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Milano | Acquabella – Cantiere M4 Susa: luglio 2022

Aggiornamento di metà luglio 2022 dai cantieri per le stazioni della M4, la linea Blu della nuova metropolitana, nel versante orientale della città. Nel distretto dell’Acquabella saranno aperte quest’autunno le stazioni della nuova metropolitana di Dateo, Susa e Argonne.

Dopo avervi mostrato la situazione in superficie della stazione di Dateo, ecco la situazione del grande piazzale e un tratto di Viale Argonne che riguarda il ripristino in superficie del cantiere per la stazione Susa.

Catrame colorato e pietra sembra siano le scelte per la pavimentazione calpestatile.

Spostiamoci all’angolo tra viale Argonne e via Francesco dall’Ongaro, davanti alla stupenda palazzina di viale Argonne 2 che sarà per sempre deturpata dalle strutture (un po’ deludenti) che saranno il vano ascensore e la copertura per le scale mobili d’uscita della stazione.

Ribadiamo la nostra “delusione” nel constatare che anche per questa metropolitana nessuno abbia pensato a qualcosa di meno tecnico e, visto che siamo la capitale del design, più bello da vedere, anche nelle strutture che coprono gli accessi meccanici della stazione.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


32 thoughts on “Milano | Acquabella – Cantiere M4 Susa: luglio 2022

  1. Lau Dhes

    Ma basta con questa favola di capitale del design. Qualsiasi città scandinava ci batte su tutti i fronti del design, per non parlare delle vere capitali economiche e culturali che stanno emergendo in Asia.
    La verità è che Milano brilla perché il resto delle grandi città d’Italia va è lercia

      1. Anonimo

        Tutti e due 🙂

        Senza tirar fuori escrementi di cani e tag dappertutto (per non far arrabbiare nessuno), non è purtroppo una città pulita.

        1. Anonimo

          Capitali culturali in Asia che stanno emergendo devo ancora vederne..
          Togli Tokyo, quanto fatto sin qui in Cina sono più che altro specchi per le allodole, salvo rare eccezioni, per lo più non rintracciabili nelle “capitali”.

          Non basta tirar su musei mastodontici di architetti noti per diventare capitali culturali.

          Per la sua taglia, Milano fa quello che deve fare.
          Si può sempre molto migliorare, ma senza neppure esagerare.

          Fa un po’ sorridere la crociata di UF contro l’ascensore di Argonne: non è un granché, ma da qui a scrivere “viale Argonne 2 che sarà per sempre deturpata” ce ne passa. Manco fosse un capolavoro perduto.

          Poi come si vede spesso qui, a ciascuno il suo grado di frustrazione da sfogare.

          1. _

            Finchè c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che l’ascensore di Argonne è una vera e propria schifezza, c’è speranza per Milano.

          2. Anonimo

            Forse non avrai mai sentito parlare di Singapore, Seoul, Osaka, Shanghai, Taipei, Hong Kong, Bangkok, Xi’an, Pechino, Kuala Lumpur e molte altre, ma è normale, il milanese tipico ha le fette di salame sui occhi e una mano nelle mutande.

          3. Anonimo

            @Andrea, vatti a fare una passeggiata per Osaka o per Seoul per apprezzarne la misura d’uomo. L’intera Danimarca è paragonabile ad un paio di distretti di Shanghai messi insieme.

          4. Andrea

            @Anonimo 13 Luglio 2022 at 11:55
            Il mio commento sopra è ironico.

            Non so come abbia fatto qualcuno a prendere le città asiatiche come esempio da copiare, che sono la brutta copia delle città americane e che a loro volta sono un pessimo tentativo di migliorare le città europee.

    1. Anonimo

      Anche New York è una capitale del design e ha un arredo urbano che fa cagare.

      Lione è curatissima ma non è capitale di un bel niente.

      Le due cose non vanno sempre a braccetto.

      1. Anonimo

        Perché a New York ci sono troppi milanesi che che si occupano di design e Lione sono i francesi che se ne occupano. Ecco il motivo.

      2. _

        A New York hanno i pali con la vernice anti adesivi.
        E in centro non c’è più una tag
        E i semafori che non basta un ragazzino idiota o il vento per girarli…

        A me basterebbe questo, ma invece….

