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Milano | Porta Vittoria e Monforte – Le più belle vie in città: Via Mameli, piccola e alberata

Prosegue il nostro viaggio alla ricerca delle vie più belle di Milano e che, secondo noi, dovrebbero essere un punto di riferimento e copiate da un programma del Comune per la sistemazione di tutte le strade cittadine nel prossimo futuro.

Questa volta vi portiamo in via Goffredo Mameli, una via che attraversa due distretti, quello di Porta Monforte e quello di Porta Vittoria, unendo Corso Indipendenza con Corso Ventidue Marzo.

Nei primi anni 2000 la via venne interessata da un bell’intervento di riqualificazione che ha visto la creazione di aiuole con alberature lungo i marciapiedi e la sistemazione dei parcheggi, a pettine da un lato e in linea dall’altro lato.

La via, aperta sul finire dell’Ottocento, è a senso unico ed è contornata da edifici che spaziano dal primo Novecento sino agli anni Cinquanta e Sessanta.

Lungo il percorso troviamo alcune case che meritano menzione, come l’edificio al civico 8 posto all’angolo con via Pasquale Sottocorno, realizzato nel 1895 in un grazioso ed elaborato stile eclettico (purtroppo circondato da un contesto asettico). Segue lo stupendo palazzo al numero 20 della via Casa Fratelli Donato e Anselmo Greppi del 1931 e progettata dall’architetto Giovanni Greppi.

Proseguendo verso Corso XXII Marzo al numero 32 e 36 di via Mameli troviamo il primo gruppo di Case per la Cooperativa Agenti Ferrovie Statali, del 1923, seguito al civico 40, delle Case per la Cooperativa Impiegati Comunali, realizzate nel 1924. A coronare i quartierini sorti per affitti a prezzi agevolati, ecco il Quartiere Vittoria di Corso XXII Marzo 29 e costruito nel 1919/25 su progetto di Giovanni Broglio.

Come avete potuto vedere dalle nostre immagini, la via gode di un armonioso arredo urbano che, dopo quasi vent’anni di vita, è ancora un bell’esempio che, come dicevamo, ci piacerebbe venisse preso a riferimento per ogni strada cittadina.

C’è però un neo negativo che non possiamo fare a meno di menzionare, ovvero lo spiazzo parcheggio che si trova all’incrocio con le vie Macedonio Melloni e via Sottocorno, dove spicca l’edificio realizzato nel 1964 su progetto di Fabio Mello.

Lo spiazzo è, come si vede dalle immagini qui postate, un orrendo parcheggio. A parte che preferiremmo venisse creata una piazzetta con giardino dedicata anche a qualche personaggio importante, ma sappiamo anche che la mancanza di parcheggio in zona è importante, perciò abbiamo semplicemente provato a piantare virtualmente quattro bei platani nella piazza, lasciando i parcheggi. L’effetto sarebbe senza alcun dubbio migliore, che ne dite?

Purtroppo in quest’estate torrida, molte piante sono seccate, senza che nessuno abbia mai mosso un secchio per dare loro un po’ d’acqua.

Immagini: Roberto Arsuffi, Google Map

via Goffredo Mameli, Porta Monforte, Porta Vittoria, Corso Indipendenza, Corso Ventidue Marzo, Stile Eclettico, Verde Pubblico

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


27 thoughts on “Milano | Porta Vittoria e Monforte – Le più belle vie in città: Via Mameli, piccola e alberata

  1. Anonimo

    Non conoscevo questa via, molto bella.

    Questo tipo di sistemazione delle strade residenziali, con parcheggi a pettine su un lato e in linea sull’altro e un’unica corsia di marcia, è abbastanza la norma nelle città europee, ad esempio a Berlino dove ho appena passato un periodo.

    Anche a Milano negli anni 2000 si era iniziato a farlo in maniera abbastanza sistematica, non solo qui ma anche, ad esempio, nella zona delle town houses al Casoretto. Poi, non so perché, hanno smesso. Mancanza di fondi?

    1. Anonimo

      Ma ti prego, in tutte le città europee stanno rimuovendo i parcheggi a pettine, proprio perché occupano troppo spazio rispetto a quelli paralleli al marciapiede. Spazio che potrebbe essere restituito ai pedoni o che potrebbe diventare verde.

      1. Anonimo

        E’ una zona residenziale…
        Va bene citare “l’Europa” come fa comodo, ma un minimo di spirito pratico suvvia….

        1. Wf

          In realtà lo “spirito pratici” è proprio quello di restituire lo spazio ai pedoni e alla vita di quartiere…

          Che spirito pratico c’è nel castrare un quartiere bloccandolo come mega parcheggio?

          Impedendo tutte le altee attività he sono la vera vita di una famiglia e di un quartiere.

          Spirito pratico

          Infatti i Europa lo hanno capito qualè il vero spirito pratico.

