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Milano | Sesto San Giovanni – MilanoSesto, Unione 0 si svela alla comunità 

Sesto San Giovanni, lo scorso 29 giugno si è tenuto l’evento promosso da HinesCale StreetPrelios e Milanosesto pensato e dedicato alla comunità e a tutti coloro che vogliono conoscere più da vicino Unione 0. Si tratta del primo lotto privato che verrà realizzato a MilanoSesto, il più grande progetto di rigenerazione urbana in Italia e tra i principali a livello europeo.

Unione 0, protagonista del racconto, verrà sviluppato grazie all’investimento perfezionato all’inizio dell’anno da Hines, player internazionale attivo nel real estate, insieme a Cale Street, società di investimento immobiliare sostenuta dal Kuwait Investment Office. Si tratta dell’ufficio londinese della Kuwait Investment Authority e primo fondo sovrano al mondo costituito nel 1953, attraverso l’avvenuto apporto del lotto al Fondo immobiliare di nuova costituzione “Unione 0” gestito da Prelios SGR da parte di Milanosesto S.p.A.

Presenti all’evento anche il Sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, e i rappresentanti dei tre principali promotori di MilanoSesto che commentano con soddisfazione lo spirito che ha guidato l’ideazione dell’evento.

Luigi Aiello, general manager corporate & business development del Gruppo Prelios, ha aggiunto: “Presentare Unione 0 alla comunità è stato per me fonte di doppia soddisfazione. In primo luogo, perché stiamo promuovendo in modo concreto la nostra interpretazione di un concetto di living: moderno, sostenibile, accessibile e costruito intorno ai bisogni dell’individuo. E, non meno importante, perché si concretizza tangibilmente MilanoSesto, un progetto ambizioso, in principio considerato un problema, ma oggi un’iniziativa forte e che si fonda in primis sulla creazione di valore per l’intera comunità. Questo progetto è una ulteriore dimostrazione di come il coraggio, la coesione e la professionalità degli operatori, come Prelios, Hines e Intesa Sanpaolo, oltre a una visione di lungo periodo supportata dalle Istituzioni, siano la chiave per il raggiungimento di grandi obiettivi”.

Mario Abbadessa, senior managing director & country head di Hines Italy ha commentato: “Unione 0 e l’intero progetto MilanoSesto, in cui si inserisce, nascono dal desiderio di creare un luogo per la comunità, un progetto ampio e inclusivo che risponda anche ai bisogni di chi Sesto San Giovanni già la abita. In Hines, ogni progetto che seguiamo, lo consideriamo di successo solo se sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ed economico, ma soprattutto sociale. Con il supporto e la fiducia di Cale Street, nostro investitore nello sviluppo di Unione 0, cerchiamo quindi di migliorare ogni giorno l’ascolto dei cittadini, delle scuole, delle associazioni locali, ma anche di commercianti e altri operatori presenti nelle aree dove ci troviamo, in quanto è proprio da questo confronto che capiamo realmente quali sono le necessità attuali e future delle generazioni che abitano e abiteranno l’area. Questo è quello a cui stiamo lavorando, sperando di coinvolgere sempre di più voci e ambizioni diverse come ci siamo proposti di fare con questo evento”.

“Poter presentare il primo lotto di MilanoSesto alla comunità di Sesto San Giovanni è un momento di orgoglio per tutti noi che lavoriamo al progetto, con dedizione e convinzione, ormai da anni. Al fianco di partner come Hines e Prelios, infatti, siamo finalmente riusciti a dare prova tangibile del percorso che abbiamo intrapreso e degli step che, nei prossimi anni, renderanno Unione 0 e MilanoSesto un luogo in grado di trasformare la storia delle ex aree Falck in una vera opportunità per il futuro, valorizzandone anche l’importantissima eredità storica”, ha dichiarato Luciano Carbone, amministratore delegato di Milanosesto S.p.A.

