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Milano | Vigentino – Quartiere Symbiosis, palazzo D: completato

Facente parte del neonato quartiere di Covivio Symbiosis posto nel distretto del Vigentino a sud dello Scalo Romana, il grande Palazzo D, uno degli edifici per uffici progettato dallo studio Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV) è stato completato.

Il complesso è sorto nel settore nord del quartiere, alle spalle della sede Fastweb – anch’essa progettata da ACPV – e rappresenta un nuovo tassello nella riqualificazione dell’area urbana, ridefinendo il concetto di luogo di lavoro.

SCE Project è stata responsabile della progettazione strutturale preliminare, definitiva ed esecutiva svolta completamente attraverso l’utilizzo di processi digitali su piattaforma BIM e della Direzione Lavori specialistica delle Strutture.

Composto da due volumi, per un totale di circa 20.000 mq, il primo volume del Building D si sviluppa su quattro piani, compresi i livelli mezzanini, i volumi a doppia altezza e la struttura di copertura, con gli ultimi piani che si affacciano a sbalzo su via Orobia e accolgono un giardino pensile; il secondo volume, alto nove piani compresa la copertura, presenta ampi spazi per uffici e locali commerciali al piano terra. L’area verde sul tetto, che si estende per oltre 75 mq, offrirà agli utenti dell’edificio un’opportunità unica per una passeggiata, momenti lavorativi all’aperto o semplicemente per svolgere attività fisica.

Gli elementi caratterizzanti degli spazi aperti al pubblico, progettati in collaborazione con l’architetto paesaggista Carlo Masera, hanno visto la creazione di specchi d’acqua, percorsi pedonali e spazi a verde che comprendono prato e alberature. Naturalmente lo spazio pubblico si fonde e prosegue con gli spazi realizzati nell’area del palazzo Fastweb e piazza Olivetti.

Verso via Adamello rimane ancora da cantierizzare il settore dove dovrebbe sorgere il palazzo C e E. Edificio non ancora presentato.

Riferimenti fotografici: Roberto Arsuffi

Scalo Romana, Porta Romana, Vigentino, Symbiosis, Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV), Piuarch, via Condino, via Vezza d’Oglio, Covivio, Snam,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


3 thoughts on “Milano | Vigentino – Quartiere Symbiosis, palazzo D: completato

  1. Anonimo

    Ricorda un po’ l’edificio Bocconi di Grafton, ma ovviamente è decisamente più banale e meno riuscito.

    Diciamo che tutto lo sviluppo di Covivio è abbastanza modesto sul piano architettonico e le realizzazioni di Citterio sono tra le meno entusiasmanti. A giudicare dai rendering sembra promettere un po’ di più l’intervento di Carlo Ratti, ma anche lì niente che faccia gridare al miracolo.

    Se non altro gradevole l’arredo urbano e lo spazio pubblico con tutti quegli specchi d’acqua.

  2. Anonimo

    Eccitante come una presentazione aziendale in powerpoint, ma in fondo è una zona ad uffici, non è che serva altro oltre che alla vigilanza privata per evitare i vandalismi e tenere la tranquillità quando i palazzi sono deserti.

  3. Alberto

    Edifici magari non entusiasmanti come quelli di Porta Nuova ma decisamente realizzati meglio e fedeli hai rendering (impietoso il confronto con le vicende della torre Unipol, del Rasoio e del Pirellino).
    Quello che stupisce di più é la qualità dello spazio pubblico a terra, davvero curato nei dettagli e originale. Peccato rimarrà praticamente inutilizzato vista la zona.
    Peccato che i grandi sviluppi in mano al comune abbiano invece una qualità imbarazzante, temo per il futuro sviluppo dello scalo Romana, con gli architetti e tecnici che fanno tutto al risparmio e inseguendo i comitati delle mamme.

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