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Milano | Bicocca – Cantiere Caltagirone di viale Piero e Alberto Pirelli: settembre 2022

Ennesimo aggiornamento dall’infinito cantiere in Bicocca sito nel lotto tra via Chiese, viale Piero e Alberto Pirelli e via Stella Bianca, che pare non avere termine. Mentre parte dei palazzi sono già abitati, ci sono porzioni ancora da completare e nuove gru che ormai presenziano cantieri fermi da marzo-aprile scorsi.

Si tratta dell’area di proprietà della società Caltagirone dove sono in costruzione dei palazzi abbastanza impattanti di 13 piani l’uno che formano una sorta di cortina ondulata lungo al viale Pirelli.

Per ora son state realizzate due palazzine, una molto ampia che occupa il lato pari di viale Piero e Alberto Pirelli e l’altra isolata al centro del giardino.

Anche qui, come per altri palazzi sorti nella zona delle ex industrie Pirelli, si è voluto dare un omaggio agli pneumatici della Pirelli col disegno delle cancellate che ricordano nella forma il layout dei battistrada di gomma. Del palazzo disposto lungo il viale manca ancora da completare una bella porzione verso via Chiese e il Bicocca Village, stessa situazione che avevamo riscontrato nella scorsa primavera, pochi cambiamenti.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Bicocca, Caltagirone, via Chiese, via Piero e Alberto Pirelli, via Stella Bianca




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


37 thoughts on “Milano | Bicocca – Cantiere Caltagirone di viale Piero e Alberto Pirelli: settembre 2022

  1. Adriano

    Penso la peggior realizzazione a milano.
    Non capisco perché non siete critici. Non è possibile costruire palazzi così vicini e con questo stile assolutamente fuori dal tempo.
    Sarebbero da demolire subito

    1. Lorenzo

      La cancellata potrà pure richiamare il battistrada Pirelli, ma la forma di quei palazzi non rispetta affatto lo stile squadrato del quartiere Bicocca. Vederli è un pugno in un occhio.

      1. Maury

        Ecco il ritorno dei palazzoni soviet….me li ero persi per un po’
        Il comune di Milano si deve solo vergognare per permettere la costruzione di questi scempi e favorire i soliti palazzinari speculatori
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  2. _

    Il “falso storico” non appartiene a Milano.
    In più, quando copia male gli anni 70 è pure brutto e rischia di dequalificare l’intera zona.

  3. Alessandro

    Palazzo osceno che ricorda i palazzoni del partito comunista cinese. La trama dei cancelli ricordano più un oggetto del videogioco The Sims (versione 1). il tutto è di un’oscenità mostruosa, un vero schiaffo alla città del design. Che vergogna

    1. artemio franchi

      E’ uno scherzo, dai. 130 mq coperti disposti a labirinto e terrazzo di 150mq da cui si accede solo dalle camere da letto. Sono da internare. Neanche un geometra negli anni 70 avrebbe pensato ad uno scempio simile.

  4. Anonimo

    non possiamo permetterci di costruire senza spazi comuni, senza stile, senza valore per la città. la qualità architettonica non é un extra ma una necessità. dobbiamo imparare dai paesi nordici come si costruiscono quartieri periferici di qualità. si può fare e non é nemmeno una questione di soldi ma di cultura.

    1. Anonimo

      E dai con sti paesi nordici e le periferie di qualità.

      Prova a informarti sul ghetto di Rosengård, a Malmo che dicono essere il quartiere più pericoloso dell’intera Svezia, al suo pari c’è n’è solo un altro, quello di Rinkeby a Stoccolma poi se vuoi farci un giro ci farai sapere.

    2. Anonimo

      Sembra un copiaincolla preso da un bignami di architettura.

      Tra l’altro Bicocca avrà anche tanti difetti ma non si può dire che non abbia spazi comuni e come quartiere è decisamente meglio di tante altre periferie milanesi.

      Altro discorso quei palazzoni colorati che gridano vendetta.