L’evento del 29 giugno ha rappresentato un’esperienza coinvolgente per tutti gli ospiti, grazie al percorso ideato per interpretare i valori e le caratteristiche principali che contraddistinguono Unione 0, oltre agli interessanti approfondimenti con diversi interventi che si sono susseguiti nel corso della serata.

Diverse le installazioni presenti ideate interpretando il tema natura, tra cui un percorso di piante verdi che hanno guidato gli ospiti verso la sala centrale dello spazio industriale, in cui è stato possibile vedere, in anteprima, alcuni esempi di creatività delle cesate – che, prossimamente, andranno a delimitare l’area di cantiere – inserite in una parete allestita con orti verticali. Non sono mancate neppure occasioni pensate per far interagire e coinvolgere gli ospiti non solo sul posto, ma anche di rientro nelle loro abitazioni. È stata, infatti, predisposta una grande installazione di scritte formata da biglietti di carta realizzati con pasta di semi, che i partecipanti hanno potuto portare a casa e piantare, custodendo la pianta che ne nascerà fino a quando potrà essere trasferita in Unione 0.

Il racconto di Unione 0 ha previsto anche una presentazione dal carattere informale che ha coinvolto alcuni dei numerosi professionisti che già da diversi mesi collaborano per la realizzazione del primo lotto di MilanoSesto. Una tavola rotonda è stata, infatti, pensata per conoscere il progetto dal punto di vista degli architetti impegnati, dapprima, a tradurre in disegni quanto hanno immaginato per il nuovo quartiere e a seguirne poi, passo dopo passo, la realizzazione vera e propria con l’avvio dei lavori prevista entro la fine dell’anno. Si tratta di Park Associati, che curerà lo studentato con circa 700 posti letto, lo studio di architettura e interior design ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel coinvolto nella progettazione degli spazi direzionali e di un hotel, Barreca & La Varra che progetterà le residenze in edilizia convenzionata e Scandurra Studio Architettura che si occuperà delle residenze libere, oltre a LAND a cui è stata affidata la realizzazione della prima porzione del parco, pari a 13 ettari su 45 ettari complessivi. I professionisti degli studi si si sono alternati nella presentazione con le loro visioni del progetto, le connessioni pensate tra i vari edifici e tra questi e gli spazi esistenti, in cui il concetto di osmosi pubblico-privato giocherà un ruolo centrale, così come anche il processo di ri-naturalizzazione dell’area sarà un elemento cardine di Unione 0 e del progetto nel suo complesso.

Infine, è stato Davide Rampello, past president della Triennale di Milano, docente universitario e direttore artistico della Rampello & Partners Creative Studio ad affrontare un altro tema cruciale di Unione 0 e di MilanoSesto: il fulcro da cui si sviluppa il progetto sono le persone e i loro bisogni, e l’intenzione di riunire una comunità aperta, inclusiva, e integrata, in linea con gli interessi delle generazioni future. Si è parlato, quindi, del rapporto con la comunità esistente e delle prime azioni previste per restituire centralità alle persone che vivranno la nuova area, oltre delle iniziative già attivate con associazioni locali che custodiscono l’eredità e la storia del luogo. Un dialogo sull’importanza della connessione tra le persone e la valorizzazione delle loro storie, oltre a sensibilizzare sull’importanza delle relazioni intergenerazionali. Questo intervento ha creato l’occasione per svelare anche un’altra anticipazione riservata a tutti gli ospiti presenti: si tratta del documentario “Vita Nuda”, dedicato alla memoria sestese raccolta sul campo proprio da Rampello, che sarà presentato ad agosto al Meeting di Rimini 2022 che vedrà la presenza anche di MilanoSesto. Un contributo d’eccezione è stato, inoltre, dato dagli studenti della Scuola di Ristorazione di AFOL Metropolitana, a cui è stato affidato il catering: un primo esempio concreto di coinvolgimento della comunità e della volontà di avviare progetti di qualità e crescita reciproca.

