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Milano | Corvetto – “El Signurun de Milan” torna come nuovo

Nel dicembre del 2020 era tornata al suo posto la mano persa da anni, quella della grande statua alta quasi tre metri del Signurun de Milan di via San Dionigi al Corvetto. Da allora, il resto della grande statua in cemento necessitava di un bel restauro. Oggi, dopo alcuni giorni di restauro, è tornata a splendere come nuova.

L’imponente statua, si trova al numero 6 di via San Dionigi, nel distretto del Corvetto, collocata sulla punta di un curioso terrazzino di una palazzina liberty e che forma un cuneo tra due biforcazioni della stessa via tra enormi palazzoni popolari e piccole case di ringhiera. Questa solenne statua rappresenta il Cristo Redentore mentre regge una grande croce e benedice i passanti che qui tornavano dalla vicina abbazia di Chiaravalle. Per le sue dimensioni e fattezze i vecchi milanesi e i contadini inurbati da sempre hanno affettuosamente ribattezzato il colosso “el Signurun de Milan” (il Signorone di Milano) o più rozzamente “el Cristùn de cement” (il Cristone di cemento). 

La mano, tranciata tanti anni fa durante alcuni lavori, come dicevamo è tornata al suo posto. Il merito di questo risultato nel quale nessun ormai più sperava è stato di Chiara Perazzi, consigliere del Municipio 5 di Milano e dell’imprenditore Romano Saini che si sono presi a cuore la vicenda, come quando si resero conto che in realtà la statua non era censita da nessuna parte. Insomma, è come se non esistesse. Chiara e Romano Saini contattano poi lo scultore Antonio Mendola che ha ridato forma al moncherino. In passato, Romano Saini passava di qui con il babbo e i ricordi tornano, insieme alle emozioni. Ora gli abitanti della zona, grazie alla disponibilità del proprietario dell’immobile su cui sorge il monumento, Ahmad Abdel Latef, hanno ripulito la statua portandola ad un candido splendore.

Voce popolare vuole che il Cristo con la sua mano e le sue tre dita alzate, voglia ricordare ai poveri abitanti del quartiere, che, come si usava all’epoca, dovevano pagare l’affitto ogni tre mesi, anche se in verità le tre dita oltre a benedire indicano il mistero della Trinità.

Come la polena di un vascello, il Cristo benedicente, essendo situato lungo l’antica via d’accesso alla città, sembra accogliere benevolmente, ancora oggi, chi vi accede.

Le origini della statua sono abbastanza misteriose. Infatti non si è mai scoperto chi l’abbia realizzata o commissionata, né quando di preciso, e neppure a quale scopo.
C’è chi dice che fu ripescata dalle acque della vicina Vettabbietta, altri invece che si tratti del modello di prova per un Cristo in bronzo che il fonditore alla fine non ebbe cuore di distruggere. Altri ancora che non essendo stata ritirata dal committente fu presa dal capomastro e installata sulla casa ove abitava.

Di sicuro si sa solo che è composta da graniglia e sabbia del Ticino impastate con polvere di cemento (da cui il nomignolo “el Cristùn de cement”), mentre riguardo alla datazione si presume sia stata realizzata sicuramente sul finire dell’Ottocento.

Non si tratta certo di una grande opera artistica, ma la grande statua è diventata, col tempo, un simbolo del quartiere.

Qui sotto la statua prima dei restauro, quando ancora portava i variopinti colori non originali.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Andrea Cherchi

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


7 thoughts on “Milano | Corvetto – “El Signurun de Milan” torna come nuovo

  1. Anonimo

    A mio modesto parere questa schietta opera devozionale, trattata dall’Arsuffi con malcelato disprezzo, è molto meglio di quasi tutte le supponenti creazioni contemporanee esposte nel parco di City Life…

    1. Anonimo

      infatti dovresti stare zitto. Faresti meglio. Che paragone insulso hai appena enunciato? Supponente è proprio il tuo pensiero privo di qualsiasi capacità di analisi

      1. _

        Scusa ma che cosa ha detto di tanto insulso?

        Preferisce quest’opera, per quanto umile e modesta a tante roboanti creazioni di cui è piena city life.

        Si può essere o meno d’accordo (io lo sono ad esempio) ma è un parere rispettabilissimo.

  2. massy

    ottimp lavoro! certo che vedere dietro quella parabola e quella tenda da fruttivendolo bianca (per ora) non è il massimo…

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