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Milano | Porta Genova – Via Vigevano 29: ottobre 2022, si “spacchetta”

Aggiornamento di ottobre 2022 dal cantiere di via Vigevano 29 a Porta Genova, il piccolo lotto rimasto da sempre occupato solo da un magazzino che rendeva la graziosa via Vigevano dentellata in quel punto, dove la cortina dei palazzi ottocenteschi si interrompeva. 

La sfida dello studio d’architettura di Marco Galassi è stata quella di ricucire la cortina compatta della Via Vigevano con un nuovo edificio che riprendesse lo stile dell’epoca (così pare) senza stravolgere troppo il contesto. Ed eccoci alla resa dei conti con i primi “spacchettamenti” che mostrano il lavoro ormai a buon punto.

Come si vede la facciata riprende lo stile tradizionale, come si usa dire, di fine Ottocento e primo Novecento che caratterizza le facciate dei palazzi della via, come dicevamo.

Onestamente troviamo quest’intervento un po’ goffo, dove i balconi sembrano un po’ sproporzionati in rapporto ai vicini d’epoca. Altro segnale che rende l’edificio nuovo un po’ strano, pur cercando di citare lo stile antico, è l’essenzialità delle decorazioni, soprattutto per la gronda. Staremo a vedere come risulterà a intervento terminato.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Navigli, Porta Genova, Via Vigevano, Residenziale




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


17 thoughts on “Milano | Porta Genova – Via Vigevano 29: ottobre 2022, si “spacchetta”

  1. Anonimo

    di ottocentesco questo palazzo non ha nulla, dozzinale. non darà nell’occhio perchè tutto il contorno è di qualità

    come al solito quando si tratta di salvare muri interrati inutili siamo in prima linea, quando dobbiamo dare una linea architettonica comune lasciamo a ognuno fare i ca*i suoi

  2. Lorenzo Lamas

    Certo che la resa fotografica ripropone la domanda:

    meglio una sgraziata e goffa realizzazione in stile oppure un dozzinale parallelepipedo in finta pietra con finestre asimmetriche?

  3. V.

    La cosa strana è che tutti i palazzi di fianco hanno le balaustre e i balconi con le parti in ferro NERE.
    Il nuovo palazzo le ha…inox. E questo lo rende ancora più “strano” nel suo stile finto vecchio.

    Adesso non pretendo che la Commissione Paesaggio vigili su queste inezie ma almeno il progettista non poteva pensarci?

  4. Francesco De Collibus

    Lo trovo ottimo: si è posto il problema della cortina in una delle zone più caratteristiche di Milano, devastata altrove da mostruosità anni 60-70 (vedi Darsena)

  5. Anonimo

    Una via larghissima, vicina ai Navigli e alla Darsena, un sacco di locali e non c’è un filo d’erba o di segnale di vivibilità. Scandaloso ma normale da queste parti. Ah poi un giorno parleremo dell’abominio del piazzale di fronte alla stazione di Porta Genova…

    1. Anonimo

      Beh, il Comune aveva un piano per la riqualificazione di via Vigevano ma i residenti si sono opposti, dicendo che avrebbe portato ancora più movida e gente la sera…

  6. Lorenzo Lamas

    Non so se sia peggio questo purtroppo sgraziato e goffo edificio in stile oppure i parallelepipedi con finestre asimmetriche con grès effetto pietra con le fughe che sembrano quelle dei cessi delle piscine.

  7. Anonimo

    L’effetto tozzo dei balconi è per l’altezza del parapetto a norma, m1,10, mentre quelli dei vicini non lo sono, e per lo spessore della soletta in aggetto che avrà qualche strato coibente termico. Ha fatto quello che doveva: un normo intervento

    1. Anonimo

      Non sono d’accordo.
      I balconi del nuovo intervento non hanno alcuna proporzione. Basta paragonarli a quelli dell’edificio di dx. La differenza di altezza si poteva mascherare giocando meglio sui volumi. Insomma anche il falso storico ha le sue regole, non basta che assomigli ad una casa vecchia e va tutto bene…

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