Park Associati curerà lo studentato con circa 700 posti letto
ACPV ARCHITECTS è coinvolto nella progettazione degli spazi direzionali e di un hotel
Barreca & La Varra progetterà le residenze in edilizia convenzionata
Scandurra Studio Architettura si occuperà delle residenze libere
A LAND è stata affidata la realizzazione della prima porzione del parco, pari a 13 ettari su 45 ettari complessivi

Referenze immagini: Prelios, Hines, MilanoSesto

Sesto San Giovanni, Stazione, Trasporti, Progetto, Riqualificazione, Milanosesto, Renzo Piano Building Workshop, Ottavio Di Blasi & Partners, Hines, Foster + Partners, Unione 0, Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV), Barreca & La Varra, Park Associati, Scandurra Studio Architettura

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


24 thoughts on “Milano | Sesto San Giovanni – MilanoSesto, Unione 0 si svela alla comunità 

  1. Alberto

    Bel progetto. Sarebbe però auspicabile che il comune di Sesto, assieme a Cologno, San Donato e Corsico, venissero annessi a Milano e smettessero di esistere come unità amministrative autonome, fatto che ora crea situazioni ridicole come quello dello stadio, in cui il comune non é in grado di imporre gli strumenti urbanistici perché ci sono aree della città controllate da giunte meno rigide e con maggiori problemi di bilancio che per risolverli “danno il di dietro”.
    Il rischio di tutto questo é che lo stadio sia costruito ugualmente, ma in un posto meno servito da trasporto pubblico dove avrà un’impatto peggiore.

    1. Albe

      Concordo, soprattutto per Sesto.
      Questo primo lotto intanto è promettente, probabilmente il suo successo determinerà il destino dell’area.

    2. Anonimo

      Concordo, ma lo dico da milanese. Non sono sicuro che gli abitanti degli altri comuni limitrofi siano favorevoli all’annessione.

      1. Anonimo

        comprensibilmente…. 🙂

        Tra l’altro se io fossi cittadino di Sesto, chiederei di finire sotto Monza e non sotto Milano.

        1. Andrea

          Se Sesto finisse sotto Monza c’è il rischio che l’amministrazione dismetta le tre fermate della metro rossa e blocchi i lavori della nuova stazione FS per realizzare al suo posto uno svincolo che dalla tangenziale Est collega alla A4 senza dover pagare il casello.

          Tutti questi mezzi pubblici che vanno a Milano tolgono lavoro alle attività di Sesto.

    1. Nives

      Sono d’accordo con te…… Non ne abbiamo bisogno.!!!!
      Abbiamo altresì bisogno di difendere un ambiante in gravi condizioni, di ritrovare ossigeno per i nostri figli, di ritrovi per gli anziani, di rispetto per la Natura.
      Troppe cose ormai…… Superate per parecchia gente che vede soltanto nel businnes il proprio scopo di vita. Se vita è!!!!!!!

      1. Alessandro Magno

        Signora si trasferisca in campagna se ha bisogno di più ossigeno e natura e non le piace la sua vita a Milano , ma consenta a chi vuole vivere tra i grattacieli del fondo di investimento del Qatar di poterlo fare. Qui serve lavoro, investimenti e progetti di recupero.
        Promettiamo che non verremo a riprenderla dal luogo remoto in cui farà una vita stupenda a km0 … anzi le paghiamo il biglietto..solo andata! Ci mandi una cartolina!

  2. Andrea

    Adesso costruire casermoni in aree periferiche dismesse viene chiamato “rigenerazione urbana”.

    Io lo definirei più correttamente “urbanizzazione” o anche “cementificazione”.

    1. Anonimo

      Caro Andrea, purtroppo sei ignorante in materia (non in generale, non mi permetterei) per paragonare ogni nuova costruzione e dei casermoni. La rigenerazione URBANA, prevede spesso e volentieri la cementificazione, perché appunta in un’area urbana. Ora, non si può pensare che in una città non si costruisca più o che non si possano rigenerare nuove aree, soprattutto in prossimità di nuovi nodi della mobilità come la futura stazione di Sesto.