      3. V

        Comunque sia, Milano ha una gran lunga strada da fare prima di essere città del design, non lo sei un evento dedicato; devi pure crederci nel quotidiano.

        Guarda per esempio la città durante il salone …e poi?? Cosa resta ? Il turista non visita Milano solo in quella settimana. Ricordiamocelo!!!!

    2. Anonimo

      I tuoi commenti sono da provinciale italiano che si fa impressionare da quello che vede come turista pur non capendone il contesto sociale. Non è l’arredo urbano che fa di Milano una capitale del design, ma bensì le compagnie private che producono design e istituzioni di prestigio come Il Salone del Mobile e la Triennale che le espongono. E tutti gli investitori ed espositori stranieri che vengono in città per promuovere i loro prodotti

      Come altri hanno notato, New York come città è pessima per quanto riguarda arredo urbano, trasporti e infrastrutture pubbliche, ma rimane un grande centro di creatività globale. Lo stesso vale per Londra, fuori dal centro la città è penosa. Le capitali scandinave vivono di decoro urbano e di molto PR ma hanno ben poca creatività e intraprendenza in confronto ad altre grandi città, compensano con piste ciclabili e lampioni carini. Se proprio ti piace il design scandinavo, trasferisciti in Scandinavia e vedi come si vive da Scandinavo, e non da turista italiano all’estero.

      1. Andrea

        Viva il conservatorismo! Hai problemi? Gli altri fanno meglio? Trasferisciti all’estero!

        Campioni del mondo! Campioni del mondo!

        1. Anonimo

          Non è conservatismo caro Andrea. Ma esterofilia italiana, e pure male informata. L’erba del vicino è sempre più verde.

          Il mio commento si riferiva a quello di Lau Dhes sulla ‘favola di Milano capitale del Design’ e sul fatto che le città scandinave hanno un buon arredo urbano, che è anche vero. Ma non è abbastanza per trasformarle in una fucina di creatività. Come non è certo l’arredo urbano di Milano a detrarre dalla sua industria principale.

          Questo blog è pieno di commenti di gente frustrata che giustamente vuole una migliore qualità della vita a Milano. Sicuramente la Scandinavia avrà un migliore arredo urbano, ma anche una visione più pragmatica, meno individualista, e meno tendente a lamentarsi. Senza farne una lettura sociologica, non puoi avere una città alla scandinava pur comportandosi e vivendo da italiani. E viceversa.

          1. Lau Dhes

            “I tuoi commenti sono da provinciale italiano che si
            fa impressionare da quello che vede come turista pur non capendone il contesto
            sociale.” Certo, ingenuo io da non avere assodato che Milano è
            effettivamente la “capitale del design” grazie alle esposizioni
            fieristiche universalmente acclamate quali il Salone del Mobile e la Triennale.
            Eppure, Milano è una città piena di bifolchi che parcheggiano abusivamente tra
            palazzine del dopoguerra in classe energetica G vendute a 8000€/m2, spacciatori
            a piede libero e strade provinciali battute da prostitute schiavizzate, strade
            dissestate e incatramate alla bell’e meglio, segnaletica bizzarra, campagne in
            cui ci sono cumuli di rifiuti abusivi a bordo strada e pervasivo inquinamento.
            Essere capitale del design non significa solo ospitare fiere, bensì include
            anche il contesto economico e sociale di un luogo che permette lo sviluppo dei
            vari linguaggi del design, da quello del mobile a quello industriale, da quello
            della comunicazione a quello della moda e oltre.

             

            È proprio questo tuo arrogante compiacimento senza pensiero
            (auto)critico che ci fa perdere competitività anno dopo anno. Il mondo rispetto
            al dopoguerra e boom economico italiano ormai gira da un’altra parte caro mio.