  5. Paolo

    Cosa ti puoi aspettare da uno che ha fatto pacco Leonardo a Roma caltacity a Sesto San Giovanni etc. È un palazzinaro del copia e incolla. Non mi stupisce che li costruisca ma che gli diano il permesso.
    A Sesto sono ancora in vendita dopo anni.
    Ricordate però che Caltagirone ha le spalle grosse e ha vari pacchetti azionari importanti.
    Peccato la Bicocca dopo Gregotti non si meritava anche questo

  6. Matteo

    Semplicemente vomitevole. Mi ricordano alcuni hotel delle riviere nate dalla cementificazione selvaggia degli anni 60. E tutto quell’intonaco bianco che aspetta solo di essere sporcato dallo smog… Che schifo!

  7. Anonimo

    Chi li ha progettati è di roma, i romani hanno il complesso di inferiorità nei confronti di Milano, mai far realizzare qualcosa a Milano da qualcuno che ha il complesso di inferiorità nei tuoi confronti, perchè inconsciamente, spinto dal complesso di inferiorità, progetterà qualcosa di pessimo o in generale al ribasso. A questo si aggiunge che probabile a roma non abbiano, a prescindere dal complesso di inferiorità, in generale buon gusto nelle costruzioni. Un altro intervento edilizio pessimo progettato tempo fa da una società romana era quello di via Segantini con 4 casermoni bassissimi di tre piani a ferro di cavallo che si inserivano in modo pessimo nel contesto del parco Segantini. Già dopo pochi anni si accorsero dell’intervento al ribasso che avevano fatto, e allora per “alzare” un pò quei casermoni bassissimi, trasformarono in attici i tetti dei casermoni. La stesse m4 e m5, certo non capolavori estetici, sono state progettate e costruite da società romane. Attenzione che con il governo della romana meloni, le società edilizie romane con poco “gusto” che “progettano” scempi a Milano potrebbero aumentare.

  8. Anonimo

    Cagata in stile cinese comunista coi soldi riciclati della mafia. La ndrangheta li avrebbe fatti meglio, è più avanti.
    Salasucks: no ztl? no party!

  9. Anonimo

    non saranno granché, ma non credo che il resto del quartiere sia questa meraviglia eh…

    forse erano meglio le fabbriche

  10. bg

    Con questa edificazione è stato compromesso il pur già discutibile quartiere Bicocca ideato da Gregotti&co. Nuovi fabbricati che non dialogano con l’esistente, corpi estranei in stile Caltagirone, obbrobri che non possono piacere ma che verranno occupati per decenni come quelle ferite ai tessuti edilizi degli anni ‘60. Caltacity docet tranne ai ns approvanti governatori.

  11. Gio

    Fosse possibile ci sarebbe da piantare un bosco di sequoie e fare in modo di nascondere questo orrore. Meglio sarebbe demolirlo.Ma la cosa ancora più grave è che c’è pure gente che se li compra e ci va a vivere in quell’ obbrobrio.

  12. tiziano

    Mah basta usare google maps e fare “drag and drop” di quel simpatico omino sulla parte in basso a destra dello schermo.
    Ecco che puoi farti un idea passeggiando virtualmente per le strade della città.
    A me architettonicamente rosengard e rinkeby non paiono peggio della media della periferia milanese. (ad esempio i marciapiedi non sono in catrame…)
    Poi la pericolosità di un quartiere in relazione alla bontà e omogeneità delle sue soluzioni architettoniche non sono in grado di valutarla 😉

  13. Lorenzo Lamas

    Mi ha veramente colpito. Palazzi nuovi brutti e/o tristi se ne vedono sempre più ma almeno sono coerenti tra loro con un certo disegno ora (purtroppo) in voga. Questa realizzazione va oltre e lascia semplicemente senza parole. Rifiuta di seguire la bruttezza consolidata per proporne una nuova. Fuori contesto, ingombrante e pacchiano. Per una mia morbosa curiosità mi piacerebbe conoscere il dietro le quinte e capire come sia stato possibile arrivare a tutto questo.

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