      1. Anonimo

        Sono d’accordo. Non mi sembrano casermoni, che sono comunque già onnipresenti a Sesto. La nuova stazione ed un nuovo quartiere antistante faranno sicuramente bene a chi si trasferirà in quella zona, e agli abitanti di Sesto che attraversano la zona per arrivare in stazione. Ci saranno sicuramente nuovi servizi ed un miglio decoro urbano.

        1. Anonimo

          Sembra Milano porta Nuova a Garibaldi solo che qui hanno proposto una colata di cemento in stile sovietico e manca totalmente l’idea piazza o agora come quello di porta Nuova che lo renderebbe un posto vivibile o semplicemente gradevole . È tutto proporzionato a massimizzare i profitti ma stravolge gli equilibri di quel quartiere . Si parla di valorizzazione ma sarà una catastrofe dalla quale scappare . Questo quartiere sarà degradato . Ma avete visto la densità?? Pazzesco. E’ sadismo urbanistico puro .

  3. Albe

    Cementificazione? Nell’area falck? Con le acciaeirie?
    Abbiamo tutta Italia cosparsa di macerie capitalistiche che non avranno mai la fortuna di una bonifica e di un investimento di recupero e qua vediamo cemento?
    Cementificazione vergognosa è quella di Assago, di Segrate, Cologno ma il recupero di un’area come quella è un miracolo non cementificazione

  4. Anonimo

    Sono perplesso. Mi ricorda troppo Santa Giulia con la stazione di Rogoredo e poi i casermoni di Sky e subito tante strade e auto.

    Se si vuole che un nuovo quartiere abbia successo lo si deve progettare 100% pedonale e senza nemmeno una strada, solo così si ottiene l’effetto positivo stile City Life e Porta Nuova (quest’ultima soffre parecchio la presenza dei vialoni Liberazione e Gioia)

    Spero non facciano l’errore di creare una specie di Bicocca con stradoni ovunque e parcheggi squallidi.

    1. Anonimo

      A Rogoredo prima di Santa Giulia c’erano solo edifici dismessi, il boschetto della droga, case popolari e poco altro. A Sesto San Giovanni c’è una città tutta intorno

      1. Anonimo

        Si ma questo non esclude rendere il nuovo quartiere il più possibile pedonale, visto che c’è gia tutta una città attorno in cui la gente può andare in macchina. Perché non proviamo a replicare le buone pratiche già sperimentate in città è all’estero? Auspico quindi che si progetto un quartiere davvero moderno, non pensato per gli automobilisti.

    1. _

      Non c’è YOLO per gli over 60: son tutti a lavorare in uno scomodo ufficio dove (ORRORE) vano addirittura in macchina !
      Dinosauri.

  5. Wf

    Basta che non fanno gli stradoni superautomobilistici tra un palazzo e l’altro come hanno fatto in Bicocca.

    Perché sarebbe una presa per il cilo come “rigenerazione “…

    Cosa rigeneri: smog, puzza, rumore e pericolo di andare in strada con famiglia e bambini?

    La “rigenerazione ” del traffico e dello smog…

    1. Anonimo

      Un bambino di dieci anni saprebbe formulare concetti decisamente più interessanti dei tuoi (oltre a saper usare i congiuntivi).

    1. Anonimo

      Ma anche un bambino di 6 anni se è per questo :

      Auto (anzi SUV) : brutti
      Smog : brutto
      Puzza : brutta
      Traffico : brutto

  6. Marzia

    Siete forti..mi fa piacere la vs passione x sesto Anch io la vorrei tutta a dimensione uomo e verde inclusiva x i giovani facile x bimbi ed anziani..beh speriamo si stia facendostiamo connessi parlarne fra di noi e utile giusto e costruttivo..buon caffè a tutti

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