          Comprati un box

  2. MNB

    Conosco bene perché ci abitano i miei genitori. Dopo la ristrutturazione dell’arredo urbano è molto migliorata, tuttavia quelle aiuole sono state fatte e poi abbandonate a se stesse.
    Così dove il condominio o l’attività commerciale che ci sta vicino se ne prende cura non ci sono problemi, altrimenti diventano rapidamente dei brulli immondezzai e – a causa della maleducazione dei padroni dei cani – dei cessi per amici a 4 zampe. Diversi alberi si sono seccati e non li hanno mai sostituiti. Questo per dire che il verde in città, per essere bello, richiede anche delle cure costanti.
    La piazzetta pure venne ristrutturata, non ho capito perché in quel contesto non aggiunsero almeno un’aiuola centrale.
    Comunque la viabilità in Italia non è paragonabile a quella Europea, le macchine pro capite sono molte di più e la gente usa la macchina per qualsiasi cosa. Tipo andare a fare la spesa, per dirne una.
    Tra l’altro Milano è forse l’unica città in Italia dove la mobilità alternativa è veramente un’alternativa, ma la mentalità di molti cittadini è ancora agli anni 60, cosa che capisco visto che molto spesso l’età anagrafica è quella.

  3. Anonimo

    Le vie a senso unico per le auto dovrebbero essere pian piano, come a Parigi, rese a doppio senso per le bici, rimuovendo fasce di parcheggi.

    È semplicemente ormai ingiusto che un comune regali preziosissimo spazio pubblico a qualche possessore di automobili, solo perché possiede un’auto.

    In nessuna città evoluta si regalano in questo modo spazi per stoccare mezzi privati, senza che questo generi nessun beneficio per la comunità.

  4. Anonimo

    partire da queste vie per creare dei modelli applicabili in tutta la città. meno auto & più verde. una città a misura d’uomo che crea delle vere qualità per gli abitanti.

  5. Ale

    Ma perché non si riesce a fare nulla per incentivare i privati a togliere tutte quelle porcate di scarabocchiate dai muri? Perché non sono considerate al pari della pattumiera?

    1. Wf

      Lo stesso Albertini vhe ha massacrato Milano buttando auto ovunque sui marciapiedi sulle radici dei pochi alberi ancira rimasti??

      Quell Albertini lì?

      Quello che ha scippato tutti i marciapiedi di Milano ai pedoni per darle alle automobili che manco in Namibia??

      Ha rovinato Milano per sempre

        1. Wf

          In effetti i namibiani sono molto più civili dei milanesi e le auto sui marciapiedi non ce le mettono.

          In effetti in Namibia c’è un detto che dice:
          “Lasciano le strade uno schifo che manco a Milano??”

          1. Anonimo

            Invece a Milano c’è un pirla che dice:

            “Quello che ha scippato tutti i marciapiedi di Milano ai pedoni per darle alle automobili che manco in Namibia”

  6. Andrea

    Questo dovrebbe diventare un blog di giardinaggio. Cosa ha di bello in termini urbanistici la riqualificazione a parte le piante lo sanno solo loro.

    Una via dove la maggioranza dello spazio è dedicata alle automobili, la carreggiata è eccessivamente larga per mantenere una velocità di 30 km/h come dovrebbe essere in una via residenziale, file di parcheggi in ogni lato e nessuno spazio per la mobilità ciclabile. Arredo urbano zero: non c’è una panchina, i marciapiedi sono di catrame e i parcheggi di ciottolato.

    Questa è una via da prendere come esempio per ricordarsi di come venivano buttati i soldi negli anni 2000

    1. Anonimo

      Verissimo. Siamo tutti così assuefatti allo stato di fatto che pensiamo sia normale avere poco spazio pubblico e dedicarlo esclusivamente alle automobili.

      Eppure in tutto lo spazio che occupano le automobili ci si potrebbe fare molte altre cose, mettere arredo urbano decente, piste ciclabili, giochi per bambini, aiuole, alberi… Invece sappiamo pensare solo a corsie e parcheggi e a lamentarci che la città sia invivibile. Ovvio, la città non è, di fatto, progettata per gli esseri che la vivono ma per accatastare e far spostare le loro automobili.

    2. Anonimo

      Anonimo ed Andrea la sanno lunga. MA a me la via piace molto e concordo in pieno col titolo di UF che dice che sono tra le vie più belle di Milano. Alla faccia di “come venivano buttati i soldi negli anni 2000”

      1. Anonimo

        Sicuramente le vie possono piacere ma dire che siano le migliori ce ne passa. Non siamo abituati a molto altro, la media delle strade cittadine è corsia/e di traffico automobilistico più file di auto parcheggiate su ambo i lati. Non si concepisce altro.

        L’unica via recentemente sistemata che si avvicina al mio ideale di buona strada cittadina è Paolo Sarpi, arredo urbano, verde, attività commerciali, zero auto parcheggiate.

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