            Grazie per avermi diagnosticato l’esterofilia, mi curerò con un po’ più di pizza e dolce far niente 😉

      2. Anonimo

        “I tuoi commenti sono da provinciale italiano che si fa impressionare da quello che vede come turista pur non capendone il contesto sociale.” Certo, ingenuo io da non avere assodato che Milano è effettivamente la “capitale del design” grazie alle esposizioni fieristiche universalmente acclamate quali il Salone del Mobile e la Triennale. Eppure, Milano è una città piena di bifolchi che parcheggiano abusivamente tra palazzine del dopoguerra in classe energetica G vendute a 8000€/m2, spacciatori a piede libero e strade provinciali battute da prostitute schiavizzate, strade dissestate e incatramate alla bell’e meglio, segnaletica bizzarra, campagne in cui ci sono cumuli di rifiuti abusivi a bordo strada e pervasivo inquinamento. Essere capitale del design non significa solo ospitare fiere, bensì include anche il contesto economico e sociale di un luogo che permette lo sviluppo dei vari linguaggi del design, da quello del mobile a quello industriale, da quello della comunicazione a quello della moda e oltre.

        È proprio questo tuo arrogante compiacimento senza pensiero (auto)critico che ci fa perdere competitività anno dopo anno. Il mondo rispetto al dopoguerra e boom economico italiano ormai gira da un’altra parte caro mio.

  2. MUC72

    Sarà anche capitale del design ma “internal design” non certo per quello degli spazi pubblici esterni!
    E poi signori ma basta guardarsi intorno!

  3. Anonimo

    Mi sembra esagerato parlare di casa deturpata, è molto soggettiva la cosa. A me non dispiacciono queste strutture, un vetro-acciaio leggero. Cosa ci sarebbe dovuto aspettare, una struttura artigianale in ferro battuto?

  4. Anonimo

    “Catrame colorato e pietra sembra siano le scelte per la pavimentazione calpestatile.”

    sbaglio o quello non è catrame colorato, ma conglomerato cementizio?

  5. Est71

    A prescindere dall’impatto estetico delle strutture di accesso alla M4, il miglioramento della qualità dello spazio pubblico è indiscutibile

    1. Contemporaneo

      Esatto, finalmente un po’ di buon senso. Non capisco tutto questo odio per una nuova linea, la quinta a Milano, che fra l’altro non ha neanche aperto. Come la linea 5, sarà anche di design modesto, ma efficiente, estesa ed accessibile (in termini monetari) a tutti. Mi sembra pienamente nella media di una città europea di queste dimensioni.

      La metro di Copenhagen, per fare un esempio, ha un’estetica migliore nelle finiture, ma è un’infrastruttura modesta, costruita di recente, con due linee scarse che fra l’altro sono gestite dall’ATM di Milano, proprio la nostra ATM… https://www.atm.it/en/IlGruppo/ChiSiamo/Pages/Estero.aspx

  6. Anonimo

    L’ascensore di cristallo in mezzo al nulla è sorprendente! Sembra un’installazione di arte contemporanea stile fondazione Prada o Cattelan . Il progettista è sicuramente uno colto ! Comunque un genio.🤦🏻‍♂️🥶

    1. Anonimo

      Ascensore di Cristallo?! Nel mezzo del nulla? Prada e Cattelan?!? Altro che progettista genio, mi sai che ti fai di crystal meth…

  7. Anonimo

    Quanti commenti stupidi. La M4 cambierà faccia a molti quartieri e cambierà la vita di decine di migliaia di persone. Se l’ascensore l’hanno messo lì probabilmente avranno avuto le loro ragioni, anche solo se fosse per risparmiare ci saranno stati decine di tecnici e progettisti ad avallare la cosa.

    Io spero che aprano presto tutta la linea e che il numero delle auto in entrata in città cali, e che contestualmente il comune, con 5 linee di metro, passante ferroviario, rete tranviaria, bus in quantità, dia una bella stretta ai due cancri della mobilità di Milano: la sosta selvaggia di auto e moto e l’inquinamento dato dalla congestione del traffico.

    Inasprire area C, attivare finalmente area B, far pagare molto di più la sosta, mettere altri autovelox, pedonalizzare.. con 5 linee di metro non ci sono più scuse, si può fare tutto e basta solo volerlo.

    1. Anonimo

      Sottovalutare l’importanza dell’arredo urbano e della qualità estetica di un manufatto sul principio del basta che funzioni, è fare del male alla propria città.

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