupero e la conversione in un palazzetto del ghiaccio che sarà pronto per i XXV Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.

Ci troviamo a due passi dall’antico borgo di Lampugnano con la chiesetta di Santa Maria Nascente (che vi consigliamo di visitare per le sue stupende opere), frazione del comune di Trenno passato sotto l’ala di quello di Milano cent’anni fa.

L’area antistante la stazione di Lampugnano, coi terreni che corrono ai lati via Giulio Natta, è in attesa da anni di sviluppi immobiliari che hanno avuto non pochi intoppi e che ora pare in parte risolti.

Alcuni di questi terreni erano di proprietà del Gruppo Ligresti che qui voleva lottizzare con l’edificazione di ben 90 mila metri quadri tra via Natta, via Trenno e via Chiarelli. Iter che, dopo decenni di stop, era reiniziato nel 2006 con progetti più volte bocciati. L’intenzione era quella di realizzare ben tre torri di varie altezze (fino a 60 metri) distribuite nei vari lotti (fonte chiamamilano 2010).

Tra questi vi era anche quello del vecchio depuratore di via Natta 10 angolo via Ziegler. Depuratore in disuso da anni ma ancora presente. Sotto via Natta scorre, intubato, il povero fiume Olona, o quel che ne rimane, che prosegue in sotterranea fino a raggiungere i viali della circonvallazione per poi immettersi nel canale del Lambro Meridionale a San Cristoforo.

Comunque Ligresti alla fine non riesce a portare a termine il suo piano edilizio in zona prima del definitivo fallimento della società. Le volumetrie sono però ancora presenti nel piano di governo del territorio, tanto che una è già in costruzione in via Ippodromo e l’altra è ancora sulla carta per via Trenno – via Natta.

L’area della stazione della metropolitana e relativa stazione dei bus è un po’ allo sbando, anche se non più come qualche anno fa.

Di fronte, oltre via Natta, si delineano gli edifici cilindrici dell’Istituto Omnicomprensivo Lampugnano che annovare, tra gli altri, il liceo scientifico Gerolamo Cardano e l’istituto linguistico Artemisia Gentileschi (progetto del 1978, Carlo Cavallotti e Egle Marcolini Vertova).

Passando oltre Via Trenno si trova il complesso residenziale di via Ippodromo 16, realizzato negli anni Novanta e primi 2000, con area verde pubblica, dove si trova un grazioso giardino di quartiere.

Tornando verso la stazione, troviamo il complesso per uffici: Centro Sant’Elia, realizzato nel 1989 e nel 2011 con la costruzione della torre al civico 5 di via Cambi. L’area circostante è rimasta a verde con la presenza di uno skate park, il Lampugnano Plaza.

Proseguendo il parco si allunga verso il Quartiere Cascina Cottica, passando a lato della Chiesa di Gesú Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Raggiungiamo Via Padre Carlo Salerio, dove si trova l’enorme complesso religioso della Casa di Nazareth. Qui vi hanno sede l’E.C.Fo.P. – Ente Cattolico Formazione Professionale e l’Istituto Suore della Riparazione, con la chiesa di Nazareth all’interno del complesso. Edificio costruito nel 1950.

Concludiamo il nostro sopralluogo passando oltre Via Benedetto Croce, troviamo un po’ di verde che diventa più a nord i bellissimi Giardini in memoria dei Caduti di Nassiriya.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Lampugnano, San Siro, Via Ippodromo, Via Trenno, via Natta, via Ziegler, Via Benedetto Croce, Giardini in memoria dei Caduti di Nassiriya,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


6 thoughts on “Milano | Lampugnano – L’area attorno alla metropolitana, nuove torri e le olimpiadi

  1. Anonimo

    Sulla carta è previsto altro residenziale nell’area Natta-Trenno ora occupata come base del cantiere ora in corso Trenno-Ippodromo.
    Ci sarebbe un altro edificio ad uso uffici in previsione nell’area tra la stazione M1 e via Ziegler ma considerata la possibile percentuale di occupazione futura degli edifici già esistenti si farà mai?
    Mentre l’area del depuratore dovrebbe essere convertita a verde pubblico ma anche lì… Quando?
    Comunque l’area attorno al Palasharp è ancora troppo degradata

  2. Maury

    La stazione bus adiacente all’ingresso della M1 sarebbe da rifare, piuttosto degradata e frequentata da gente poco raccomandabile. Spero che intervengano anche lì

    1. Anonimo

      Assolutamente d’accordo, piena di sporcizia. Ma anche tutta l’area attorno a via Salerio è terribile. Prima recuperano il Palasharp prima si argina questa situazione

      1. Ale

        Andrebbe totalmente ripensato il complesso M1+StazioneBus+Parcheggio. Oggi non da l’idea di essere giunti in una città moderna, ma in una città anni ’80… è una stazione strategica e sarà pure sito olimpico!

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